Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 211 TULPS – Associazioni internazionali e autorizzazione ministeriale (illegittimo)

    Art. 211 TULPS

    R.D. 18 giugno 1931, n. 773 – Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza

    È vietato promuovere, costituire, organizzare o dirigere nel territorio dello Stato associazioni, enti o istituti di carattere internazionale senza l'autorizzazione del Ministro dell'interno.

    È altresì vietato al cittadino, residente nel territorio dello Stato, partecipare ad associazioni, enti o istituti di carattere internazionale senza l'autorizzazione del Ministro dell'interno.

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  • Art. 79 sexies TUF – Autorizzazione e vigilanza delle controparti centrali

    Art. 79 sexies TUF – Autorizzazione e vigilanza delle controparti centrali

    Art. 79 sexies D.Lgs. 58/1998 (TUF) – Autorizzazione e vigilanza delle controparti centrali

    1. La Banca d’Italia autorizza lo svolgimento dei servizi di compensazione in qualità di controparte centrale da parte di persone giuridiche stabilite nel territorio nazionale, ai sensi degli articoli 14 e 15 e secondo la procedura prevista dall’ articolo 17 o dall’ articolo 17-bis del regolamento (UE) n. 648/2012. La medesima autorità revoca l’autorizzazione allo svolgimento di servizi da parte di una controparte centrale quando ricorrono i presupposti di cui all’articolo 20 del medesimo regolamento. Si applica l’articolo 79-octiesdecies.

    2. La Banca d’Italia, in qualità di presidente del collegio di autorità previsto dall’articolo 18 del regolamento di cui al comma 1, può rinviare la questione dell’adozione di un parere comune negativo sull’autorizzazione di una controparte centrale all’AESFEM, come disposto dall’articolo 17, paragrafo 4, del medesimo regolamento, interrompendo i termini del procedimento di autorizzazione.

    3. La vigilanza sulle controparti centrali è esercitata dalla Banca d’Italia, avendo riguardo alla stabilità e al contenimento del rischio sistemico, e dalla Consob, avendo riguardo alla trasparenza e alla tutela degli investitori. A tale fine la Banca d’Italia e la Consob, nell’ambito delle rispettive competenze, possono nei confronti delle controparti centrali e dei partecipanti: a) chiedere la comunicazione anche periodica di dati e notizie e la trasmissione di atti e documenti, con le modalità e nei termini da esse stabiliti; b) procedere ad audizione personale; c) eseguire ispezioni; d) richiedere l’esibizione di documenti e il compimento degli atti ritenuti necessari. Nel caso previsto alla lettera b) del presente comma, la Banca d’Italia e la Consob redigono processo verbale dei dati, delle informazioni acquisite e delle dichiarazioni rese dagli interessati, i quali sono invitati a firmare il processo verbale e hanno diritto di averne copia. La Consob redige il processo verbale anche nel caso previsto dalla lettera c) del presente comma. Le modalità di esercizio dei poteri di vigilanza informativa sono disciplinate con regolamento adottato dalla Banca d’Italia, d’intesa con la Consob; con il medesimo regolamento possono essere stabiliti requisiti supplementari per lo svolgimento dei servizi di controparte centrale, in conformità al regolamento di cui al comma

    1. La Banca d’Italia e la Consob, nell’ambito delle rispettive competenze e nel perseguimento delle finalità previste nel presente comma, possono imporre alle controparti centrali di adottare le azioni e le misure necessarie per assicurare il rispetto del regolamento di cui al comma 1, dei relativi atti delegati, delle norme tecniche di regolamentazione e di attuazione, nonché del presente titolo.

    4. In caso di necessità e urgenza, la Banca d’Italia adotta, per le finalità attribuite ai sensi del comma 3, i provvedimenti necessari anche sostituendosi alle controparti centrali. Dei provvedimenti adottati la Banca d’Italia dà tempestiva comunicazione alla Consob, all’AESFEM, al collegio di autorità di cui al comma 2, alle rilevanti autorità del Sistema europeo delle Banche centrali e alle altre autorità interessate, ai sensi dell’articolo 24 del regolamento di cui al comma

    1. 5. La Banca d’Italia esercita le competenze specificamente indicate dagli articoli 41, paragrafo 2, 49, paragrafo 1, 49-bis, paragrafo 1, e 54, paragrafo 1, del regolamento di cui al comma 1 e adotta, d’intesa con la Consob, i provvedimenti richiesti ai sensi degli articoli 31, paragrafi 1, 5 e 7, 35, paragrafo 1, e 45-bis, paragrafi 1 e 2, del medesimo regolamento.

    6. Ai sensi dell’articolo 32, paragrafo 4, del regolamento di cui al comma 1, la Banca d’Italia e la Consob individuano e rendono pubblico l’elenco delle informazioni necessarie per effettuare la valutazione prevista dal medesimo articolo.

    6-bis. In conformità al regolamento di cui al comma 1 e alle relative disposizioni attuative, le controparti centrali mantengono su base continuativa un’adeguata autonomia organizzativa e decisionale rispetto ai servizi di compensazione centralizzata da esse prestati.

    7. Il Ministro dell’economia e delle finanze, sentite la Banca d’Italia e la Consob, determina con regolamento i requisiti di onorabilità, professionalità e indipendenza dei soggetti che svolgono funzioni di amministrazione, direzione e controllo nella controparte centrale, in conformità a quanto previsto dall’articolo

    13. Il difetto dei requisiti determina la decadenza dalla carica. Essa è dichiarata dal consiglio di amministrazione, dal consiglio di sorveglianza o dal consiglio di gestione entro trenta giorni dalla nomina o dalla conoscenza del difetto sopravvenuto. In caso di inerzia, la decadenza è pronunciata dalla Banca d’Italia o dalla Consob.

    8. Il regolamento previsto dal comma 7 stabilisce le cause che comportano la sospensione temporanea dalla carica e la sua durata. Si applica il comma 7, terzo e quarto periodo.

    9. In caso di violazione delle disposizioni previste dall’articolo 31 del regolamento di cui al comma 1 per il trasferimento di partecipazioni qualificate nelle controparti centrali, non possono essere esercitati i diritti di voto inerenti alle partecipazioni detenute.

    10. In caso di inosservanza del divieto di cui al comma precedente, la deliberazione o il diverso atto, adottati con il voto o, comunque, il contributo determinanti delle partecipazioni di cui al medesimo comma, sono impugnabili secondo le previsioni del codice civile. Le partecipazioni per le quali non può essere esercitato il diritto di voto sono computate ai fini della regolare costituzione della relativa assemblea.

    11. L’impugnazione può essere proposta anche dalla Banca d’Italia o dalla Consob entro centottanta giorni dalla data della deliberazione ovvero, se questa è soggetta a iscrizione nel registro delle imprese, entro centottanta giorni dall’iscrizione o, se è soggetta solo a deposito presso l’ufficio del registro delle imprese, entro centottanta giorni dalla data di questo.

    11-bis. La Banca d’Italia può adottare, d’intesa con la Consob, le disposizioni previste dall’articolo 4-undecies, comma

    4. (73)

    12. Ove non diversamente specificato dal presente decreto, le competenze previste dal regolamento di cui al comma 1 in materia di vigilanza delle controparti centrali sono esercitate dalla Banca d’Italia e dalla Consob, ciascuna nell’ambito delle rispettive attribuzioni.

    13. La Banca d’Italia e la Consob stabiliscono, mediante un protocollo di intesa, le modalità della cooperazione nello svolgimento delle rispettive competenze, con particolare riferimento alle posizioni rappresentate nell’ambito dei collegi, alla gestione delle situazioni di emergenza, all’adozione dei provvedimenti in materia di piani di risanamento e intervento precoce, e, più in generale, all’esercizio delle attribuzioni previste dal regolamento di cui al comma 1 e dal regolamento (UE) 2021/23, nonché le modalità del reciproco scambio di informazioni rilevanti, anche con riferimento alle irregolarità rilevate e ai provvedimenti assunti nell’esercizio delle rispettive funzioni, tenuto conto dell’esigenza di ridurre al minimo gli oneri gravanti sugli operatori e dell’economicità dell’azione delle autorità di vigilanza. Il protocollo d’intesa è reso pubblico dalla Banca d’Italia e dalla Consob con le modalità da esse stabilite.

  • ISA nel 730/2026: cosa sono e come cambiano la tua dichiarazione

    In sintesi

    • ISA sta per Indici Sintetici di Affidabilita fiscale: sono strumenti che misurano la ‘regolarita’ fiscale di imprenditori e professionisti.
    • Chi esercita un’attivita per cui gli ISA sono approvati deve barrare un’apposita casella nel quadro RH e nel quadro RM del Modello Redditi PF 2026.
    • I soggetti ISA versano gli acconti IRPEF in due rate uguali al 50% ciascuna, invece della regola ordinaria (40% prima rata, 60% seconda).
    • Gli ISA non modificano di per se il reddito dichiarato, ma influenzano il regime dei controlli e possono dare accesso a benefici premiali in base al punteggio ottenuto.
    • Chi aderisce al Concordato Preventivo Biennale (CPB) ha regole dedicate: il reddito concordato e riportato in colonne specifiche del quadro RH.
    • Gli ISA non riguardano i lavoratori dipendenti, i pensionati e i contribuenti in regime forfetario.

    Cosa sono gli ISA e a chi si applicano

    Se hai un’impresa o eserciti una professione, probabilmente hai gia sentito parlare degli ISA, gli Indici Sintetici di Affidabilita fiscale. In parole semplici, sono degli strumenti statistici approvati dall’Agenzia delle Entrate che ‘misurano’ quanto il comportamento fiscale di un contribuente sia coerente con quello di altri operatori del suo stesso settore. Piu il punteggio e alto, piu la tua posizione e considerata ‘affidabile’.

    Gli ISA si applicano a chi esercita attivita economiche (impresa o lavoro autonomo) per le quali l’Agenzia delle Entrate ha approvato un apposito indice. Non riguardano i lavoratori dipendenti, i pensionati, chi e in regime forfetario o chi ha iniziato l’attivita nel corso dell’anno.

    Nella dichiarazione dei redditi 2026, la presenza degli ISA cambia due cose pratiche: il modo in cui si barrano alcune caselle nei quadri RH e RM, e il calcolo degli acconti IRPEF. Le istruzioni AdE precisano che per i soggetti ISA i versamenti in acconto sono effettuati in due rate ciascuna nella misura del 50 per cento, come indicato nel rigo RN62.

    ISA e acconti IRPEF: confronto tra regime ordinario e soggetti ISA
    Regime ordinario Soggetti ISA
    Prima rata acconto IRPEF 40% dell'acconto totale 50% dell'acconto totale
    Seconda rata acconto IRPEF 60% dell'acconto totale 50% dell'acconto totale
    Rigo di riferimento regola generale IRPEF rigo RN62 del Modello Redditi PF 2026

    Esempio pratico

    • Caio e un commercialista con studio individuale, soggetto ISA. L’acconto IRPEF totale per il 2025 e di 4.000 euro. Con la regola ordinaria avrebbe versato 1.600 euro a giugno e 2.400 euro a novembre. Essendo soggetto ISA, versa invece due rate uguali da 2.000 euro ciascuna. Il totale non cambia, cambia solo la ripartizione.

    Documenti necessari

    • Documentazione contabile necessaria per il calcolo degli ISA (ricavi, compensi, costi, dati strutturali dell’attivita)
    • Comunicazione ISA trasmessa telematicamente all’Agenzia delle Entrate (tramite software dedicato o intermediario abilitato)
    • Eventuale documentazione relativa all’adesione al Concordato Preventivo Biennale (CPB), se applicabile
    • Modello Redditi PF 2026 (fascicolo 2, quadro RH o quadro RM a seconda della forma giuridica)

    Socio di studio associato soggetto ISA

    Scenario. Tizio e socio di un’associazione tra professionisti (avvocati) che esercita un’attivita per cui sono stati approvati gli ISA. Deve dichiarare la sua quota di reddito nel quadro RH del Modello Redditi PF 2026.

    Come si applica. Tizio deve barrare la casella ISA posta a lato della sezione III del quadro RH. Questo segnala all’Agenzia delle Entrate che l’attivita e soggetta agli ISA. Di conseguenza, i suoi acconti IRPEF saranno calcolati in due rate al 50% ciascuna anziche nella ripartizione 40/60 ordinaria.

    In pratica

    • Barrare la casella ISA nella sezione III del quadro RH.
    • Gli acconti si versano in due rate uguali al 50%.
    • Il punteggio ISA incide sui benefici premiali, non sul reddito dichiarato.

    Imprenditore individuale con Concordato Preventivo Biennale

    Scenario. Sempronio gestisce una piccola impresa commerciale e ha aderito al Concordato Preventivo Biennale (CPB). La societa partecipata da Sempronio ha concordato un reddito superiore a quello effettivo del periodo.

    Come si applica. Nel quadro RH, Sempronio deve indicare nella colonna 14 la quota di reddito concordato imputatagli dalla societa e nella colonna 16 la soglia minima di reddito prevista dal CPB (art. 15, comma 2, del D.Lgs. n. 13 del 2024). Il reddito effettivo va invece nella colonna 4. Se la casella 13A e barrata, significa che il reddito concordato e zero e la quota e gia inclusa nella colonna 14.

    In pratica

    • Chi ha aderito al CPB compila colonne specifiche (14 e 16) distinte dal reddito effettivo (colonna 4).
    • Il limite del reddito concordato non puo essere inferiore alla soglia minima indicata in colonna 16.
    • Il CPB non elimina gli ISA: il soggetto resta ISA e continua a versare acconti in due rate al 50%.

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Domande frequenti

    Gli ISA cambiano il reddito che devo dichiarare?

    No. Gli ISA sono strumenti di analisi statistica che valutano la coerenza del tuo comportamento fiscale. Non modificano il reddito da dichiarare, ma influenzano la probabilita di essere selezionati per i controlli e possono dare accesso a benefici premiali in base al punteggio.

    Come cambiano gli acconti IRPEF per chi e soggetto ISA?

    Le istruzioni AdE precisano che i versamenti in acconto sono effettuati in due rate ciascuna nella misura del 50 per cento, anziche nella ripartizione ordinaria 40/60. Il riferimento e il rigo RN62 del Modello Redditi PF 2026.

    Il regime forfetario e soggetto agli ISA?

    No. Chi applica il regime forfetario e escluso dagli ISA. Gli ISA si applicano ai soggetti che esercitano attivita economiche per le quali l’Agenzia delle Entrate ha approvato un apposito indice e che non fruiscono di regimi agevolati come il forfetario.

    Dove si barra la casella ISA nel Modello Redditi?

    Nel quadro RH (sezione III, lato della sezione) per chi dichiara redditi di partecipazione in societa di persone soggette agli ISA, e nel quadro RM per le imposte sostitutive dei soggetti ISA.

    Chi ha aderito al CPB deve ancora compilare gli ISA?

    Si. L’adesione al Concordato Preventivo Biennale non esime dalla compilazione degli ISA. Nel quadro RH vanno compilate le colonne dedicate al CPB (14, 15, 16) in aggiunta alle colonne ordinarie del reddito effettivo (colonna 4).

    Gli ISA valgono anche per i lavoratori dipendenti?

    No. Gli ISA riguardano esclusivamente chi esercita attivita d’impresa o di lavoro autonomo per le quali e stato approvato uno specifico indice. I lavoratori dipendenti, i pensionati e chi non ha redditi d’impresa o professionali non sono soggetti agli ISA.

  • Trasferta, rimborsi e reperibilità nel CCNL Orafi, Argentieri e Gioiellieri

    CCNL Orafi, Argentieri e Gioiellieri

    Trasferta, rimborsi e reperibilità nel CCNL Orafi, Argentieri e Gioiellieri

    Anche dove la prestazione si svolge di norma in sede fissa, possono presentarsi trasferte occasionali — corsi, fiere, sedi distaccate — con i relativi rimborsi spese, ed eventuali turni di reperibilità. Sono istituti dal trattamento fiscale specifico, che conviene conoscere anche quando ricorrono di rado.

    In sintesi

    Dal 1° gennaio 2027 il CCNL Orafi disciplina trasferta e reperibilità: rimborso delle spese o indennità forfettaria (50,33 € per la trasferta intera, 12,99 € per ogni pasto, 24,35 € per il pernottamento) e compensi di reperibilità differenziati per livello. Sul piano fiscale la trasferta segue l’art. 51 TUIR: esente entro 46,48 €/giorno in Italia e 77,47 €/giorno all’estero, oppure con rimborso analitico delle spese documentate.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Confindustria Federorafi · FIM-CISL · FIOM-CGIL · UILM-UIL
    Istituti trattati
    Trasferta e rimborsi spese · Reperibilità · Indennità varie
    Riferimenti
    Art. 51, commi 5 e 6, TUIR (regime fiscale) · D.Lgs. 66/2003 (riposi) · CCNL per importi e maggiorazioni
    Fonte
    Ipotesi di accordo del 10 febbraio 2026 (codice CNEL C021), nelle sintesi di Edotto e FISCOeTASSE.com

    Le voci in sintesi

    Le indennità legate alla mobilità e alla disponibilità hanno natura e trattamento fiscale diversi. La tabella riepiloga le principali, distinguendo la voce dal suo regime contributivo e fiscale.

    Indennità legate a trasferta e disponibilità — quadro generale
    Voce Quando spetta Regime fiscale (regola di legge)
    Indennità di trasferta (fuori Comune) Prestazione temporanea fuori dal territorio comunale della sede Esente fino a 46,48 €/giorno in Italia e 77,47 €/giorno all’estero (art. 51 c. 5 TUIR)
    Rimborso analitico (a piè di lista) Spese di vitto, alloggio e viaggio documentate Non imponibile se documentato; le soglie forfettarie si riducono se cumulato
    Indennità per trasferta nel Comune Spostamenti entro il territorio comunale della sede Imponibile per intero, salvo rimborsi di trasporto documentati
    Indennità di reperibilità Obbligo di restare disponibile a intervenire fuori orario Imponibile (retribuzione a tutti gli effetti)
    Indennità di turno Articolazione del lavoro su turni avvicendati Imponibile; misura fissata dal CCNL
    Indennità di trasfertismo Lavoratori abitualmente in trasferta (importo fisso e continuativo) Imponibile al 50% (art. 51 c. 6 TUIR)
    Gli importi di trasferta e reperibilità del CCNL sono quelli del rinnovo del 10 febbraio 2026, in vigore dal 1° gennaio 2027 (vedi la sezione seguente). Gli importi dell’indennità di turno e degli altri istituti aziendali dipendono dal testo contrattuale e dagli accordi aziendali. Le soglie di esenzione fiscale, invece, sono fissate dalla legge e valgono per tutti i settori.

    Cosa prevede il CCNL dal 1° gennaio 2027

    Il rinnovo del 10 febbraio 2026 (Federorafi con Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil) introduce per la prima volta nel contratto la disciplina della trasferta e della reperibilità, che fino a prima mancavano. La disciplina decorre dal 1° gennaio 2027.

    Trasferta: rimborso spese o indennità forfettaria

    Ai lavoratori comandati a prestare la propria opera fuori dalla sede, dallo stabilimento o dal laboratorio per il quale sono stati assunti spetta il rimborso delle spese o, in alternativa, anche in parte, un’indennità di trasferta, dovuti per tutto l’arco della trasferta, compresi i giorni festivi e quelli di sospensione del lavoro per cause indipendenti dalla volontà del lavoratore. Il rimborso copre:

    • Pasto meridiano: se la trasferta è a più di 20 km dalla sede o se, nella pausa non retribuita, il lavoratore non può rientrare e consumare il pasto con i normali mezzi;
    • Pasto serale: se il lavoratore non può rientrare a casa entro le ore 21;
    • Pernottamento: se non può rientrare a casa entro le ore 22.
    Indennità forfettaria di trasferta (in alternativa al rimborso)
    Tipologia Importo
    Trasferta intera € 50,33
    Quota per il pasto meridiano o serale € 12,99
    Quota per il pernottamento € 24,35

    Per il tempo di viaggio le ore coincidenti con l’orario normale si pagano con la retribuzione ordinaria; per quelle eccedenti spetta un compenso pari al 55% della retribuzione oraria, senza maggiorazioni.

    Reperibilità: compensi minimi

    Dal 1° gennaio 2027 la reperibilità (non applicabile al personale direttivo) serve a sopperire a esigenze non prevedibili e a garantire continuità e sicurezza degli impianti. Le ore di reperibilità non contano ai fini dell’orario di lavoro legale e contrattuale. In caso di chiamata il lavoratore deve raggiungere di norma il luogo dell’intervento entro 30 minuti. La reperibilità può essere oraria, giornaliera o settimanale e non può superare 2 settimane continuative su 4 né coinvolgere più di 6 giorni continuativi. Il compenso minimo per i turni è:

    Compensi minimi di reperibilità dal 1° gennaio 2027 (in euro)
    Livello Giorno lavorato (16 ore) Giorno libero (24 ore) Giorno festivo (24 ore) Settimana (6 giorni) Settimana con festivo Settimana con festivo e giorno libero
    2°, 3° 5,76 8,67 9,37 37,47 38,17 41,08
    4°, 5° 6,87 10,78 11,56 45,13 45,91 49,82
    Superiore al 5° 7,88 12,98 13,66 52,38 53,06 58,16

    Dal momento della chiamata, per il tempo necessario ad arrivare sul luogo dell’intervento e a rientrare, spetta il 55% della normale retribuzione oraria lorda senza maggiorazioni. Le ore di intervento (anche da remoto) rientrano nell’orario di lavoro e si pagano con le maggiorazioni per straordinario, notturno e festivo; per ogni chiamata seguita da intervento effettivo c’è inoltre un compenso di 5,00 €. È prevista una deroga non strutturale al riposo giornaliero di 11 ore, con un minimo di 8 ore consecutive di riposo.

    Fonti: sintesi di Edotto e di FISCOeTASSE.com sull’ipotesi di accordo del 10 febbraio 2026. Le due fonti coincidono sugli importi; sulla data degli importi forfettari di trasferta Edotto indica il 1° gennaio 2027 e FISCOeTASSE il 1° luglio 2027: va verificato sul testo dell’accordo.

    Trasferta occasionale e regime fiscale

    Anche dove il lavoro si svolge di norma in sede fissa, capita di essere inviati fuori per un corso, una fiera, una sede distaccata. Pur essendo episodi sporadici, vanno gestiti correttamente per non trasformare un rimborso in reddito imponibile.

    La soglia che conta

    Per la trasferta fuori dal Comune della sede valgono le soglie dell’art. 51 TUIR: indennità esente fino a 46,48 €/giorno in Italia e 77,47 €/giorno all’estero, oppure rimborso analitico delle spese documentate (vitto, alloggio, viaggio), non imponibile se giustificato. L’indennità forfettaria del CCNL (50,33 € per la trasferta intera) supera la soglia di 46,48 €/giorno per le trasferte in Italia: la parte eccedente è imponibile.

    Spostamenti nel Comune

    Gli spostamenti entro il territorio comunale non danno diritto all’indennità di trasferta in regime agevolato: l’eventuale somma riconosciuta è imponibile, salvi i rimborsi documentati del trasporto.

    I tre sistemi di rimborso: forfettario, analitico, misto

    La normativa fiscale (art. 51, comma 5, TUIR) prevede tre modalità di trattamento della trasferta fuori dal Comune, che il CCNL e la prassi aziendale possono combinare.

    1. Rimborso forfettario

    Al lavoratore è riconosciuta un’indennità giornaliera fissa. È esente da imposte e contributi fino a 46,48 € al giorno per le trasferte in Italia e 77,47 € al giorno per quelle all’estero; la parte eccedente concorre al reddito.

    2. Rimborso analitico (a piè di lista)

    Vengono rimborsate le spese effettivamente sostenute e documentate (vitto, alloggio, viaggio). Tali rimborsi, se giustificati, non sono imponibili. È possibile riconoscere in piè una piccola indennità non documentata, esente entro un limite ridotto.

    3. Rimborso misto

    Si combinano indennità forfettaria e rimborso analitico. In questo caso le soglie di esenzione forfettaria si riducono: di un terzo se è rimborsato analiticamente il vitto oppure l’alloggio, di due terzi se sono rimborsati entrambi.

    Trasfertisti: il regime dell’art. 51, comma 6 TUIR

    È trasfertista chi, per la natura della mansione, lavora abitualmente fuori dalla sede e percepisce un’indennità fissa e continuativa, non legata alla singola missione. Per questi lavoratori non vale la soglia piena di esenzione della trasferta occasionale: le indennità e maggiorazioni concorrono al reddito imponibile nella misura del 50%. La distinzione tra trasferta occasionale e trasfertismo va valutata sulla base delle concrete modalità di svolgimento del rapporto ed è fonte frequente di contenzioso.

    Casi pratici

    Tizio — fiera di settore di due giorni
    Tizio, normalmente in sede, è inviato due giorni a una fiera in un’altra città. È una trasferta fuori Comune: l’azienda gli rimborsa treno e albergo a piè di lista (non imponibili). L’eventuale indennità forfettaria aggiuntiva è esente solo entro i limiti ridotti del rimborso misto; le ricevute vanno conservate.
    Caia — corso di aggiornamento nello stesso Comune
    Caia partecipa a un corso nello stesso Comune della sede. Non scatta l’indennità di trasferta in regime agevolato: un’eventuale somma riconosciuta sarebbe imponibile, mentre resta rimborsabile in esenzione la sola spesa di trasporto documentata.

    Domande frequenti

    L’indennità di trasferta è sempre esente da tasse?
    No. È esente solo entro le soglie di legge (46,48 €/giorno in Italia, 77,47 €/giorno all’estero) e solo per le trasferte fuori dal Comune della sede. La parte eccedente, e l’indennità per spostamenti dentro il Comune, sono imponibili.
    Le voci di trasferta e reperibilità entrano nel calcolo del TFR?
    Le voci a carattere retributivo e continuativo rientrano nella base di calcolo del TFR e delle mensilità aggiuntive nei limiti previsti dal CCNL. Per le voci occasionali occorre verificare la clausola contrattuale specifica.
    Dove trovo gli importi esatti previsti dal mio contratto?
    Dal 1° gennaio 2027 il CCNL prevede 50,33 € per la trasferta intera forfettaria, 12,99 € per ogni pasto, 24,35 € per il pernottamento e compensi di reperibilità da 5,76 € a 13,66 € al giorno secondo il livello (tabelle in questa pagina). Gli importi di turno e degli altri istituti dipendono dal testo contrattuale e dagli accordi aziendali. Le soglie di esenzione fiscale sono di legge e valgono per tutti i settori.
    Anche per una trasferta occasionale devo conservare le ricevute?
    Sì: il rimborso analitico è esente solo se documentato. Conservare ricevute di viaggio, vitto e alloggio è ciò che consente di non far concorrere quelle somme al reddito imponibile.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi 2025-2028, preavviso, modulo telematico, giusta causa, preavviso e licenziamento, ferie, permessi e ROL, maternità, paternità e congedi parentali e tredicesima, premi e mensilità aggiuntive.

    Contenuto divulgativo aggiornato alle regole generali di legge. Gli importi di trasferta e reperibilità del CCNL sono quelli riportati in questa scheda (rinnovo 2026, dal 2027); condizioni di dettaglio e accordi aziendali possono prevedere trattamenti di miglior favore.

  • Art. 79 septies TUF – Articolo 79-septies

    Art. 79 septies TUF – Articolo 79-septies

    Art. 79 septies D.Lgs. 58/1998 (TUF) – Articolo 79-septies

    (Garanzie acquisite nell’esercizio dell’attività di controparte centrale e prevalenza delle disposizioni in materia di segregazione e portabilità delle posizioni e delle garanzie della clientela).

    1. I margini e le altre prestazioni acquisite da una controparte centrale a titolo di garanzia dell’adempimento degli obblighi derivanti dall’attività di compensazione svolta in favore dei propri partecipanti non possono essere soggetti ad azioni esecutive o cautelari da parte dei creditori del singolo partecipante o della controparte centrale, anche in caso di apertura di procedure concorsuali. Le garanzie acquisite possono essere utilizzate esclusivamente secondo quanto previsto dal regolamento (UE) n. 648/2012. L’apertura di una procedura di insolvenza nei confronti di un partecipante non pregiudica l’adozione e l’efficacia delle misure previste dall’articolo 48 del predetto regolamento da parte della controparte centrale, in conformità al medesimo articolo, finalizzate alla gestione delle posizioni del partecipante insolvente e funzionali alla portabilità delle medesime e delle relative garanzie o alla restituzione di queste ultime ai clienti, secondo quanto previsto dal predetto regolamento. Tali misure non possono essere dichiarate inefficaci in virtù dell’applicazione di altre norme dell’ordinamento.

    2. In caso di apertura di una procedura di insolvenza nei confronti di un partecipante italiano ad una controparte centrale autorizzata ai sensi del regolamento di cui al comma 1 ma stabilita in un altro Stato membro, l’opponibilità alla procedura delle misure adottate dalla controparte centrale ai sensi dell’articolo 48 del regolamento di cui al comma 1 è disciplinata dalla legge regolatrice del sistema, secondo quanto previsto dall’ articolo 7 del decreto legislativo 12 aprile 2001, n. 210.

    3. In caso di apertura di una procedura di insolvenza nei confronti di un partecipante italiano ad una controparte centrale stabilita in un Paese terzo ma riconosciuta ai sensi del regolamento (UE) n. 648/2012, si applicano le tutele previste al comma

    1.

  • Art. 79 quinquiesdecies TUF – Regolamento dei servizi

    Art. 79 quinquiesdecies TUF – Regolamento dei servizi

    Art. 79 quinquiesdecies D.Lgs. 58/1998 (TUF) – Regolamento dei servizi

    1. I depositari centrali disciplinano con regolamento i servizi da essi prestati, le relative modalità di svolgimento e i criteri di ammissione dei partecipanti.

    1-bis. I depositari centrali inviano alla Consob e alla Banca d’Italia i progetti di modifica del regolamento dei servizi di cui al comma 1, corredati dalla documentazione completa individuata con regolamento adottato dalla Consob, d’intesa con la Banca d’Italia, almeno trenta giorni lavorativi prima della data prevista per l’approvazione da parte dell’organo competente.

    1-ter. La Consob verifica che i progetti di modifica del regolamento dei servizi siano conformi alle disposizioni del presente decreto e alle disposizioni europee direttamente applicabili in materia e siano idonei ad assicurare l’ordinata prestazione dei servizi del depositario centrale. La Consob può, entro venti giorni lavorativi dalla comunicazione di cui al comma 1-bis, richiedere al depositario centrale di apportare le modifiche idonee a eliminare le eventuali criticità riscontrate.

    1-quater. Le previsioni dei commi 1-bis e 1-ter si applicano anche ai progetti di modifica delle disposizioni tecniche di attuazione, qualora siano connessi a una modifica del regolamento dei servizi, nonché nei casi da quest’ultimo espressamente indicati.

    2. La Consob può richiedere di apportare modificazioni al regolamento dei servizi di cui al comma 1 idonee a eliminare le disfunzioni riscontrate nei servizi prestati.

    2-bis. I depositari centrali assicurano su base continuativa l’adeguatezza dei sistemi di governo societario rispetto alla gestione dei rischi, in conformità al regolamento (UE) 909/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 luglio 2014, e alle relative disposizioni attuative. In particolare, i depositari centrali mantengono su base continuativa l’autonomia organizzativa e decisionale rispetto ai servizi di base di cui alla sezione A dell’allegato al citato regolamento e ai servizi accessori di cui ai punti 1), lettera c), e 2), lettera b), della sezione B del medesimo allegato.

  • Art. 1218-bis Codice della Navigazione

    Art. 1218-bis Codice della Navigazione

    R.D. 30 marzo 1942, n. 327 – Codice della navigazione

    Il comandante che non fa eseguire, salvo casi eccezionali giustificati, le esercitazioni prescritte in ordine alla sicurezza della navigazione, è punito con l'arresto fino a 3 mesi ovvero con l'ammenda fino a lire 16.000. In caso di recidiva la condanna importa la sospensione del titoli ovvero dalla professione da uno a sei mesi . 11 ———— AGGIORNAMENTO La L. 5 giugno 1962, n. 616, ha disposto (con l'art. 36, comma 1) che "Le disposizioni della presente legge che richiedono, per la loro applicazione, l'emanazione di particolari norme regolamentari, non entrano in vigore fino a quando dette norme non sono emanate."

  • Art. 79 quinquies TUF – Individuazione delle autorità nazionali competenti sulle contropart…

    Art. 79 quinquies TUF – Individuazione delle autorità nazionali competenti sulle contropart…

    Art. 79 quinquies D.Lgs. 58/1998 (TUF) – Individuazione delle autorità nazionali competenti sulle controparti centrali

    1. La Banca d’Italia e la Consob sono le autorità competenti per l’autorizzazione e la vigilanza delle controparti centrali, ai sensi dell’ articolo 22, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 648/2012, secondo quanto disposto dai commi seguenti, dall’articolo 79-sexies e dall’articolo 79-novies.1.

    2. La Consob è l’autorità competente, ai sensi dell’articolo 22, paragrafo 1, del regolamento di cui al comma 1, per il coordinamento della cooperazione e dello scambio di informazioni con la Commissione europea, l’AESFEM, le autorità competenti degli altri Stati membri, l’ABE e i membri interessati del Sistema europeo delle Banche centrali, conformemente agli articoli 23, 24, 83 e 84 del regolamento di cui al comma

    1. 3. La Banca d’Italia istituisce il collegio di autorità, previsto dall’ articolo 18 del regolamento (UE) n. 648/2012, e lo gestisce e copresiede insieme a uno dei membri indipendenti del comitato di vigilanza della CCP di cui all’articolo 24-bis, paragrafo 2, lettera b), del medesimo regolamento.

    4. La Banca d’Italia è l’autorità competente ai sensi dell’articolo 25, paragrafo 3, lettera a), del regolamento di cui al comma 1, nell’ambito della procedura per il riconoscimento delle controparti centrali dei Paesi terzi. Il parere è reso all’AESFEM dalla Banca d’Italia….

  • Art. 79 quaterdecies TUF – Finalità e poteri di vigilanza

    Art. 79 quaterdecies TUF – Finalità e poteri di vigilanza

    Art. 79 quaterdecies D.Lgs. 58/1998 (TUF) – Finalità e poteri di vigilanza

    1. La vigilanza sui depositari centrali è esercitata dalla Consob, avendo riguardo alla trasparenza, all’ordinata prestazione dei servizi svolti dai depositari centrali, all’integrità dei mercati e alla tutela degli investitori, e dalla Banca d’Italia, avendo riguardo alla stabilità e al contenimento del rischio sistemico.

    2. Ove non diversamente specificato nel presente decreto, le competenze previste dal regolamento (UE) n. 909/2014 in materia di vigilanza sono esercitate dalla Consob e dalla Banca d’Italia, ciascuna nell’ambito delle rispettive attribuzioni.

    3. La Consob e la Banca d’Italia, nell’ambito delle rispettive competenze e nel perseguimento delle finalità previste nel comma 1, possono, nei confronti dei depositari centrali, degli intermediari e degli altri soggetti tenuti all’applicazione del regolamento di cui al comma 2: a) chiedere la comunicazione anche periodica di dati e notizie e la trasmissione di atti e documenti, con le modalità e nei termini da esse stabiliti; b) procedere ad audizione personale; c) eseguire ispezioni; d) richiedere l’esibizione di documenti e il compimento degli atti ritenuti necessari.

    4. Nel caso previsto dal comma 3, lettera b), la Banca d’Italia e la Consob redigono processo verbale dei dati e delle informazioni acquisite e delle dichiarazioni rese dagli interessati, i quali sono invitati a firmare il processo verbale e hanno diritto di averne copia. La Consob redige il processo verbale anche nel caso previsto dalla lettera c) del comma

    3. 5. La Consob e la Banca d’Italia, nell’ambito delle rispettive competenze e nel perseguimento delle finalità previste nel comma 1, possono imporre ai depositari centrali di adottare le azioni e le misure necessarie per assicurare il rispetto del regolamento di cui al comma 2, dei relativi atti delegati, delle norme tecniche di regolamentazione e di attuazione, nonché del presente titolo.

    6. La Consob può esercitare gli ulteriori poteri previsti dall’articolo 187-octies, comma 4, lettere a), c), d) ed e-bis), e comma

    6. 7. In caso di necessità e urgenza, la Banca d’Italia adotta, per le finalità indicate al comma 1, i provvedimenti necessari, anche sostituendosi ai depositari centrali.

    8. La Consob e la Banca d’Italia possono dettare disposizioni inerenti alle modalità di esercizio dei poteri di vigilanza.

    8-bis. Si applica l’articolo 79-sexies, commi 7 e 8.

    9. Al fine di coordinare l’esercizio delle attribuzioni previste dal regolamento di cui al comma 2 e dal presente titolo, la Consob e la Banca d’Italia stabiliscono, mediante un protocollo di intesa, le modalità della cooperazione e del reciproco scambio delle informazioni rilevanti, tenuto conto dell’esigenza di ridurre al minimo gli oneri gravanti sui soggetti vigilati e di assicurare l’economicità dell’azione delle autorità di vigilanza. Il protocollo d’intesa è reso pubblico dalla Consob e dalla Banca d’Italia con le modalità da esse stabilite.

  • Mance nel turismo: imposta sostitutiva 5% nel 730/2026

    In sintesi

    • Imposta sostitutiva del 5%: le mance ricevute dal personale del settore turistico-alberghiero e della ristorazione sono tassate al 5%, non con le aliquote IRPEF ordinarie.
    • Requisito di reddito: l’agevolazione spetta solo ai lavoratori che nell’anno 2024 hanno percepito redditi da lavoro dipendente non superiori a 75.000 euro.
    • Limite del 30%: la tassazione agevolata si applica solo sulle mance fino al 30 per cento del totale dei redditi da lavoro dipendente nel settore turistico-alberghiero e della ristorazione.
    • Rigo C16 del quadro C: è qui che si indicano le mance nel 730; la compilazione è obbligatoria.
    • Possibilità di scelta: il lavoratore può optare per la tassazione ordinaria se risulta più conveniente, barrando l’apposita casella.

    Come funziona la tassazione agevolata sulle mance

    Se lavori come cameriere, barista, receptionist o in qualsiasi altra mansione in un hotel, ristorante o bar, le mance che ricevi dai clienti – incluse quelle pagate con carta di credito o app – godono di un’agevolazione fiscale importante: vengono tassate con un’imposta sostitutiva del 5% invece delle normali aliquote IRPEF.

    Questa agevolazione si chiama ‘tassazione sostitutiva delle mance’ ed è riservata ai lavoratori dipendenti delle strutture ricettive e degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande (come definiti dall’art. 5 della legge n. 287/1991) del settore privato. Per averne diritto nell’anno d’imposta 2025, devi aver guadagnato nel 2024 un reddito da lavoro dipendente non superiore a 75.000 euro (contando tutti i redditi da lavoro dipendente, non solo quelli nel settore).

    Di solito è il tuo datore di lavoro ad applicare automaticamente l’imposta sostitutiva del 5%. Nel 730/2026 devi compilare il rigo C16 del quadro C per comunicare i dati: è obbligatorio, perché quell’informazione serve anche per calcolare correttamente il trattamento integrativo.

    Mance nel turismo: aliquote, limiti e requisiti
    Voce Valore
    Aliquota imposta sostitutiva 5 per cento
    Limite reddito lavoro dipendente 2024 Non superiore a 75.000 euro
    Limite importo agevolabile 30 per cento dei redditi da lavoro dipendente nel settore (comprensivi di mance)
    Mance eccedenti il 30% Assoggettate a tassazione ordinaria IRPEF
    Dove si indica nel 730 Quadro C, rigo C16
    Rilevanza per altri benefici Le mance assoggettate a sostitutiva rilevano per deduzioni, detrazioni e ogni beneficio che dipende dal reddito

    Esempio pratico

    • Esempio: Tizio lavora in un hotel e nel 2025 ha ricevuto 3.000 euro di mance. Il suo reddito da lavoro dipendente nel settore (incluse le mance) è di 20.000 euro. Il 30 per cento di 20.000 euro è 6.000 euro. Poiché le mance di Tizio (3.000 euro) sono inferiori a 6.000 euro, tutte le mance sono agevolabili. L’imposta sostitutiva del 5% su 3.000 euro è pari a 150 euro. Se Tizio avesse percepito 8.000 euro di mance, solo 6.000 euro sarebbero stati agevolati al 5%; i restanti 2.000 euro sarebbero stati tassati con le aliquote IRPEF ordinarie.

    Documenti necessari

    • Certificazione Unica 2026 (punto 651: reddito settore turistico; punto 652: mance assoggettate a imposta sostitutiva; punto 653: imposta sostitutiva trattenuta; punto 655: mance a tassazione ordinaria)
    • Eventuali ricevute o rendiconti delle mance percepite tramite sistemi di pagamento elettronico
    • Buste paga del 2025 (per verificare l’importo delle mance riportato dal datore di lavoro)

    Tizio: mance applicate a sostitutiva dal datore di lavoro

    Scenario. Tizio è un cameriere in un ristorante privato. Nel 2025 ha ricevuto 2.500 euro di mance, già assoggettate all’imposta sostitutiva del 5% dal datore di lavoro, che le ha riportate nel punto 652 della Certificazione Unica 2026.

    Come si applica. Tizio compila il rigo C16 del quadro C riportando: nella colonna 1 il reddito del settore turistico (punto 651 della CU), nella colonna 3 le mance a sostitutiva (punto 652) e nella colonna 4 le ritenute (punto 653). Barra la colonna 6 per confermare la tassazione sostitutiva operata dal datore. Non deve versare nient’altro.

    In pratica

    • Riportare i dati dalla Certificazione Unica 2026 nel rigo C16.
    • Barrare la colonna 6 (tassazione sostitutiva) per confermare la scelta del datore.
    • La compilazione del rigo C16 è obbligatoria anche solo per confermare.

    Caio: mance tassate in modo ordinario, vuole passare alla sostitutiva

    Scenario. Caio lavora in un bar. Il suo datore di lavoro ha assoggettato le mance a tassazione ordinaria (punto 655 della CU compilato). Caio nell’anno 2024 aveva un reddito di 22.000 euro e vuole ora optare per l’imposta sostitutiva del 5%.

    Come si applica. Caio può modificare la tassazione nella dichiarazione. Compila il rigo C16: nella colonna 2 riporta le mance a tassazione ordinaria (punto 655 della CU), barra la colonna 6 (tassazione sostitutiva) per esercitare l’opzione. Chi presta l’assistenza fiscale escluderà le mance dal reddito complessivo e calcolerà l’imposta sostitutiva del 5%.

    In pratica

    • Il cambio di regime si effettua compilando il rigo C16 e barrando la colonna 6.
    • Condizione necessaria: aver percepito nel 2024 redditi da lavoro dipendente non superiori a 75.000 euro.
    • Verificare che le mance non superino il 30% del reddito del settore per il totale agevolabile.

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Domande frequenti

    Le mance pagate con il bancomat o l'app sono agevolate allo stesso modo?

    Sì. Le mance ricevute tramite mezzi di pagamento elettronici e poi riversate al lavoratore sono trattate esattamente come quelle in contanti. L’agevolazione non dipende dalla modalità di pagamento.

    Cosa succede se nell'anno 2024 avevo un reddito da lavoro dipendente superiore a 75.000 euro?

    L’agevolazione non spetta. Tutte le mance concorrono alla formazione del reddito complessivo e vengono tassate con le normali aliquote IRPEF.

    Devo sempre compilare il rigo C16 anche se non cambio nulla rispetto a quanto fatto dal datore?

    Sì, la compilazione è obbligatoria. Serve per calcolare correttamente il trattamento integrativo e ogni altro beneficio che dipende dal livello del reddito.

    Le mance agevolate al 5% contano per calcolare l'ISEE o le detrazioni?

    Sì. Le mance assoggettate all’imposta sostitutiva rilevano per tutte le ipotesi in cui la legge fa riferimento al possesso di requisiti reddituali, compresi ISEE, detrazioni e trattamento integrativo.

    Posso rinunciare all'imposta sostitutiva e pagare l'IRPEF ordinaria?

    Sì, è possibile: il lavoratore può rinunciare in forma scritta all’agevolazione oppure può modificare la tassazione in sede di dichiarazione barrando la colonna 5 del rigo C16.

  • Art. 79-quater TUF – Definizioni (abrogato)

    Art. 79-quater TUF – Definizioni (abrogato)

    Art. 79-quater TUF – Definizioni

    D.Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 – Testo unico della finanza

    Articolo abrogato. Non è più in vigore: l’abrogazione è stata disposta dal D.Lgs. 12 agosto 2016, n. 176. Il testo previgente è riportato qui sotto a fini di consultazione storica.

    Testo previgente

    [1.

    Ai fini del presente titolo per “intermediari” si intendono i soggetti, individuati dal regolamento indicato nell’articolo 81, comma 1, abilitati alla tenuta dei conti sui quali sono registrati gli strumenti finanziari e i relativi trasferimenti]

  • Art. 1222 Codice della Navigazione – Mancata direzione personale della nave

    Art. 1222 Codice della Navigazione – Mancata direzione personale della nave

    R.D. 30 marzo 1942, n. 327 – Codice della navigazione

    Il comandante della nave, che non dirige personalmente la manovra nei casi in cui ne ha l'obbligo, è punito con l'arresto fino a un anno ovvero con l'ammenda fino a cinquemila.

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.