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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Con l’ordinanza n. 24/2026 la Corte costituzionale, prima di decidere sul ricorso della Regione Puglia contro la legge di bilancio 2025, ha disposto un’istruttoria per acquisire informazioni e relazioni dai ministeri competenti.

Di cosa si tratta

Le Regioni possono impugnare davanti alla Corte costituzionale le leggi dello Stato che ritengono lesive delle proprie competenze. La Regione Puglia ha contestato diverse disposizioni della legge di bilancio 2025 (legge n. 207 del 2024), in particolare quelle relative ai rapporti finanziari con le autonomie territoriali, ai diritti sociali e alle politiche sanitarie (tra cui i fondi della missione “Tutela della salute” e gli indennizzi a chi è stato danneggiato da trasfusioni, emoderivati e vaccinazioni obbligatorie). Prima di pronunciarsi nel merito, la Corte ha ritenuto di non disporre ancora di tutti gli elementi necessari per decidere. Per questo ha disposto un’istruttoria: ha chiesto a vari soggetti pubblici di depositare relazioni e di essere auditi. È un passaggio procedurale che non anticipa l’esito della causa, ma serve a fondare la decisione finale su dati certi. Per cittadini e Regione, significa che la questione resta aperta in attesa degli approfondimenti richiesti.

La questione di legittimità costituzionale

Sono impugnate varie disposizioni della legge 30 dicembre 2024, n. 207 (Bilancio di previsione dello Stato per il 2025 e bilancio pluriennale 2025-2027), in particolare gli artt. 1 (commi da 273 a 384 e da 784 a 794), 3, 16 e 18, anche in relazione alle tabelle di missione su autonomie territoriali, diritti sociali, politiche previdenziali e tutela della salute. A promuovere il giudizio è stata la Regione Puglia, con ricorso in via principale (registro ricorsi n. 11 del 2025).

La decisione della Corte

La Corte non ha deciso nel merito: ha disposto un’istruttoria, ai sensi degli artt. 14 e 15 delle Norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale. Ha ordinato che, entro quarantacinque giorni, i soggetti indicati (tra cui il Ministero della salute, la Ragioneria generale dello Stato e la Conferenza delle Regioni) depositino relazioni su specifici quesiti e siano auditi in camera di consiglio con la partecipazione delle parti, riservando ogni altra decisione e rinviando il giudizio a nuovo ruolo.

Il principio

Quando per decidere servono informazioni tecniche e contabili indispensabili, la Corte costituzionale può disporre un’istruttoria, acquisendo relazioni e audizioni dai soggetti competenti, prima di pronunciarsi sul merito del ricorso.

Domande e risposte

La Corte ha dato torto o ragione alla Regione Puglia?

Né l’uno né l’altro. Non ha ancora deciso nel merito: ha solo richiesto ulteriori informazioni per poter giudicare con cognizione completa.

Cosa succede ora?

I ministeri e gli altri soggetti indicati dovranno depositare le relazioni richieste ed essere auditi; poi la causa tornerà a ruolo per la decisione finale.

Perché serve un’istruttoria in un giudizio costituzionale?

Perché la valutazione su misure di bilancio e finanziamenti alla sanità richiede dati tecnici e contabili precisi: la Corte li acquisisce formalmente prima di pronunciarsi.

Leggi la decisione integrale
Testo ufficiale della Corte Costituzionale (PDF) e testo integrale con note.

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Testo integrale con note (Consulta OnLine)

Vedi anche

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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