Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 86 Cod.Cons.: Elementi del contratto di vendita di pacchetti turistici (abrogato)

    Art. 86 Cod.Cons.: Elementi del contratto di vendita di pacchetti turistici (abrogato)

    Art. 86 Cod. Consumo – Elementi del contratto di vendita di pacchetti turistici (abrogato)

    In vigore dal 23 ottobre 2005 al 20 giugno 2011 (D.Lgs. 206/2005). Abrogato dal 21 giugno 2011 dall’art. 3, comma 1, lett. m), del D.Lgs. 23 maggio 2011, n. 79.

    *1. Il contratto contiene i seguenti elementi:

    **a) destinazione, durata, data d’inizio e conclusione, qualora sia previsto un soggiorno frazionato, durata del medesimo con relative date di inizio e fine;

    **b) nome, indirizzo, numero di telefono ed estremi dell’autorizzazione all’esercizio dell’organizzatore o venditore che sottoscrive il contratto;

    **c) prezzo del pacchetto turistico, modalità della sua revisione, diritti e tasse sui servizi di atterraggio, sbarco ed imbarco nei porti ed aeroporti e gli altri oneri posti a carico del viaggiatore;

    **d) importo, comunque non superiore al venticinque per cento del prezzo, da versarsi all’atto della prenotazione, nonché il termine per il pagamento del saldo; il suddetto importo è versato a titolo di caparra ma gli effetti di cui all’articolo 1385 del codice civile non si producono qualora il recesso dipenda da fatto sopraggiunto non imputabile, ovvero sia giustificato dal grave inadempimento della controparte;

    **e) estremi della copertura assicurativa e delle ulteriori polizze convenute con il viaggiatore;

    **f) presupposti e modalità di intervento del fondo di garanzia di cui all’articolo 100;

    **g) mezzi, caratteristiche e tipologie di trasporto, data, ora, luogo della partenza e del ritorno, tipo di posto assegnato;

    **h) ove il pacchetto turistico includa la sistemazione in albergo, l’ubicazione, la categoria turistica, il livello, l’eventuale idoneità all’accoglienza di persone disabili, nonché le principali caratteristiche, la conformità alla regolamentazione dello Stato membro ospitante, i pasti forniti;

    **i) itinerario, visite, escursioni o altri servizi inclusi nel pacchetto turistico, ivi compresa la presenza di accompagnatori e guide turistiche;

    **l) termine entro cui il consumatore deve essere informato dell’annullamento del viaggio per la mancata adesione del numero minimo dei partecipanti eventualmente previsto;

    **m) accordi specifici sulle modalità del viaggio espressamente convenuti tra l’organizzatore o il venditore e il consumatore al momento della prenotazione;

    **n) eventuali spese poste a carico del consumatore per la cessione del contratto ad un terzo;

    **o) termine entro il quale il consumatore deve presentare reclamo per l’inadempimento o l’inesatta esecuzione del contratto;

    **p) termine entro il quale il consumatore deve comunicare la propria scelta in relazione alle modifiche delle condizioni contrattuali di cui all’articolo 91.

  • Articolo 84 Codice del Consumo: Pacchetti turistici (abrogato)

    Articolo 84 Codice del Consumo: Pacchetti turistici (abrogato)

    Art. 84 Cod. Consumo – Pacchetti turistici

    D.Lgs. 6 settembre 2005, n. 206 – Codice del consumo

    Articolo abrogato. Non è più in vigore: l’abrogazione è stata disposta dall’art. 3, comma 1, lett. m), del D.Lgs. 23 maggio 2011, n. 79 (GU n. 129 del 6 giugno 2011, S.O. n. 139), che ha abrogato gli articoli da 82 a 100 del Codice del consumo con effetto dal 21 giugno 2011, data di entrata in vigore del decreto. La nozione di pacchetto oggi in vigore è nell’art. 33, comma 1, lett. c), del Codice del turismo (Allegato 1 al D.Lgs. 79/2011), nel Capo I del Titolo VI «Contratti del turismo organizzato», sostituito dal D.Lgs. 21 maggio 2018, n. 62 (in vigore dal 1° luglio 2018). Il testo previgente è riportato qui sotto a fini di consultazione storica.

    *1. I pacchetti turistici hanno ad oggetto i viaggi, le vacanze ed i circuiti tutto compreso, risultanti dalla prefissata combinazione di almeno due degli elementi di seguito indicati, venduti od offerti in vendita ad un prezzo forfetario, e di durata superiore alle ventiquattro ore ovvero comprendente almeno una notte:

    a) trasporto;

    b) alloggio;

    c) servizi turistici non accessori al trasporto o all’alloggio di cui all’articolo 86, lettere i) e o), che costituiscano parte significativa del pacchetto turistico.

    *2. La fatturazione separata degli elementi di uno stesso pacchetto turistico non sottrae l’organizzatore o il venditore agli obblighi della presente sezione.

  • Art. 91 Cod.Cons.: Modifiche delle condizioni contrattuali (abrogato)

    Art. 91 Cod.Cons.: Modifiche delle condizioni contrattuali (abrogato)

    Art. 91 Cod. Consumo – Modifiche delle condizioni contrattuali

    D.Lgs. 6 settembre 2005, n. 206 – Codice del consumo

    Articolo abrogato. Non è più in vigore: l’abrogazione è stata disposta dall’art. 3, comma 1, lett. m), del D.Lgs. 23 maggio 2011, n. 79 (GU n. 129 del 6 giugno 2011, S.O. n. 139), che ha abrogato gli articoli da 82 a 100 del Codice del consumo con effetto dal 21 giugno 2011, data di entrata in vigore del decreto. Le modifiche del contratto prima dell’inizio del pacchetto sono oggi regolate dall’art. 40 e l’impossibilità sopravvenuta in corso di esecuzione dall’art. 42 del Codice del turismo (Allegato 1 al D.Lgs. 79/2011), nel Capo I del Titolo VI «Contratti del turismo organizzato», sostituito dal D.Lgs. 21 maggio 2018, n. 62 (in vigore dal 1° luglio 2018). Il testo previgente è riportato qui sotto a fini di consultazione storica.

    *1. Prima della partenza l’organizzatore o il venditore che abbia necessità di modificare in modo significativo uno o più elementi del contratto, ne da’ immediato avviso in forma scritta al consumatore, indicando il tipo di modifica e la variazione del prezzo che ne consegue, ai sensi dell’articolo 90.

    *2. Ove non accetti la proposta di modifica di cui al comma 1, il consumatore può recedere, senza pagamento di penali, ed ha diritto a quanto previsto nell’articolo 92.

    *3. Il consumatore comunica la propria scelta all’organizzatore o al venditore entro due giorni lavorativi dal momento in cui ha ricevuto l’avviso indicato al comma 2.

    *4. Dopo la partenza, quando una parte essenziale dei servizi previsti dal contratto non può essere effettuata, l’organizzatore predispone adeguate soluzioni alternative per la prosecuzione del viaggio programmato non comportanti oneri di qualsiasi tipo a carico del consumatore, oppure rimborsa quest’ultimo nei limiti della differenza tra le prestazioni originariamente previste e quelle effettuate, salvo il risarcimento del danno.

    *5. Se non è possibile alcuna soluzione alternativa o il consumatore non l’accetta per un giustificato motivo, l’organizzatore gli mette a disposizione un mezzo di trasporto equivalente per il ritorno al luogo di partenza o ad altro luogo convenuto, e gli restituisce la differenza tra il costo delle prestazioni previste e quello delle prestazioni effettuate fino al momento del rientro anticipato.

  • Art. 95 Cod.Cons.: Responsabilità per danni diversi da quelli alla persona

    Art. 95 Cod.Cons.: Responsabilità per danni diversi da quelli alla persona

    Art. 95 Cod. Consumo – Responsabilità per danni diversi da quelli alla persona

    D.Lgs. 6 settembre 2005, n. 206 – Codice del consumo

    Articolo abrogato. Non è più in vigore: l’abrogazione è stata disposta dall’art. 3, comma 1, lett. m), del D.Lgs. 23 maggio 2011, n. 79 (GU n. 129 del 6 giugno 2011, S.O. n. 139), con effetto dal 21 giugno 2011, data di entrata in vigore del decreto. I pacchetti turistici sono ora disciplinati dagli artt. 32 e seguenti del Codice del turismo (Allegato 1 al D.Lgs. 79/2011). Il testo previgente è riportato qui sotto a fini di consultazione storica.

    Testo previgente

    1. Le parti contraenti possono convenire in forma scritta, fatta salva in ogni caso l’applicazione degli articoli 1341 del codice civile e degli articoli da 33 a 37 del codice, limitazioni al risarcimento del danno, diverso dal danno alla persona, derivante dall’inadempimento o dall’inesatta esecuzione delle prestazioni che formano oggetto del pacchetto turistico.

    2. La limitazione di cui al comma 1 non può essere, a pena di nullità, comunque inferiore a quanto previsto dall’articolo 13 della convenzione internazionale relativa al contratto di viaggio (C.C.V.), firmata a Bruxelles il 23 aprile 1970, resa esecutiva dalla legge 29 dicembre 1977, n. 1084.

    3. In assenza di specifica pattuizione, il risarcimento del danno è ammesso nei limiti previsti dall’articolo 13 della convenzione internazionale relativa al contratto di viaggio (C.C.V.), firmata a Bruxelles il 23 aprile 1970, resa esecutiva dalla legge 29 dicembre 1977, n. 1084, e dagli articoli dal 1783 al 1786 del codice civile.

    4. Il diritto al risarcimento del danno si prescrive in un anno dal rientro del viaggiatore nel luogo della partenza.

  • Articolo 100 Codice del Consumo: Fondo di garanzia

    Articolo 100 Codice del Consumo: Fondo di garanzia

    Art. 100 Cod. Consumo – Fondo di garanzia

    D.Lgs. 6 settembre 2005, n. 206 – Codice del consumo

    Articolo abrogato. Non è più in vigore: l’abrogazione è stata disposta dall’art. 3, comma 1, lett. m), del D.Lgs. 23 maggio 2011, n. 79 (GU n. 129 del 6 giugno 2011, S.O. n. 139), con effetto dal 21 giugno 2011, data di entrata in vigore del decreto. I pacchetti turistici sono ora disciplinati dagli artt. 32 e seguenti del Codice del turismo (Allegato 1 al D.Lgs. 79/2011). Il testo previgente è riportato qui sotto a fini di consultazione storica.

    Testo previgente

    1. È istituito presso il Ministero delle attività produttive un fondo nazionale di garanzia, per consentire, in caso di insolvenza o di fallimento del venditore o dell’organizzatore, il rimborso del prezzo versato ed il rimpatrio del consumatore nel caso di viaggi all’estero, nonché per fornire una immediata disponibilità economica in caso di rientro forzato di turisti da Paesi extracomunitari in occasione di emergenze, imputabili o meno al comportamento dell’organizzatore.

    2. Il fondo è alimentato annualmente da una quota pari al due per cento dell’ammontare del premio delle polizze di assicurazione obbligatoria di cui all’articolo 99, che è versata all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnata, con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, al fondo di cui al comma 1.

    3. Il fondo interviene, per le finalità di cui al comma 1, nei limiti dell’importo corrispondente alla quota così come determinata ai sensi del comma 2.

    4. Il fondo potrà avvalersi del diritto di rivalsa nei confronti del soggetto inadempiente.

    5. Le modalità di gestione e di funzionamento del fondo sono determinate con decreto del Ministro delle attività produttive, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze.

  • Articolo 102 Codice del Consumo: Finalità e campo di applicazione

    Articolo 102 Codice del Consumo: Finalità e campo di applicazione

    Art. 102 Cod. Consumo – Finalità e campo di applicazione

    Testo vigente dal 16 maggio 2026, come modificato dal D.Lgs. 8 aprile 2026, n. 78 (fonte: Normattiva)

    1. Il presente titolo intende garantire che gli operatori economici immettano o mettano a disposizione sul mercato solo prodotti sicuri.

    2. Le disposizioni del presente titolo si applicano a tutti i prodotti definiti dal regolamento (UE) 2023/988 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 10 maggio 2023, anche oggetto di vendita online o tramite altri canali di vendita a distanza. Ciascuna disposizione del presente titolo si applica laddove non esistono, nell’ambito della normativa vigente, disposizioni specifiche aventi come obiettivo la sicurezza dei prodotti.

    3. Se taluni prodotti sono soggetti a requisiti di sicurezza prescritti dal diritto dell’Unione europea, le disposizioni del presente titolo si applicano unicamente per gli aspetti e i rischi o le categorie di rischio non soggetti a tali requisiti.

    4. Ai prodotti soggetti a specifici requisiti di sicurezza prescritti dalla normativa di armonizzazione elencata nell’allegato I al regolamento (UE) 2019/1020 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 giugno 2019, e da qualsiasi altra normativa dell’Unione europea che armonizza le condizioni di commercializzazione dei prodotti non si applicano gli articoli 104 e 106, comma 1.

    5. Le disposizioni del presente titolo non si applicano ai prodotti elencati nell’articolo 2, paragrafo 2, del regolamento (UE) 2023/988.

  • Articolo 103 Codice del Consumo: Definizioni

    Articolo 103 Codice del Consumo: Definizioni

    Art. 103 Cod. Consumo – Definizioni

    Testo vigente dal 16 maggio 2026, come modificato dal D.Lgs. 8 aprile 2026, n. 78 (fonte: Normattiva)

    1. Fatte salve le definizioni di cui all’articolo 3 del regolamento (UE) 2023/988 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 10 maggio 2023, ai fini del presente titolo si intende per:

    a) “regolamento”: il regolamento (UE) 2023/988 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 10 maggio 2023, relativo alla sicurezza generale dei prodotti che modifica il regolamento (UE) n. 1025/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio e la direttiva (UE) 2020/1828 del Parlamento europeo e del Consiglio, e che abroga la direttiva 2001/95/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e la direttiva 87/357/CEE del Consiglio;

    b) “autorità di vigilanza del mercato”: autorità designate a norma dell’articolo 3, comma 1, del decreto legislativo 12 ottobre 2022, n. 157, quali responsabili dell’organizzazione e dell’esecuzione della vigilanza del mercato nel territorio italiano;

    c) “autorità di controllo”: autorità designate a norma dell’articolo 4, comma 1, del decreto legislativo n. 157 del 2022, quali autorità incaricate del controllo dei prodotti che entrano nel mercato dell’Unione europea;

    d) “ufficio unico di collegamento”: la struttura di cui all’articolo 5 del decreto legislativo n. 157 del 2022.

  • Articolo 104 Codice del Consumo: Obblighi e informazione degli operatori economici

    Articolo 104 Codice del Consumo: Obblighi e informazione degli operatori economici

    Art. 104 Cod. Consumo – Obblighi e informazione degli operatori economici

    Testo vigente dal 16 maggio 2026, come modificato dal D.Lgs. 8 aprile 2026, n. 78 (fonte: Normattiva)

    1. Gli operatori economici si assicurano che il prodotto sia conforme all’obbligo generale di sicurezza previsto dall’articolo 102, comma 1.

    2. Gli operatori economici, in relazione ai rispettivi ruoli nella catena di fornitura, sono tenuti al rispetto degli obblighi stabiliti dal capo III del regolamento e alla cooperazione con le autorità di vigilanza del mercato.

    3. Gli operatori economici si assicurano che qualsiasi avvertenza o informazione di sicurezza, che deve essere apposta sul prodotto o accompagnarlo, sia in lingua italiana ben visibile. Gli operatori si assicurano, inoltre, che gli eventuali avvisi di richiamo e i relativi servizi di informazione per i consumatori siano in lingua italiana.

    4. Gli operatori economici, su loro richiesta e a titolo gratuito, possono richiedere informazioni sull’attuazione del regolamento e sulle norme nazionali sulla sicurezza dei prodotti di cui al presente titolo al punto di contatto per i prodotti, di cui al regolamento (UE) 2019/515 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 marzo 2019, individuato nel Ministero delle imprese e del made in Italy.

  • Art. 105 Cod.Cons.: Presunzione e valutazione di sicurezza

    Art. 105 Cod.Cons.: Presunzione e valutazione di sicurezza

    Art. 105 Cod. Consumo – Presunzione e valutazione di sicurezza

    D.Lgs. 6 settembre 2005, n. 206 – Codice del consumo

    Articolo abrogato. Non è più in vigore: l’abrogazione è stata disposta dall’art. 3, comma 1, lett. d), del D.Lgs. 8 aprile 2026, n. 78 (GU n. 111 del 15 maggio 2026); il decreto è in vigore dal 16 maggio 2026. La sicurezza generale dei prodotti è ora disciplinata dal regolamento (UE) 2023/988 e dagli artt. 102 e seguenti del Codice del consumo, come modificati dallo stesso decreto. Il testo previgente è riportato qui sotto a fini di consultazione storica.

    Testo previgente

    1. In mancanza di specifiche disposizioni comunitarie che disciplinano gli aspetti di sicurezza, un prodotto si presume sicuro quando è conforme alla legislazione vigente nello Stato membro in cui il prodotto stesso è commercializzato e con riferimento ai requisiti cui deve rispondere sul piano sanitario e della sicurezza.

    2. Si presume che un prodotto sia sicuro, per quanto concerne i rischi e le categorie di rischi disciplinati dalla normativa nazionale, quando è conforme alle norme nazionali non cogenti che recepiscono le norme europee i cui riferimenti sono stati pubblicati dalla Commissione europea nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee a norma dell’articolo 4 della direttiva 2001/95/CE, del Parlamento europeo e del Consiglio, del 3 dicembre 2001.

    3. In assenza delle norme di cui ai commi 1 e 2, la sicurezza del prodotto è valutata in base alle norme nazionali non cogenti che recepiscono norme europee, alle norme in vigore nello Stato membro in cui il prodotto è commercializzato, alle raccomandazioni della Commissione europea relative ad orientamenti sulla valutazione della sicurezza dei prodotti, ai codici di buona condotta in materia di sicurezza vigenti nel settore interessato, agli ultimi ritrovati della tecnica, al livello di sicurezza che i consumatori possono ragionevolmente attendersi.

    4. Fatte salve le disposizioni di cui ai commi 1, 2 e 3, le Autorità competenti adottano le misure necessarie per limitare o impedire l’immissione sul mercato o chiedere il ritiro o il richiamo dal mercato del prodotto, se questo si rivela, nonostante la conformità, pericoloso per la salute e la sicurezza del consumatore.

  • Articolo 106 Codice del Consumo: Ufficio unico di collegamento, autorità di vigilanza del mercato e procedure di coordinamento

    Articolo 106 Codice del Consumo: Ufficio unico di collegamento, autorità di vigilanza del mercato e procedure di coordinamento

    Art. 106 Cod. Consumo – Ufficio unico di collegamento, autorità di vigilanza del mercato e procedure di coordinamento

    Testo vigente dal 16 maggio 2026, come modificato dal D.Lgs. 8 aprile 2026, n. 78 (fonte: Normattiva)

    1. Ai fini del presente titolo, è designato quale ufficio unico di collegamento il Ministero delle imprese e del made in Italy.

    2. L’autorità di vigilanza del mercato competente per i controlli di cui all’articolo 107 è individuata tra le autorità di cui all’articolo 3, comma 1, del decreto legislativo 12 ottobre 2022, n. 157, sulla base dei seguenti criteri:

    a) destinazione d’uso e luogo prevalente di utilizzo del prodotto;

    b) caratteristiche intrinseche del prodotto;

    c) analogia con prodotti rientranti nelle normative di armonizzazione.

    3. I criteri per il coordinamento dei controlli, previsti dall’articolo 107, sono stabiliti in un apposito tavolo tecnico di coordinamento fra le autorità di vigilanza del mercato, convocato almeno due volte l’anno dal Ministero delle imprese e del made in Italy. Al tavolo tecnico partecipano anche le autorità di controllo e le altre amministrazioni di volta in volta competenti per materia.

    Per la partecipazione al tavolo tecnico di coordinamento non spettano compensi, gettoni di presenza, indennità, rimborsi di spese o altri emolumenti comunque denominati.

    4. Al tavolo tecnico di cui al comma 3, possono presentare osservazioni gli organismi di categoria della produzione e della distribuzione, nonché le associazioni di tutela degli interessi dei consumatori e degli utenti iscritte all’elenco di cui all’articolo 137, per l’elaborazione e l’esecuzione di progetti comuni di sorveglianza e prova, anche nell’ambito del commercio elettronico.

    5. Il Ministero delle imprese e del made in Italy comunica gli esperti designati per la consultazione sugli atti delegati della Commissione europea e partecipa, con propri rappresentanti, alla rete europea per la sicurezza dei consumatori, informando le amministrazioni interessate.

    6. Le autorità di vigilanza tutelano le informazioni raccolte per le finalità di cui al presente titolo, conformemente alle disposizioni del codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196.

    7. Ai prodotti di cui al presente titolo, si applicano, inoltre, l’articolo 3, comma 3, e gli articoli 4, 5, commi 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7 e 8, 6 e 10 del decreto legislativo 12 ottobre 2022, n. 157.

  • Articolo 107 Codice del Consumo: Vigilanza del mercato

    Articolo 107 Codice del Consumo: Vigilanza del mercato

    Art. 107 Cod. Consumo – Vigilanza del mercato

    Testo vigente – D.Lgs. 206/2005 (aggiornato da Normattiva)

    1. Ai fini del presente titolo, le autorità di vigilanza del mercato assicurano, ciascuna per il proprio ambito di competenza, il rispetto dell’obbligo generale di sicurezza di cui all’articolo 102, comma 1.

    2. Le autorità di vigilanza del mercato svolgono i controlli previsti dal regolamento, nell’ambito delle rispettive competenze, anche mediante i propri uffici territoriali, nonché tramite la collaborazione con le autorità incaricate del controllo e gli altri enti ai quali è demandato lo svolgimento delle attività di vigilanza.

    3. L’Agenzia delle dogane e dei monopoli e la Guardia di finanza hanno accesso al sistema di allarme rapido «Safety Gate».

    4. Le autorità di vigilanza del mercato sono tenute a comunicare all’ufficio unico di collegamento, con cadenza annuale, i dati relativi ai controlli effettuati in applicazione del presente titolo.

    5. Le amministrazioni competenti, nell’ambito delle misure adottate sulla base del principio di precauzione e, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, incoraggiano e favoriscono l’azione volontaria degli operatori economici di adeguamento agli obblighi imposti dal presente titolo, anche mediante l’eventuale elaborazione di codici di buona condotta e accordi con le categorie di settore.

    6. Le autorità di vigilanza del mercato, ciascuna per i prodotti di propria competenza, garantiscono ai consumatori la possibilità di sporgere reclami con riguardo alla sicurezza dei prodotti, alle attività di controllo e vigilanza relativi a prodotti specifici nonché ai casi in cui i rimedi offerti dai consumatori in caso di richiamo di prodotti non siano soddisfacenti, garantendo l’informazione dell’interessato in merito alle eventuali azioni intraprese.

    7. Se il reclamo non è manifestamente infondato e sussistono i presupposti per adottare un provvedimento, le autorità di vigilanza del mercato assicurano adeguato seguito al reclamo e forniscono al reclamante informazioni riguardo le eventuali misure intraprese.

    8. Per i controlli di cui all’articolo 22 del regolamento, le autorità di vigilanza cooperano con il coordinatore dei servizi digitali di cui all’articolo 15, comma 3, del decreto-legge 15 settembre 2023, n. 123, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 novembre 2023, n. 159.

    9. Per armonizzare l’attività di controllo derivante dal presente titolo con quella attuata per i prodotti per i quali gli obblighi di sicurezza sono disciplinati dalla normativa antincendio, il Ministero dell’interno opera, per gli aspetti di coordinamento, attraverso il Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile – direzione centrale per la prevenzione e la sicurezza tecnica, antincendio ed energetica del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, nonché attraverso gli organi periferici del Corpo nazionale dei vigili del fuoco per gli interventi sul territorio, nell’ambito delle dotazioni organiche esistenti e, comunque, senza oneri aggiuntivi a carico del bilancio dello Stato.

    10. Il Ministero della salute, ai fini degli adempimenti derivanti dalle norme sulla sicurezza dei prodotti e dal presente titolo, opera anche attraverso i propri uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera nell’ambito delle dotazioni organiche esistenti e, comunque, senza oneri aggiuntivi a carico del bilancio dello Stato.

  • Articolo 108 Codice del Consumo: Disposizioni procedurali

    Articolo 108 Codice del Consumo: Disposizioni procedurali

    Art. 108 Cod. Consumo – Disposizioni procedurali

    Testo vigente – D.Lgs. 206/2005 (aggiornato da Normattiva)

    1. Il provvedimento adottato dalle Autorità di vigilanza che limita l’immissione sul mercato di un prodotto o ne dispone il ritiro o il richiamo, deve essere adeguatamente motivato, con l’indicazione dei termini e delle Autorità competenti cui è possibile ricorrere e deve essere notificato entro sette giorni dall’adozione.

    2. Fatti salvi i casi di grave o immediato pericolo per la salute o per la pubblica o privata incolumità, prima dell’adozione dei provvedimenti di cui al comma 1, agli interessati deve essere consentito di partecipare alla fase del procedimento amministrativo e di presenziare agli accertamenti riguardanti i propri prodotti, in base agli articoli 7 e seguenti della legge 7 agosto 1990, n. 241; in particolare, gli interessati possono presentare all’Autorità competente osservazioni scritte e documenti.

    3. Gli interessati possono presentare osservazioni scritte anche in seguito all’emanazione del provvedimento, anche quando, a causa dell’urgenza della misura da adottare, non hanno potuto partecipare al procedimento.

    3-bis. (Comma abrogato dal D.Lgs. 8 aprile 2026, n. 78).

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.