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La Corte dichiara illegittime le norme pugliesi che, senza gara, riassegnavano aree demaniali ai vecchi concessionari e prorogavano fino al 2020 le concessioni in essere: violano la tutela della concorrenza, riservata allo Stato. Salva invece la riduzione delle concessioni eccedenti.

Di cosa si tratta

La legge della Regione Puglia n. 17 del 2015 disciplinava le concessioni demaniali marittime. Alcune previsioni consentivano di «variare» o «traslare» le concessioni in contrasto col piano comunale su nuove aree e di salvaguardare le concessioni in essere fino al 2020.

La questione di legittimità costituzionale

Il Presidente del Consiglio dei ministri aveva impugnato l’art. 14, commi 8 e 9, della legge reg. Puglia n. 17 del 2015, in riferimento all’art. 117, primo e secondo comma, lettera e), della Costituzione, sulla tutela della concorrenza e i principi europei.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato illegittimi il secondo periodo del comma 8 (variazione/traslazione delle concessioni su nuove aree senza gara) e il comma 9 (proroga al 2020), per violazione dell’art. 117, secondo comma, lettera e), Cost. Ha invece salvato il primo periodo del comma 8, che impone solo la riduzione delle concessioni eccedenti.

Il principio

La disciplina della durata e dell’assegnazione delle concessioni demaniali marittime rientra nella tutela della concorrenza, materia esclusiva statale: sono vietate proroghe automatiche e assegnazioni dirette ai vecchi concessionari senza procedure di evidenza pubblica.

Domande e risposte

Cosa è stato dichiarato illegittimo?

La possibilità di assegnare nuove aree ai concessionari senza gara («variazione» o «traslazione») e la proroga delle concessioni in essere fino al 2020.

Cosa è stato salvato?

La regola che impone, per rientrare nei limiti, una riduzione fino al 50% delle concessioni eccedenti: non è un diritto di insistenza, ma una revoca parziale per interesse pubblico.

Perché la concorrenza è rilevante?

Perché le concessioni offrono un’occasione di guadagno sul mercato: alla scadenza vanno riassegnate con procedure aperte, trasparenti e non discriminatorie.

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
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