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La Corte costituzionale ha dichiarato manifestamente infondata la questione sull’art. 187 del Codice della strada, sollevata dal Giudice di pace di Bobbio. La norma che sanziona la guida in stato di alterazione da stupefacenti, pur non prevedendo un limite quantitativo fisso, non viola i principi di determinatezza della fattispecie penale né quello di personalità della responsabilità.

Di cosa si tratta

L’art. 187 del d.lgs. n. 285/1992 (Codice della strada) punisce chi guida in stato di alterazione psico-fisica causato dall’uso di sostanze stupefacenti, senza prevedere – a differenza dell’art. 186 per l’ebbrezza alcolica – un limite quantitativo oltre il quale scatti la sanzione penale. Il Giudice di pace di Bobbio dubitava che tale indeterminatezza violasse i principi costituzionali in materia penale.

La questione di legittimità costituzionale

Il Giudice di pace di Bobbio aveva sollevato questione di legittimità costituzionale dell’art. 187 del d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285, in riferimento agli artt. 25, secondo comma, e 27, secondo comma, della Costituzione, nella parte in cui non prevede un limite quantitativo oltre il quale sia possibile ritenere il conducente in stato di alterazione da stupefacenti.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato la manifesta infondatezza della questione. Il reato di cui all’art. 187 c.d.s. è un reato di pericolo concreto: la fattispecie è sufficientemente determinata dall’accertamento dello stato di alterazione psico-fisica del conducente, che può essere rilevato mediante specifici strumenti e modalità di accertamento, senza che sia necessario un limite numerico fisso analogo al tasso alcolemico.

Il principio

Il principio di determinatezza della fattispecie penale non impone necessariamente la fissazione di limiti quantitativi numerici; è sufficiente che la condotta vietata sia individuabile con precisione sufficiente a garantire la conoscibilità del precetto e la personalità della responsabilità.

Domande e risposte

Perché il rimettente riteneva la norma indeterminata?

Perché l’art. 186 c.d.s. sull’ebbrezza alcolica prevede un limite preciso (tasso alcolemico) oltre il quale scatta la sanzione, mentre l’art. 187 sugli stupefacenti non prevede alcun limite numerico, rimettendo all’accertamento caso per caso la sussistenza dello stato di alterazione.

Come ha risposto la Corte al problema dell’accertamento?

La Corte ha rilevato che il d.lgs. n. 9/2002 aveva già previsto strumenti e modalità di accertamento regolamentari, destinati a entrare in vigore, che avrebbero garantito la determinatezza dell’accertamento. Nel frattempo, i giudici applicavano la norma con riferimento allo stato di alterazione concretamente accertato.

Cosa si intende per “reato di pericolo concreto”?

Un reato di pericolo concreto è quello in cui la condotta è punibile non in astratto, ma solo quando crea un effettivo rischio per il bene giuridico tutelato (in questo caso, la sicurezza della circolazione stradale). A differenza del pericolo astratto, richiede un accertamento specifico caso per caso.

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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