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Ultimo aggiornamento: 20 Giugno 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
La somministrazione di vitto tramite mensa aziendale o convenzioni non concorre al reddito (art. 51 TUIR). I buoni pasto sono esenti fino a 4 €/giorno se cartacei e 8 €/giorno se elettronici; l’indennità sostitutiva è di regola imponibile, salvo un’esenzione fino a 5,29 €/giorno per cantieri e zone prive di ristorazione. Il diritto al beneficio nasce dal CCNL.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
CCNL Chimico-Farmaceutico (Farmindustria)

Mensa aziendale, buoni pasto e indennità nel CCNL Chimico-Farmaceutico (Farmindustria)

Dove esistono mense aziendali o grandi siti produttivi, il servizio sostitutivo del pasto può assumere forme diverse — mensa interna, convenzioni, buoni pasto, indennità sostitutiva — ciascuna con un proprio trattamento fiscale. Capire quale spetta e quanto è esente da imposte evita sorprese in busta paga.

In sintesi

La somministrazione di vitto tramite mensa aziendale o convenzioni non concorre al reddito (art. 51 TUIR). I buoni pasto sono esenti fino a 4 €/giorno se cartacei e 8 €/giorno se elettronici; l’indennità sostitutiva è di regola imponibile, salvo un’esenzione fino a 5,29 €/giorno per cantieri e zone prive di ristorazione. Il diritto al beneficio nasce dal CCNL.

Dati contrattuali

Parti firmatarie
Farmindustria · Federchimica · Filctem-Cgil · Femca-Cisl · Uiltec-Uil
Istituti trattati
Mensa aziendale · Buoni pasto · Indennità sostitutiva · Regime fiscale
Riferimenti
Art. 51, comma 2, TUIR (regime fiscale di mensa e buoni pasto) · CCNL per spettanza e importi
Fonte
Testo del CCNL depositato presso il CNEL

Le forme del servizio pasto a confronto

Il servizio sostitutivo della mensa può assumere quattro forme principali, con trattamenti fiscali differenti. Il diritto al beneficio e il suo importo nascono dal CCNL o dall’accordo aziendale; le soglie di esenzione sono invece fissate dalla legge.

Servizio pasto — forme e regime fiscale (art. 51 TUIR)
Forma In che cosa consiste Regime fiscale
Mensa aziendale / convenzioni Somministrazione di vitto gestita dal datore o da terzi Non concorre al reddito (esente, senza limite)
Buono pasto cartaceo Ticket cartaceo spendibile nella ristorazione convenzionata Esente fino a 4,00 €/giorno; eccedenza imponibile
Buono pasto elettronico Ticket su card/app Esente fino a 8,00 €/giorno; eccedenza imponibile
Indennità sostitutiva di mensa Somma in denaro al posto del servizio Imponibile, salvo esenzione fino a 5,29 €/giorno per cantieri e zone prive di ristorazione
Di norma spetta un solo beneficio per giornata lavorativa. Gli importi e le condizioni di spettanza sono fissati dal CCNL e dagli accordi aziendali: per i valori esatti si rinvia al testo contrattuale vigente.

Mensa aziendale e forme alternative

Nei grandi siti produttivi il pasto può essere garantito in più modi, fiscalmente non equivalenti.

La mensa aziendale e le convenzioni

La somministrazione di vitto in una mensa gestita direttamente dal datore o da terzi, e le convenzioni con esercizi di ristorazione, non concorrono al reddito del lavoratore (art. 51, comma 2, TUIR): è la forma fiscalmente più vantaggiosa, senza limiti di importo.

I buoni pasto

Dove la mensa non c’è, il datore può riconoscere buoni pasto: esenti fino a 4 €/giorno se cartacei e 8 €/giorno se elettronici, con imponibile sull’eccedenza.

L’indennità sostitutiva

La somma in denaro erogata al posto del servizio mensa è di norma imponibile, salvo l’esenzione fino a 5,29 €/giorno riservata agli addetti ai cantieri e alle strutture lavorative a carattere temporaneo o in zone prive di ristorazione.

Un diritto contrattuale, non di legge

È bene chiarire un punto spesso frainteso: né il buono pasto né la mensa sono un diritto generale previsto dalla legge. La legge si limita a stabilire fino a quando questi benefici sono esenti da imposte; la loro spettanza dipende dal CCNL o dalla contrattazione aziendale. Vi sono quindi settori in cui il pasto è garantito e altri in cui non è previsto alcun beneficio. Dove esiste, il beneficio spetta di regola per le sole giornate di effettiva presenza con prestazione che dà titolo al pasto, e non matura nei giorni di assenza, ferie o malattia.

Casi pratici

Tizio — mensa aziendale interna
Tizio lavora in uno stabilimento con mensa interna. Il valore del pasto consumato in mensa non concorre al suo reddito: è integralmente esente, senza limiti di importo. Se in alcune giornate la mensa è chiusa e riceve un buono pasto elettronico, quel buono è esente fino a 8 €.
Caia — indennità sostitutiva in trasferta di cantiere
Caia è addetta a un cantiere temporaneo in una zona priva di ristoranti e percepisce un’indennità sostitutiva di mensa. Ricorrendo i presupposti di legge, l’indennità è esente fino a 5,29 €/giorno; l’eventuale eccedenza è imponibile.

Domande frequenti

Il buono pasto spetta anche nei giorni di ferie o malattia?
No. Il buono pasto è collegato alla presenza effettiva e alla prestazione che dà titolo al pasto: non matura nelle giornate di assenza, ferie, malattia o permesso. Le regole di dettaglio sono fissate dal CCNL o dall’accordo aziendale.
Posso ricevere insieme mensa, buono pasto e indennità?
Di norma no: per ciascuna giornata lavorativa spetta un solo beneficio sostitutivo del pasto. Il CCNL o l’accordo aziendale individuano quale spetta in base alla sede e all’organizzazione del lavoro.
Il valore del buono pasto entra nel calcolo del TFR o della tredicesima?
No: i buoni pasto e i servizi sostitutivi del pasto hanno natura non retributiva e, di regola, non rientrano nella base di calcolo di TFR e mensilità aggiuntive. Fa eventualmente eccezione la quota imponibile eccedente le soglie, secondo la disciplina applicabile.
Il pasto consumato nella mensa aziendale è tassato?
No. La somministrazione di vitto tramite mensa aziendale o convenzioni non concorre al reddito (art. 51 TUIR), senza limiti di importo. È la forma più vantaggiosa rispetto a buoni pasto e indennità.

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Contenuto divulgativo aggiornato alle regole generali di legge (art. 51 TUIR). Per spettanza, importi e condizioni di mensa, buoni pasto e indennità sostitutiva si rinvia sempre al testo del CCNL vigente e agli accordi aziendali.

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In sintesi

  • Nel CCNL Chimico-Farmaceutico (Farmindustria) il servizio sostitutivo del pasto puo assumere quattro forme: mensa, convenzioni, buoni pasto, indennita sostitutiva.
  • La somministrazione di vitto tramite mensa o convenzioni non concorre al reddito (art. 51, comma 2, TUIR), senza limiti di importo.
  • I buoni pasto sono esenti fino a 4 euro/giorno se cartacei e 8 euro/giorno se elettronici; l'eccedenza e imponibile.
  • L'indennita sostitutiva e di regola imponibile, salvo l'esenzione fino a 5,29 euro/giorno per cantieri e zone prive di ristorazione.
  • Il diritto al beneficio e il suo importo nascono dal CCNL e dagli accordi aziendali; le soglie di esenzione sono fissate dalla legge.
Indice dei contenuti

Il trattamento del pasto nel CCNL Chimico-Farmaceutico (Farmindustria) intreccia due piani che conviene tenere distinti: il piano contrattuale, che stabilisce se e quanto spetta al lavoratore, e il piano fiscale, governato dall'art. 51 del TUIR, che stabilisce quanta parte di quel valore resti esente da imposte e contributi. Confonderli e l'errore piu frequente in busta paga.

Le quattro forme del servizio pasto

La somministrazione diretta in mensa aziendale, le convenzioni con esercizi di ristorazione, il buono pasto (cartaceo o elettronico) e l'indennita sostitutiva in denaro non sono fiscalmente equivalenti. La scelta tra l'una e l'altra forma compete al datore, nei limiti di quanto previsto dal contratto collettivo e dagli accordi di secondo livello, ma le ricadute sul netto del lavoratore cambiano sensibilmente.

Mensa e convenzioni: la forma piu vantaggiosa

La somministrazione di vitto in una mensa gestita dal datore o da terzi, e le convenzioni con la ristorazione, non concorrono alla formazione del reddito di lavoro dipendente (art. 51, comma 2, lett. c, TUIR). Si tratta della forma fiscalmente piu favorevole, perche l'esenzione opera senza limiti di importo: tutto il valore del pasto resta fuori dall'imponibile.

I buoni pasto e le soglie di legge

Dove la mensa non e praticabile, il datore puo riconoscere buoni pasto. La legge fissa una soglia di esenzione di 4 euro/giorno per i buoni cartacei e di 8 euro/giorno per quelli elettronici: l'eventuale eccedenza concorre al reddito. Sono soglie certe, ancorate alla norma; il valore facciale del buono effettivamente erogato e invece materia contrattuale.

L'indennita sostitutiva

La somma in denaro corrisposta al posto del servizio mensa e, in linea generale, imponibile, proprio perche erogata in contanti. La legge prevede una sola eccezione: l'esenzione fino a 5,29 euro/giorno riservata agli addetti a cantieri edili, ad altre strutture lavorative a carattere temporaneo o a unita produttive ubicate in zone prive di servizi di ristorazione. Fuori da queste ipotesi l'indennita e interamente tassata.

Spettanza e cumulo

Di norma spetta un solo beneficio per giornata di effettiva presenza: il pasto e collegato all'attivita lavorativa svolta, non a una mera quota retributiva. Per questo, in linea di massima, nelle giornate di ferie, malattia o assenza il buono non matura. Le condizioni di spettanza, gli importi e le eventuali deroghe sono fissati dal CCNL e dalla contrattazione aziendale: per i valori esatti occorre sempre fare riferimento al testo contrattuale vigente.

Cosa verificare in concreto

Il lavoratore dovrebbe controllare tre cose: la forma adottata in azienda, il valore riconosciuto dal contratto e la corretta applicazione delle soglie di esenzione in busta paga. Quando il valore supera la soglia, la differenza deve risultare assoggettata a imposta. Le parti firmatarie del contratto (Farmindustria, Federchimica, Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil) e gli accordi aziendali restano la fonte da cui muovere per ogni verifica.

Domande frequenti

Il buono pasto spetta anche nei giorni di ferie o malattia?

Di regola no: il buono e collegato alla giornata di effettiva presenza al lavoro. Nelle giornate di ferie, malattia o assenza tipicamente non matura, salvo diversa previsione del CCNL o dell'accordo aziendale.

Qual e la differenza fiscale tra buono cartaceo ed elettronico?

Il buono cartaceo e esente fino a 4 euro/giorno, quello elettronico fino a 8 euro/giorno. L'eccedenza rispetto alla soglia concorre in entrambi i casi al reddito imponibile.

L'indennita sostitutiva di mensa e sempre tassata?

In linea generale si, perche erogata in denaro. Resta esente fino a 5,29 euro/giorno solo per gli addetti a cantieri e a unita produttive in zone prive di servizi di ristorazione.

La mensa aziendale ha un limite di esenzione?

No. La somministrazione di vitto tramite mensa o convenzioni non concorre al reddito senza limiti di importo: e la forma fiscalmente piu vantaggiosa prevista dall'art. 51 TUIR.

Dove trovo l'importo esatto del buono previsto dal mio contratto?

Gli importi e le condizioni di spettanza sono fissati dal CCNL e dagli accordi aziendali. Per i valori esatti occorre consultare il testo del contratto collettivo vigente, non le soglie di esenzione fiscale.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-06-20
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 100 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.