Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 5 c.p.c.: Momento determinante della giurisdizione e della competenza

    Art. 5 c.p.c.: Momento determinante della giurisdizione e della competenza

    Art. 5 c.p.c. – Momento determinante della giurisdizione e della competenza

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    La giurisdizione e la competenza si determinano con riguardo alla legge vigente e allo stato di fatto esistente al momento della proposizione della domanda, e non hanno rilevanza rispetto ad esse i successivi mutamenti della legge o dello stato medesimo.

  • Articolo 7 Codice di Procedura Civile: Competenza del giudice di pace

    Articolo 7 Codice di Procedura Civile: Competenza del giudice di pace

    Art. 7 c.p.c. – Competenza del giudice di pace

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    Il giudice di pace è competente per le cause relative a beni mobili di valore non superiore a diecimila euro, quando dalla legge non sono attribuite alla competenza di altro giudice.

    Il giudice di pace è altresì competente per le cause di risarcimento del danno prodotto dalla circolazione di veicoli e di natanti, purché il valore della controversia non superi venticinquemila euro.

    COMMA ABROGATO DAL D.L. 18 OTTOBRE 1995, N. 432, CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 20 DICEMBRE 1995, N. 534.

    È competente qualunque ne sia il valore:

    1) per le cause relative ad apposizione di termini;

    .

    2) per le cause in materia di condominio negli edifici, come definite ai sensi dell’articolo 71-quater delle disposizioni per l’attuazione del codice civile;

    3) per le cause relative a rapporti tra proprietari o detentori di immobili adibiti a civile abitazione in materia di immissioni di fumo o di calore, esalazioni, rumori, scuotimenti e simili propagazioni che superino la nomale tollerabilità;

    3-bis) per le cause relative agli interessi o accessori da ritardato pagamento di prestazioni previdenziali o assistenziali;

    3-ter) per le cause nelle materie di cui al libro terzo, titolo II, Capo II, Sezione VI del codice civile, fatta eccezione per quella delle distanze nelle costruzioni;

    .

    3-quater) per le cause relative alle materie di cui al libro terzo, titolo II, Capo II, Sezione VII del codice civile, fatta eccezione per quella delle distanze di cui agli articoli 905, 906 e 907 del medesimo codice;

    .

    3-quinquies) per le cause in materia di stillicidio e di acque di cui al libro terzo, titolo II, Capo II, sezioni VIII e IX del codice civile;

    .

    3-sexies) per le cause in materia di occupazione e di invenzione di cui al libro terzo, titolo II, Capo III, sezione I del codice civile;

    .

    3-septies) per le cause in materia di specificazione, unione e commistione di cui al libro terzo, titolo II, Capo III, sezione II del codice civile;

    .

    3-octies) per le cause in materia di enfiteusi di cui al libro terzo, titolo IV del codice civile;

    .

    3-novies) per le cause in materia di esercizio delle servitù prediali;

    .

    3-decies) per le cause di impugnazione del regolamento e delle deliberazioni di cui agli articoli 1107 e 1109 del codice civile;

    .

    3-undecies) per le cause in materia di diritti ed obblighi del possessore nella restituzione della cosa, di cui al libro terzo, titolo VIII, Capo II, Sezione I del codice civile.

    4) NUMERO ABROGATO DAL D.L. 18 OTTOBRE 1995, N. 432, CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 20 DICEMBRE 1995, N. 534.

    Il giudice di pace è altresì competente, purché il valore della controversia, da determinarsi a norma dell’articolo 15, non sia superiore a trentamila euro:

    1) per le cause in materia di usucapione dei beni immobili e dei diritti reali immobiliari;

    2) per le cause in materia di riordinamento della proprietà rurale di cui al libro terzo, titolo II, Capo II, sezione II del codice civile;

    3) per le cause in materia di accessione;

    4) per le cause in materia di superficie .

    .

    Quando una causa di competenza del giudice di pace a norma dei commi terzo, numeri da 3-ter) a 3-undecies), e quarto è proposta, contro la stessa parte, congiuntamente ad un’altra causa di competenza del tribunale, le relative domande, anche in assenza di altre ragioni di connessione, sono proposte innanzi al tribunale affinchè siano decise nello stesso processo .

  • Art. 12 c.p.c.: Cause relative a rapporti obbligatori, a locazioni e a divisioni

    Art. 12 c.p.c.: Cause relative a rapporti obbligatori, a locazioni e a divisioni

    Art. 12 c.p.c. – Cause relative a rapporti obbligatori, a locazioni e a divisioni

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    Il valore delle cause relative all’esistenza, alla validità o alla risoluzione di un rapporto giuridico obbligatorio si determina in base a quella parte del rapporto che è in contestazione.

    COMMA ABROGATO DALLA L. 26 NOVEMBRE 1990, N. 353.

    Il valore delle cause per divisione si determina da quello della massa attiva da dividersi.

  • Art. 17 c.p.c.: Cause relative all’esecuzione forzata

    Art. 17 c.p.c.: Cause relative all’esecuzione forzata

    Art. 17 c.p.c. – Cause relative all’esecuzione forzata

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    Il valore delle cause di opposizione all’esecuzione forzata si determina dal credito per cui si procede:

    quello delle cause relative alle opposizioni proposte da terzi a norma dell’articolo 619, dal valore dei beni controversi;

    quello delle cause relative a controversie sorte in sede di distribuzione, dal valore del maggiore dei crediti contestati.

  • Art. 23 c.p.c.: Foro per le cause tra soci e tra condomini

    Art. 23 c.p.c.: Foro per le cause tra soci e tra condomini

    Art. 23 c.p.c. – Foro per le cause tra soci e tra condomini

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    Per le cause tra soci è competente il giudice del luogo dove ha sede la società; per le cause tra condomini , ovvero tra condomini e condominio, , il giudice del luogo dove si trovano i beni comuni o la maggior parte di essi.

    Tale norma si applica anche dopo lo scioglimento della società o del condominio, purché la domanda sia proposta entro un biennio dalla divisione.

  • Articolo 26 Codice di Procedura Civile: Foro dell’esecuzione forzata

    Articolo 26 Codice di Procedura Civile: Foro dell’esecuzione forzata

    Art. 26 c.p.c. – Foro dell’esecuzione forzata

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    Per l’esecuzione forzata su cose mobili o immobili è competente il giudice del luogo in cui le cose si trovano. Se le cose immobili soggette all’esecuzione non sono interamente comprese nella circoscrizione di un solo tribunale, si applica l’art. 21.

    Per l’esecuzione forzata su autoveicoli, motoveicoli e rimorchi è competente il giudice del luogo in cui il debitore ha la residenza, il domicilio, la dimora o la sede .

    Per l’esecuzione forzata degli obblighi di fare e di non fare è competente il giudice del luogo dove l’obbligo deve essere adempiuto.

  • Art. 26-bis c.p.c.: Foro dell’espropriazione forzata di crediti

    Art. 26-bis c.p.c.: Foro dell’espropriazione forzata di crediti

    Art. 26-bis c.p.c. – Foro relativo all’espropriazione forzata di crediti

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    Quando il debitore è una delle pubbliche amministrazioni indicate dall’articolo 413, quinto comma, per l’espropriazione forzata di crediti è competente, salvo quanto disposto dalle leggi speciali, il giudice del luogo dove ha sede l’ufficio dell’Avvocatura dello Stato nel cui distretto il creditore ha la residenza, il domicilio, la dimora o la sede .

    Fuori dei casi di cui al primo comma, per l’espropriazione forzata di crediti è competente il giudice del luogo in cui il debitore ha la residenza, il domicilio, la dimora o la sede.

  • Art. 28 c.p.c.: Foro stabilito per accordo delle parti

    Art. 28 c.p.c.: Foro stabilito per accordo delle parti

    Art. 28 c.p.c. – Foro stabilito per accordo delle parti

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    La competenza per territorio può essere derogata per accordo delle parti, salvo che per le cause previste nei numeri 1, 2, 3 e 5 dell’articolo 70, per i casi di esecuzione forzata, di opposizione alla stessa, di procedimenti cautelari e possessori, di procedimenti in camera di consiglio e per ogni altro caso in cui l’inderogabilità sia disposta espressamente dalla legge.

  • Articolo 30 Codice di Procedura Civile: Foro del domicilio eletto

    Articolo 30 Codice di Procedura Civile: Foro del domicilio eletto

    Art. 30 c.p.c. – Foro del domicilio eletto

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    Chi ha eletto domicilio a norma dell’art. 47 del codice civile può essere convenuto davanti al giudice del domicilio stesso.

  • Articolo 31 Codice di Procedura Civile: Cause accessorie

    Articolo 31 Codice di Procedura Civile: Cause accessorie

    Art. 31 c.p.c. – Cause accessorie

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    La domanda accessoria può essere proposta al giudice territorialmente competente per la domanda principale affinchè sia decisa nello stesso processo, osservata, quanto alla competenza per valore, la disposizione dell’art. 10 secondo comma.

    COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 19 FEBBRAIO 1998, N. 51 .

  • Articolo 37 Codice di Procedura Civile: Difetto di giurisdizione

    Articolo 37 Codice di Procedura Civile: Difetto di giurisdizione

    Art. 37 c.p.c. – Difetto di giurisdizione

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    Il difetto di giurisdizione del giudice ordinario nei confronti della pubblica amministrazione è rilevato, anche d’ufficio, in qualunque stato e grado del processo. Il difetto di giurisdizione del giudice ordinario nei confronti del giudice amministrativo o dei giudici speciali è rilevato anche d’ufficio nel giudizio di primo grado. Nei giudizi di impugnazione può essere rilevato solo se oggetto di specifico motivo, ma l’attore non può impugnare la sentenza per denunciare il difetto di giurisdizione del giudice da lui adito.

  • Articolo 38 Codice di Procedura Civile: Incompetenza

    Articolo 38 Codice di Procedura Civile: Incompetenza

    Art. 38 c.p.c. – Incompetenza

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    L’incompetenza per materia, quella per valore e quella per territorio sono eccepite, a pena di decadenza, nella comparsa di risposta tempestivamente depositata. L’eccezione di incompetenza per territorio si ha per non proposta se non contiene l’indicazione del giudice che la parte ritiene competente.

    Fuori dei casi previsti dall’articolo 28, quando le parti costituite aderiscono all’indicazione del giudice competente per territorio, la competenza del giudice indicato rimane ferma se la causa è riassunta entro tre mesi dalla cancellazione della stessa dal ruolo.

    L’incompetenza per materia, quella per valore e quella per territorio nei casi previsti dall’articolo 28 sono rilevate d’ufficio con il decreto previsto dall’articolo 171-bis o, nei procedimenti ai quali non si applica l’articolo 171-bis, non oltre la prima udienza .

    Le questioni di cui ai commi precedenti sono decise, ai soli fini della competenza, in base a quello che risulta dagli atti e, quando sia reso necessario dall’eccezione del convenuto o dal rilievo del giudice, assunte sommarie informazioni.

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.