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La Corte costituzionale ha dichiarato manifestamente inammissibili le questioni sollevate dal Giudice di pace di Taranto sulla competenza a convertire le pene pecuniarie. Le questioni erano premature e ipotetiche, perché riguardavano una fase — quella esecutiva — del tutto futura e incerta rispetto al processo in corso.

Di cosa si tratta

Quando una pena pecuniaria non viene pagata per insolvibilità del condannato, viene «convertita» in altra sanzione. Il giudice di pace voleva che fosse lui, e non il magistrato di sorveglianza, a decidere la conversione delle pene da lui inflitte. Ma stava ancora celebrando il processo di primo grado, in cui la conversione non era affatto attuale.

La questione di legittimità costituzionale

Il Giudice di pace di Taranto aveva censurato l’art. 299 del d.P.R. n. 115 del 2002 (nella parte abrogativa dell’art. 42 del d.lgs. n. 274 del 2000) e l’art. 1, comma 473, della legge n. 205 del 2017 (introduttivo dell’art. 238-bis), in riferimento agli artt. 25, 76, 97 e 111 della Costituzione, per eccesso di delega e violazione delle regole di competenza.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato le questioni manifestamente inammissibili per difetto di rilevanza: il problema della conversione delle pene pecuniarie attiene alla fase esecutiva, mentre il giudice procedeva in un giudizio di cognizione di primo grado. La questione era dunque prematura, ipotetica e relativa a norme che il rimettente non era chiamato ad applicare; le censure su alcuni parametri erano inoltre prive di motivazione.

Il principio

La questione di legittimità costituzionale è inammissibile per difetto di rilevanza quando ha per oggetto norme che il giudice non deve applicare nel giudizio in corso e riguarda problemi futuri e incerti, estranei alla fase processuale di cui è investito.

Domande e risposte

Perché le questioni erano «premature»?

Perché il giudice stava ancora celebrando il processo di primo grado: la conversione della pena pecuniaria riguarda la fase esecutiva, eventuale e futura, e non era attuale nel giudizio in corso.

Chi converte oggi le pene pecuniarie del giudice di pace?

Secondo la giurisprudenza richiamata, il magistrato di sorveglianza, in base all’art. 238-bis del d.P.R. n. 115 del 2002; la Corte non è entrata nel merito della legittimità di tale assetto.

Che cosa significa «manifestamente inammissibile»?

È una pronuncia di rito adottata con ordinanza quando il vizio — qui il difetto di rilevanza — è evidente, senza necessità di un esame approfondito.

Norme collegate