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La Corte dichiara manifestamente inammissibile il ricorso per conflitto di attribuzioni della Regione Siciliana contro la circolare del Ministero delle finanze n. 28/E del 1999, che disponeva l’afflusso integrale all’Erario delle somme versate dai contribuenti a titolo di regolarizzazione di omessi versamenti IVA. La circolare non lede in sé le attribuzioni finanziarie della Regione.

Di cosa si tratta

L’art. 12 della legge n. 448 del 1998 aveva prorogato i termini per la regolarizzazione degli omessi versamenti IVA e di altre imposte. Il Ministero delle finanze, con circolare n. 28/E del 1999, aveva disposto che tali somme dovessero “affluire per intero all’Erario”. La Regione Siciliana protestava perché, secondo il proprio statuto speciale, parte di quei tributi le spettava.

La questione di legittimità costituzionale

La Regione Siciliana ha promosso conflitto di attribuzioni nei confronti dello Stato, chiedendo che fosse dichiarata l’illegittimità della circolare ministeriale nella parte in cui sottraeva quote di gettito tributario ad essa spettanti in base all’art. 36 dello statuto siciliano e alle relative norme di attuazione.

La decisione della Corte

La Corte dichiara il ricorso manifestamente inammissibile. La circolare si limita a fornire istruzioni sulle modalità di versamento dei tributi e non incide sulla loro spettanza: il sistema di cui al d.lgs. n. 241 del 1997 prevede già che le somme spettanti alla Regione le vengano riversate dopo le operazioni di una struttura centralizzata. La minima dilazione non integra una lesione delle attribuzioni regionali (richiamando la sentenza n. 156 del 2002).

Il principio

Una circolare ministeriale che disciplina le sole modalità di versamento di tributi non comprime le attribuzioni costituzionali della Regione sulla spettanza di quei tributi: l’eventuale lesione può derivare solo da un atto che incida sulla destinazione delle somme, non dal mero passaggio tecnico-amministrativo.

Domande e risposte

La Regione Siciliana aveva diritto a una quota dell’IVA regolarizzata?

La Corte non lo esclude, ma osserva che la circolare non lo negava: il sistema di riversamento centralizzato garantisce comunque le somme spettanti alla Regione.

Che differenza c’è tra un conflitto di attribuzioni e un giudizio di costituzionalità?

Il conflitto di attribuzioni riguarda la ripartizione di poteri tra Stato e Regione; il giudizio di costituzionalità verifica la conformità di una norma alla Costituzione. Qui la Regione contestava un atto amministrativo (la circolare), non una legge.

Esisteva una norma che riservasse allo Stato il gettito della regolarizzazione?

Il Ministero sosteneva di sì, richiamando la disciplina generale della legge n. 662 del 1996; la Regione contestava questa lettura. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile senza entrare nel merito.

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
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