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La Corte dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 143 della legge fallimentare (R.D. 267/1942), nella parte in cui il procedimento di esdebitazione non prevede la notifica ai creditori concorsuali non integralmente soddisfatti. Senza la loro partecipazione il contraddittorio è violato, ledendo il diritto di difesa garantito dall’art. 24 Cost.

Di cosa si tratta

L’esdebitazione è l’istituto che, dopo la chiusura del fallimento, consente al debitore fallito di essere liberato dai debiti residui non soddisfatti dalla procedura. Il giudice di merito aveva sollevato la questione perché il procedimento non richiedeva che i creditori venissero avvisati e messi in condizione di partecipare.

La questione di legittimità costituzionale

La Corte di appello di Venezia ha impugnato l’art. 143 del R.D. 16 marzo 1942, n. 267 (legge fallimentare), nel testo risultante dal D.Lgs. 9 gennaio 2006, n. 5, nella parte in cui il procedimento di esdebitazione attivato nell’anno successivo alla chiusura del fallimento non prevedeva la notifica ai creditori non integralmente soddisfatti, in riferimento all’art. 24 della Costituzione (diritto di difesa).

La decisione della Corte

La Corte dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 143 R.D. 267/1942, limitatamente alla parte in cui — in caso di procedimento di esdebitazione attivato nell’anno successivo al decreto di chiusura del fallimento — non è prevista la notificazione, a cura del ricorrente, ai creditori concorsuali non integralmente soddisfatti, nelle forme degli artt. 137 e seguenti c.p.c.

Il principio

Un procedimento di natura giurisdizionale è costituzionalmente legittimo solo se garantisce le garanzie minime del contraddittorio: tutti i soggetti i cui diritti possono essere pregiudicati devono essere messi in condizione di partecipare.

Domande e risposte

Che cos’è l’esdebitazione?

È il beneficio che libera il fallito dai debiti residui dopo la chiusura del fallimento, consentendo un nuovo inizio economico.

Perché i creditori devono essere avvisati?

Perché l’esdebitazione estingue i loro crediti residui: è un atto che li pregiudica direttamente, quindi devono potersi difendere.

Cosa cambia dopo questa sentenza?

Il debitore che chiede l’esdebitazione deve notificare il ricorso a tutti i creditori non soddisfatti integralmente, a pena di inammissibilità del procedimento.

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Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
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