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Ultimo aggiornamento: 29 Gennaio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Domande frequenti
  3. Vedi anche
In sintesi
Il CCNL Chimico-Farmaceutico prevede l'apprendistato professionalizzante con durata da 6 mesi a 3 anni. Il Piano Formativo Individuale (PFI) definisce le competenze in 10 aree funzionali (produzione GMP, qualità, ricerca, commerciale). La retribuzione è quella del livello di destinazione, senza IPO nella prima fase. Le aziende con più di 50 dipendenti devono stabilizzare almeno il 20% degli apprendisti per assumerne nuovi.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
CCNL Chimico-Farmaceutico (Farmindustria)

CCNL Chimico-Farmaceutico: apprendistato professionalizzante

L’apprendistato professionalizzante è il contratto di ingresso privilegiato nel settore chimico-farmaceutico, in particolare per figure tecniche di produzione GMP, laboratorio e ricerca. Il CCNL ne regola la durata, la formazione obbligatoria e le condizioni di stabilizzazione, integrando la disciplina del D.Lgs. 81/2015.

In sintesi

L’apprendistato nel CCNL Chimico-Farmaceutico dura da 6 mesi a 3 anni. Il Piano Formativo Individuale definisce le competenze in 10 aree funzionali. La retribuzione è quella del livello di destinazione (senza IPO nella prima fase). Per le aziende con oltre 50 dipendenti: obbligo di stabilizzare il 20% degli apprendisti degli ultimi 36 mesi per assumerne nuovi.

Dati contrattuali

Parti firmatarie
Farmindustria · Federchimica · Filctem-Cgil · Femca-Cisl · Uiltec-Uil
Ultimo rinnovo
15 aprile 2025
Vigenza
1° luglio 2025 – 30 giugno 2028
Base legale
D.Lgs. 81/2015 (artt. 41-47)

Tabella riepilogativa dell’apprendistato nel chimico-farmaceutico

Caratteristiche principali dell’apprendistato professionalizzante — CCNL Chimico-Farmaceutico
Parametro Valore / regola CCNL
Durata minima 6 mesi
Durata massima 3 anni
Formazione annua obbligatoria 80-120 ore (trasversale + tecnico-professionale)
Piano Formativo Individuale (PFI) Obbligatorio per iscritto, entro 30 gg dalla firma del contratto
Aree funzionali del PFI 10: produzione, qualità, ricerca, commerciale, logistica, amministrazione, manutenzione, sicurezza, informatica, comunicazione
Retribuzione Minimo contrattuale del livello di destinazione (senza IPO nella prima fase per livelli A-B)
Tredicesima Dovuta, proporzionale al periodo di servizio
Limite assunzioni 100% dei qualificati in organico (150% per imprese < 10 dip.)
Obbligo stabilizzazione (aziende > 50 dip.) 20% degli apprendisti degli ultimi 36 mesi
Forma contrattuale Contratto scritto obbligatorio (pena nullità)

L’apprendistato professionalizzante nel settore chimico-farmaceutico è disciplinato sia dal D.Lgs. 81/2015 (art. 44) sia dall’apposita sezione del CCNL. In caso di divergenza prevale il CCNL se più favorevole al lavoratore.

Il Piano Formativo Individuale (PFI): il cuore dell’apprendistato

Il PFI è il documento che trasforma il rapporto di lavoro in un percorso di qualificazione professionale certificato. Deve essere redatto per iscritto entro 30 giorni dalla stipula del contratto e deve indicare:

  • il livello di inquadramento di destinazione al termine dell’apprendistato;
  • le competenze trasversali e tecnico-professionali da acquisire;
  • il monte ore formativo annuo (80-120 ore) e la ripartizione tra formazione esterna e formazione in azienda (on-the-job training);
  • il nome del tutor aziendale e il suo ruolo nel percorso.

Il CCNL Chimico-Farmaceutico identifica 10 aree funzionali in cui strutturare la formazione tecnico-professionale specifica: produzione, qualità/assicurazione qualità, ricerca e sviluppo, area commerciale, logistica, amministrazione, manutenzione e ingegneria, sicurezza e ambiente, informatica/sistemi informativi, comunicazione e relazioni. La scelta delle aree dipende dalla figura professionale di destinazione.

Il Libretto Formativo del Cittadino deve essere aggiornato al termine di ogni anno di apprendistato, documentando le competenze acquisite. Al termine dell’apprendistato il lavoratore può richiedere il riconoscimento delle qualifiche acquisite.

Retribuzione e istituti durante l’apprendistato

L’apprendista ha diritto alla retribuzione ordinaria del livello di destinazione. Tuttavia, nella prima fase del contratto (normalmente la prima metà), per i livelli A e B il datore può non corrispondere l’IPO (Indennità di Posizione Organizzativa), che viene riconosciuta solo dalla seconda fase. Per i livelli C-F l’EAR (Elemento Aggiuntivo della Retribuzione) viene riconosciuto progressivamente.

Gli altri istituti contrattuali si applicano in modo pieno o proporzionale:

  • Tredicesima: dovuta in misura proporzionale ai mesi di servizio;
  • Ferie: maturano pienamente come per un lavoratore ordinario;
  • TFR: matura e viene accantonato a partire dal primo giorno;
  • Malattia: si applica la disciplina ordinaria, con i termini di comporto previsti per l’anzianità maturata;
  • Fonchim e Faschim: l’apprendista ha diritto all’iscrizione automatica a Faschim e alla possibilità di aderire a Fonchim.

Apprendistato e GMP: specificità del settore farmaceutico

Nel settore farmaceutico, le norme GMP (Good Manufacturing Practice) impongono requisiti stringenti di qualifica del personale. Gli apprendisti destinati a mansioni di produzione o controllo qualità GMP devono quindi seguire percorsi formativi specifici che includono:

  • formazione iniziale sul D.Lgs. 219/2006 e sulle procedure operative standard (SOP) dello stabilimento;
  • affiancamento documentato agli operatori qualificati prima dell’abilitazione autonoma alle mansioni;
  • valutazione periodica delle competenze da parte del responsabile di reparto o del QA.

Il PFI deve tenere conto di questi requisiti aggiuntivi, che si integrano con la formazione obbligatoria prevista dal CCNL.

Recesso e stabilizzazione

Al termine del periodo di apprendistato, il datore di lavoro può recedere dal contratto con un preavviso pari a quello previsto per il livello di destinazione in caso di dimissioni (cioè la metà del preavviso ordinario). In mancanza di recesso entro i termini, il contratto si converte automaticamente a tempo indeterminato.

Per le aziende con più di 50 dipendenti, è necessario aver stabilizzato almeno il 20% degli apprendisti assunti nei 36 mesi precedenti per poterne assumere di nuovi. Questa norma incentiva la stabilizzazione e garantisce qualità del percorso formativo.

Casi pratici

Tizio — Neolaureato in chimica: apprendistato verso livello C1
Tizio si laurea in Chimica industriale e viene assunto con contratto di apprendistato professionalizzante finalizzato al livello C1 (specialista) in un’azienda farmaceutica aderente a Farmindustria. La durata concordata nel PFI è di 24 mesi, con 100 ore annue di formazione. Nelle prime 12 settimane affianca i colleghi sulle linee di produzione GMP; poi inizia a operare in autonomia progressiva. Al termine viene confermato a tempo indeterminato in C1.
Caia — Diplomata in campo tecnico: apprendistato verso livello E1
Caia viene assunta come apprendista per il livello E1 (addetta produzione GMP) in uno stabilimento farmaceutico. La durata del PFI è di 18 mesi; la formazione tecnica si concentra sulle aree produzione e qualità. Percepisce il minimo contrattuale E1 più EAR parziale nella prima fase. Faschim la copre automaticamente. Al termine, se confermata, matura subito anzianità contrattuale piena a partire dalla data di assunzione originaria.
Sempronio — Responsabile HR di un’azienda farmaceutica: vincolo di stabilizzazione
Sempronio è Responsabile HR di un’azienda con 80 dipendenti che vuole assumere 5 apprendisti nel 2026. Verifica quanti apprendisti dei 36 mesi precedenti (2023-2025) sono stati stabilizzati: su 8 apprendisti terminati il contratto, ne sono stati confermati 5 (62,5% > 20%). Il vincolo del 20% è rispettato: può procedere con le nuove assunzioni. Se ne avesse confermati solo 1 (12,5%), non potrebbe assumere nuovi apprendisti fino a raggiungere la soglia.

Domande frequenti

Quanto dura il contratto di apprendistato nel chimico-farmaceutico?
Da un minimo di 6 mesi a un massimo di 3 anni, in base alla complessità delle competenze e al livello di destinazione. La durata è definita nel Piano Formativo Individuale.
Come viene retribuito l’apprendista?
Percepisce il minimo contrattuale del livello di destinazione. Nella prima fase, per i livelli A-B, l’IPO non è riconosciuta; per i livelli C-F, l’EAR viene riconosciuto progressivamente. La tredicesima è dovuta in proporzione.
Quante ore di formazione sono previste?
Tra 80 e 120 ore annue, ripartite tra formazione trasversale e tecnico-professionale nelle 10 aree funzionali del settore. Il percorso viene documentato nel Libretto Formativo del Cittadino.
Un’azienda farmaceutica puè assumere quanti apprendisti vuole?
No: il limite è il 100% dei qualificati in organico (150% per le imprese sotto i 10 dipendenti). Per le aziende con più di 50 dipendenti occorre aver stabilizzato almeno il 20% degli apprendisti degli ultimi 36 mesi.
Cosa succede al termine dell’apprendistato?
Se il datore non comunica il recesso nel preavviso contrattuale, il rapporto si trasforma automaticamente in contratto a tempo indeterminato al livello di destinazione. Il periodo di apprendistato concorre integralmente all’anzianità contrattuale.

Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Industria Chimica, Chimico-Farmaceutica e affini del 15 aprile 2025. L’apprendistato professionalizzante è regolato anche dal D.Lgs. 81/2015: in caso di dubbi sull’applicazione concreta consultare un consulente del lavoro, i sindacati di categoria (Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil) o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

Domande frequenti

Quanto dura il contratto di apprendistato nel chimico-farmaceutico?

La durata è fissata tra un minimo di 6 mesi e un massimo di 3 anni, in base alla complessità delle competenze da acquisire e al livello di destinazione. Il Piano Formativo Individuale (PFI) stabilisce durata e contenuti e deve essere redatto per iscritto contestualmente al contratto o entro 30 giorni.

Come viene retribuito l'apprendista nel settore farmaceutico?

L'apprendista percepisce il minimo contrattuale del livello di destinazione. Nella prima fase del contratto non gli viene riconosciuta l'IPO (per i livelli A-B) o parte dell'EAR (per i livelli C-F). Al termine dell'apprendistato viene inquadrato nel livello di destinazione con il trattamento pieno. La tredicesima è dovuta anche durante l'apprendistato, in misura proporzionale.

Quante ore di formazione sono previste per l'apprendista chimico-farmaceutico?

Il monte ore formativo varia tra 80 e 120 ore annue, suddiviso tra formazione trasversale (sicurezza, competenze organizzative, comunicazione) e formazione tecnico-professionale specifica (nelle 10 aree funzionali del settore: produzione, qualità, ricerca, commerciale, logistica, ecc.). La formazione deve essere documentata nel Libretto Formativo del Cittadino.

Un'azienda farmaceutica può assumere quanti apprendisti vuole?

No: il CCNL e la legge fissano limiti. Le aziende non possono avere più apprendisti dei lavoratori qualificati/specializzati in organico (100% del personale qualificato; 150% per le imprese sotto i 10 dipendenti). Per le aziende con più di 50 dipendenti, è necessario aver stabilizzato almeno il 20% degli apprendisti dei 36 mesi precedenti per poterne assumere di nuovi.

Cosa succede al termine dell'apprendistato?

Al termine del periodo di apprendistato, se il datore non comunica il recesso (con preavviso contrattuale), il rapporto si trasforma automaticamente in contratto a tempo indeterminato con il livello di destinazione. Il periodo di apprendistato è computato integralmente nell'anzianità contrattuale a tutti gli effetti.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.