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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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La Corte dichiara l’illegittimità costituzionale degli artt. 2 e 4 della legge n. 164 del 1982 nella parte in cui, alla rettificazione di sesso di un coniuge, fanno seguire lo scioglimento automatico del matrimonio senza consentire alla coppia, che lo richieda, di mantenere un rapporto giuridicamente regolato. Spetta al legislatore predisporre tale forma di tutela.

Di cosa si tratta

Quando uno dei due coniugi ottiene la rettificazione giudiziale di attribuzione di sesso, la legge faceva conseguire automaticamente lo scioglimento del matrimonio (il cosiddetto «divorzio imposto»), anche contro la volontà di entrambi i coniugi che intendevano proseguire la loro unione.

La questione di legittimità costituzionale

La Corte di cassazione aveva sollevato la questione sugli artt. 2 e 4 della legge 14 aprile 1982, n. 164, in riferimento agli artt. 2, 3 e 29 Cost., dubitando che lo scioglimento automatico del matrimonio realizzasse un bilanciamento adeguato tra il modello eterosessuale del matrimonio e i diritti maturati dalla coppia.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale degli artt. 2 e 4 della legge n. 164 del 1982 (e, in via consequenziale, dell’art. 31, comma 6, del d.lgs. n. 150 del 2011) nella parte in cui non consentono ai coniugi che lo richiedano di mantenere in vita un rapporto di coppia giuridicamente regolato, con le modalità che il legislatore dovrà stabilire.

Il principio

Lo scioglimento automatico e immediato del matrimonio per effetto della rettificazione di sesso, senza alcuna forma alternativa di tutela del rapporto di coppia, viola i diritti della persona: il legislatore deve introdurre una modalità di convivenza registrata che salvaguardi i diritti e gli obblighi della coppia.

Domande e risposte

Che cos’era il «divorzio imposto»?

Lo scioglimento automatico del matrimonio che la legge faceva conseguire alla rettificazione di sesso di uno dei coniugi, anche se entrambi volevano restare uniti.

Che cosa ha deciso la Corte?

Ha dichiarato illegittima la cessazione automatica del vincolo nella parte in cui non consente alla coppia, che lo chieda, di mantenere un rapporto giuridicamente regolato.

Che cosa deve fare il legislatore?

Predisporre una forma di convivenza registrata che tuteli adeguatamente i diritti e gli obblighi della coppia dopo la rettificazione di sesso.

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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