Testo dell'articoloIn aggiornamento

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Con l’ordinanza n. 178/2025 la Corte costituzionale ha dichiarato inammissibile il conflitto di attribuzione promosso da un singolo deputato contro il Governo, in relazione all’adozione del decreto-legge sicurezza dell’aprile 2025.

Di cosa si tratta

Il decreto-legge è uno strumento normativo che il Governo può adottare, in casi straordinari di necessità e urgenza, salvo poi convertirlo in legge entro sessanta giorni con l’intervento del Parlamento. Un deputato aveva promosso un conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato contro il Governo, contestando l’adozione del decreto-legge n. 48 del 2025, in materia di sicurezza pubblica e ordinamento penitenziario: secondo il ricorrente, il ricorso al decreto-legge avrebbe leso le prerogative del singolo parlamentare nel procedimento legislativo. La questione tocca un punto ricorrente: in quali casi un singolo membro del Parlamento può rivolgersi alla Corte lamentando la lesione delle proprie attribuzioni. La giurisprudenza costituzionale riconosce al singolo parlamentare la legittimazione a sollevare conflitti solo in ipotesi circoscritte, di violazione manifesta delle prerogative costituzionali connesse all’esercizio del mandato. Si tratta di una decisione di sola ammissibilità: la Corte verifica preliminarmente se ricorrano i presupposti per instaurare il giudizio, senza entrare nel merito della legittimità del decreto.

La questione di legittimità costituzionale

Non si tratta di una questione di legittimità di una legge, ma di un conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato (art. 134 della Costituzione), promosso dal deputato Riccardo Magi contro il Governo della Repubblica, in relazione alla deliberazione del Consiglio dei ministri del 4 aprile 2025 e al decreto-legge 11 aprile 2025, n. 48, in materia di sicurezza pubblica e ordinamento penitenziario.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso per conflitto di attribuzione promosso dal deputato. Si tratta di una decisione presa nella fase preliminare di ammissibilità: la Corte non ha riconosciuto, nel caso, i presupposti per instaurare il giudizio, e non è quindi entrata nel merito della legittimità del decreto-legge.

Il principio

Il singolo parlamentare può promuovere un conflitto di attribuzione solo in ipotesi circoscritte di lesione manifesta delle proprie prerogative costituzionali: in mancanza di tali presupposti il ricorso è dichiarato inammissibile, senza esame del merito.

Domande e risposte

La Corte ha valutato la legittimità del decreto sicurezza?

No. Ha dichiarato inammissibile il conflitto nella fase preliminare, senza entrare nel merito del decreto-legge n. 48 del 2025.

Perché il ricorso del deputato è stato dichiarato inammissibile?

Perché, secondo la giurisprudenza costituzionale, il singolo parlamentare può sollevare conflitti solo in casi circoscritti di lesione manifesta delle sue prerogative: presupposti che la Corte non ha ravvisato.

Un singolo deputato può fare ricorso alla Corte?

Solo in ipotesi limitate. La Corte riconosce la legittimazione del singolo parlamentare quando vi sia una violazione evidente delle prerogative connesse all’esercizio del mandato, non per ogni contestazione politica.

Resta possibile contestare il decreto-legge in altri modi?

Sì. La legittimità di un decreto-legge può essere valutata, ad esempio, in sede di giudizio di costituzionalità sollevato da un giudice nel corso di un processo, secondo le vie ordinarie.

Norme collegate

Leggi la decisione integrale
Testo ufficiale della Corte Costituzionale (PDF) e testo integrale con note.

📄 PDF ufficiale →
Testo integrale con note (Consulta OnLine)

Vedi anche

Scheda in aggiornamento. Il commento professionale, i casi pratici e le FAQ per questo articolo sono in corso di redazione.
Per il testo normativo integrale e aggiornato consulta Normattiva.it.
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.