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La Corte dichiara manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale del d.lgs. n. 286/1998 sollevata dal Tribunale di Foggia. Il giudice rimettente aveva omesso di indicare la specifica norma oggetto di censura, non aveva descritto la fattispecie concreta e aveva mancato di motivare sulla rilevanza della questione.
Di cosa si tratta
Il Tribunale di Foggia, nel corso di un procedimento penale, aveva sollevato questione di legittimità dell’intero Testo Unico sull’immigrazione (d.lgs. n. 286/1998) lamentando che la normativa, così come interpretata, prevedesse l’immediata concessione del nulla osta all’espulsione dell’imputato senza sospendere tale decisione fino al passaggio in giudicato della sentenza. L’imputato, se espulso prima del giudicato, sarebbe stato privato della possibilità di partecipare al processo.
La questione di legittimità costituzionale
Il Tribunale di Foggia denunciava la violazione degli artt. 24 e 111 Cost.: l’imputato espulso prima del passaggio in giudicato della sentenza non avrebbe potuto partecipare al processo né disporre delle condizioni necessarie per la sua difesa.
La decisione della Corte
La Corte rileva tre vizi procedurali insanabili: il rimettente non ha individuato la specifica norma del d.lgs. oggetto di censura (citando l’intero testo unico), non ha descritto la fattispecie concreta oggetto del giudizio a quo, e ha del tutto omesso di motivare sulla rilevanza della questione. La questione è pertanto manifestamente inammissibile.
Il principio
L’ordinanza di rimessione deve indicare con precisione quale norma si impugna, descrivere adeguatamente il caso concreto pendente davanti al giudice rimettente e argomentare sulla rilevanza della questione per la definizione di quel giudizio. La mancanza di questi requisiti minimi rende la questione manifestamente inammissibile.
Domande e risposte
Può essere espulso un imputato durante il processo penale?
Il quadro normativo del d.lgs. n. 286/1998 prevede alcune ipotesi in cui l’espulsione dello straniero imputato può essere eseguita, ad esempio quando la pena irrogata non è superiore a due anni e non vi è connessione con il reato per cui si procede. La questione del diritto di difesa dell’imputato espulso è però una tematica complessa su cui la giurisprudenza si è più volte pronunciata.
Quali sono i requisiti minimi di un’ordinanza di rimessione?
L’ordinanza deve: (1) individuare la norma oggetto di censura; (2) indicare i parametri costituzionali che si ritiene violati; (3) descrivere la fattispecie concreta del giudizio a quo; (4) argomentare sulla rilevanza della questione per la definizione di quel giudizio; (5) motivare sulla non manifesta infondatezza del dubbio di incostituzionalità.
Che cosa si intende per “rilevanza” della questione?
La questione è rilevante quando la norma impugnata deve essere applicata nel giudizio pendente davanti al rimettente, e quando l’eventuale declaratoria di incostituzionalità influirebbe sull’esito di quel giudizio. Senza questo nesso, la questione è ipotetica e inammissibile.
Norme collegate
- Art. 24 della Costituzione — diritto di difesa, invocato in relazione alla posizione dell’imputato espulso
- Art. 111 della Costituzione — giusto processo, violato secondo il rimettente dalla mancata sospensione dell’espulsione
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