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La Corte costituzionale ha dichiarato manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell’art. 17 del d.lgs. n. 112/1999 sul compenso di riscossione delle cartelle esattoriali. Il rimettente si era limitato a riportare le prospettazioni della parte ricorrente senza formulare una propria motivazione autonoma, difetto che determina l’inammissibilità dell’ordinanza di rimessione.

Di cosa si tratta

Le cartelle esattoriali includono, oltre all’imposta, un «compenso di riscossione» dovuto al concessionario (Equitalia). Il d.lgs. n. 112/1999, come modificato dal d.l. n. 262/2006, prevede che tale compenso sia sempre dovuto dal debitore, sia in caso di pagamento nei termini (4,65%) sia fuori termine (percentuali differenziate per ambito territoriale). Un contribuente aveva impugnato due cartelle relative a tributi ILOR e IRPEF degli anni 1978–1979 contestando, tra l’altro, la legittimità di tale compenso.

La questione di legittimità costituzionale

La Commissione tributaria provinciale di Roma ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell’art. 17 del d.lgs. n. 112/1999, in riferimento agli artt. 3, 53 e 97 della Costituzione, lamentando che il compenso di riscossione differenziato per ambito territoriale violerebbe il principio di uguaglianza e di capacità contributiva.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato la manifesta inammissibilità della questione per difetto di motivazione autonoma dell’ordinanza di rimessione. Il giudice a quo si era limitato a riportare le prospettazioni del ricorrente senza esprimere un proprio autonomo giudizio di rilevanza e non manifesta infondatezza, venendo meno al requisito di motivazione indispensabile per l’ordinanza di rimessione.

Il principio

L’ordinanza di rimessione alla Corte costituzionale deve contenere una motivazione autonoma del giudice rimettente, non limitarsi a recepire le prospettazioni delle parti: la mera adesione alle tesi difensive del ricorrente, senza un proprio apprezzamento critico, è causa di manifesta inammissibilità.

Domande e risposte

Che cos’è il compenso di riscossione nelle cartelle esattoriali?

È la remunerazione dovuta al concessionario del servizio di riscossione (oggi Agenzia delle Entrate-Riscossione) per l’attività svolta. Fino al 2006 era dovuto solo in caso di mancato pagamento nei termini; dopo la riforma, è sempre dovuto, con percentuali differenziate.

Perché l’ordinanza di rimessione è stata dichiarata inammissibile?

Perché la Commissione tributaria non aveva formulato un proprio giudizio autonomo sul fondamento della questione, limitandosi a trascrivere le difese del ricorrente. La Corte costituzionale richiede che il giudice rimettente esprima una propria valutazione critica.

Quali sono gli effetti di una dichiarazione di manifesta inammissibilità?

La questione non viene esaminata nel merito. Il giudice rimettente dovrà decidere il caso applicando la norma così com’è, salvo risollevare la questione con un’ordinanza adeguatamente motivata.

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Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
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