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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Con la sentenza n. 195/2024 la Corte costituzionale ha dichiarato in parte illegittime norme della legge di bilancio 2024 a tutela del finanziamento dei diritti sociali e della salute, su impulso della Regione Campania.

Di cosa si tratta

Le leggi di bilancio dello Stato distribuiscono risorse e fissano regole sulla spesa, incidendo anche sui fondi destinati alle Regioni per i servizi essenziali, come la sanità e le politiche sociali. La Regione Campania ha impugnato alcune disposizioni della legge di bilancio 2024 (legge n. 213 del 2023), sostenendo che incidessero negativamente sui fondi necessari a garantire i diritti sociali e la tutela della salute. La Corte costituzionale è stata chiamata a verificare se quelle norme rispettassero i principi costituzionali sull’autonomia finanziaria delle Regioni e sulla garanzia dei diritti fondamentali. Il tema riguarda da vicino i cittadini, perché tocca le risorse con cui si finanziano la sanità e i servizi sociali: stabilire fino a che punto lo Stato può ridurre o vincolare questi fondi serve a impedire che le manovre di bilancio compromettano la garanzia di prestazioni essenziali.

La questione di legittimità costituzionale

Erano impugnati l’art. 1, commi 527 e 557, della legge n. 213 del 2023 (bilancio 2024), promossi dalla Regione Campania in via principale, in riferimento agli artt. 3, 32, 97, 117, 119 e 120 della Costituzione.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale di parte delle disposizioni: in particolare ha colpito l’art. 1, comma 527, nella parte in cui non escludeva dalle risorse riducibili quelle destinate al finanziamento dei diritti sociali, delle politiche sociali e della famiglia e della tutela della salute; e l’art. 1, comma 557, nella parte relativa alle modalità del decreto ministeriale. I tagli non potevano colpire le risorse destinate a garantire i diritti fondamentali.

Il principio

Le manovre di bilancio non possono ridurre indiscriminatamente le risorse destinate al finanziamento dei diritti sociali e della tutela della salute: questi ambiti godono di una protezione rafforzata, perché collegati a prestazioni essenziali garantite dalla Costituzione.

Domande e risposte

Lo Stato non può ridurre i fondi alle Regioni?

Può, ma non in modo indiscriminato: le risorse destinate ai diritti sociali e alla tutela della salute devono essere preservate, perché finanziano prestazioni essenziali. La Corte ha colpito proprio i tagli che le coinvolgevano.

Perché la Campania ha impugnato la legge di bilancio?

Perché riteneva che le norme statali incidessero sui fondi necessari a garantire sanità e politiche sociali sul proprio territorio, comprimendo la sua autonomia finanziaria.

Cosa comporta in concreto la decisione?

Le risorse destinate ai diritti sociali e alla salute non possono essere ricomprese tra quelle riducibili: vengono così protette dalle decurtazioni previste dalle norme dichiarate illegittime.

Norme collegate

Leggi la decisione integrale
Testo ufficiale della Corte Costituzionale (PDF) e testo integrale con note.

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Testo integrale con note (Consulta OnLine)

Vedi anche

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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