Autore: Andrea Marton

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Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
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Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Detrazione 19% spese istruzione e università: guida 730/2026

    In sintesi

    • Scuole non universitarie (codice 12): detrazione del 19% su spese di frequenza di scuole dell’infanzia, primo ciclo e secondaria di secondo grado, fino a 1.000 euro per alunno per anno.
    • Università (codice 13): detrazione del 19% su tasse e contributi per corsi universitari, di perfezionamento e specializzazione presso atenei pubblici o privati, italiani o stranieri.
    • Università non statali: le spese sono detraibili solo entro i limiti stabiliti annualmente per facoltà dal decreto del Ministero dell’Istruzione, tenendo conto delle tasse medie delle università statali.
    • Studenti fuori sede (codice 18): canoni di locazione per studenti universitari iscritti in un ateneo distante almeno 100 km e in una provincia diversa, fino a 2.633 euro.
    • Spese ammesse (codice 12): mensa scolastica, pre e post scuola, gite scolastiche, assicurazione, trasporto scolastico, corsi integrativi deliberati dagli organi d’istituto.
    • Pagamento tracciabile: obbligatorio per le detrazioni del 19%; conservare ricevuta bancomat, estratto conto o annotazione del fornitore sulla fattura.

    Come funziona la detrazione del 19% sulle spese di istruzione

    Nel quadro E del modello 730/2026 – sezione I, righi da E8 a E10 – si indicano le spese di istruzione che danno diritto a una detrazione del 19 per cento. Le spese rientrano in due categorie principali: quelle scolastiche non universitarie (codice 12) e quelle universitarie (codice 13). In entrambi i casi la detrazione si applica sull’importo effettivamente pagato, nel rispetto dei massimali previsti dalle istruzioni AdE, ed è calcolata automaticamente dal CAF, dal professionista o dal sostituto d’imposta.

    Per le spese scolastiche non universitarie – frequenza di scuole dell’infanzia, del primo ciclo di istruzione (elementari e medie) e della scuola secondaria di secondo grado appartenenti al sistema nazionale di istruzione (legge 62/2000) – il massimale è di 1.000 euro per alunno per anno. Se la spesa riguarda più di un figlio o studente, va compilato un rigo separato per ciascuno. Tra le spese ammesse rientrano, oltre alle rette di iscrizione, anche la mensa scolastica, il servizio di pre e post scuola, le gite, l’assicurazione della scuola, il trasporto scolastico e i contributi per corsi integrativi deliberati dagli organi d’istituto, come i corsi di lingua e di teatro. Questa detrazione non è cumulabile con quella per erogazioni liberali agli istituti scolastici (codice 31).

    Per le spese universitarie (codice 13) non è previsto un tetto fisso per le università statali italiane: la detrazione spetta sull’intero importo delle tasse e dei contributi versati. Per le università non statali italiane e per quelle straniere, invece, le spese sono detraibili solo entro i limiti stabiliti annualmente con decreto del Ministero dell’Istruzione per ciascuna facoltà, calcolati in base agli importi medi delle tasse dovute agli atenei statali. Il codice 13 si applica anche ai corsi di perfezionamento e di specializzazione universitaria, compresa l’iscrizione fuori corso, ed è esteso ai corsi tenuti da istituti privati italiani o stranieri. Gli studenti universitari iscritti a un ateneo distante almeno 100 km dal comune di residenza – e in ogni caso in una provincia diversa oppure in un Paese UE o SEE – possono detrarre anche i canoni di locazione (codice 18) fino a 2.633 euro per anno.

    Massimali e regole per la detrazione spese istruzione (730/2026)
    Tipologia di spesa Codice Massimale detraibile
    Scuole infanzia, primarie, medie e superiori (sistema nazionale) 12 1.000 euro per alunno/anno
    Università statali italiane 13 Intero importo delle tasse versate
    Università non statali e straniere 13 Limite per facoltà fissato annualmente dal decreto MIUR
    Canone di locazione studenti fuori sede (almeno 100 km + altra provincia) 18 2.633 euro per anno
    Aliquota di detrazione su tutte le tipologie 19%

    Esempio pratico

    • Caio ha un figlio alle scuole medie e una figlia iscritta all’università statale. Per il figlio ha pagato nel 2025: retta 400 euro, mensa 350 euro, gita 80 euro, corso di teatro 200 euro, totale 1.030 euro. Il massimale è 1.000 euro, quindi in dichiarazione indica 1.000 euro e ottiene una detrazione di 190 euro (19% di 1.000). Per la figlia universitaria ha versato 1.200 euro di tasse all’ateneo statale: non c’è massimale, la detrazione è 228 euro (19% di 1.200). Per ciascuno va compilato un rigo separato da E8 a E10.

    Documenti necessari

    • Ricevute di pagamento delle rette scolastiche e universitarie (fatture, bollettini, ricevute del gestore)
    • Documenti attestanti le spese accessorie (mensa, trasporto, gite, assicurazione, corsi integrativi)
    • Estratto conto bancario o ricevuta del mezzo di pagamento tracciabile
    • Contratto di locazione e quietanze per studenti fuori sede (codice 18)
    • Certificazione Unica del datore di lavoro (punti da 341 a 352, codici onere 12, 13 o 18, se il datore ha considerato la spesa nelle ritenute)

    Caso 1 – Figlio iscritto a università non statale

    Scenario. Tizio ha un figlio iscritto al secondo anno di Giurisprudenza in un ateneo privato. Ha pagato 3.800 euro di tasse nell’anno 2025. L’ateneo statale dello stesso comune applica tasse medie per la stessa facoltà pari a 2.500 euro, secondo il decreto ministeriale vigente.

    Come si applica. Le spese per università non statali sono detraibili solo entro il limite stabilito dal decreto del Ministero dell’Istruzione per la facoltà di riferimento. In questo caso il limite è 2.500 euro: Tizio indica nel rigo da E8 a E10 (codice 13) l’importo di 2.500 euro, non i 3.800 euro effettivamente pagati. La detrazione spettante è il 19% di 2.500 euro, pari a 475 euro.

    In pratica

    • Verificare il limite previsto per la facoltà del figlio nel decreto ministeriale annuale prima di inserire la spesa nel 730.
    • Indicare nel rigo da E8 a E10 il minore tra la spesa effettivamente sostenuta e il limite ministeriale per quella facoltà.

    Caso 2 – Studente universitario fuori sede con contratto di locazione

    Scenario. Sempronio è iscritto al terzo anno di Ingegneria in un ateneo che si trova a 150 km dal comune di residenza dei suoi genitori e in una provincia diversa. Nel 2025 ha pagato un canone mensile di 350 euro (4.200 euro annui) per un appartamento in affitto vicino all’università.

    Come si applica. Sempronio ha diritto alla detrazione del 19% sui canoni di locazione (codice 18), ma solo entro il massimale di 2.633 euro. Indica nel rigo da E8 a E10 l’importo di 2.633 euro (e non i 4.200 effettivamente pagati). La detrazione spettante è il 19% di 2.633 euro, pari a circa 500 euro. Il contratto può essere stipulato con enti per il diritto allo studio, università, collegi universitari legalmente riconosciuti, enti senza fini di lucro e cooperative.

    In pratica

    • La detrazione per il canone fuori sede (codice 18) si cumula con quella per le tasse universitarie (codice 13): vanno compilati due righi separati.
    • La detrazione spetta anche se le spese sono sostenute dai genitori per un figlio fiscalmente a carico.

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Domande frequenti

    Quali scuole danno diritto alla detrazione del 19% nel 730/2026?

    Le spese di frequenza di scuole dell’infanzia, elementari, medie e superiori che appartengono al sistema nazionale di istruzione (legge 62/2000). Il massimale è 1.000 euro per alunno per anno.

    Fino a che importo si detrae per le spese universitarie?

    Per le università statali italiane non c’è un tetto: si detrae il 19% sull’intero importo delle tasse versate. Per le università non statali italiane e straniere il limite è stabilito annualmente per facoltà dal decreto del Ministero dell’Istruzione, in base alle tasse medie degli atenei statali.

    Si può detrarre la mensa scolastica?

    Sì. Le istruzioni AdE includono espressamente tra le spese ammesse la mensa scolastica, il servizio di pre e post scuola, i corsi integrativi deliberati dagli organi d’istituto, le gite, l’assicurazione della scuola e il trasporto scolastico.

    Lo studente fuori sede può detrarre l'affitto?

    Sì, con il codice 18, se l’università è in un comune distante almeno 100 km dal comune di residenza dello studente e in una provincia diversa (oppure in un Paese UE/SEE). Il massimale è 2.633 euro. La detrazione spetta anche ai genitori per il figlio fiscalmente a carico.

    Le spese di istruzione devono essere pagate con bonifico o bancomat?

    Sì. Dal 2020 la detrazione del 19% è condizionata all’utilizzo di un mezzo di pagamento tracciabile (bancomat, carta di credito, bonifico, PagoPA). La prova si conserva tramite ricevuta o estratto conto, oppure con l’annotazione del fornitore sulla fattura.

    Si possono detrarre le spese di istruzione per un figlio non fiscalmente a carico?

    No. Per le spese di istruzione non universitaria e universitaria la detrazione spetta solo se le spese sono sostenute nell’interesse del contribuente stesso o di familiari fiscalmente a carico.

    Vedi anche: Università non statali, Aumento stipendio personale tecnico-amministrativo università 2022-2024, Aumento stipendi Università, AFAM ed enti di ricerca 2022-2024, Spese istruzione scolastica figli, Donazioni a università ed enti di ricerca e Alloggi per studenti universitari.

  • Art. 344-quater D.Lgs. 209/2005 – (Misure transitorie inerenti l’informativa e il processo di controllo prudenziale)

    Art. 344-quater D.Lgs. 209/2005 – (Misure transitorie inerenti l’informativa e il processo di controllo prudenziale)

    D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private

    ((

    1. Fino al 31 dicembre 2019, il termine per la presentazione da parte dell'impresa dell'informativa annuale all'IVASS ai fini della verifica delle condizioni di esercizio di cui all'articolo 47-quater, diminuisce di due settimane per ogni esercizio finanziario, a cominciare da 20 settimane dopo la chiusura di esercizio dell'impresa in relazione all'esercizio avente fine il 31 dicembre 2016 fino al più tardi a 14 settimane dopo la chiusura di esercizio dell'impresa in relazione all'esercizio finanziario avente fine il 31 dicembre 2019.

    2. Fino al 31 dicembre 2019, il termine per la presentazione da parte dell'impresa della relazione sulla solvibilità e sulla condizione finanziaria: di cui all'articolo 47-septies diminuisce di due settimane per ogni esercizio finanziario, a cominciare al più tardi da 20 settimane dopo la chiusura di esercizio dell'impresa in relazione all'esercizio avente fine il 31 dicembre 2016, fino al più tardi a 14 settimane dopo la chiusura dell'esercizio avente fine il 31 dicembre 2019.

    3. Fino al 31 dicembre 2019, il termine per la presentazione da parte dell'impresa dell'informativa trimestrale all'IVASS ai fini della verifica delle condizioni di esercizio di cui all'articolo 47-quater, su base trimestrale, diminuisce di una settimana per ogni esercizio finanziario, a cominciare al più tardi da otto settimane per ogni trimestre a partire dalla chiusura del primo trimestre 2016 fino al più tardi a cinque settimane dopo la chiusura del primo trimestre 2019.

    4. I termini previsti dai commi 1 e 3, aumentati di ulteriori sei settimane, si applicano all'ultima società controllante italiana di cui all'articolo 210, comma 2, con riferimento agli obblighi di informativa all'IVASS ai fini della verifica degli adempimenti sulla vigilanza sul gruppo di cui all'articolo 216-octies.

    5. I termini previsti dal comma 2, aumentati di ulteriori sei settimane, si applicano all'ultima società controllante italiana di cui all'articolo 210, comma 2, con riferimento alla relazione relativa alla solvibilità di gruppo e alla condizione finanziaria di cui all'articolo 216-novies.

    ))

  • Art. 96 L. 633/1941

    Art. 96 L. 633/1941

    Testo vigente verificato su Normattiva. Scheda in arricchimento editoriale.

    Il ritratto di una persona non può essere esposto, riprodotto o messo in commercio senza il consenso di questa, salve le disposizioni dell'articolo seguente.

    Dopo la morte della persona ritrattata si applicano le disposizioni del 2°, 3° e 4° comma dell'art.

    93.

    Fonte: Normattiva.it.

  • Art. 311-quater D.Lgs. 209/2005 – (Accertamento unitario per violazioni della stessa indole)

    Art. 311-quater D.Lgs. 209/2005 – (Accertamento unitario per violazioni della stessa indole)

    D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private

    ((

    1. Per l'inosservanza degli articoli 125, comma 5-bis, 127, comma 3, limitatamente al certificato di assicurazione, 134, ad eccezione del comma 2, 146, 148, 149, 150, 152, comma 5, e 183, o delle relative norme di attuazione, ÌIVASS provvede all'accertamento unitario delle violazioni della stessa indole, come definite all' articolo 8-bis, della legge n. 689 del 1981 , effettuato con riferimento ad un determinato arco temporale, e alla contestazione degli addebiti con un unico atto da notificare entro il termine di cui all'articolo 311-septies. Nel caso di verifiche a distanza l'arco temporale di riferimento e il termine entro il quale si considera concluso l'accertamento delle violazioni rilevate non possono eccedere i dodici mesi. Con regolamento dell'IVASS è stabilito il termine entro il quale si considera concluso l'accertamento delle violazioni rilevate in sede di verifiche ispettive.

    2. L'IVASS, qualora l'impresa in sede difensiva fornisca adeguata dimostrazione del fatto che le violazioni contestate ai sensi del comma 1 sono dipese dalla medesima disfunzione della propria organizzazione, comunica alla stessa il termine perentorio, non superiore a centottanta giorni, entro il quale effettuare gli interventi necessari per eliminare la disfunzione. L'IVASS, ricevuta la comunicazione relativa all'adozione delle misure correttive, verifica che siano state adottate le misure stesse e ne comunica gli esiti all'impresa.

    3. Nel caso in cui le misure correttive adottate ai sensi del comma 2 siano risultate idonee ad eliminare la disfunzione, la misura della sanzione amministrativa pecuniaria prevista dall'articolo 310, comma 1, determinata secondo i criteri di cui all'articolo 311-quinquies, è ridotta da un terzo a due terzi, fatto salvo il minimo edittale. Eventuali rilievi formulati dall'IVASS sulle misure correttive adottate non precludono l'applicazione della riduzione, ma sono valutati in sede di determinazione della sanzione.

    4. L'impresa può presentare osservazioni in ordine agli eventuali rilievi dell'IVASS sulle misure correttive adottate nel termine di sessanta giorni dal ricevimento della relativa comunicazione.

    5. La riduzione di cui al comma 3 non è applicata:

    a) nel caso in cui l'impresa non abbia adottato gli interventi correttivi;

    b) nel caso in cui gli interventi adottati siano risultati inidonei ad eliminare la disfunzione;

    c) nel caso in cui l'impresa ne abbia già usufruito per violazioni della stessa indole sulla base di provvedimento esecutivo emesso nei tre anni precedenti.))

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  • Detrazione spese funebri nel 730/2026: come funziona

    In sintesi

    • Detrazione del 19% sulle spese funebri sostenute nel 2025.
    • Il massimale è di 1.550 euro per ogni decesso, non per contribuente.
    • Non è richiesto un legame di parentela: chiunque abbia sostenuto la spesa può detrarre.
    • Se la spesa è divisa tra più persone, il limite di 1.550 euro vale comunque per l’intero importo riferito a quel decesso.
    • Il pagamento deve essere tracciabile (bonifico, carta, bancomat): contanti esclusi.
    • In caso di più decessi nello stesso anno, si compila un rigo separato per ciascuno.

    Come funziona la detrazione per le spese funebri

    Quando si affronta la perdita di una persona cara, tra i pensieri meno immediati c’è la dichiarazione dei redditi. Eppure le spese funebri danno diritto a una detrazione d’imposta del 19%, cioè riducono le tasse che paghi. Vale la pena conoscerla.

    La regola di base è semplice: se nel 2025 hai pagato spese funebri, puoi portare in detrazione il 19% dell’importo sostenuto, fino a un massimo di 1.550 euro per ogni persona deceduta. La detrazione si applica sull’importo effettivamente pagato e rimasto a tuo carico.

    Una particolarità importante: non serve essere parenti del defunto. Le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate dicono chiaramente che la detrazione spetta per la morte di qualsiasi persona, indipendentemente dall’esistenza di un vincolo di parentela. Puoi quindi detrarre anche le spese funebri di un amico, di un vicino o di chiunque altro, purché tu abbia effettivamente sostenuto la spesa.

    Attenzione al limite: i 1.550 euro sono riferiti al singolo decesso, non al singolo contribuente. Se sei in due a pagare le spese funebri di una stessa persona, potete detrarre complessivamente al massimo 1.550 euro, da dividere tra voi in proporzione a quanto ciascuno ha versato.

    Riepilogo detrazione spese funebri
    Voce Regola
    Aliquota di detrazione 19%
    Massimale per decesso 1.550,00 euro
    Limite per contribuente Nessuno specifico (vale il limite per decesso)
    Vincolo di parentela richiesto No: spetta per qualsiasi persona deceduta
    Modalità di pagamento ammesse Solo tracciabili (bonifico, carta, bancomat, ecc.)
    Rigo nel 730 Da E8 a E10, codice 14

    Esempio pratico

    • Tizio ha pagato nel 2025 le spese funebri di un amico: fatture e ricevute per un totale di 2.100 euro. Il massimale detraibile è 1.550 euro, quindi indica nel 730 la cifra di 1.550 euro. La detrazione del 19% su 1.550 euro vale 294,50 euro di risparmio fiscale. Se Tizio avesse speso solo 900 euro, avrebbe indicato 900 euro e la detrazione sarebbe stata di 171 euro (19% di 900).

    Documenti necessari

    • Fattura o ricevuta della pompa funebre intestata a chi ha sostenuto la spesa
    • Estratto conto bancario, ricevuta bancomat o bonifico che prova il pagamento tracciabile
    • Se la spesa è divisa tra più persone, annotazione sulla fattura della quota sostenuta da ciascuno
    • Certificato di decesso (da conservare, non da allegare al 730)

    Tizio paga da solo le spese funebri della madre

    Scenario. Tizio è l’unico figlio e si occupa di tutto. Le spese funebri ammontano a 1.800 euro, pagate con bonifico bancario.

    Come si applica. Tizio può detrarre al massimo 1.550 euro (il limite per decesso). Indica 1.550 euro nel rigo E8/E9/E10 con il codice 14. La detrazione del 19% vale 294,50 euro che vengono sottratti dall’imposta dovuta nel 730.

    In pratica

    • Importo da indicare nel 730: 1.550 euro (non 1.800, che è la spesa reale)
    • Risparmio fiscale: 294,50 euro (19% di 1.550)
    • Documento indispensabile: fattura della pompa funebre + prova del bonifico

    Caio e il fratello dividono le spese funebri del padre

    Scenario. Caio e suo fratello pagano insieme le spese funebri del padre: 1.400 euro totali, 700 euro a testa, entrambi con carta di credito.

    Come si applica. Il totale è 1.400 euro, sotto il limite di 1.550 euro per decesso. Caio indica nel suo 730 i 700 euro che ha pagato lui; il fratello fa lo stesso nel proprio 730. Ciascuno detrae il 19% della propria quota, cioè 133 euro di risparmio a testa. Sul documento di spesa deve risultare la ripartizione delle quote.

    In pratica

    • Il limite di 1.550 euro vale per il decesso, non per ogni figlio
    • Caio e il fratello detraggono 700 euro ciascuno (la propria quota)
    • Annotare la quota di ciascuno sulla fattura o in un documento separato

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Domande frequenti

    Quanto risparmio con la detrazione spese funebri?

    Il risparmio è il 19% dell’importo che porti in detrazione. Il massimo detraibile è 1.550 euro per decesso, quindi il risparmio massimo è 294,50 euro per ogni persona deceduta.

    Posso detrarre le spese funebri di una persona con cui non sono imparentato?

    Sì. La legge non richiede nessun legame di parentela. Puoi detrarre le spese funebri di chiunque, a condizione di aver effettivamente pagato e di avere i documenti che lo provano.

    Se la spesa supera 1.550 euro, posso detrarre il resto l'anno prossimo?

    No. La parte di spesa che eccede 1.550 euro non è detraibile e non si può riportare agli anni successivi.

    Posso pagare le spese funebri in contanti e poi detrarre?

    No. Dal 2020 tutte le detrazioni del 19% richiedono un pagamento tracciabile (bonifico, carta, bancomat, ecc.). Il contante non dà diritto alla detrazione.

    Se siamo in più a pagare le spese funebri, come funziona il limite di 1.550 euro?

    Il limite di 1.550 euro riguarda l’intero importo riferito a quel decesso. Se siete in due a pagare, la somma delle vostre detrazioni non può superare 1.550 euro complessivamente.

    Dove indico le spese funebri nel modello 730?

    Nei righi da E8 a E10, con il codice 14. Se ci sono stati più decessi nello stesso anno, si compila un rigo separato per ognuno.

  • Articolo 23 TU Giustizia Tributaria: Procedimento disciplinare

    Art. 23 D.Lgs. 175/2024 – Procedimento disciplinare

    Testo vigente – D.Lgs. 14 novembre 2024, n. 175 (Testo unico della giustizia tributaria) (aggiornato da Normattiva)

    1. Il procedimento disciplinare è promosso dal Presidente del Consiglio dei ministri o dal presidente della corte di giustizia tributaria di secondo grado nella cui circoscrizione presta servizio l'incolpato.

    2. Il Consiglio di presidenza, nel termine di dieci giorni dalla richiesta di apertura del procedimento disciplinare, affida ad un suo componente l'incarico di procedere agli accertamenti preliminari da svolgersi entro trenta giorni.

    3. Il Consiglio di presidenza, sulla base delle risultanze emerse provvede a contestare i fatti all'incolpato con invito a presentare entro trenta giorni le sue giustificazioni, a seguito delle quali, se non ritiene di archiviare gli atti, incarica un proprio componente di procedere alla istruttoria, che deve essere conclusa entro novanta giorni col deposito degli atti relativi presso la segreteria. Di tali deliberazioni deve essere data immediata comunicazione all'incolpato.

    4. Il presidente del Consiglio di presidenza, trascorso comunque il termine di cui al comma 3, fissa la data della discussione davanti allo stesso con decreto da notificare almeno quaranta giorni prima all'incolpato, il quale può prendere visione ed estrarre copia degli atti e depositare le sue difese non oltre dieci giorni prima della discussione.

    5. Nella seduta fissata per la discussione, il componente del Consiglio di presidenza di cui al comma 3 svolge la relazione. L'incolpato ha per ultimo la parola e può farsi assistere da altro componente di corte di giustizia tributaria di primo e secondo grado.

    6. La sanzione disciplinare deliberata dal Consiglio di presidenza è applicata con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze.

    7. Per quanto non contemplato dal presente testo unico si applicano le disposizioni sul procedimento disciplinare vigenti per i magistrati ordinari in quanto compatibili.

  • Donazioni alle scuole nel 730/2026: detrazione del 19% (codice 31)

    In sintesi

    • Detrazione del 19% per le erogazioni liberali a favore di istituti scolastici di ogni ordine e grado, statali e paritari senza scopo di lucro (codice 31).
    • Finalità specifiche ammesse: innovazione tecnologica, edilizia scolastica e universitaria, ampliamento dell’offerta formativa.
    • Rientrano anche le donazioni a ITS Academy, istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM) e università.
    • Pagamento tracciabile obbligatorio: bonifico, carta di debito o credito, assegno bancario o circolare. Il contante non è ammesso.
    • Attenzione alla non cumulabilità: la detrazione per le scuole (codice 31) non è cumulabile con la detrazione per l’ampliamento dell’offerta formativa prevista con il codice che riguarda le istituzioni scolastiche.
    • La detrazione si riduce per redditi sopra 120.000 euro e si azzera a 240.000 euro.

    Cosa si può detrarre con le donazioni alle scuole

    Se nel 2025 hai donato denaro a una scuola – pubblica o paritaria senza scopo di lucro – puoi detrarre il 19% di quella somma dall’imposta dovuta nel 730/2026. L’agevolazione vale anche per le donazioni a università, istituzioni AFAM (conservatori, accademie di belle arti) e ITS Academy, purché le risorse siano destinate a scopi precisi.

    Le finalità ammesse sono tre: innovazione tecnologica, edilizia scolastica e universitaria, ampliamento dell’offerta formativa. Non basta quindi donare genericamente: il versamento deve essere destinato – anche solo in via dichiarativa – a uno di questi obiettivi. In pratica, di solito basta che l’ente beneficiario rilasci un’attestazione con la causale corretta.

    Il codice da indicare nel 730/2026 è il 31, nei righi da E8 a E10. L’importo non ha un massimale fisso in euro, ma la detrazione del 19% è calcolata sull’intera somma versata. Come per quasi tutte le detrazioni del 19%, anche questa rientra nel meccanismo del ‘riordino delle detrazioni’ per chi ha un reddito superiore a 75.000 euro, e diminuisce per redditi sopra 120.000 euro.

    Riepilogo detrazione per donazioni agli istituti scolastici
    Voce Dettaglio
    Aliquota di detrazione 19%
    Massimale di spesa Non previsto (detrazione sul totale versato)
    Codice da indicare nel 730 31 (righi da E8 a E10)
    Enti beneficiari ammessi Scuole statali e paritarie, università, AFAM, ITS Academy
    Finalità richieste Innovazione tecnologica, edilizia scolastica, ampliamento offerta formativa
    Modalità di pagamento Tracciabile (bonifico, carta, assegno)

    Esempio pratico

    • Caio ha versato 1.000 euro tramite bonifico all’istituto tecnico superiore della sua città, con causale ‘donazione per innovazione tecnologica’. Nel 730/2026 indica 1.000 euro con il codice 31 nei righi da E8 a E10. La detrazione spettante è il 19% di 1.000 euro, cioè 190 euro sottratti direttamente dall’imposta dovuta. Se Caio avesse un reddito superiore a 120.000 euro, la detrazione sarebbe ridotta proporzionalmente.

    Documenti necessari

    • Ricevuta del bonifico bancario con causale riferita all’erogazione liberale e alla finalità (es. ‘innovazione tecnologica’)
    • Attestazione rilasciata dalla scuola o dall’università con importo, data e finalità della donazione
    • Estratto conto della carta di debito o credito (se il pagamento è avvenuto con carta)
    • Certificazione Unica del datore di lavoro (codice onere 31, se già indicato)

    Donazione a un liceo statale per l'acquisto di tablet

    Scenario. Tizio, genitore di uno studente, ha versato 200 euro al liceo statale frequentato dal figlio per finanziare l’acquisto di dispositivi digitali per la didattica.

    Come si applica. La finalità rientra nell’innovazione tecnologica, che è una delle tre ammesse dalla norma. Tizio indica 200 euro con il codice 31 nei righi da E8 a E10. La detrazione del 19% porta a un risparmio d’imposta di 38 euro. È sufficiente conservare la ricevuta del bonifico e, idealmente, l’attestazione della scuola.

    In pratica

    • Codice 31 nei righi da E8 a E10.
    • Detrazione: 19% di 200 euro = 38 euro di imposta in meno.
    • Causale del bonifico chiara: ‘erogazione liberale per innovazione tecnologica’.

    Donazione a un'università per l'ampliamento dell'offerta formativa

    Scenario. Sempronio ha donato 5.000 euro alla propria università di laurea per finanziare nuovi laboratori didattici, tramite pagamento con carta di credito.

    Come si applica. Le università rientrano tra i soggetti beneficiari ammessi. L’importo di 5.000 euro viene indicato con il codice 31. La detrazione del 19% equivale a 950 euro. L’estratto conto della carta è prova sufficiente del pagamento tracciabile. Sempronio conserva anche la ricevuta rilasciata dall’ateneo.

    In pratica

    • Detrazione: 19% di 5.000 euro = 950 euro.
    • L’estratto conto della carta di credito è documentazione sufficiente.
    • Chiedere all’università un’attestazione con la causale ‘ampliamento offerta formativa’.

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Domande frequenti

    Quanto si detrae per una donazione a una scuola?

    Si detrae il 19% dell’importo donato. Non c’è un massimale fisso in euro, quindi la detrazione si applica sull’intera somma versata, purché a un ente ammesso e per le finalità previste.

    Quali scuole danno diritto alla detrazione?

    Le scuole statali e le scuole paritarie senza scopo di lucro che fanno parte del sistema nazionale di istruzione (legge 62/2000), oltre a università, istituzioni AFAM e ITS Academy.

    Posso detrarre una donazione generica alla scuola, senza finalità specifica?

    In teoria no: la norma richiede che la donazione sia finalizzata all’innovazione tecnologica, all’edilizia scolastica o all’ampliamento dell’offerta formativa. In pratica, è consigliabile indicare la causale nel bonifico e chiedere un’attestazione alla scuola.

    Posso pagare in contanti?

    No. Il pagamento deve essere tracciabile: bonifico, carta di debito o credito, assegno. Il contante non dà diritto alla detrazione.

    La detrazione si riduce se il mio reddito è alto?

    Sì. Per redditi complessivi superiori a 120.000 euro la detrazione del 19% decresce progressivamente e si azzera a 240.000 euro. Inoltre, per chi supera 75.000 euro, la donazione rientra nel ‘riordino delle detrazioni’ che fissa un tetto complessivo alle spese detraibili.

    Questa detrazione è cumulabile con altre per le scuole?

    No. Le istruzioni precisano che la detrazione con il codice 31 non è cumulabile con quella prevista per l’ampliamento dell’offerta formativa indicata con un codice diverso. Non si deve indicare la stessa spesa in due righi.

  • Detrazione abbonamento trasporto pubblico 730/2026: come funziona

    In sintesi

    • Detrazione del 19% sulle spese per abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale.
    • Massimale di spesa: 250 euro complessivi per contribuente e familiari a carico (non per singola persona).
    • Spetta anche se paghi l’abbonamento per un figlio o un altro familiare fiscalmente a carico.
    • Il pagamento deve essere tracciabile: bancomat, carta di credito, bonifico o altro mezzo non in contanti.
    • La detrazione massima concreta è 47,50 euro (19% di 250 euro).
    • Non si può detrarre la spesa se rimborsata dal datore di lavoro in sostituzione di retribuzioni premiali.

    Come funziona la detrazione per gli abbonamenti ai mezzi pubblici

    Se nel 2025 hai comprato un abbonamento all’autobus, alla metro, al treno regionale o a qualsiasi altro mezzo di trasporto pubblico, puoi recuperare parte della spesa nella dichiarazione dei redditi 2026. La regola è semplice: il Fisco ti restituisce il 19% di quanto hai speso, fino a un tetto massimo di 250 euro di spesa.

    Questo tetto di 250 euro è complessivo: riguarda insieme te e tutti i familiari a tuo carico (figli, coniuge, ecc.). Non vale per ciascuno di loro separatamente. In pratica, anche se hai tre figli con abbonamento, la spesa detraibile non può superare 250 euro in totale.

    La detrazione copre gli abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale (autobus urbani, metro), regionale (treni regionali) e interregionale. Non riguarda i biglietti singoli, solo gli abbonamenti. Il pagamento deve essere fatto con strumenti tracciabili – carta, bancomat, bonifico – perché i contanti non danno diritto alla detrazione.

    In concreto, il massimo risparmio fiscale che puoi ottenere è 47,50 euro (il 19% di 250 euro). Non è molto, ma è un rimborso automatico se tieni il documento di spesa.

    Riepilogo detrazione abbonamenti trasporto pubblico
    Voce Importo / regola
    Aliquota di detrazione 19%
    Massimale di spesa detraibile 250 euro (contribuente + familiari a carico)
    Detrazione massima ottenibile 47,50 euro
    Abbonamenti coperti Trasporto pubblico locale, regionale, interregionale
    Pagamento ammesso Solo strumenti tracciabili (no contanti)
    Rigo nel 730 Da E8 a E10, codice onere 40

    Esempio pratico

    • Caio ha un abbonamento annuale alla metro che costa 320 euro. Sua figlia (fiscalmente a carico) ha un abbonamento al bus scolastico da 80 euro. La spesa totale è 400 euro, ma il massimale è 250 euro. Caio inserisce nel 730 la spesa di 250 euro: la detrazione spettante è il 19% di 250 euro = 47,50 euro di imposta in meno.

    Documenti necessari

    • Abbonamento o ricevuta di pagamento dell’abbonamento (intestato al contribuente o al familiare a carico)
    • Estratto conto bancario o ricevuta bancomat che provi il pagamento tracciabile
    • Certificazione Unica (se il datore di lavoro ha gestito la spesa con codice onere 40)
    • Documento che attesti il rapporto di familiarità e la condizione di fiscalmente a carico (per spese sostenute per familiari)

    Abbonamento solo per se stessi

    Scenario. Tizio lavora in città e nel 2025 ha comprato un abbonamento annuale alla metropolitana per 180 euro, pagato con bancomat.

    Come si applica. La spesa è sotto il massimale di 250 euro. Tizio inserisce 180 euro nel rigo E8/E9/E10 con codice 40. La detrazione è il 19% di 180 euro = 34,20 euro che riducono l’imposta da pagare.

    In pratica

    • Spesa detraibile: 180 euro (sotto il tetto di 250 euro)
    • Detrazione ottenuta: 19% × 180 = 34,20 euro

    Abbonamento per sé e per un figlio a carico

    Scenario. Sempronia ha un abbonamento al treno regionale da 200 euro e suo figlio (a carico) ha un abbonamento al bus da 120 euro. Totale speso: 320 euro.

    Come si applica. Il tetto massimo è 250 euro per l’insieme del contribuente e dei familiari a carico. Sempronia può indicare al massimo 250 euro. La detrazione è il 19% di 250 euro = 47,50 euro. I 70 euro eccedenti il massimale non vengono presi in considerazione.

    In pratica

    • Spesa totale sostenuta: 320 euro
    • Spesa ammessa in detrazione: 250 euro (massimale)
    • Detrazione: 19% × 250 = 47,50 euro

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Domande frequenti

    Posso detrarre un abbonamento al treno regionale?

    Sì. La detrazione riguarda gli abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale. Il treno regionale rientra tra questi.

    Il massimale di 250 euro vale per ogni familiare o è unico?

    È un massimale complessivo: riguarda insieme il contribuente e tutti i familiari fiscalmente a carico. Non si moltiplica per il numero di persone.

    Posso detrarre un abbonamento pagato in contanti?

    No. Dal 2020 la detrazione del 19% su questa spesa spetta solo se il pagamento è avvenuto con strumenti tracciabili (bancomat, carta, bonifico, ecc.).

    Devo conservare qualche documento?

    Sì. Devi conservare il contratto di abbonamento o la ricevuta di pagamento e la prova del pagamento tracciabile (estratto conto, ricevuta bancomat). Non si invia nulla, ma devi esibirli in caso di controllo.

    I biglietti singoli danno diritto alla detrazione?

    No. La detrazione spetta solo per gli abbonamenti, non per i biglietti singoli o le ricariche occasionali.

    Se il datore di lavoro mi rimborsa l'abbonamento, posso ugualmente detrarlo?

    No. Le spese rimborsate dal datore di lavoro in sostituzione di retribuzioni premiali non possono essere detratte. In quel caso la spesa non è rimasta a tuo carico.

    Da leggere insieme

  • Donazioni a cultura e spettacolo nel 730/2026: aliquote e limiti

    In sintesi

    • Tre codici distinti per la cultura nel 730: codice 26 per attività culturali e artistiche in genere, codice 27 per enti dello spettacolo, codice 28 per fondazioni musicali.
    • Aliquota del 19% per tutti e tre, ma i massimali sono calcolati sul reddito complessivo: 30% per la Biennale di Venezia (codice 24), 2% del reddito per spettacolo (codice 27) e 2% per fondazioni musicali (codice 28, elevato al 30% in casi particolari).
    • Art-bonus escluso: le detrazioni con i codici 26, 27 e 28 spettano solo per le liberalità che non rientrano nel credito d’imposta ‘art-bonus’ (da indicare nel rigo G9).
    • Pagamento tracciabile obbligatorio per tutte le tipologie.
    • Erogazioni in denaro e in natura: per il codice 26 è ammessa anche la cessione gratuita di beni al valore normale.
    • La detrazione si riduce per redditi sopra 120.000 euro e si azzera a 240.000 euro.

    Le donazioni alla cultura: codici, percentuali e limiti da sapere

    Donare a enti culturali, fondazioni musicali o enti dello spettacolo dà diritto a una detrazione del 19% nel 730/2026, ma le regole cambiano a seconda del destinatario. Il punto chiave è che per le erogazioni allo spettacolo e alle fondazioni musicali il limite non è un tetto fisso in euro, ma una percentuale del proprio reddito complessivo.

    Il codice 26 riguarda le erogazioni liberali per attività culturali e artistiche in senso ampio: si tratta di donazioni a favore dello Stato, delle regioni, degli enti locali, di fondazioni e associazioni riconosciute senza scopo di lucro che svolgono o promuovono attività di rilevante valore culturale o artistico, oppure organizzano mostre, ricerche e restauri di beni di interesse artistico, storico, archeologico o etnografico. Le iniziative devono essere autorizzate dal Ministero della cultura. Il codice 27 copre invece le donazioni agli enti dello spettacolo – istituzioni pubbliche, fondazioni e associazioni senza scopo di lucro che svolgono esclusivamente attività nello spettacolo per realizzare nuove strutture o produrre spettacoli – ma con il vincolo che la detrazione è calcolata su un importo non superiore al 2% del reddito complessivo.

    Il codice 28 è riservato alle fondazioni operanti nel settore musicale (gli ex enti lirici trasformati in fondazioni di diritto privato): il limite ordinario è il 2% del reddito, ma sale al 30% per le somme versate al patrimonio della fondazione nella fase di trasformazione, o come contributo alla gestione nell’anno del decreto di approvazione della delibera. La Biennale di Venezia ha invece un codice proprio (24) con limite al 30% del reddito.

    Detrazioni per erogazioni a cultura e spettacolo nel 730/2026
    Codice Destinatario Aliquota Limite massimo
    24 Società di cultura La Biennale di Venezia 19% 30% del reddito complessivo
    26 Attività culturali e artistiche (Stato, enti locali, fondazioni riconosciute) 19% Nessun limite fisso (intero importo)
    27 Enti dello spettacolo (fondazioni, associazioni senza scopo di lucro) 19% 2% del reddito complessivo
    28 Fondazioni musicali (ex enti lirici, D.Lgs. 367/1996) 19% 2% del reddito (fino al 30% in casi di trasformazione)

    Esempio pratico

    • Tizio ha un reddito complessivo di 40.000 euro e ha donato 2.000 euro a una fondazione lirica (codice 28) tramite bonifico. Il limite del 2% del reddito corrisponde a 800 euro: la detrazione del 19% sarà calcolata su 800 euro, non sull’intera donazione di 2.000 euro. Il risparmio d’imposta è quindi 152 euro (800 × 19%). Se invece Tizio avesse donato 500 euro, la detrazione sarebbe calcolata sull’intero importo versato, perché inferiore al 2% del reddito (800 euro).

    Documenti necessari

    • Ricevuta del bonifico bancario o postale con causale dell’erogazione liberale
    • Attestazione rilasciata dall’ente beneficiario con importo e finalità della donazione
    • Dichiarazione sostitutiva di atto notorietà presentata al Ministero della cultura (per il codice 26, se richiesta)
    • Certificazione Unica del datore di lavoro (codici onere 24, 26, 27 o 28, se già indicati)
    • Atto scritto di impegno pluriennale (solo per fondazioni musicali con limite elevato al 30%, codice 28)

    Donazione a un ente dello spettacolo con limite percentuale

    Scenario. Caio ha un reddito complessivo di 30.000 euro e ha versato 1.500 euro a un’associazione senza scopo di lucro che produce teatro, tramite bonifico bancario.

    Come si applica. Il codice da usare è il 27. Il limite è il 2% del reddito complessivo, cioè 600 euro (2% di 30.000). La detrazione del 19% sarà calcolata su 600 euro, non su 1.500: il risparmio d’imposta è 114 euro. I restanti 900 euro di donazione non danno diritto ad agevolazione. Caio non perde nulla sul piano legale, ma fiscalmente non recupera niente sulla parte eccedente il 2% del reddito.

    In pratica

    • Codice 27 nei righi da E8 a E10.
    • Limite: 2% di 30.000 euro = 600 euro di base imponibile per la detrazione.
    • Detrazione effettiva: 19% di 600 euro = 114 euro di imposta in meno.

    Donazione per attività culturali senza limite percentuale

    Scenario. Sempronio ha donato 800 euro a una fondazione riconosciuta senza scopo di lucro che organizza mostre di arte contemporanea autorizzate dal Ministero della cultura.

    Come si applica. La donazione rientra nel codice 26 (attività culturali e artistiche). Per questo codice non esiste un tetto fisso in euro: la detrazione del 19% si applica all’intero importo versato. Sempronio indica 800 euro con il codice 26 e ottiene 152 euro di detrazione (800 × 19%). Deve però verificare che la fondazione non sia inclusa nell”art-bonus’: in quel caso la donazione va indicata nel rigo G9, non nel codice 26.

    In pratica

    • Codice 26 nei righi da E8 a E10.
    • Nessun limite percentuale sul reddito: detrazione sul totale versato.
    • Detrazione: 19% di 800 euro = 152 euro.
    • Verificare che la donazione non rientri nell’art-bonus (rigo G9).

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Domande frequenti

    Quanto si detrae per una donazione a una fondazione culturale?

    Si detrae il 19% dell’importo donato. Per il codice 26 (attività culturali generali) non c’è un tetto fisso; per il codice 27 (spettacolo) il limite è il 2% del reddito complessivo; per il codice 28 (fondazioni musicali) il limite ordinario è il 2% del reddito, elevabile al 30% in casi particolari di trasformazione.

    Cos'è l'art-bonus e perché non va confuso con il codice 26?

    L’art-bonus è un credito d’imposta del 65% per donazioni a sostegno del patrimonio culturale pubblico: è più conveniente della detrazione del 19% e va indicato nel rigo G9. La norma stabilisce che le due agevolazioni sono alternative: se una donazione rientra nell’art-bonus, non si può indicare anche con il codice 26.

    Posso detrarre una donazione in natura a un museo?

    Per il codice 26 la norma ammette la cessione gratuita di beni (ad esempio un’opera d’arte), valorizzata al costo specifico o al valore normale. La donazione deve essere fatta in base ad apposita convenzione.

    Come funziona il limite del 2% del reddito per lo spettacolo?

    Il CAF o il sostituto d’imposta calcola automaticamente il 2% del reddito complessivo (comprensivo di eventuali redditi da cedolare secca): la detrazione del 19% si applica solo sull’importo minore tra quanto hai donato e il 2% del tuo reddito.

    Le donazioni alle fondazioni musicali hanno regole particolari?

    Sì. Il limite ordinario è il 2% del reddito, ma sale al 30% per i versamenti al patrimonio della fondazione nella fase di trasformazione da ente lirico, o come contributo alla gestione nell’anno del decreto di approvazione. Per il limite elevato serve un impegno scritto a versare per tre anni consecutivi.

    La detrazione si riduce se il mio reddito è alto?

    Sì. Per redditi complessivi superiori a 120.000 euro le detrazioni dei codici 26, 27 e 28 decrescono progressivamente fino ad azzerarsi a 240.000 euro. Chi supera 75.000 euro è soggetto anche al ‘riordino delle detrazioni’ che fissa un tetto complessivo.

  • Art. 245 bis CPI – (Regime transitorio)

    Art. 245 Bis CPI – (Regime transitorio)

    D.Lgs. 10 febbraio 2005, n. 30 – testo aggiornato

    1. Le cause riguardanti il brevetto europeo rilasciato per l’Italia, pendenti fino alla data di entrata in vigore dell’Accordo su un tribunale unificato dei brevetti, ratificato e reso esecutivo ai sensi della legge 3 novembre 2016, n. 214 , e quelle promosse dopo l’entrata in vigore dell’Accordo davanti all’autorità giudiziaria italiana per effetto del regime transitorio di cui all’articolo 83, paragrafo 3, dell’Accordo medesimo, sono decise in conformità alla legislazione italiana in materia.

  • Art. 33 TUPI: Eccedenze di personale e mobilità collettiva

    Art. 33 TUPI: Eccedenze di personale e mobilità collettiva

    Testo vigente verificato su Normattiva. Scheda in arricchimento editoriale.

    (Eccedenze di personale e mobilità collettiva) 1.

    Le pubbliche amministrazioni che hanno situazioni di soprannumero o rilevino comunque eccedenze di personale, in relazione alle esigenze funzionali o alla situazione finanziaria, anche in sede di ricognizione annuale prevista dall'articolo 6, comma 1, terzo e quarto periodo, sono tenute ad osservare le procedure previste dal presente articolo dandone immediata comunicazione al Dipartimento della funzione pubblica.

    Le amministrazioni pubbliche che non adempiono alla ricognizione annuale di cui al comma 1 non possono effettuare assunzioni o instaurare rapporti di lavoro con qualunque tipologia di contratto pena la nullità degli atti posti in essere.

    La mancata attivazione delle procedure di cui al presente articolo da parte del dirigente responsabile è valutabile ai fini della responsabilità disciplinare.

    Nei casi previsti dal comma 1 del presente articolo il dirigente responsabile deve dare un'informativa preventiva alle rappresentanze unitarie del personale e alle organizzazioni sindacali firmatarie del contratto collettivo nazionale del comparto o area.

    Trascorsi dieci giorni dalla comunicazione di cui al comma 4, l'amministrazione applica l' articolo 72, comma 11, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 , convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 , in subordine, verifica la ricollocazione totale o parziale del personale in situazione di soprannumero o di eccedenza nell'ambito della stessa amministrazione, anche mediante il ricorso a forme flessibili di gestione del tempo di lavoro o a contratti di solidarietà, ovvero presso altre amministrazioni, previo accordo con le stesse, comprese nell'ambito della regione tenuto anche conto di quanto previsto dall' articolo 1, comma 29, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138 , convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, nonché del comma 6 .

    I contratti collettivi nazionali possono stabilire criteri generali e procedure per consentire, tenuto conto delle caratteristiche del comparto, la gestione delle eccedenze di personale attraverso il passaggio diretto ad altre amministrazioni al di fuori del territorio regionale che, in relazione alla distribuzione territoriale delle amministrazioni o alla situazione del mercato del lavoro, sia stabilito dai contratti collettivi nazionali.

    Si applicano le disposizioni dell'articolo 30.

    Trascorsi novanta giorni dalla comunicazione di cui al comma 4 l'amministrazione colloca in disponibilità il personale che non sia possibile impiegare diversamente nell'ambito della medesima amministrazione e che non possa essere ricollocato presso altre amministrazioni nell'ambito regionale, ovvero che non abbia preso servizio presso la diversa amministrazione secondo gli accordi di mobilità.

    Dalla data di collocamento in disponibilità restano sospese tutte le obbligazioni inerenti al rapporto di lavoro e il lavoratore ha diritto ad un'indennità pari all'80 per cento dello stipendio e dell'indennità integrativa speciale, con esclusione di qualsiasi altro emolumento retributivo comunque denominato, per la durata massima di ventiquattro mesi.

    I periodi di godimento dell'indennità sono riconosciuti ai fini della determinazione dei requisiti di accesso alla pensione e della misura della stessa.

    È riconosciuto altresì il diritto all'assegno per il nucleo familiare di cui all' articolo 2 del decreto-legge 13 marzo 1988, n. 69 , convertito, con modificazioni, dalla legge 13 maggio 1988, n. 153 . (43) 48

    Fonte: Normattiva.it.

  • Art. 33 L. 633/1941

    Art. 33 L. 633/1941

    Testo vigente verificato su Normattiva. Scheda in arricchimento editoriale.

    In difetto di particolari convenzioni tra i collaboratori, rispetto alle opere liriche, alle operette, ai melologhi, alle composizioni musicali con parole, ai balli e balletti musicali, si applicano le disposizioni dei tre successivi articoli.

    Fonte: Normattiva.it.