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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Con la sentenza n. 47/2024 la Corte costituzionale ha respinto le censure contro il cosiddetto Daspo urbano, dichiarandone l’illegittimita’ solo per un profilo e imponendone una lettura costituzionalmente conforme.

Di cosa si tratta

Il cosiddetto Daspo urbano e’ una misura introdotta nel 2017 per la sicurezza delle citta’: consente di allontanare e, in caso di reiterazione, vietare l’accesso a determinate aree urbane a chi tiene condotte che ne pregiudicano il decoro e la fruibilita’. La misura incide su un diritto fondamentale, la liberta’ di circolazione, e per questo e’ stata oggetto di forti critiche. Il Tribunale di Firenze ha sollevato la questione di legittimita’ costituzionale, dubitando che il potere di limitare la circolazione delle persone in nome del decoro urbano fosse compatibile con la Costituzione e con le garanzie europee. In gioco c’e’ l’equilibrio tra la tutela della sicurezza e della vivibilita’ degli spazi urbani, da un lato, e la liberta’ di muoversi liberamente sul territorio, dall’altro: un bilanciamento delicato che riguarda potenzialmente chiunque frequenti i centri delle citta’.

La questione di legittimita’ costituzionale

Erano impugnati gli artt. 9 e 10 del decreto-legge 20 febbraio 2017, n. 14 (sicurezza delle citta’), convertito nella legge n. 48 del 2017, in riferimento agli artt. 3, 16 e 117, primo comma, della Costituzione, quest’ultimo in relazione all’art. 2 del Protocollo n. 4 alla CEDU. La questione e’ stata sollevata dal Tribunale ordinario di Firenze, sezione prima penale.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato inammissibile una delle questioni (riferita all’art. 16 della Costituzione) e non fondate le altre, queste ultime nei sensi di cui in motivazione: la misura e’ stata salvata, ma con un’interpretazione costituzionalmente orientata che ne delimita l’applicazione.

Il principio

Il Daspo urbano e’ compatibile con la Costituzione se interpretato in modo da rispettare la liberta’ di circolazione e le garanzie convenzionali: la misura va applicata nei limiti indicati dalla Corte e non in modo indiscriminato.

Domande e risposte

Il Daspo urbano e’ stato abolito?

No. La misura resta in vigore. La Corte ha imposto una lettura costituzionalmente conforme che ne circoscrive l’uso, senza eliminarla.

Cosa significa decisione “nei sensi di cui in motivazione”?

Significa che la norma e’ salva solo se interpretata nel modo indicato dalla Corte: le applicazioni che si discostano da quella lettura possono essere illegittime.

La liberta’ di circolazione resta tutelata?

Si’. La Corte ha valorizzato l’art. 16 della Costituzione e le garanzie CEDU come limiti all’applicazione della misura, pur ritenendola in se’ compatibile con la Costituzione.

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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