Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 141-bis D.Lgs. 42/2004 – (Integrazione del contenuto delle dichiarazioni di notevole interesse pubblico)

    Art. 141-bis D.Lgs. 42/2004 – (Integrazione del contenuto delle dichiarazioni di notevole interesse pubblico)

    D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 – Codice dei beni culturali e del paesaggio

    1. Il Ministero e le regioni provvedono ad integrare le dichiarazioni di notevole interesse pubblico rispettivamente adottate con la specifica disciplina di cui all'articolo 140, comma 2.

    2. Qualora le regioni non provvedano alle integrazioni di loro competenza entro il 31 dicembre 2009, il Ministero provvede in via sostitutiva. La procedura di sostituzione è avviata dalla soprintendenza ed il provvedimento finale è adottato dal Ministero, sentito il competente Comitato tecnico-scientifico.

    3. I provvedimenti integrativi adottati ai sensi dei commi 1 e 2 producono gli effetti previsti dal secondo periodo del comma 2 dell'articolo 140 e sono sottoposti al regime di pubblicità stabilito dai commi 3 e 4 del medesimo articolo.

  • Art. 129 L. Fall. – Giudizio di omologazione

    Art. 129 L. Fall. – Giudizio di omologazione

    Art. 129 L. Fall. – Giudizio di omologazione

    Testo vigente (aggiornato da Normattiva)

    Decorso il termine stabilito per le votazioni, il curatore presenta al giudice delegato una relazione sul loro esito.

    Se la proposta è stata approvata, il giudice delegato dispone che il curatore ne dia immediata comunicazione a mezzo posta elettronica certificata al proponente, affinchè richieda l’omologazione del concordato e ai creditori dissenzienti.

    Al fallito, se non è possibile procedere alla comunicazione con modalità telematica, la notizia dell’approvazione è comunicata mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento.

    Con decreto da pubblicarsi a norma dell’articolo 17, fissa un termine non inferiore a quindici giorni e non superiore a trenta giorni per la proposizione di eventuali opposizioni, anche da parte di qualsiasi altro interessato, e per il deposito da parte del comitato dei creditori di una relazione motivata col suo parere definitivo.

    Se il comitato dei creditori non provvede nel termine, la relazione è redatta e depositata dal curatore nei sette giorni successivi.

    L’opposizione e la richiesta di omologazione si propongono con ricorso a norma dell’articolo 26.

    Se nel termine fissato non vengono proposte opposizioni, il tribunale, verificata la regolarità della procedura e l’esito della votazione, omologa il concordato con decreto motivato non soggetto a gravame.

    Se sono state proposte opposizioni, il Tribunale assume i mezzi istruttori richiesti dalle parti o disposti di ufficio, anche delegando uno dei componenti del collegio.

    Nell’ipotesi di cui al secondo periodo del primo comma dell’articolo 128, se un creditore appartenente ad una classe dissenziente contesta la convenienza della proposta, il tribunale può omologare il concordato qualora ritenga che il credito possa risultare soddisfatto dal concordato in misura non inferiore rispetto alle alternative concretamente praticabili.

    Il tribunale provvede con decreto motivato pubblicato a norma dell’articolo 17.

    Norma superata, non abrogata. Su Normattiva questo articolo non risulta abrogato. Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14) è in vigore dal 15 luglio 2022 (art. 389) e disciplina le procedure aperte da quella data; l’art. 390 stabilisce però che i ricorsi e le domande depositati prima restano definiti secondo la legge fallimentare. Per una situazione attuale il riferimento è il Codice della crisi.

  • Art. 199 Cod. Amb.: Piani regionali

    Art. 199 Cod. Amb.: Piani regionali

    Testo vigente verificato su Normattiva. Scheda in arricchimento editoriale.

    (Piani regionali) 1.

    Le regioni, sentite le province, i comuni e, per quanto riguarda i rifiuti urbani, le Autorità d'ambito di cui all'articolo 201, nel rispetto dei principi e delle finalità di cui agli articoli 177, 178, 179, 180, 181, 182 e 182-bis ed in conformità ai criteri generali stabiliti dall'articolo 195, comma 1, lettera m), ed a quelli previsti dal presente articolo, predispongono e adottano piani regionali di gestione dei rifiuti.

    L'approvazione dei piani regionali avviene tramite atto amministrativo e si applica la procedura di cui alla Parte II del presente decreto in materia di VAS.

    Presso gli uffici competenti sono inoltre rese disponibili informazioni relative alla partecipazione del pubblico al procedimento e alle motivazioni sulle quali si è fondata la decisione, anche in relazione alle osservazioni scritte presentate.

    I piani di gestione dei rifiuti di cui al comma 1 comprendono l'analisi della gestione dei rifiuti esistente nell'ambito geografico interessato, le misure da adottare per migliorare l'efficacia ambientale delle diverse operazioni di gestione dei rifiuti, nonché una valutazione del modo in cui i piani contribuiscono all'attuazione degli obiettivi e delle disposizioni della parte quarta del presente decreto.

    I piani regionali di gestione dei rifiuti prevedono inoltre: a) l'indicazione del tipo, quantità e fonte dei rifiuti prodotti all'interno del territorio, suddivisi per ambito territoriale ottimale per quanto riguarda i rifiuti urbani, rifiuti che saranno prevedibilmente spediti da o verso il territorio nazionale e valutazione dell'evoluzione futura dei flussi di rifiuti, nonché la fissazione degli obiettivi di raccolta differenziata da raggiungere a livello regionale, fermo restando quanto disposto dall'articolo 205; b) la ricognizione degli impianti di trattamento, smaltimento e recupero esistenti, inclusi eventuali sistemi speciali per oli usati, rifiuti pericolosi, rifiuti contenenti quantità importanti di materie prime critiche o flussi di rifiuti disciplinati da una normativa unionale specifica; c) una valutazione della necessità di nuovi sistemi di raccolta, della chiusura degli impianti esistenti per i rifiuti, di ulteriori infrastrutture per gli impianti per i rifiuti in conformità del principio di autosufficienza e prossimità di cui agli articoli 181, 182 e 182-bis e se necessario degli investimenti correlati; d) informazioni sui criteri di riferimento per l'individuazione dei siti e la capacità dei futuri impianti di smaltimento o dei grandi impianti di recupero, se necessario; e) l'indicazione delle politiche generali di gestione dei rifiuti, incluse tecnologie e metodi di gestione pianificata dei rifiuti, o altre politiche per i rifiuti che pongono problemi particolari di gestione; f) la delimitazione di ogni singolo ambito territoriale ottimale sul territorio regionale, nel rispetto delle linee guida di cui all'articolo 195, comma 1, lettera m); g) il complesso delle attività e dei fabbisogni degli impianti necessari a garantire la gestione dei rifiuti urbani secondo criteri di trasparenza, efficacia, efficienza, economicità e autosufficienza della gestione dei rifiuti urbani non pericolosi all'interno di ciascuno degli ambiti territoriali ottimali di cui all'articolo 200, nonché ad assicurare lo smaltimento e il recupero dei rifiuti speciali in luoghi prossimi a quelli di produzione al fine di favorire la riduzione della movimentazione di rifiuti; h) prevedono, per gli ambiti territoriali ottimali più meritevoli, un sistema di premialità tenuto conto delle risorse disponibili a legislazione vigente; i) la stima dei costi delle operazioni di recupero e di smaltimento dei rifiuti urbani; l) i criteri per l'individuazione delle aree non idonee alla localizzazione degli impianti di recupero e smaltimento dei rifiuti, nonché per l'individuazione dei luoghi o impianti adatti allo smaltimento dei rifiuti; m) le iniziative volte a favorire, il riutilizzo, il riciclaggio ed il recupero dai rifiuti di materiale ed energia, ivi incluso il recupero e lo smaltimento dei rifiuti che ne derivino; n) le misure atte a promuovere la regionalizzazione della raccolta, della cernita e dello smaltimento dei rifiuti urbani: o) la determinazione, nel rispetto delle norme tecniche di cui all'articolo 195, comma 2, lettera a), di disposizioni speciali per specifiche tipologie di rifiuto; p) le prescrizioni in materia di prevenzione e gestione degli imballaggi e rifiuti di imballaggio di cui all'articolo 225, comma 6; q) il programma per la riduzione dei rifiuti biodegradabili da collocare in discarica di cui all' articolo 5 del decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36 ; r) un programma di prevenzione della produzione dei rifiuti, elaborato sulla base del programma nazionale di prevenzione dei rifiuti di cui all'art. 180, che descriva le misure di prevenzione esistenti e fissi ulteriori misure adeguate anche per la riduzione dei rifiuti alimentari nella produzione primaria, nella trasformazione e nella fabbricazione e nel consumo.

    Il programma fissa anche gli obiettivi di prevenzione.

    Le misure e gli obiettivi sono finalizzati a dissociare la crescita economica dagli impatti ambientali connessi alla produzione dei rifiuti.

    Il programma deve contenere specifici parametri qualitativi e quantitativi per le misure di prevenzione al fine di monitorare e valutare i progressi realizzati, anche mediante la fissazione di indicatori; r-bis) informazioni sulle misure volte a conseguire gli obiettivi di cui all' articolo 5, paragrafo 3 bis), della direttiva 1999/31/CE o in altri documenti strategici che coprano l'intero territorio dello Stato membro interessato; r-ter) misure per contrastare e prevenire tutte le forme di dispersione di rifiuti e per rimuovere tutti i tipi di rifiuti dispersi. r-quater) l'analisi dei flussi derivanti da materiali da costruzione e demolizione nonché, per i rifiuti contenenti amianto, idonee modalità di gestione e smaltimento nell'ambito regionale, allo scopo di evitare rischi sanitari e ambientali connessi all'abbandono incontrollato di tali rifiuti.

    Il piano di gestione dei rifiuti può contenere, tenuto conto del livello e della copertura geografica dell'area oggetto di pianificazione, i seguenti elementi: a) aspetti organizzativi connessi alla gestione dei rifiuti; b) valutazione dell'utilità e dell'idoneità del ricorso a strumenti economici e di altro tipo per la soluzione di problematiche riguardanti i rifiuti, tenuto conto della necessità di continuare ad assicurare il buon funzionamento del mercato interno; c) campagne di sensibilizzazione e diffusione di informazioni destinate al pubblico in generale o a specifiche categorie di consumatori.

    Il piano regionale di gestione dei rifiuti è coordinato con gli altri strumenti di pianificazione di competenza regionale previsti dalla normativa vigente.

    Costituiscono parte integrante del piano regionale i piani per la bonifica delle aree inquinate che devono prevedere: a) l'ordine di priorità degli interventi, basato su un criterio di valutazione del rischio elaborato dall'Istituto Superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA); b) l'individuazione dei siti da bonificare e delle caratteristiche generali degli inquinamenti presenti; c) le modalità degli interventi di bonifica e risanamento ambientale, che privilegino prioritariamente l'impiego di materiali provenienti da attività di recupero di rifiuti urbani; d) la stima degli oneri finanziari; e) le modalità di smaltimento dei materiali da asportare. 6-bis.

    Costituisce altresì parte integrante del piano di gestione dei rifiuti il piano di gestione delle macerie e dei materiali derivanti dal crollo e dalla demolizione di edifici ed infrastrutture a seguito di un evento sismico.

    Il piano è redatto in conformità alle linee guida adottate entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri su proposta del Ministro della transizione ecologica, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.

    L'approvazione del piano regionale o il suo adeguamento è requisito necessario per accedere ai finanziamenti nazionali.

    La regione approva o adegua il piano entro 18 mesi dalla pubblicazione del Programma Nazionale di cui all'articolo 198-bis, a meno che non siano già conformi nei contenuti o in grado di garantire comunque il raggiungimento degli obiettivi previsti dalla normativa europea.

    In tale caso i piani sono adeguati in occasione della prima approvazione o

    Fonte: Normattiva.it.

  • Lavori straordinari in condominio: maggioranze e fondo speciale

    Rifacimento del tetto, della facciata, dell’ascensore, dell’impianto di riscaldamento: i lavori straordinari sono spesso costosi e fonte di contrasti. Per essere validi devono rispettare precise maggioranze e, nei casi rilevanti, prevedere un fondo speciale. Vediamo le regole, anche in rapporto ai bonus edilizi.

    Manutenzione straordinaria e innovazioni

    Occorre distinguere. Gli interventi di manutenzione straordinaria (riparare o sostituire ciò che esiste: tetto, facciata, impianti) si deliberano con le maggioranze ordinarie dell’assemblea, più elevate se l’opera è di notevole entità. Le innovazioni (art. 1120), che modificano o aggiungono qualcosa di nuovo, richiedono invece maggioranze più alte: di regola la maggioranza degli intervenuti con almeno i due terzi del valore.

    Il fondo speciale obbligatorio

    Per le opere di manutenzione straordinaria e le innovazioni, l’assemblea deve costituire un fondo speciale di importo pari a quello dei lavori. Se i lavori sono affidati con un contratto che prevede pagamenti graduali in base allo stato di avanzamento, il fondo può essere costituito in relazione ai singoli pagamenti. È una garanzia per l’impresa e una tutela contro l’avvio di cantieri senza copertura economica.

    La ripartizione delle spese

    Le spese dei lavori straordinari seguono i normali criteri di riparto: in proporzione ai millesimi di proprietà, salvo i criteri speciali per scale e ascensori (metà millesimi, metà altezza), lastrici e parti che servono solo alcuni condòmini. Le delibere di spesa devono indicare con chiarezza l’importo e il riparto, per non risultare impugnabili.

    Innovazioni agevolate

    Per favorire alcuni interventi, la legge prevede maggioranze ridotte: per le innovazioni dirette all’eliminazione delle barriere architettoniche, al risparmio energetico, alla sicurezza e a finalità analoghe, è sufficiente la maggioranza degli intervenuti con almeno 500 millesimi. È un modo per non far naufragare interventi utili sull’opposizione di pochi.

    Lavori e bonus edilizi

    Quando i lavori beneficiano di detrazioni fiscali (bonus ristrutturazioni, ecobonus, sismabonus), restano ferme le regole condominiali su maggioranze e fondo. La delibera deve dare conto delle modalità di fruizione del beneficio (detrazione diretta o, ove ancora possibile, opzioni alternative) e della ripartizione delle quote tra i condòmini. Gli aspetti fiscali di dettaglio vanno verificati di anno in anno, perché la disciplina dei bonus cambia frequentemente.

    Articoli di legge da consultare

    Domande frequenti

    Quale maggioranza serve per i lavori straordinari?

    Le opere di manutenzione straordinaria si deliberano con le maggioranze ordinarie, più alte se di notevole entità; le innovazioni richiedono di regola la maggioranza con almeno due terzi del valore, ridotta a 500 millesimi per gli interventi agevolati.

    È obbligatorio il fondo speciale per i lavori?

    Sì. Per le opere di manutenzione straordinaria e le innovazioni l’assemblea deve costituire un fondo pari all’importo dei lavori, eventualmente in relazione ai pagamenti graduali previsti dal contratto.

    Chi non vota i lavori deve comunque pagarli?

    Sì, se la delibera è validamente approvata con le maggioranze di legge: la spesa grava su tutti i condòmini secondo i millesimi, anche su chi era assente o contrario.

    Risorse correlate

    I contenuti hanno finalità divulgativa e non sostituiscono la consulenza di un avvocato. Per la propria situazione specifica si raccomanda di rivolgersi a un professionista abilitato.

  • Art. 128 L. Fall. – Approvazione del concordato

    Art. 128 L. Fall. – Approvazione del concordato

    Art. 128 L. Fall. – Approvazione del concordato

    Testo vigente (aggiornato da Normattiva)

    Il concordato è approvato dai creditori che rappresentano la maggioranza dei crediti ammessi al voto.

    Ove siano previste diverse classi di creditori, il concordato è approvato se tale maggioranza si verifica inoltre nel maggior numero di classi.

    I creditori che non fanno pervenire il loro dissenso nel termine fissato dal giudice delegato si ritengono consenzienti.

    La variazione del numero dei creditori ammessi o dell’ammontare dei singoli crediti, che avvenga per effetto di un provvedimento emesso successivamente alla scadenza del termine fissato dal giudice delegato per le votazioni, non influisce sul calcolo della maggioranza.

    Quando il giudice delegato dispone il voto su più proposte di concordato ai sensi dell’articolo 125, secondo comma, terzo periodo, ultima parte, si considera approvata quella tra esse che ha conseguito il maggior numero di consensi a norma dei commi precedenti e, in caso di parità, la proposta presentata per prima .

    Norma superata, non abrogata. Su Normattiva questo articolo non risulta abrogato. Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14) è in vigore dal 15 luglio 2022 (art. 389) e disciplina le procedure aperte da quella data; l’art. 390 stabilisce però che i ricorsi e le domande depositati prima restano definiti secondo la legge fallimentare. Per una situazione attuale il riferimento è il Codice della crisi.

  • Art. 127 L. Fall. – Voto nel concordato

    Art. 127 L. Fall. – Voto nel concordato

    Art. 127 L. Fall. – Voto nel concordato

    Testo vigente (aggiornato da Normattiva)

    Se la proposta è presentata prima che lo stato passivo venga reso esecutivo, hanno diritto al voto i creditori che risultano dall’elenco provvisorio predisposto dal curatore e approvato dal giudice delegato; altrimenti, gli aventi diritto al voto sono quelli indicati nello stato passivo reso esecutivo ai sensi dell’articolo 97.

    In quest’ultimo caso, hanno diritto al voto anche i creditori ammessi provvisoriamente e con riserva.

    I creditori muniti di privilegio, pegno o ipoteca, ancorché la garanzia sia contestata, dei quali la proposta di concordato prevede l’integrale pagamento, non hanno diritto al voto se non rinunciano al diritto di prelazione, salvo quanto previsto dal terzo comma.

    La rinuncia può essere anche parziale, purché non inferiore alla terza parte dell’intero credito fra capitale ed accessori.

    Qualora i creditori muniti di privilegio, pegno o ipoteca rinuncino in tutto o in parte alla prelazione, per la parte del credito non coperta dalla garanzia sono assimilati ai creditori chirografari; la rinuncia ha effetto ai soli fini del concordato.

    I creditori muniti di diritto di prelazione di cui la proposta di concordato prevede, ai sensi dell’articolo 124, terzo comma, la soddisfazione non integrale, sono considerati chirografari per la parte residua del credito.

    Sono esclusi dal voto e dal computo delle maggioranze il coniuge del debitore, i suoi parenti ed affini fino al quarto grado e coloro che sono diventati cessionari o aggiudicatari dei crediti di dette persone da meno di un anno prima della dichiarazione di fallimento.

    La stessa disciplina si applica ai crediti delle società controllanti o controllate o sottoposte a comune controllo.

    I trasferimenti di crediti avvenuti dopo la dichiarazione di fallimento non attribuiscono diritto di voto, salvo che siano effettuati a favore di banche o altri intermediari finanziari.

    Norma superata, non abrogata. Su Normattiva questo articolo non risulta abrogato. Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14) è in vigore dal 15 luglio 2022 (art. 389) e disciplina le procedure aperte da quella data; l’art. 390 stabilisce però che i ricorsi e le domande depositati prima restano definiti secondo la legge fallimentare. Per una situazione attuale il riferimento è il Codice della crisi.

  • Art. 134 Codice del Processo Amministrativo – Materie di giurisdizione estesa al merito

    Art. 134 Codice del Processo Amministrativo – Materie di giurisdizione estesa al merito

    D.Lgs. 2 luglio 2010, n. 104 – Codice del processo amministrativo

    1. Il giudice amministrativo esercita giurisdizione con cognizione estesa al merito nelle controversie aventi ad oggetto:

    a) l’attuazione delle pronunce giurisdizionali esecutive o del giudicato nell’ambito del giudizio di cui al Titolo I del Libro IV; b) gli atti e le operazioni in materia elettorale, attribuiti alla giurisdizione amministrativa; c) le sanzioni pecuniarie la cui contestazione è devoluta alla giurisdizione del giudice amministrativo, comprese quelle applicate dalle Autorità amministrative indipendenti e quelle previste dall’articolo 123; d) le contestazioni sui confini degli enti territoriali; e) il diniego di rilascio di nulla osta cinematografico di cui all’articolo 8 della legge 21 novembre 1962, n. 161.

  • CCNL Gas-Acqua: prova per livello

    CCNL Gas e Acqua (Federgasacqua)

    In sintesi

    Il CCNL Gas-Acqua prevede prove di 30-180 giorni per livello: 30 gg per livelli 1-2, 60 gg per 3, 90 gg per 4-5, 120 gg per 6, 180 gg per 7 e Quadri. Per le figure tecniche la conferma può dipendere da un test pratico e dalla verifica delle abilitazioni richieste dalla normativa tecnica e di sicurezza; il CCNL non le collega a un livello.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Utilitalia · Anfida · Proxigas · Assogas · Filctem-CGIL · Femca-CISL · Uiltec-UIL
    Ultimo rinnovo
    8 maggio 2025, per il triennio 2025-2027 (il precedente era del 18 maggio 2023)
    Vigenza
    1° gennaio 2025 – 31 dicembre 2027. Aumento dei minimi (TEM) di 260 euro in quattro tranche: 90 euro dal 1° luglio 2025, 60 dal 1° luglio 2026, 60 dal 1° luglio 2027 e 50 dal 1° ottobre 2027. Dal 1° gennaio 2026 l’orario contrattuale scende a 38 ore medie settimanali
    Platea
    ~50.000 (tecnici reti gas, operatori distribuzione idrica, dipendenti multiutility, personale impianti depurazione)

    Tabella riepilogativa

    Prova per livello
    Livello Prova
    1, 2 30 gg
    3 60 gg
    4, 5 90 gg
    6 120 gg
    7 150 gg
    Q 180 gg

    Cos'è la prova

    Prova in giorni calendario effettivi. Ferie/malattia/infortunio sospendono. Scritta nel contratto.

    Recesso libero

    Entrambe le parti recedono senza preavviso/motivazione durante la prova. Pagamento periodo lavorato + ratei.

    Test pratici settoriali

    Per tecnici: test pratico e verifica delle qualifiche e abilitazioni richieste dalla normativa tecnica e di sicurezza (per esempio per la saldatura del polietilene o per i lavori sugli impianti); il CCNL non le collega a un livello preciso. Per operatori impianti: test PLC + procedure HACCP.

    Decreto trasparenza

    D.Lgs. 104/2022: durata proporzionale TD, cumulo vietato.

    Diritti durante la prova

    Stipendio + ratei ferie/13ª/14ª/TFR maturano. Contribuzione INPS/INAIL piena. Tutele anti-mobbing.

    Casi pratici

    Tizio – Tecnico reti prova 90 gg
    Tizio (livello 4 tecnico) prova 90 gg. Al 80° giorno test saldatura PE: non superato. Datore recede. Pagati 80 gg + ratei.
    Caia – Operatrice depuratore prova 90 gg
    Caia (livello 4) prova 90 gg con verifica conoscenza HACCP. Superata. Conferma.
    Sempronio – Quadro prova 180 gg
    Sempronio (Quadro) prova 180 gg. Al 5° mese si dimette per incompatibilità con direzione.

    Domande frequenti

    Quanto dura la prova per tecnico reti gas?
    60 gg per livello 3, 90 gg per livello 4-5 (con verifica delle abilitazioni richieste dalla normativa tecnica). Per livello 6-7: 120-150 gg.
    Cosa succede se fallisco il test saldatura?
    Recesso datoriale ammesso durante o al termine prova (mancata idoneità). Possibilità riprovare in altra azienda dopo formazione.
    Posso essere licenziato senza motivo durante la prova?
    Sì, entrambe le parti recedono senza preavviso. Eccezione: licenziamento discriminatorio (gravidanza, sindacale) sempre nullo.
    Maturo TFR durante la prova?
    Sì, dal primo giorno maturi ratei ferie/13ª/14ª/TFR. Contribuzione INPS/INAIL piena.

    Stesso CCNL: consulta anche stipendi 2026 per livello, preavviso 30-180 giorni, ferie 28 gg, ROL, permessi, maternità, paternità, congedi, 13ª, 14ª, premi produttività e malattia, comporto e infortunio.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Gas e Acqua (Federgasacqua). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Art. 125 L. Fall. – Esame della proposta e comunicazione ai creditori

    Art. 125 L. Fall. – Esame della proposta e comunicazione ai creditori

    Art. 125 L. Fall. – Esame della proposta e comunicazione ai creditori

    Testo vigente (aggiornato da Normattiva)

    La proposta di concordato è presentata con ricorso al giudice delegato, il quale chiede il parere del del curatore, con specifico riferimento ai presumibili risultati della liquidazione ed alle garanzie offerte.

    Quando il ricorso è proposto da un terzo, esso deve contenere l’indicazione dell’indirizzo di posta elettronica certificata al quale ricevere le comunicazioni.

    Si applica l’articolo 31-bis, secondo comma.

    Una volta espletato tale adempimento preliminare il giudice delegato, acquisito il parere favorevole del comitato dei creditori, valutata la ritualità della proposta, ordina che la stessa, unitamente al parere del comitato dei creditori e del curatore, venga comunicata a cura di quest’ultimo ai creditori a mezzo posta elettronica certificata, specificando dove possono essere reperiti i dati per la sua valutazione ed informandoli che la mancata risposta sarà considerata come voto favorevole.

    Nel medesimo provvedimento il giudice delegato fissa un termine non inferiore a venti giorni né superiore a trenta, entro il quale i creditori devono far pervenire nella cancelleria del tribunale eventuali dichiarazioni di dissenso.

    In caso di presentazione di più proposte o se comunque ne sopraggiunge una nuova, prima che il giudice delegato ordini la comunicazione, il comitato dei creditori sceglie quella da sottoporre all’approvazione dei creditori; su richiesta del curatore, il giudice delegato può ordinare la comunicazione ai creditori di una o di altre proposte, tra quelle non scelte, ritenute parimenti convenienti.

    Si applica l’articolo 41, quarto comma.(50) Qualora la proposta contenga condizioni differenziate per singole classi di creditori essa, prima di essere comunicata ai creditori, deve essere sottoposta, con i pareri di cui al primo e secondo comma, al giudizio del tribunale che verifica il corretto utilizzo dei criteri di cui all’articolo 124, secondo comma, lettere a) e b) tenendo conto della relazione resa ai sensi dell’articolo 124, terzo comma.

    Se la società fallita ha emesso obbligazioni o strumenti finanziari oggetto della proposta di concordato, la comunicazione è inviata agli organi che hanno il potere di convocare le rispettive assemblee, affinchè possano esprimere il loro eventuale dissenso.

    Il termine previsto dal terzo comma è prolungato per consentire l’espletamento delle predette assemblee.

    Norma superata, non abrogata. Su Normattiva questo articolo non risulta abrogato. Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14) è in vigore dal 15 luglio 2022 (art. 389) e disciplina le procedure aperte da quella data; l’art. 390 stabilisce però che i ricorsi e le domande depositati prima restano definiti secondo la legge fallimentare. Per una situazione attuale il riferimento è il Codice della crisi.

  • Self-publishing di ebook: come si dichiarano i diritti d’autore

    In sintesi

    • Diritto d’autore dell’autore stesso: i proventi da ebook sono assimilati al lavoro autonomo (D3 / RL25 causale B), con riduzione forfetaria del 25 per cento (40 per cento se hai meno di 35 anni).
    • Si dichiara il lordo: l’importo da indicare in D3/RL25 è il compenso lordo; la riduzione forfetaria la applica chi presta l’assistenza fiscale (CAF, commercialista o sostituto d’imposta).
    • Attività d’impresa: se non sei solo l’autore ma svolgi anche attività editoriale (acquisti diritti di terzi, gestisci collane, assumi collaboratori), il reddito può qualificarsi come reddito d’impresa.
    • Regime forfettario: se hai partita IVA forfettaria, i compensi per diritti d’autore correlati all’attivita’ sono inclusi nel calcolo, abbattuti del 25 per cento (o 40 per cento se under 35).
    • Ritenuta 20%: gli editori o distributori italiani che ti pagano applicano la ritenuta del 20 per cento. Amazon KDP (piattaforma estera) non applica ritenute italiane.
    • Piattaforme estere: i compensi KDP vanno dichiarati per intero, al lordo delle commissioni trattenute dalla piattaforma.

    Ebook e fisco: come sono tassati i tuoi diritti d'autore

    Pubblichi romanzi, saggi o manuali su Amazon KDP, Kobo Writing Life o altri store digitali? Ogni volta che qualcuno acquista il tuo ebook ricevi una royalty. Fiscalmente questi importi sono proventi da utilizzazione economica di opere dell’ingegno: in parole semplici, diritti d’autore. Il TUIR li tratta in modo diverso a seconda di chi li percepisce.

    Se sei l’autore dell’opera e la hai creata tu, i proventi rientrano in una categoria agevolata: si considera un reddito assimilato al lavoro autonomo, con una riduzione forfetaria prima di calcolare l’IRPEF. La riduzione è del 25 per cento per i contribuenti adulti e del 40 per cento per chi ha meno di 35 anni. Non è una deduzione che devi calcolare tu: la applica automaticamente chi elabora la tua dichiarazione (CAF, commercialista o sostituto d’imposta). Tu devi solo indicare il lordo percepito.

    La situazione cambia se non sei solo l’autore ma ti comporti anche come editore: acquisti ebook di altri autori, rivendi i loro diritti, gestisci una collana, hai dipendenti o collaboratori dedicati alla produzione editoriale. In questo caso stai svolgendo un’attivita’ d’impresa, con obblighi fiscali e contabili diversi e più complessi. Per queste situazioni è necessario il supporto di un commercialista.

    Di seguito trovi la tabella riepilogativa dei casi più comuni, due esempi pratici con Tizio e Caio e le risposte alle domande più frequenti.

    Tassazione dei proventi da ebook/self-publishing 2025
    Chi percepisce Categoria fiscale Quadro Riduzione/agevolazione
    Autore che ha creato l'opera (causale B nella CU) Reddito assimilato al lavoro autonomo D3 / RL25 codice '1' Riduzione forfetaria 25% (o 40% se eta' < 35)
    Erede o donatario (causale L nella CU) Reddito diverso D4 codice '6' / RL13 Nessuna riduzione (si dichiara per intero)
    Acquirente a titolo oneroso dei diritti (causale L1) Reddito diverso D4 codice '6' / RL13 Riduzione forfetaria 25%
    Autore con partita IVA forfettaria Reddito da lavoro autonomo forfettario Quadro LM Abbattimento 25% poi x coefficiente attività
    Editore (acquista e rivende diritti di terzi) Reddito d'impresa RF o RG – Redditi PF Regime ordinario o semplificato

    Esempio pratico

    • Tizio ha scritto e pubblicato su Amazon KDP un manuale di produttività. Nel 2025 ha incassato 5.200 euro di royalties. Amazon è una piattaforma estera e non ha applicato ritenute italiane. Tizio indica 5.200 euro nel rigo D3 del modello 730, colonna 1 codice ‘1’, colonna 2 importo 5.200 euro, colonna 3 ritenute zero. Il CAF applica automaticamente la riduzione forfetaria del 25 per cento: la base imponibile diventa 5.200 x 75% = 3.900 euro, che si somma agli altri redditi IRPEF. Se Tizio avesse meno di 35 anni, la riduzione sarebbe del 40 per cento e la base sarebbe 5.200 x 60% = 3.120 euro.

    Documenti necessari

    • Report royalties da Amazon KDP (scaricabile dalla Payments Dashboard) per ogni mese del 2025
    • Certificazione Unica 2026 rilasciata da editori o distributori italiani che hanno applicato la ritenuta del 20 per cento (causale B nel punto 1 della CU)
    • Contratti di edizione o di distribuzione digitale stipulati nel 2025
    • Eventuale contratto di cessione dei diritti d’autore se il reddito deriva da un acquirente oneroso
    • Estratto conto bancario con i bonifici ricevuti dalla piattaforma o dall’editore

    Caso 1 – Tizio: autore che pubblica su KDP, nessuna partita IVA

    Scenario. Tizio è un insegnante di 42 anni che nel 2025 ha pubblicato tre romanzi brevi su Amazon KDP. Le royalties annuali sono state 3.600 euro. Non ha partita IVA e non è iscritto ad alcun ordine professionale.

    Come si applica. Le royalties da KDP sono proventi da utilizzazione economica di opere dell’ingegno da parte dell’autore. Tizio le dichiara nel rigo D3 del modello 730: codice ‘1’ in colonna 1, 3.600 euro in colonna 2. Amazon e’ estera e non ha applicato ritenute, quindi colonna 3 e’ zero. Il software del CAF o del commercialista applica automaticamente la riduzione forfetaria del 25 per cento: la base tassabile è 3.600 x 75% = 2.700 euro. Questo importo si somma allo stipendio di Tizio e viene tassato con l’aliquota IRPEF del suo scaglione.

    In pratica

    • Rigo D3, codice ‘1’, importo lordo 3.600 euro, ritenute zero (KDP e’ estera).
    • Riduzione forfetaria del 25 per cento applicata automaticamente da chi elabora la dichiarazione.
    • Conserva il report KDP Payments come prova documentale del reddito.

    Caso 2 – Caio: autore con partita IVA forfettaria

    Scenario. Caio, 31 anni, pubblica da tre anni guide tecniche su KDP e Kobo. Nel 2024 ha incassato 18.000 euro di royalties. Ha aperto partita IVA in regime forfettario con codice ATECO relativo ad attività professionali, scientifiche e tecniche (coefficiente di redditività 78 per cento). Nel 2025 continua a pubblicare nuovi titoli.

    Come si applica. I compensi da diritti d’autore correlati all’attivita’ forfettaria sono inclusi nel reddito imponibile con abbattimento del 40 per cento (essendo Caio under 35) e poi moltiplicati per il coefficiente di redditività. Caio indica i compensi da royalties nel rigo LM22 colonna 4 del modello Redditi PF. Il reddito relativo si determina moltiplicando i compensi di colonna 4 per 0,60 (abbattimento 40 per cento) e sommando il risultato al reddito determinato sui compensi ordinari di colonna 3. Sull’imponibile complessivo si applica l’imposta sostitutiva del 15 per cento.

    In pratica

    • Compensi da diritti d’autore correlati all’attivita’: vanno in LM22, colonna 4.
    • Abbattimento 40 per cento perché Caio ha meno di 35 anni (25 per cento per gli over 35).
    • Imposta sostitutiva 15 per cento sull’imponibile netto (contributi dedotti).

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Domande frequenti

    Devo dichiarare le royalties KDP anche se Amazon non mi ha inviato nessun modulo fiscale italiano?

    Sì. Amazon KDP è una piattaforma statunitense e non emette la Certificazione Unica italiana. Il tuo obbligo di dichiarare il reddito non dipende dalla ricezione di documenti dalla piattaforma: hai l’obbligo di dichiarare tutti i redditi prodotti ovunque, sulla base del report KDP Payments.

    Le commissioni trattenute da Amazon si deducono?

    Le commissioni di piattaforma non sono ritenute fiscali: tu incassi già la royalty netta dopo che Amazon ha trattenuto la sua quota. Fiscalmente, il reddito da dichiarare è la royalty che effettivamente entra nel tuo conto corrente (o, se preferisci, il lordo meno le commissioni di distribuzione). In regime ordinario le commissioni sono spese deducibili; in regime forfettario o con la riduzione forfetaria non si deducono analiticamente.

    La riduzione del 25 per cento si applica anche se scrivo in collaborazione con qualcuno?

    Sì, se sei comunque uno degli autori dell’opera. Ciascun coautore applica la riduzione sulla propria quota di provento.

    Se pubblico ebook di altri autori e ne vendo i diritti, come funziona?

    Se acquisti diritti di terzi e li rivendi, stai svolgendo un’attivita’ editoriale che può qualificarsi come reddito d’impresa. Non si applica la riduzione forfetaria del 25 per cento prevista per i soli autori. Il trattamento dipende dall’organizzazione della tua attività: è consigliabile confrontarsi con un commercialista.

    Posso usare il modello 730 o devo usare il modello Redditi PF?

    Se non hai partita IVA puoi usare il modello 730 e dichiarare le royalties nel quadro D3. Se hai partita IVA (regime forfettario o ordinario) devi usare obbligatoriamente il modello Redditi PF.

    La riduzione forfetaria si applica anche sui compensi da editori italiani che mi hanno già applicato la ritenuta?

    Sì. Il 25 per cento (o 40 per cento) di riduzione si applica sul lordo prima di qualsiasi calcolo di imposta. Le ritenute subite (indicate in colonna 3 del rigo D3) si scomputano dall’imposta IRPEF dovuta a conguaglio.

  • Art. 124 L. Fall. – Proposta di concordato

    Art. 124 L. Fall. – Proposta di concordato

    Art. 124 L. Fall. – Proposta di concordato

    Testo vigente (aggiornato da Normattiva)

    La proposta di concordato può essere presentata da uno o più creditori o da un terzo, anche prima del decreto che rende esecutivo lo stato passivo, purché sia stata tenuta la contabilità ed i dati risultanti da essa e le altre notizie disponibili consentano al curatore di predisporre un elenco provvisorio dei creditori del fallito da sottoporre all’approvazione del giudice delegato.

    Essa non può essere presentata dal fallito, da società cui egli partecipi o da società sottoposte a comune controllo se non dopo il decorso di un anno dalla dichiarazione di fallimento e purché non siano decorsi due anni dal decreto che rende esecutivo lo stato passivo.

    La proposta può prevedere: a) la suddivisione dei creditori in classi, secondo posizione giuridica ed interessi economici omogenei; b) trattamenti differenziati fra creditori appartenenti a classi diverse, indicando le ragioni dei trattamenti differenziati dei medesimi; c) la ristrutturazione dei debiti e la soddisfazione dei crediti attraverso qualsiasi forma, anche mediante cessione dei beni, accollo o altre operazioni straordinarie, ivi compresa l’attribuzione ai creditori, nonché a società da questi partecipate, di azioni, quote ovvero obbligazioni, anche convertibili in azioni o altri strumenti finanziari e titoli di debito.

    La proposta può prevedere che i creditori muniti di privilegio, pegno o ipoteca, non vengano soddisfatti integralmente, purché il piano ne preveda la soddisfazione in misura non inferiore a quella realizzabile, in ragione della collocazione preferenziale, sul ricavato in caso di liquidazione, avuto riguardo al valore di mercato attribuibile ai beni o diritti sui quali sussiste la causa di prelazione indicato nella relazione giurata di un professionista in possesso dei requisiti di cui all’articolo 67, terzo comma, lettera d) designato dal tribunale.

    Il trattamento stabilito per ciascuna classe non può avere l’effetto di alterare l’ordine delle cause legittime di prelazione.

    La proposta presentata da uno o più creditori o da un terzo può prevedere la cessione, oltre che dei beni compresi nell’attivo fallimentare, anche delle azioni di pertinenza della massa, purché autorizzate dal giudice delegato, con specifica indicazione dell’oggetto e del fondamento della pretesa.

    Il proponente può limitare gli impegni assunti con il concordato ai soli creditori ammessi al passivo, anche provvisoriamente, e a quelli che hanno proposto opposizione allo stato passivo o domanda di ammissione tardiva al tempo della proposta.

    In tale caso, verso gli altri creditori continua a rispondere il fallito, fermo quanto disposto dagli articoli 142 e seguenti in caso di esdebitazione.

    Norma superata, non abrogata. Su Normattiva questo articolo non risulta abrogato. Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14) è in vigore dal 15 luglio 2022 (art. 389) e disciplina le procedure aperte da quella data; l’art. 390 stabilisce però che i ricorsi e le domande depositati prima restano definiti secondo la legge fallimentare. Per una situazione attuale il riferimento è il Codice della crisi.

  • Art. 123 L. Fall. – Effetti della riapertura sugli atti pregiudizievoli ai creditori

    Art. 123 L. Fall. – Effetti della riapertura sugli atti pregiudizievoli ai creditori

    Art. 123 L. Fall. – Effetti della riapertura sugli atti pregiudizievoli ai creditori

    Testo vigente (aggiornato da Normattiva)

    In caso di riapertura del fallimento, per le azioni revocatorie relative agli atti del fallito compiuti dopo la chiusura del fallimento, i termini stabiliti dagli articoli 65, 67 e 67-bis sono computati dalla data della sentenza di riapertura.

    Sono privi di effetto nei confronti dei creditori gli atti a titolo gratuito e quelli di cui all’articolo 69, posteriori alla chiusura e anteriori alla riapertura del fallimento.

    Norma superata, non abrogata. Su Normattiva questo articolo non risulta abrogato. Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14) è in vigore dal 15 luglio 2022 (art. 389) e disciplina le procedure aperte da quella data; l’art. 390 stabilisce però che i ricorsi e le domande depositati prima restano definiti secondo la legge fallimentare. Per una situazione attuale il riferimento è il Codice della crisi.

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.