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La Corte dichiara incostituzionale la legge della Regione Liguria n. 26/2000 che aveva soppresso le gestioni liquidatorie delle vecchie USL trasferendo i relativi debiti alle nuove Aziende sanitarie locali senza garantire la separazione contabile. Il sistema ligure viola il principio fondamentale statale che vieta di gravare le nuove ASL con i debiti delle soppresse unità sanitarie.
Di cosa si tratta
Con la riforma sanitaria degli anni Novanta, le vecchie Unità Sanitarie Locali (USL) furono soppresse e sostituite dalle Aziende USL. I debiti pregressi delle USL dovevano restare in capo alle Regioni tramite apposite «gestioni liquidatorie», senza gravare le nuove aziende. La Regione Liguria, con la legge n. 26/2000, dichiarò estinte queste gestioni e trasferì tutti i rapporti giuridici delle vecchie USL alle nuove ASL, comprese le passività non ancora saldate. Creditori delle vecchie USL (per risarcimenti danni o pagamenti di fornitori) si trovarono così a dover agire contro le nuove aziende sanitarie.
La questione di legittimità costituzionale
La Corte d’appello di Genova (tre ordinanze) e il Tribunale di La Spezia impugnano gli artt. 1 e 2 della legge regionale ligure n. 26/2000 in riferimento agli artt. 3, 24, 111 e 117, terzo comma, della Costituzione, sostenendo che la legge regionale viola i principi fondamentali statali in materia di tutela della salute, lede il diritto di difesa dei creditori e viola il principio di uguaglianza.
La decisione della Corte
La questione è fondata con riferimento all’art. 117, terzo comma, Cost. (legislazione concorrente in materia di tutela della salute). A differenza della Regione Basilicata (sentenza n. 89/2000), la Liguria non ha previsto meccanismi di gestioni distinte e contabilità separate per tutelare i creditori ed evitare la confusione patrimoniale tra passività pregresse e gestione ordinaria. Sono dichiarati incostituzionali l’art. 1 e l’art. 2, comma 1, della legge regionale n. 26/2000. Depositata il 9 dicembre 2005.
Il principio
Le Regioni non possono trasferire alle nuove Aziende sanitarie i debiti delle soppresse USL senza prevedere meccanismi di separazione contabile che garantiscano ai creditori l’effettiva soddisfazione e impediscano la confusione tra masse patrimoniali diverse. Questo è un principio fondamentale della legislazione statale vincolante per le Regioni ai sensi dell’art. 117, terzo comma, della Costituzione.
Domande e risposte
Cosa doveva fare la Regione Liguria per rispettare la Costituzione?
Doveva prevedere — come aveva fatto la Regione Basilicata — meccanismi di gestioni distinte e contabilità separate che permettessero alle nuove ASL di subentare nei rapporti pregressi senza confondere le passività vecchie con la gestione corrente, garantendo così ai creditori la piena soddisfazione dei loro diritti.
Le nuove ASL della Liguria devono ora pagare i debiti delle vecchie USL?
Con la dichiarazione di incostituzionalità, la norma che le gravava di quei debiti è caduta. Spetta alla Regione Liguria adottare una nuova disciplina conforme ai principi statali, mantenendo la responsabilità per i debiti pregressi in capo alla Regione stessa.
Qual è la differenza rispetto alla sentenza n. 89/2000 sulla Basilicata?
La Basilicata aveva istituito gestioni distinte e separazione contabile che proteggevano i creditori e impedivano alla nuova ASL di rispondere con l’intero patrimonio dei debiti pregressi. La Liguria non ha previsto nessuno strumento equivalente, limitandosi a una clausola generica sul divieto di oneri «sopravvenuti».
Norme collegate
- Art. 117 della Costituzione — Ripartizione della potestà legislativa: la tutela della salute è materia di legislazione concorrente.
- Art. 3 della Costituzione — Principio di uguaglianza, invocato dai rimettenti a tutela dei creditori.
- Art. 24 della Costituzione — Diritto di difesa, in quanto la norma censurata alterava la legittimazione passiva nel processo.
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