Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.
Metodo editoriale
Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
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Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia
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Art. 68 TUPI: Aspettativa per mandato parlamentare
Testo vigente verificato su Normattiva. Scheda in arricchimento editoriale.
Aspettativa per mandato parlamentare ( Art.71, commi da 1 a 3 e 5 del d.lgs n.29 del 1993 ) 1.
I dipendenti delle pubbliche amministrazioni eletti al Parlamento nazionale, al Parlamento europeo e nei Consigli regionali sono collocati in aspettativa senza assegni per la durata del mandato.
Essi possono optare per la conservazione, in luogo dell'indennità parlamentare e dell'analoga indennità corrisposta ai consiglieri regionali, del trattamento economico in godimento presso l'amministrazione di appartenenza, che resta a carico della medesima.
Il periodo di aspettativa è utile ai fini dell'anzianità di servizio e del trattamento di quiescenza e di previdenza.
Il collocamento in aspettativa ha luogo all'atto della proclamazione degli eletti; di questa le Camere ed i Consigli regionali danno comunicazione alle amministrazioni di appartenenza degli eletti per i conseguenti provvedimenti.
Le regioni adeguano i propri ordinamenti ai principi di cui ai commi 1, 2 e 3.
Art. 200 D.Lgs. 209/2005 – Trasferimento del portafoglio di imprese di assicurazione di Stati terzi
D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private
1. Il trasferimento, parziale o totale, del portafoglio della sede secondaria nel territorio della Repubblica di un'impresa di assicurazione di uno Stato terzo è sottoposto, a cura della cedente, all'autorizzazione preventiva dell' IVASS , secondo la procedura stabilita con regolamento, con provvedimento da pubblicare nel Bollettino.
2. 2. Il trasferimento può essere effettuato a favore di: a) un'impresa avente la sede legale nel territorio della Repubblica o in un altro Stato membro, a condizione che il portafoglio ceduto non sia trasferito ad una sede secondaria situata in uno Stato terzo; b) un'impresa avente la sede legale in uno Stato terzo, a condizione che il portafoglio ceduto sia trasferito ad una sede secondaria della stessa impresa che sia situata nel territorio della Repubblica.
3. Nel caso di cui al comma 2, lettera a), l'impresa cessionaria soddisfa le condizioni rispettivamente previste all'articolo 198, commi 2 e 3, a seconda che il trasferimento sia effettuato a favore di un'impresa con sede legale nel territorio della Repubblica o in quello di altri Stati membri.
4. Nel caso di cui al comma 2, lettera b), l' IVASS verifica che la sede secondaria dell'impresa cessionaria sia autorizzata all'esercizio delle attività trasferite e disponga, tenuto conto del trasferimento, dei fondi propri ammissibili necessari per coprire il Requisito Patrimoniale di Solvibilità di cui all'articolo 45-bis . Se il controllo di solvibilità, relativo alle attività esercitate in stabilimento sul territorio della Repubblica, è demandato all'autorità di vigilanza di un altro Stato membro dove l'impresa è altresì stabilita, la verifica compete alla medesima autorità, che ne rilascia attestazione all' IVASS .
5. Ai trasferimenti di portafoglio disciplinati dal presente articolo si applica l'articolo 198, comma 6, sussistendone le condizioni ivi previste.
Art. 199 D.Lgs. 209/2005 – Trasferimento del portafoglio di imprese di assicurazione di altri Stati membri
D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private
1. L'impresa di assicurazione di un altro Stato membro operante nel territorio della Repubblica comunica senza indugio all' IVASS di aver richiesto alla propria autorità di vigilanza l'autorizzazione al trasferimento del portafoglio dei contratti conclusi in Italia in regime di stabilimento o in libertà di prestazione di servizi.
2. Se il portafoglio è trasferito ad un'impresa di assicurazione con sede legale nel territorio della Repubblica, l' IVASS dà il suo assenso all'autorità di vigilanza dello Stato membro dell'impresa cedente, dopo aver verificato che l'impresa cessionaria è autorizzata all'esercizio delle attività trasferite e che dispone, tenuto conto del trasferimento, dei fondi propri ammissibili necessari per coprire il Requisito Patrimoniale di Solvibilità di cui all'articolo 45-bis. La medesima procedura si applica se il portafoglio trasferito da un'impresa di assicurazione di altro Stato membro all'impresa con sede legale nel territorio della Repubblica comprende obbligazioni assunte al di fuori del territorio italiano.
3. 3. Se il portafoglio è trasferito ad una sede secondaria in Italia di un'impresa di assicurazione che ha sede legale in altro Stato membro, l' IVASS dà il suo assenso all'autorità di vigilanza dello Stato di origine dell'impresa cedente dopo aver verificato che: a) l'impresa cessionaria soddisfa le condizioni per lo svolgimento dell'attività in regime di stabilimento nel territorio della Repubblica; b) l'autorità di vigilanza dello Stato membro di origine dell'impresa cedente ha accertato che l'impresa cessionaria dispone, tenuto conto del trasferimento, dei fondi propri ammissibili necessari per coprire il Requisito Patrimoniale di Solvibilità di cui all'articolo 45-bis .
4. 4. Se il portafoglio è trasferito ad un'impresa di assicurazione che ha sede legale in un altro Stato membro o ad una sua sede secondaria stabilita in altro Stato membro, l' IVASS dà il suo assenso all'autorità di vigilanza dello Stato membro di origine dell'impresa cedente dopo aver verificato che: a) l'impresa cessionaria soddisfa le condizioni per lo svolgimento dell'attività in libera prestazione di servizi nel territorio della Repubblica; b) l'autorità di vigilanza dello Stato membro di origine dell'impresa cedente ha accertato che la cessionaria dispone, tenuto conto del trasferimento, dei fondi propri ammissibili necessari per coprire il Requisito Patrimoniale di Solvibilità di cui all'articolo 45-bis .
5. 5. Se il portafoglio è trasferito ad una sede secondaria nel territorio della Repubblica di un'impresa che ha sede legale in uno Stato terzo, l' IVASS dà il suo assenso all'autorità di vigilanza dello Stato membro di origine dell'impresa cedente dopo aver verificato che: a) la sede secondaria è autorizzata all'esercizio delle attività trasferite; b) l'autorità dello Stato membro di origine dell'impresa cedente ha accertato che l'impresa cessionaria dispone, tenuto conto del trasferimento, dei fondi propri ammissibili necessari per coprire il Requisito Patrimoniale di Solvibilità di cui all'articolo 45-bis . Non può essere effettuato un trasferimento di portafoglio ad una sede secondaria dell'impresa cessionaria che sia situata in uno Stato terzo.
6. L' IVASS pubblica nel Bollettino un avviso sui pareri resi e sui provvedimenti emessi dalle autorità di vigilanza degli altri Stati membri relativi ai trasferimenti di portafoglio autorizzati.
Art. 198 D.Lgs. 209/2005 – Trasferimento del portafoglio di imprese di assicurazione italiane
D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private
1. Il trasferimento, parziale o totale, del portafoglio dell'impresa di assicurazione con sede legale nel territorio della Repubblica è sottoposto, a cura della cedente, all'autorizzazione preventiva dell' IVASS , secondo la procedura stabilita con regolamento, con provvedimento da pubblicare nel Bollettino.
2. Se il portafoglio è trasferito ad un'impresa di assicurazione che ha sede legale nel territorio della Repubblica, l' IVASS verifica che l'impresa cessionaria disponga dell'autorizzazione necessaria all'esercizio delle attività trasferite e che disponga, tenuto conto del trasferimento, dei fondi propri ammissibili necessari per coprire il Requisito Patrimoniale di Solvibilità di cui all'articolo 45-bis . Quando il portafoglio comprende obbligazioni e rischi assunti al di fuori del territorio della Repubblica, l' IVASS verifica inoltre che l'impresa soddisfi le condizioni previste per l'accesso all'attività in regime di stabilimento o di prestazione di servizi nello Stato membro dell'impresa cedente. Se il trasferimento comprende il portafoglio di sedi secondarie situate in altri Stati membri, è necessario il parere favorevole delle autorità di vigilanza interessate. Se il trasferimento comprende contratti stipulati in altri Stati membri in libertà di prestazione di servizi, è altresì necessario il parere favorevole delle autorità di vigilanza degli Stati membri dell'obbligazione e di ubicazione del rischio.
3. Se il portafoglio è trasferito ad un'impresa di assicurazione che ha la sede legale in un altro Stato membro, compreso il caso in cui il portafoglio sia trasferito ad una sede secondaria della medesima impresa stabilita in Italia, spetta all'autorità di vigilanza dello Stato membro dell'impresa cessionaria attestare all' IVASS che la medesima è autorizzata all'esercizio delle attività trasferite e dispone, tenuto conto del trasferimento, dei fondi propri ammissibili necessari per coprire il Requisito Patrimoniale di Solvibilità di cui all'articolo 45-bis . L' IVASS verifica, nel caso in cui il portafoglio sia trasferito ad una sede secondaria situata in un altro Stato membro, che l'impresa cessionaria rispetti le disposizioni per l'accesso in regime di libertà di prestazione di servizi per l'attività esercitata nel territorio della Repubblica a seguito del trasferimento.
4. Se le autorità di vigilanza di cui ai commi 2 e 3 non si pronunciano entro novanta giorni dal ricevimento della richiesta da parte dell' IVASS , si considera che esse abbiano dato parere favorevole.
5. 5. Il portafoglio può essere trasferito anche ad imprese di assicurazione che hanno la sede legale in uno Stato terzo a condizione che: a) l'impresa cessionaria sia autorizzata ad esercitare nel territorio della Repubblica, in regime di stabilimento, le attività ad essa trasferite; b) il trasferimento sia limitato ai contratti stipulati dall'impresa cedente nel territorio della Repubblica in regime di stabilimento; c) il portafoglio sia attribuito alla sede secondaria dell'impresa cessionaria costituita nel territorio della Repubblica; d) la sede secondaria disponga, tenuto conto del trasferimento, del Requisito Patrimoniale di Solvibilità richiesto.
6. Se il trasferimento è effettuato ad un'impresa di assicurazione con sede legale nel territorio della Repubblica o ad un'impresa di assicurazione con sede legale in altro Stato, ma a favore di una sede secondaria situata nel territorio della Repubblica, esso comporta altresì l'applicazione, per i rapporti di lavoro in corso alla data del provvedimento di autorizzazione, delle disposizioni dell' articolo 2112 del codice civile .
Art. 197 D.Lgs. 209/2005 – Vigilanza sull’attuazione del programma di attività
D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private
1. Per i primi tre esercizi l'impresa di assicurazione con sede legale nel territorio della Repubblica è tenuta a presentare all' IVASS una relazione semestrale relativa all'esecuzione del programma di attività.
2. Qualora dalla relazione risulti un grave squilibrio nella situazione finanziaria dell'impresa, l' IVASS può adottare le misure necessarie per il rispetto del programma e per ristabilire l'equilibrio della gestione.
3. L'impresa comunica all'IVASS ogni variazione apportata al programma di attività, nonché ogni variazione intervenuta nelle persone che ricoprono funzioni di amministrazione, di direzione e di controllo, nei responsabili delle funzioni fondamentali nonché nei soggetti che detengono una partecipazione indicata dall'articolo 68 nell'impresa di assicurazione. Le eventuali modifiche del programma di attività sono sottoposte all'approvazione dell'IVASS secondo la procedura stabilita con regolamento.
4. Le disposizioni del presente articolo si applicano, in quanto compatibili, anche alle sedi secondarie, stabilite nel territorio della Repubblica, di imprese di assicurazione aventi la sede legale in Stati terzi, ed alle imprese di riassicurazione con sede legale nel territorio della Repubblica ed alle sedi secondarie di imprese di riassicurazione di Stati terzi.
Art. 117 D.Lgs. 175/2024 – Provvedimenti sull’esecuzione provvisoria della sentenza impugnata per cassazione
Testo vigente – D.Lgs. 14 novembre 2024, n. 175 (Testo unico della giustizia tributaria) (aggiornato da Normattiva)
1. La parte che ha proposto ricorso per cassazione può chiedere alla corte di giustizia tributaria che ha pronunciato la sentenza impugnata di sospenderne in tutto o in parte l'esecutività allo scopo di evitare un danno grave e irreparabile.
2. Il presidente fissa con decreto la trattazione della istanza di sospensione per la prima camera di consiglio utile, comunque non oltre il trentesimo giorno dalla presentazione della medesima istanza, disponendo che ne sia data comunicazione alle parti almeno dieci giorni liberi prima.
3. In caso di eccezionale urgenza il presidente può disporre con decreto motivato la sospensione dell'esecutività della sentenza fino alla pronuncia del collegio.
4. Il collegio, sentite le parti in camera di consiglio, provvede con ordinanza motivata non impugnabile.
5. La sospensione può essere subordinata alla prestazione della garanzia di cui all'articolo 127 comma 2. Si applica la disposizione dell'articolo 96, comma 9.
6. La corte di giustizia tributaria non può pronunciarsi sulle richieste di cui al comma 1 se la parte istante non dimostra di avere depositato il ricorso per cassazione contro la sentenza.
D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private
1. L' IVASS approva, nel rispetto della procedura stabilita con regolamento, le modificazioni degli statuti delle imprese di assicurazione e di riassicurazione quando non contrastino con una sana e prudente gestione.
2. Non si può dare corso all'iscrizione nel registro delle imprese se non consti l'approvazione prevista dal comma 1.
Art. 195-ter D.Lgs. 209/2005 – Imprese di riassicurazione di Stati terzi
D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private
1. Le sedi secondarie delle imprese di riassicurazione che hanno sede legale in Stati terzi sono soggette alla vigilanza dell' IVASS per l'attività svolta nel territorio della Repubblica.
IMU al posto dell’IRPEF: in generale, sui fabbricati non locati l’IMU sostituisce l’IRPEF e le addizionali; il reddito va comunque dichiarato nel quadro B.
Eccezione: stesso comune dell’abitazione principale: se il fabbricato non locato e nello stesso Comune dove hai la tua abitazione principale, il reddito concorre all’IRPEF nella misura del 50 per cento (codice 3 nella colonna 12).
Esenzione IMU totale: se l’immobile e totalmente esente da IMU, il reddito e soggetto a IRPEF anche se non e locato (codice 1 nella colonna 12).
Obbligo di compilazione: anche se non si paga IRPEF perche l’IMU la sostituisce, il quadro B va sempre compilato con la rendita catastale e il codice di utilizzo.
Comodato gratuito: l’immobile dato gratuitamente a persone diverse dai propri familiari (codice 2) o a un familiare che vi dimora (codice 10) segue le stesse regole dei fabbricati a disposizione.
Seconda casa vuota o a disposizione: cosa succede nella dichiarazione
Avere una casa vuota o tenuta a disposizione non significa non dover fare nulla con il fisco. Anche se non incassi un solo euro di affitto, quell’immobile va indicato nel quadro B del modello 730. La rendita catastale, cioe il valore attribuito dal catasto, rappresenta comunque un reddito teorico che lo Stato considera ai fini fiscali.
La buona notizia e che, in via generale, su questi immobili non paghi l’IRPEF: l’IMU che versi al Comune la sostituisce. Tuttavia ci sono due situazioni in cui l’IRPEF si aggiunge o sostituisce l’IMU, e conviene conoscerle bene.
La prima eccezione riguarda gli immobili situati nello stesso Comune della tua abitazione principale: qui il reddito concorre alla base imponibile IRPEF nella misura del 50 per cento. La seconda riguarda gli immobili totalmente esenti da IMU (per esempio alcuni immobili in zone montane o di collina): in questo caso paghi l’IRPEF anche se l’immobile e vuoto.
Fabbricati non locati: quando si paga cosa
Situazione
Colonna 12 quadro B
Cosa si paga
Immobile a disposizione, Comune diverso dall'abitazione principale
Nessun codice speciale
IMU sostituisce IRPEF; nessuna IRPEF aggiuntiva
Immobile a disposizione, stesso Comune dell'abitazione principale
Codice 3
IMU dovuta + IRPEF sul 50% della rendita rivalutata
Abitazione principale di lusso (cat. A/1, A/8, A/9) soggetta a IMU
Codice 2
IMU sostituisce IRPEF; nessuna IRPEF ne deduzione
Esempio pratico
Tizio abita a Milano (sua abitazione principale) e possiede anche un appartamento sempre a Milano che tiene vuoto. Nel quadro B inserisce la rendita catastale di questo secondo immobile, il codice ‘2’ nella colonna 2 (utilizzo: a disposizione) e il codice ‘3’ nella colonna 12 (casi particolari IMU). Risultato: Tizio paga l’IMU al Comune di Milano e in piu l’IRPEF calcolata sul 50% della rendita catastale rivalutata del 5%. Se invece quell’appartamento fosse in un Comune diverso da Milano, il codice 12 non si userebbe e l’IMU sostituirebbe del tutto l’IRPEF.
Documenti necessari
Visura catastale aggiornata con rendita e categoria dell’immobile
Ricevuta di pagamento IMU (per verificare l’assoggettamento)
Contratto di comodato d’uso (se l’immobile e dato gratuitamente a terzi)
Documentazione di esenzione IMU (se applicabile, per es. zona montana)
Seconda casa nello stesso Comune dell'abitazione principale
Scenario. Caio abita a Roma come abitazione principale e possiede un secondo appartamento sempre a Roma che non affitta.
Come si applica. Caio compila nel quadro B un rigo per l’abitazione principale (codice 1, colonna 2) e un rigo per il secondo appartamento (codice 2, colonna 2; codice 3, colonna 12). Sul secondo appartamento paga l’IMU al Comune di Roma e in piu l’IRPEF calcolata sul 50% della rendita catastale rivalutata del 5%.
In pratica
Rendita catastale del secondo appartamento: 900 euro. Rivalutata del 5%: 945 euro.
Base imponibile IRPEF: 50% di 945 = 472,50 euro, che si somma agli altri redditi.
Pagare l’IMU non azzera l’IRPEF quando l’immobile e nello stesso Comune dell’abitazione principale.
Immobile in zona montana esente da IMU
Scenario. Sempronio possiede una casa in montagna classificata come esente da IMU. La tiene vuota tutto l’anno.
Come si applica. Sempronio compila il quadro B con la rendita catastale dell’immobile, il codice ‘2’ (a disposizione) nella colonna 2 e il codice ‘1’ nella colonna 12 (fabbricato esente da IMU ma soggetto a imposte sui redditi). In questo caso, pur non pagando l’IMU, deve versare l’IRPEF sull’intera rendita catastale rivalutata del 5%.
In pratica
L’esenzione IMU non significa esenzione IRPEF: le due imposte hanno regole proprie.
Il codice 1 in colonna 12 segnala al CAF che su quell’immobile si calcola l’IRPEF.
Verifica la condizione di esenzione IMU con il Comune o con le circolari del Ministero delle Finanze.
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Se tengo la casa vuota devo comunque compilare il quadro B?
Si, sempre. Anche se non percepisce alcun reddito, il fabbricato va dichiarato nel quadro B con la rendita catastale e il codice di utilizzo corretto. Chi presta l’assistenza fiscale calcolera poi se e dovuta IRPEF o se l’IMU la sostituisce.
Cosa cambia se do casa in comodato gratuito a un figlio?
Se il figlio vi dimora abitualmente e risulta iscritto anagrafe, usi il codice ’10’ nella colonna 2. Se invece la dai a persone diverse dai tuoi familiari, il codice e ‘2’. In entrambi i casi si applicano le stesse regole dei fabbricati non locati: IMU al posto di IRPEF, salvo le eccezioni gia descritte.
Ho due case nello stesso Comune: quale e l'abitazione principale?
Una sola puo essere l’abitazione principale: quella in cui il contribuente (o i suoi familiari) dimora abitualmente. Le istruzioni precisano che la deduzione per abitazione principale spetta per una sola unita immobiliare. La seconda, anche se nello stesso Comune, segue il regime dell’immobile a disposizione con concorso al 50% all’IRPEF.
L'immobile distrutto o inagibile va dichiarato?
Se e stato escluso da imposizione con certificazione del Comune a seguito di eventi sismici o calamitosi, si indica il codice ‘1’ nella colonna 7 (casi particolari) e il codice ‘9’ nella colonna 2. Se e inagibile per altre cause ed e stata chiesta la revisione della rendita, il codice in colonna 7 e ‘3’.
Cosa succede se l'immobile e a disposizione per una parte dell'anno e poi lo affitto?
Si compilano due righi nel quadro B, uno per il periodo a disposizione e uno per il periodo di locazione, barrando la casella ‘Continuazione’. I giorni indicati nelle due colonne 3 non possono superare 365 in totale.
Art. 195-bis D.Lgs. 209/2005 – Imprese di riassicurazione di altri Stati membri
D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private
1. Le imprese di riassicurazione che hanno la sede legale in altri Stati membri sono soggette alla vigilanza prudenziale della autorità dello Stato membro di origine anche per l'attività svolta in regime di stabilimento o in regime di libertà di prestazione di servizi nel territorio della Repubblica.
1-bis. Qualora l'IVASS abbia motivo di ritenere che le attività dell'impresa di riassicurazione di cui al comma 1 possa eventualmente compromettere la solidità finanziaria della stessa, ne informa l'autorità di vigilanza dello Stato membro di origine di tale impresa.
1-ter. L'IVASS informa l'autorità di vigilanza dello Stato di origine qualora abbia motivo di ritenere che l'impresa di riassicurazione di altro Stato membro che svolge attività rilevante nel territorio della Repubblica può destare preoccupazioni gravi e giustificate sugli interessi di tutela dei consumatori. Nei casi in cui non sia possibile giungere ad una soluzione congiunta tra l'IVASS e l'autorità dello Stato membro, l'IVASS può rinviare la questione all'AEAP e chiederne l'assistenza
2. Fermo restando quanto disposto al comma 1, l'IVASS, qualora accerti che l'impresa di riassicurazione non rispetta le disposizioni della legge italiana che è tenuta ad osservare, ne contesta la violazione e le ordina di conformarsi alle norme di legge e di attuazione.
3. Qualora l'impresa non si conformi alle norme di legge e di attuazione, l'IVASS ne informa l'autorità di vigilanza dello Stato membro di origine, chiedendo che vengano adottate le misure necessarie a far cessare le violazioni.
4. Quando manchino o risultino inadeguati i provvedimenti dell'autorità dello Stato di origine, quando le irregolarità commesse possano pregiudicare interessi generali, l'IVASS può adottare nei confronti dell'impresa di riassicurazione, dopo averne informato l'autorità di vigilanza dello Stato membro di origine, le misure necessarie, compreso il divieto di stipulare nuovi contratti di riassicurazione in regime di stabilimento o di libertà di prestazione di servizi. L'IVASS può rinviare la questione all'AEAP conformemente all' articolo 19 del regolamento (UE) n. 1094/2010 .
5. Qualora l'impresa di riassicurazione che ha commesso l'infrazione operi attraverso una sede secondaria o possieda beni nel territorio della Repubblica, le sanzioni amministrative applicabili in base alle disposizioni della legge italiana sono adottate nei riguardi della sede secondaria o mediante confisca dei beni presenti in Italia.
6. Le misure che comportano sanzioni o restrizioni all'esercizio dell'attività in regime di stabilimento o di libertà di prestazione di servizi sono notificate all'impresa interessata. Nelle comunicazioni con l'IVASS l'impresa di riassicurazione fa uso della lingua italiana.
7. Delle misure adottate l'IVASS ordina la menzione, a spese dell'impresa di riassicurazione su quotidiani o attraverso altri sistemi di pubblicità individuati nel provvedimento, per il periodo di tempo ritenuto necessario. Dei provvedimenti adottati l'IVASS informa l'autorità di vigilanza dello Stato membro di origine.
Art. 195 D.Lgs. 209/2005 – Imprese di riassicurazione italiane
D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private
1. Le imprese di riassicurazione che hanno la sede legale nel territorio della Repubblica sono soggette alla vigilanza dell'IVASS sia per l'attività esercitata in Italia, sia per quella svolta in regime di stabilimento o di prestazione di servizi nel territorio degli altri Stati membri o in quello di Stati terzi.
2. Nei confronti delle imprese di cui al comma 1, l'IVASS esercita le funzioni di vigilanza prudenziale, avendo riguardo alla costante verifica della gestione tecnica, finanziaria e patrimoniale dell'impresa, con particolare riferimento all'adeguatezza dei requisiti patrimoniali e delle riserve tecniche in rapporto all'insieme dell'attività svolta, alla disponibilità di attivi e di fondi propri ammissibili ai fini dell'integrale copertura delle riserve tecniche e dei requisiti patrimoniali di solvibilità e della valutazione dei rischi emergenti, nonché del governo societario e della informativa all'IVASS ed ai terzi.
3. Alle imprese di cui al comma 1 si applicano le disposizioni di cui all'articolo 192, commi 3, 4 e 4-bis .
Tipo di agevolazione: deduzione dal reddito complessivo dell’intero importo pagato, senza tetto e senza franchigia (rigo E25 del 730, art. 10, comma 1, lett. b, del TUIR).
Cosa va nel rigo E25: le spese mediche generiche (medico di base, medicinali con scontrino parlante) e le spese di assistenza specifica: infermieri, assistenza riabilitativa, addetti all’assistenza di base e OTA, educatori professionali, animatori e terapisti occupazionali.
Cosa non va nel rigo E25: visite specialistiche, interventi, protesi e analisi vanno nel rigo E1 (detrazione del 19% oltre 129,11 euro); carrozzine, sollevatori e sussidi informatici nel rigo E3 (19% senza franchigia).
Chi è persona con disabilità: chi ha il riconoscimento della commissione medica della L. 104/1992 o di altre commissioni pubbliche (invalidità civile, di lavoro, di guerra).
Familiari non a carico: deduce chi paga, anche se la persona con disabilità non è fiscalmente a carico, purché sia coniuge, figlio, discendente dei figli, genitore, nonno, fratello o sorella, genero, nuora, suocero o suocera.
Ricovero in struttura: della retta si deduce solo la quota di spese mediche e paramediche indicata separatamente dalla struttura.
Quali spese per la disabilità danno diritto alla deduzione
Se tu o un tuo familiare avete una disabilità riconosciuta, alcune spese possono essere dedotte per intero dal reddito complessivo: riducono la base su cui si calcola l’IRPEF, senza tetto massimo. Le istruzioni del 730/2026 ne individuano due gruppi.
Spese mediche generiche: per esempio le prestazioni del medico generico e l’acquisto di medicinali, documentato da fattura o scontrino parlante con natura e quantità del prodotto, codice alfanumerico del farmaco e codice fiscale del destinatario.
Spese di assistenza specifica: assistenza infermieristica e riabilitativa (per esempio fisioterapia, kinesiterapia, laserterapia); personale con la qualifica di addetto all’assistenza di base o di operatore tecnico assistenziale dedicato solo all’assistenza diretta della persona; personale di coordinamento delle attività assistenziali di nucleo; educatori professionali; personale qualificato per animazione e terapia occupazionale.
Le prestazioni di queste figure sono deducibili anche senza prescrizione medica, purché la fattura indichi la figura professionale e la prestazione resa (circolare n. 19/E del 2012).
Questa agevolazione va nel rigo E25 della Sezione II (oneri deducibili) del Quadro E e non va confusa con le detrazioni del 19% per le spese sanitarie dei righi E1-E4. Per accedere alla deduzione, la persona assistita deve essere riconosciuta con disabilità dalla commissione medica istituita ai sensi dell’art. 4 della L. 104/1992 oppure da altre commissioni pubbliche (invalidità civile, di lavoro, di guerra). I grandi invalidi di guerra sono equiparati e non devono sottoporsi alla commissione: basta la documentazione ministeriale rilasciata quando sono stati concessi i benefici pensionistici.
La persona con disabilità può anche autocertificare la propria condizione con una dichiarazione sostitutiva di atto notorio, accompagnata da una copia del documento di identità.
Rigo E25, E1 o E3: dove va ogni spesa per la persona con disabilità
Spese per persone con disabilità nel 730/2026: in quale rigo
Tipo di spesa
Rigo del 730
Agevolazione
Medico generico, medicinali (scontrino parlante)
E25
Deduzione dell’intero importo
Assistenza infermieristica e riabilitativa (fisioterapia, kinesiterapia, laserterapia)
E25
Deduzione dell’intero importo
Addetto all’assistenza di base, operatore tecnico assistenziale (OTA)
E25
Deduzione dell’intero importo
Coordinatore delle attività assistenziali di nucleo
E25
Deduzione dell’intero importo
Educatore professionale
E25
Deduzione dell’intero importo
Animazione e terapia occupazionale (personale qualificato)
E25
Deduzione dell’intero importo
Quota medica e paramedica della retta di un istituto, indicata a parte
E25
Deduzione dell’intero importo
Visite specialistiche, interventi chirurgici, analisi, protesi dentarie e sanitarie
E1
Detrazione del 19% sulla parte oltre 129,11 euro
Carrozzine, deambulatori, sollevatori, trasporto in ambulanza
E3
Detrazione del 19% sull’intero importo
Sussidi tecnici e informatici (per esempio computer o software dedicati)
E3
Detrazione del 19% sull’intero importo
Acquisto di auto o moto per la persona con disabilità
E4
Detrazione del 19% fino a 18.075,99 euro
La differenza conta anche per chi paga. Le spese del rigo E25 si deducono anche quando la persona con disabilità non è fiscalmente a carico di chi le sostiene. Le spese del rigo E1 (per esempio una visita specialistica), invece, si detraggono solo se sono state sostenute per sé o per un familiare fiscalmente a carico. Fanno eccezione le patologie esenti dal ticket, per le quali il familiare può detrarre la parte che non trova capienza nell’imposta del malato (rigo E2).
Esempio pratico
Tizio, riconosciuto disabile ai sensi della L. 104, ha pagato nel 2025 un’infermiera a domicilio per 8.400 euro e medicinali documentati da scontrino parlante per 620 euro. Indica al rigo E25 il totale di 9.020 euro e il suo reddito complessivo si riduce di altrettanto. Se il suo reddito si colloca tra 28.000 e 50.000 euro, dove l’aliquota è del 35%, risparmia circa 3.157 euro di IRPEF. Le visite specialistiche dello stesso anno, invece, vanno nel rigo E1 con la detrazione del 19%.
Documenti necessari
Verbale della commissione medica L. 104/1992 o di altra commissione pubblica di invalidità, oppure autocertificazione con copia del documento di identità
Fatture o ricevute con l’indicazione della figura professionale e della prestazione resa
Scontrini parlanti per i medicinali (codice fiscale del destinatario, codice alfanumerico del farmaco, natura e quantità)
Per i ricoveri: documento della struttura che indichi separatamente la quota di spese mediche e paramediche di assistenza specifica (la retta intera non è deducibile)
Se paga un familiare: prova che la spesa è stata sostenuta da lui (per esempio fattura intestata o annotazione della quota pagata)
Caso 1: genitore anziano con disabilità non a carico
Scenario. Caio paga 12.000 euro l’anno per la retta del padre in una struttura assistenziale. Il padre ha redditi propri e non è fiscalmente a carico di Caio. La struttura rilascia una fattura che separa 7.000 euro di assistenza specifica (infermieristica e operatori) dalla retta alberghiera.
Come si applica. Caio deduce i 7.000 euro al rigo E25 anche se il padre non è a suo carico: le istruzioni lo consentono per genitori, coniuge, figli, fratelli, suoceri, generi e nuore e per gli altri familiari elencati. La parte restante della retta (5.000 euro) non è deducibile.
In pratica
Chiedere alla struttura una fattura che separi la quota di assistenza specifica dalla retta alberghiera.
Conservare il verbale di disabilità del familiare anche se non è a carico.
Caso 2: persona con disabilità che deduce in proprio
Scenario. Sempronia, riconosciuta invalida civile al 100%, paga di tasca propria un operatore tecnico assistenziale per 4 ore al giorno. Nel 2025 ha speso 9.600 euro, documentati da fatture con l’indicazione della figura professionale e della prestazione.
Come si applica. Sempronia deduce l’intero importo di 9.600 euro al rigo E25. Le istruzioni precisano che le prestazioni rese da queste figure professionali sono deducibili anche senza una specifica prescrizione medica, a condizione che dalla fattura risultino la figura professionale e la prestazione.
In pratica
Non serve la ricetta medica per le spese di assistenza specifica, ma la fattura deve indicare la qualifica e la prestazione.
Il riconoscimento dell’invalidità civile da parte di una commissione pubblica vale come quello della L. 104 ai fini della deduzione.
Badante, cooperativa sociale ed educatore: quando la spesa va nel rigo E25
Conta la qualifica di chi presta l’assistenza, non il nome del contratto. La retribuzione di una badante o di una cooperativa va nel rigo E25 solo se la prestazione è resa da personale con qualifica di addetto all’assistenza di base o di operatore tecnico assistenziale, oppure da infermieri, educatori professionali o terapisti, e la fattura lo indica. Le fatture di una cooperativa sociale per l’assistenza alla mamma con disabilità sono quindi deducibili se riportano la figura professionale e il servizio reso.
Se la badante non ha una di queste qualifiche, la sua retribuzione non va nel rigo E25. Restano due agevolazioni diverse: la detrazione del 19% per gli addetti all’assistenza personale delle persone non autosufficienti (righi E8-E10, codice 15), fino a 2.100 euro di spesa e solo se il reddito complessivo di chi paga non supera 40.000 euro, con la non autosufficienza certificata da un medico; e la deduzione dei contributi INPS versati come datore di lavoro, fino a 1.549,37 euro (rigo E23), spiegata nella guida sui contributi di colf e badanti.
Retta di RSA, RSD o centro diurno
Per un ricovero in istituto non si deduce l’intera retta, ma solo la parte che riguarda le spese mediche e paramediche di assistenza specifica, che deve risultare distintamente nella documentazione rilasciata dalla struttura. Se la struttura non separa le voci, la spesa non va nel rigo E25. Per gli anziani senza riconoscimento di disabilità la regola è diversa: le spese mediche della retta vanno nel rigo E1. I dettagli sono nella guida sulle spese di RSA e casa di riposo nel 730.
Chi deduce: il familiare che paga o la persona con disabilità
Deduce chi sostiene la spesa. Se la retta o l’assistenza sono pagate dalla persona con disabilità, la deduzione va nella sua dichiarazione; se il suo reddito è troppo basso per sfruttarla, la parte non usata va persa e non passa ai genitori. Se invece paga un genitore, un figlio o un altro dei familiari elencati, la deduzione spetta a lui, anche se la persona assistita ha un reddito proprio e non è a suo carico. Per questo conviene che il pagamento e la fattura risultino a nome di chi ha l’imposta da ridurre.
Psicologo, visite specialistiche e farmacia
Le visite di uno specialista, le analisi e gli interventi non sono spese mediche generiche: anche per una persona con disabilità vanno nel rigo E1, con la detrazione del 19% sulla parte che supera 129,11 euro. Lo stesso vale per lo psicologo e lo psicoterapeuta, le cui prestazioni con finalità terapeutiche sono detraibili senza prescrizione medica (circolare n. 14/E del 2023). I medicinali acquistati in farmacia per la persona con disabilità, invece, vanno nel rigo E25 se lo scontrino parlante riporta il suo codice fiscale.
Quando rivolgersi a un professionista
La deduzione non ha massimali, ma richiede di distinguere bene le spese tra i righi E25, E1 ed E3 e di avere fatture con la qualifica di chi presta l’assistenza. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Le spese mediche generiche (medico generico, medicinali con scontrino parlante) e le spese di assistenza specifica per una persona con disabilità: infermieri, assistenza riabilitativa, addetti all’assistenza di base e OTA, educatori professionali, personale per animazione e terapia occupazionale. Si deducono per intero.
Posso dedurre la badante al rigo E25?
Solo se ha la qualifica di addetta all’assistenza di base o di operatore tecnico assistenziale ed è dedicata all’assistenza diretta della persona, e la ricevuta lo indica. Altrimenti si può usare la detrazione del 19% per gli addetti all’assistenza dei non autosufficienti (codice 15, fino a 2.100 euro, reddito fino a 40.000 euro) e la deduzione dei contributi INPS (rigo E23).
Se il disabile vive con me ma ha un suo reddito, posso dedurre le spese?
Sì, se le paghi tu. Le spese del rigo E25 sono deducibili anche se il familiare con disabilità non è fiscalmente a carico: coniuge, figli, discendenti dei figli, genitori, nonni, fratelli e sorelle, suoceri, generi e nuore.
C’è un limite di importo deducibile?
No. Le spese del rigo E25 si deducono per intero, senza massimale e senza franchigia.
Le visite specialistiche di una persona con disabilità vanno nel rigo E25?
No. Visite specialistiche, interventi, analisi e protesi vanno nel rigo E1, con la detrazione del 19% sulla parte che supera 129,11 euro, e solo se riguardano te o un familiare a carico. Nel rigo E25 vanno le spese mediche generiche e quelle di assistenza specifica.
Le spese per una sedia a rotelle o un deambulatore vanno qui?
No. I mezzi per l’accompagnamento, la deambulazione, la locomozione e il sollevamento vanno nel rigo E3, con la detrazione del 19% sull’intero importo, senza franchigia.
Posso dedurre la retta della RSA o della RSD?
Solo la parte relativa alle spese mediche e paramediche di assistenza specifica, che la struttura deve indicare separatamente nella fattura. La quota alberghiera non è deducibile.
Come dimostro la disabilità in dichiarazione?
Con il verbale della commissione medica (L. 104, invalidità civile, ecc.) o con un’autocertificazione accompagnata dalla copia del documento di identità. Non si allega al 730, ma va conservato per eventuali controlli.
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