Testo dell'articoloIn aggiornamento
Con la sentenza n. 189/2025 la Corte costituzionale, su segnalazione della Corte dei conti, ha dichiarato illegittime alcune norme finanziarie della Regione Campania risalenti al 2002 e 2004, per contrasto con i principi di copertura della spesa e di equilibrio di bilancio.
Di cosa si tratta
La sana gestione delle finanze regionali si fonda su alcuni principi costituzionali: l’obbligo di copertura della spesa, l’equilibrio di bilancio e la corretta imputazione delle risorse. La Corte dei conti, sezione regionale di controllo per la Campania, nell’ambito del giudizio di parificazione del rendiconto regionale per il 2023 (la verifica della regolarità dei conti della Regione), ha sollevato dubbi di legittimità costituzionale su alcune disposizioni della legge finanziaria regionale del 2002 e di una successiva modifica del 2004, che incidevano sulla disciplina finanziaria della Regione. Il tema riguarda l’effettiva tenuta dei conti pubblici regionali: norme di spesa o di contabilità non conformi ai principi costituzionali possono compromettere la trasparenza e l’attendibilità del bilancio. La vicenda mostra come il controllo della Corte dei conti sui rendiconti regionali costituisca una via importante per portare davanti alla Corte costituzionale disposizioni risalenti nel tempo ma ancora produttive di effetti contabili, garantendo il rispetto dei vincoli di finanza pubblica anche a distanza di anni dalla loro approvazione.
La questione di legittimità costituzionale
La Corte dei conti, sezione regionale di controllo per la Campania, ha impugnato l’art. 46, commi 2 e 4-bis, della legge della Regione Campania 26 luglio 2002, n. 15 (nei testi via via modificati), in riferimento agli artt. 81, 97, primo comma, 117, secondo comma, lettera l), e 119, primo comma, della Costituzione.
La decisione della Corte
La Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 46, comma 2, primo periodo (nella formulazione anteriore alle modifiche del 2024 e del 2025), e dell’art. 46, comma 4-bis, della legge regionale campana n. 15 del 2002. Ha inoltre dichiarato inammissibile l’intervento del Procuratore generale della Corte dei conti. Le disposizioni finanziarie regionali in contrasto con i principi costituzionali di bilancio sono quindi annullate.
Il principio
Le norme finanziarie regionali devono rispettare i principi di copertura della spesa e di equilibrio di bilancio: disposizioni che vi si pongono in contrasto, pur risalenti nel tempo, sono illegittime e possono essere censurate su impulso della Corte dei conti in sede di parificazione del rendiconto.
Domande e risposte
Perché vengono annullate norme del 2002 e 2004?
Perché continuavano a produrre effetti sui conti regionali ed erano in contrasto con i principi costituzionali di bilancio. Il controllo sul rendiconto 2023 ha fatto emergere il problema.
Cos’è il giudizio di parificazione del rendiconto?
È il controllo con cui la Corte dei conti verifica la regolarità e l’attendibilità del bilancio consuntivo della Regione, certificandone la corrispondenza con le scritture contabili.
Cosa significa “obbligo di copertura della spesa”?
È il principio (art. 81 della Costituzione) per cui ogni legge che comporta nuove spese deve indicare i mezzi per farvi fronte, a garanzia dell’equilibrio dei conti pubblici.
Perché è stato dichiarato inammissibile l’intervento del Procuratore generale?
Perché, secondo le regole del processo costituzionale, non sussistevano i presupposti per la sua partecipazione al giudizio; ciò non incide sulla decisione di merito sulle norme.
Norme collegate
- Art. 81 della Costituzione – equilibrio di bilancio e obbligo di copertura della spesa.
- Art. 97 della Costituzione – buon andamento e sana gestione amministrativa.
- Art. 119 della Costituzione – autonomia finanziaria delle Regioni.
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Vedi anche
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