Testo dell'articoloIn aggiornamento

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Leggi la decisione integrale
Testo integrale ufficiale della pronuncia (Consulta OnLine) e PDF dal sito della Corte.

📄 Leggi il testo integrale →PDF dal sito della Corte costituzionale

In un conflitto di attribuzioni tra CSM e Ministro della giustizia, la Corte dichiara che non spettava al Ministro rifiutare la controfirma del decreto presidenziale di nomina del dott. Galizzi a Procuratore della Repubblica di Bergamo e annulla la relativa nota di rifiuto. Il Ministro, dopo adeguata concertazione ispirata a leale collaborazione, non può bloccare indefinitamente la delibera del CSM.

Di cosa si tratta

Il CSM aveva deliberato all’unanimità di conferire l’ufficio direttivo di Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Bergamo al dott. Adriano Galizzi. Il Ministro della giustizia Castelli rifiuta la controfirma del relativo decreto del Presidente della Repubblica, adducendo un’asserita causa di incompatibilità derivante dalla presenza del fratello del magistrato come Presidente di sezione dello stesso Tribunale. Il CSM solleva conflitto di attribuzioni davanti alla Corte costituzionale.

La questione di legittimità costituzionale

Conflitto di attribuzioni tra poteri dello Stato: il CSM ritiene che il Ministro della giustizia, con la nota del 25 ottobre 2002, abbia leso le attribuzioni costituzionalmente garantite dall’organo di autogoverno della magistratura. I parametri invocati sono gli artt. 105, 106, 107 e 110 della Costituzione, che disciplinano le competenze del CSM e il ruolo del Ministro in materia di organizzazione giudiziaria.

La decisione della Corte

La Corte ricorda che il «concerto» tra CSM e Ministro è una modalità di leale collaborazione, non un potere di veto. Il Ministro può esprimere riserve e avviare una fase di concertazione, ma non può trasformare il dissenso in rifiuto definitivo e unilaterale di dar corso alla delibera del CSM, una volta che la concertazione si sia protratta per tempi ragionevoli senza raggiungere un accordo. La valutazione sull’eventuale incompatibilità ai sensi dell’art. 19 R.D. n. 12/1941 apparteneva alla competenza del CSM, che aveva già esaminato e superato il profilo. La Corte annulla la nota ministeriale di rifiuto.

Il principio

Il «concerto» del Ministro della giustizia nelle nomine direttive proposte dal CSM è strumento di leale collaborazione istituzionale: non attribuisce al Ministro un potere di veto sine die sulle delibere del CSM, ma impone una fase di concertazione in tempi ragionevoli al termine della quale, in caso di persistente disaccordo, la delibera dell’organo di autogoverno della magistratura prevale.

Domande e risposte

Cos’è il «concerto» tra CSM e Ministro della giustizia?

E’ la procedura attraverso cui le nomine agli uffici direttivi della magistratura richiedono non solo la delibera del CSM ma anche la partecipazione del Ministro, che ha la facoltà di sollevare rilievi. La Corte chiarisce che si tratta di un meccanismo di collaborazione, non di un potere di approvazione o veto ministeriale.

Quali motivi aveva addotto il Ministro per rifiutare la controfirma?

Il Ministro sosteneva che il fratello del dott. Galizzi, Presidente di sezione al Tribunale di Bergamo, determinasse una causa di incompatibilità ai sensi dell’art. 19 del R.D. n. 12/1941 sull’ordinamento giudiziario. Il CSM aveva però già valutato e disatteso tale rilievo.

Quali sono le conseguenze pratiche della pronuncia?

La nota ministeriale di rifiuto è annullata dalla Corte: il decreto presidenziale di nomina del dott. Galizzi a Procuratore della Repubblica di Bergamo deve quindi essere controfirmato dal Ministro e diventare efficace.

Norme collegate

Scheda in aggiornamento. Il commento professionale, i casi pratici e le FAQ per questo articolo sono in corso di redazione.
Per il testo normativo integrale e aggiornato consulta Normattiva.it.
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.