Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 25 D.Lgs. 231/2001 – Peculato, indebita destinazione di denaro o cose mobili, concussione, induzione indebita a dare o promettere utilità, corruzione

    Art. 25 D.Lgs. 231/2001 Responsabilita Enti – Peculato, indebita destinazione di denaro o cose mobili, concussione, induzione indebita a dare o promettere utilità, corruzione

    In vigore dal 04/07/2001

    1. In relazione alla commissione dei delitti di cui agli articoli 318, 321, 322, commi primo e terzo, e 346-bis del codice penale, si applica la sanzione pecuniaria fino a duecento quote. La medesima sanzione si applica, quando il fatto offende gli interessi finanziari dell'Unione europea, in relazione alla commissione dei delitti di cui agli articoli 314, primo comma, 314-bis e 316 del codice penale.

    2. In relazione alla commissione dei delitti di cui agli articoli 319, 319-ter, comma 1, 321, 322, commi 2 e 4, del codice penale, si applica all'ente la sanzione pecuniaria da duecento a seicento quote.

    3. In relazione alla commissione dei delitti di cui agli articoli 317, 319, aggravato ai sensi dell'articolo 319-bis quando dal fatto l'ente ha conseguito un profitto di rilevante entità, 319-ter, comma 2, 319-quater e 321 del codice penale, si applica all'ente la sanzione pecuniaria da trecento a ottocento quote.

    4. Le sanzioni pecuniarie previste per i delitti di cui ai commi da 1 a 3, si applicano all'ente anche quando tali delitti sono stati commessi dalle persone indicate negli articoli 320 e

    322-bis. 5. Nei casi di condanna per uno dei delitti indicati nei commi 2 e 3, si applicano le sanzioni interdittive previste dall'articolo 9, comma 2, per una durata non inferiore a quattro anni e non superiore a sette anni, se il reato è stato commesso da uno dei soggetti di cui all'articolo 5, comma 1, lettera a), e per una durata non inferiore a due anni e non superiore a quattro, se il reato è stato commesso da uno dei soggetti di cui all'articolo 5, comma 1, lettera b).

    5-bis. Se prima della sentenza di primo grado l'ente si è efficacemente adoperato per evitare che l'attività delittuosa sia portata a conseguenze ulteriori, per assicurare le prove dei reati e per l'individuazione dei responsabili ovvero per il sequestro delle somme o altre utilità trasferite e ha eliminato le carenze organizzative che hanno determinato il reato mediante l'adozione e l'attuazione di modelli organizzativi idonei a prevenire reati della specie di quello verificatosi, le sanzioni interdittive hanno la durata stabilita dall'articolo 13, comma 2.

  • CCNL Radio e TV Private (Aeranti-Corallo): tredicesima, quattordicesima e premi

    CCNL Radio e TV Private (Aeranti-Corallo)

    CCNL Radio e TV Private Aeranti-Corallo: tredicesima, premi e mensilità aggiuntive

    La tredicesima mensilità è un diritto contrattuale garantito a tutti i dipendenti delle emittenti locali: ecco come si calcola, quando viene pagata e cosa accade alla cessazione del rapporto.

    In sintesi

    Il CCNL Aeranti-Corallo garantisce la tredicesima mensilità a dicembre, calcolata sulla retribuzione mensile normale. Il contratto non prevede una quattordicesima generalizzata: eventuali premi di risultato o gratifiche aggiuntive dipendono dalla contrattazione aziendale di secondo livello.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie (datoriale)
    Aeranti-Corallo (Aeranti + Associazione Corallo)
    Parti firmatarie (sindacali)
    CISAL Terziario con assistenza CISAL
    Vigenza
    1° febbraio 2026 – 31 dicembre 2028
    Mensilità aggiuntive CCNL
    Tredicesima (garantita); quattordicesima non prevista a livello nazionale

    Tabella riepilogativa

    Tredicesima: calcolo per livello indicativo (radio, febbraio 2026)
    Livello Minimo tabellare (febbraio 2026) Tredicesima (12 mesi interi) Tredicesima pro rata (6 mesi)
    Quadro B (radio) 1.561,33 € 1.561,33 € 780,67 €
    1° livello (radio) 1.387,84 € 1.387,84 € 693,92 €
    2° livello (radio) 1.272,20 € 1.272,20 € 636,10 €
    3° livello (radio) 1.185,47 € 1.185,47 € 592,74 €
    4° livello (radio) 1.133,85 € 1.133,85 € 566,93 €

    La tredicesima è calcolata sulla retribuzione mensile normale comprensiva degli scatti di anzianità maturati. Gli importi nella tabella si riferiscono al solo minimo tabellare per il settore radiofonico; per il settore televisivo i valori sono superiori. Gli importi sono al lordo di IRPEF e contributi previdenziali.

    La tredicesima mensilità: il diritto contrattuale

    La tredicesima mensilità (o «gratifica natalizia») è un emolumento contrattuale garantito dal CCNL Aeranti-Corallo a tutti i dipendenti delle emittenti locali, a prescindere dal livello di inquadramento e dall’anzianità. Viene erogata entro il mese di dicembre, generalmente con il cedolino di fine mese o in un’anticipazione a metà dicembre, a seconda della prassi aziendale.

    La tredicesima non è imposta dalla legge in quanto tale (non c’è una norma di legge universale che la obblighi in tutti i rapporti di lavoro), ma è un diritto contrattuale consolidato che si applica obbligatoriamente per tutti i datori che applicano il CCNL Aeranti-Corallo. Non può essere rinunciata né monetizzata in forma diversa, salvo accordo integrativo aziendale che ne modifichi le modalità di erogazione.

    Calcolo della tredicesima

    La tredicesima è pari a una mensilità della retribuzione normale, composta da:

    • Minimo tabellare del livello di inquadramento.
    • Scatti di anzianità maturati.
    • Eventuali superminimi fissi concordati individualmente.
    • Eventuale indennità di funzione per i Quadri.

    Non concorrono al calcolo della tredicesima le voci variabili come le maggiorazioni per straordinario, i compensi per turni o i rimborsi spese. Per chi non ha lavorato l’intero anno solare (assunzione o cessazione nel corso dell’anno), la tredicesima si calcola in dodicesimi: 1/12 per ogni mese intero lavorato, con le frazioni di mese superiori a 15 giorni che vengono conteggiate come mese intero.

    Quattordicesima: assente a livello nazionale

    Il CCNL Aeranti-Corallo non prevede una quattordicesima mensilità a livello di contratto nazionale. A differenza di altri settori (ad esempio il commercio o il turismo), nel settore radiotelevisivo locale non è previsto un secondo emolumento aggiuntivo fisso. Eventuali gratifiche estive o premi straordinari possono essere introdotti solo dalla contrattazione aziendale di secondo livello (accordi sindacali aziendali) o da clausole individuali nel contratto di assunzione.

    Premi di risultato e contrattazione di secondo livello

    Il CCNL prevede la possibilità (non l’obbligo) di sviluppare una contrattazione aziendale di secondo livello che introduca premi collegati ai risultati dell’emittente (ascolti, fatturato pubblicitario, performance editoriale). Tali premi beneficiano, entro certi limiti normativi (D.Lgs. 50/2017 e successive modifiche), di un’aliquota IRPEF sostitutiva agevolata del 10% (tassazione separata), purché siano legati a parametri di misurazione certi e oggettivi.

    Il limite annuo per la tassazione agevolata è di 3.000 euro lordi (elevato a 4.000 euro per le aziende che coinvolgono i lavoratori nell’organizzazione del lavoro) per i lavoratori con reddito da lavoro dipendente non superiore a 80.000 euro nell’anno precedente.

    Tredicesima e cessazione del rapporto

    In caso di cessazione del rapporto di lavoro per qualsiasi motivo (dimissioni, licenziamento, scadenza a termine, pensionamento), la quota di tredicesima maturata nell’anno in corso viene liquidata insieme alle altre competenze di fine rapporto. Non è possibile per il datore trattenerla come forma di penalità, salvo il caso di licenziamento per giusta causa in cui vi sia un danno documentato da risarcire (ma ciò richiede apposita pronuncia giudiziale).

    Casi pratici

    Tizio – Tecnico assunto a luglio che riceve la prima tredicesima
    Tizio viene assunto il 1° luglio 2026 al 3° livello (radio) con minimo tabellare di 1.185,47 euro. A dicembre 2026 matura la tredicesima per 6 mesi (luglio-dicembre). Il calcolo: 1.185,47 euro ÷ 12 mesi × 6 mesi = 592,74 euro lordi. Tizio riceve questa quota nel cedolino di dicembre, soggetta a ritenute IRPEF e contributi.
    Caia – Speaker che si dimette a ottobre
    Caia, speaker al 4° livello, si dimette il 31 ottobre 2026. Al momento della cessazione ha maturato 10 mesi di tredicesima (gennaio-ottobre). Le spettano 10/12 del minimo tabellare più gli scatti maturati, insieme alle ferie residue e al TFR. Il datore liquida tutto nel «conguaglio di fine rapporto» entro i termini stabiliti dalla legge.
    Sempronio – Quadro B in un’emittente con contrattazione integrativa
    L’emittente dove lavora Sempronio ha sottoscritto un accordo aziendale che introduce un premio di risultato annuo legato agli ascolti. Sempronio riceve il premio (ad es. 1.500 euro) con tassazione agevolata al 10% invece dell’aliquota ordinaria IRPEF. Il premio si aggiunge alla tredicesima e non la sostituisce.

    Domande frequenti

    La tredicesima mensilità è obbligatoria nel CCNL Radio TV Aeranti-Corallo?
    Sì. Il CCNL Aeranti-Corallo prevede la tredicesima come emolumento contrattuale obbligatorio, erogata entro dicembre.
    Come si calcola la tredicesima?
    Pari a una mensilità della retribuzione normale (minimo tabellare + scatti). Per chi non ha lavorato tutto l’anno si calcola in dodicesimi (1/12 per ogni mese o frazione superiore a 15 giorni lavorati).
    Esiste la quattordicesima nel contratto Aeranti-Corallo?
    No. Il CCNL Aeranti-Corallo non prevede una quattordicesima nazionale. Può essere introdotta dalla contrattazione aziendale di secondo livello.
    Cosa succede alla tredicesima se si viene licenziati a novembre?
    La tredicesima viene liquidata pro rata: spettano tanti dodicesimi quanti sono i mesi interi lavorati nell’anno (le frazioni di mese superiori a 15 giorni valgono come mese intero).
    La tredicesima è soggetta a contributi e tasse?
    Sì. È reddito da lavoro dipendente soggetto a INPS e IRPEF ordinaria. I premi di risultato aziendali, invece, beneficiano di un’aliquota sostitutiva del 10% entro certi limiti.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi 2026, come darle, preavviso e telematiche, preavviso e licenziamento, ferie, permessi e ROL, maternità, paternità e congedi e malattia e infortunio.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al CCNL per il personale tecnico e amministrativo delle emittenti radiotelevisive locali sottoscritto da Aeranti-Corallo e CISAL Terziario, vigente dal 1° febbraio 2026 al 31 dicembre 2028. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, le organizzazioni sindacali di categoria (SLC-CGIL, Fistel-CISL, Uilcom-UIL, CISAL Terziario) o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Art. 21 D.Lgs. 74/2000 – Sanzioni amministrative per le violazioni ritenute penalmente rilevanti

    Art. 21 D.Lgs. 74/2000 Reati Tributari – Sanzioni amministrative per le violazioni ritenute penalmente rilevanti

    In vigore dal 15/04/2000

    1. L'ufficio competente irroga… le sanzioni amministrative relative alle violazioni tributarie fatte oggetto di notizia di reato.

    2. Tali sanzioni non sono eseguibili nei confronti dei soggetti diversi da quelli indicali dall'articolo 19, comma 2, salvo che il procedimento penale sia definito con provvedimento di archiviazione, sentenza irrevocabile di assoluzione o di proscioglimento con formula che esclude la rilevanza penale del fatto. Resta fermo quanto previsto dagli articoli 21-bis e

    21-ter. I termini per la riscossione decorrono dalla data in cui il provvedimento di archiviazione o la sentenza sono comunicati all'ufficio competente; alla comunicazione provvede la cancelleria del giudice che li ha emessi.

    2-bis. La disciplina del comma 2 si applica anche se la sanzione amministrativa pecuniaria è riferita a un ente o società quando nei confronti di questi può essere disposta la sanzione amministrativa dipendente dal reato ai sensi dell' articolo 25-quinquiesdecies del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231.

    3. Nei casi di irrogazione di un'unica sanzione amministrativa pecuniaria per più violazioni tributarie in concorso o continuazione fra loro, a norma dell' articolo 12 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, alcune delle quali soltanto penalmente rilevanti, la disposizione del comma 2 del presente articolo opera solo per la parte della sanzione eccedente quella che sarebbe stata applicabile in relazione alle violazioni non penalmente rilevanti.

  • Art. 44 L. 633/1941

    Art. 44 L. 633/1941

    Testo vigente verificato su Normattiva. Scheda in arricchimento editoriale.

    Si considerano coautori dell'opera cinematografica l'autore del soggetto, l'autore della sceneggiatura, l'autore della musica e il direttore artistico . (53)

    Fonte: Normattiva.it.

  • Art. 19 CAD (abrogato)

    Art. 19 CAD

    D.Lgs. 7 marzo 2005, n. 82 – Codice dell’amministrazione digitale

    Articolo abrogato. Non è più in vigore: l’abrogazione è stata disposta dal D.Lgs. 26 agosto 2016, n. 179. Il testo previgente è riportato qui sotto a fini di consultazione storica.

    Testo previgente

    Banca dati per la legislazione in materia di pubblico impiego 1. È istituita presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della funzione pubblica, una banca dati contenente la normativa generale e speciale in materia di rapporto di lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni.

    2. La Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della funzione pubblica, cura l’aggiornamento periodico della banca dati di cui al comma 1, tenendo conto delle innovazioni normative e della contrattazione collettiva successivamente intervenuta, e assicurando agli utenti la consultazione gratuita.

    3. All’onere derivante dall’attuazione dei presente articolo si provvede ai sensi dell’ articolo 21, comma 3, della legge 29 luglio 2003, n. 229

  • Art. 29 CTS – Denunzia al tribunale e ai componenti dell’organo di controllo

    Art. 29 D.Lgs. 117/2017 Codice Terzo Settore – Denunzia al tribunale e ai componenti dell’organo di controllo

    In vigore dal 03/08/2017

    1. Almeno un decimo degli associati, l'organo di controllo, il soggetto incaricato della revisione legale dei conti ovvero il pubblico ministero possono agire ai sensi dell' articolo 2409 del codice civile , in quanto compatibile.

    2. Ogni associato, ovvero almeno un decimo degli associati nelle associazioni, riconosciute o non riconosciute, che hanno più di 500 associati, può denunziare i fatti che ritiene censurabili all'organo di controllo, se nominato, il quale deve tener conto della denunzia nella relazione all'assemblea. Se la denunzia è fatta da almeno un ventesimo degli associati dell'ente, l'organo di controllo deve agire ai sensi dell' articolo 2408, secondo comma, del codice civile .

    3. Il presente articolo non si applica agli enti di cui all'articolo 4, comma

    3. Note all'art. 29: – Si riportano gli articoli 2408 e 2409 del codice civile : «Art. 2408 (Denunzia al collegio sindacale). – Ogni socio può denunziare i fatti che ritiene censurabili al collegio sindacale, il quale deve tener conto della denunzia nella relazione all'assemblea. Se la denunzia è fatta da tanti soci che rappresentino un ventesimo del capitale sociale o un cinquantesimo nelle società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio, il collegio sindacale deve indagare senza ritardo sui fatti denunziati e presentare le sue conclusioni ed eventuali proposte all'assemblea; deve altresì, nelle ipotesi previste dal secondo comma dell'art. 2406, convocare l'assemblea. Lo statuto può prevedere per la denunzia percentuali minori di partecipazione.». «Art. 2409 (Denunzia al tribunale). – Se vi è fondato sospetto che gli amministratori, in violazione dei loro doveri, abbiano compiuto gravi irregolarità nella gestione che possono arrecare danno alla società o a una o più società controllate, i soci che rappresentano il decimo del capitale sociale o, nelle società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio, il ventesimo del capitale sociale possono denunziare i fatti al tribunale con ricorso notificato anche alla società. Lo statuto può prevedere percentuali minori di partecipazione. Il tribunale, sentiti in camera di consiglio gli amministratori e i sindaci, può ordinare l'ispezione dell'amministrazione della società a spese dei soci richiedenti, subordinandola, se del caso, alla prestazione di una cauzione. Il provvedimento è reclamabile. Il tribunale non ordina l'ispezione e sospende per un periodo determinato il procedimento se l'assemblea sostituisce gli amministratori e i sindaci con soggetti di adeguata professionalità, che si attivano senza indugio per accertare se le violazioni sussistono e, in caso positivo, per eliminarle, riferendo al tribunale sugli accertamenti e le attività compiute. Se le violazioni denunziate sussistono ovvero se gli accertamenti e le attività compiute ai sensi del terzo comma risultano insufficienti alla loro eliminazione, il tribunale può disporre gli opportuni provvedimenti provvisori e convocare l'assemblea per le conseguenti deliberazioni. Nei casi più gravi può revocare gli amministratori ed eventualmente anche i sindaci e nominare un amministratore giudiziario, determinandone i poteri e la durata. L'amministratore giudiziario può proporre l'azione di responsabilità contro gli amministratori e i sindaci. Si applica l'ultimo comma dell'art.

    2393. Prima della scadenza del suo incarico l'amministratore giudiziario rende conto al tribunale che lo ha nominato; convoca e presiede l'assemblea per la nomina dei nuovi amministratori e sindaci o per proporre, se del caso, la messa in liquidazione della società o la sua ammissione ad una procedura concorsuale. I provvedimenti previsti da questo articolo possono essere adottati anche su richiesta del collegio sindacale, del consiglio di sorveglianza o del comitato per il controllo sulla gestione, nonché, nelle società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio, del pubblico ministero; in questi casi le spese per l'ispezione sono a carico della società.».

  • Articolo 99 TU Giustizia Tributaria: Conciliazione fuori udienza

    Art. 99 D.Lgs. 175/2024 – Conciliazione fuori udienza

    Testo vigente – D.Lgs. 14 novembre 2024, n. 175 (Testo unico della giustizia tributaria) (aggiornato da Normattiva)

    1. Se in pendenza del giudizio le parti raggiungono un accordo conciliativo, presentano istanza congiunta sottoscritta personalmente o dai difensori per la definizione totale o parziale della controversia.

    2. Se la data di trattazione è già fissata e sussistono le condizioni di ammissibilità, la corte di giustizia tributaria pronuncia sentenza di cessazione della materia del contendere. Se l'accordo conciliativo è parziale, la corte dichiara con ordinanza la cessazione parziale della materia del contendere e procede alla ulteriore trattazione della causa.

    3. Se la data di trattazione non è fissata, provvede con decreto il presidente della sezione.

    4. La conciliazione si perfeziona con la sottoscrizione dell'accordo di cui al comma 1, nel quale sono indicate le somme dovute con i termini e le modalità di pagamento. L'accordo costituisce titolo per la riscossione delle somme dovute all'ente impositore e per il pagamento delle somme dovute al contribuente.

    5. Le disposizioni del presente articolo si applicano, in quanto compatibili, anche alle controversie pendenti davanti alla Corte di Cassazione.

  • Art. 24 ter D.Lgs. 231/2001 – (Delitti di criminalità organizzata)

    Art. 24 ter D.Lgs. 231/2001 Responsabilita Enti – (Delitti di criminalità organizzata)

    1. In relazione alla commissione di taluno dei delitti di cui agli articoli 416, sesto comma, 416-bis, 416-ter e 630 del codice penale, ai delitti commessi avvalendosi delle condizioni previste dal predetto articolo 416-bis ovvero al fine di agevolare l'attività delle associazioni previste dallo stesso articolo, nonché ai delitti previsti dall'articolo 74 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, si applica la sanzione pecuniaria da quattrocento a mille quote.

    2. In relazione alla commissione di taluno dei delitti di cui all' articolo 416 del codice penale, ad esclusione del sesto comma, ovvero di cui all'articolo 407, comma 2, lettera a), numero 5), del codice di procedura penale, si applica la sanzione pecuniaria da trecento a ottocento quote.

    3. Nei casi di condanna per uno dei delitti indicati nei commi 1 e 2, si applicano le sanzioni interdittive previste dall'articolo 9, comma 2, per una durata non inferiore ad un anno.

    4. Se l'ente o una sua unità organizzativa viene stabilmente utilizzato allo scopo unico o prevalente di consentire o agevolare la commissione dei reati indicati nei commi 1 e 2, si applica la sanzione dell'interdizione definitiva dall'esercizio dell'attività ai sensi dell'articolo 16, comma 3

  • Art. 273 TUEL – Norme transitorie

    Art. 273 TUEL – Articolo 273

    D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 – testo aggiornato

    1. Resta fermo quanto previsto dall’ articolo 10, comma 3 , e dall’ articolo 33 della legge 25 marzo 1993, n. 81 , in materia di elezioni dei consigli circoscrizionali e di adeguamento degli statuti, nonché quanto disposto dall’articolo 51, comma 01, quarto periodo, della legge 8 giugno 1990, n. 142 .

    2. Resta fermo altresì quanto previsto dall’ articolo 5 1, commi 3- ter e 3- quater, della legge 8 giugno 1990, n. 142 , fino all’applicazione della contrattazione decentrata integrativa di cui ai C.C.N.L. per il personale del comparto delle regioni e delle autonomie locali sottoscritti il ’31 marzo e il Ì aprile 1999 limitamente a quanto già attribuito antecedentemente alla stipula di detti contratti.

    3. La disposizione di cui all’articolo 5 1, comma 1, del presente testo unico relativa alla durata del mandato ha effetto dal primo rinnovo degli organi successivo alla data di entrata in vigore della legge 30 aprile 1999, n. 120 .

    4. Fino al completamento delle procedure di revisione dei consorzi e delle altre forme associative, resta fermo il disposto dell’ articolo 60 della legge 8 giugno 1990, n. 142 , e dell’ articolo 5, commi 11-ter e 11-quater, del decreto-legge 28 agosto 1995, n. 361 , convertito, con modificazioni, dalla legge 27 ottobre 1995, n. 437 .

    5. Fino all’entrata in vigore di specifica disposizione in materia, emanata ai sensi dell’ articolo 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59 , resta fermo il disposto dell’articolo 19 del regio decreto marzo 1934, n. 383, per la parte compatibile con l’ordinamento vigente.

    6. Le disposizioni degli articoli 125, 127 e 289 del testo unico della – legge comunale e provinciale, approvato con regio decreto 4 febbraio 1915, n. 148 , si applicano fino all’adozione delle modifiche statutarie e regolamentari previste dal presente testo unico.

    7. Sono fatti salvi gli effetti dei regolamenti del consiglio in materia organizzativa e contabile adottati nel periodo intercorrente tra il 18 maggio 1997 ed il 21 agosto 1999 e non sottoposti al controllo, nonché degli atti emanati in applicazione di detti regolamenti.

  • Art. 20 D.Lgs. 74/2000 – Rapporti tra procedimento penale e processo tributario

    Art. 20 D.Lgs. 74/2000 Reati Tributari – Rapporti tra procedimento penale e processo tributario

    In vigore dal 15/04/2000

    1. Il procedimento amministrativo di accertamento ed il processo tributario non possono essere sospesi per la pendenza del procedimento penale avente ad oggetto i medesimi fatti o fatti dal cui accertamento comunque dipende la relativa definizione.

    1-bis. Le sentenze rese nel processo tributario, divenute irrevocabili, e gli atti di definitivo accertamento delle imposte in sede amministrativa, anche a seguito di adesione, aventi a oggetto violazioni derivanti dai medesimi fatti per cui è stata esercitata l'azione penale, possono essere acquisiti nel processo penale ai fini della prova del fatto in essi accertato.

  • Art. 325-quater D.Lgs. 209/2005 – (Comunicazione all’AEAP delle sanzioni applicate per le violazioni delle disposizioni in materia di realizzazione e di distribuzione dei prodotti assicurativi, inclusi i prodotti di investimento assicurativo)

    Art. 325-quater D.Lgs. 209/2005 – (Comunicazione all’AEAP delle sanzioni applicate per le violazioni delle disposizioni in materia di realizzazione e di distribuzione dei prodotti assicurativi, inclusi i prodotti di investimento assicurativo)

    D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private

    1. L'IVASS comunica all'AEAP le sanzioni applicate per le violazioni alle disposizioni relative alle attività di realizzazione e di distribuzione di prodotti assicurativi, inclusi i prodotti di investimento assicurativi, ivi comprese le sanzioni pubblicate in forma anonima, o la cui pubblicazione sia stata rimandata o esclusa, nonché comunica le informazioni sulle impugnazioni dei provvedimenti e sull'esito delle stesse.

    2. L'IVASS trasmette all'AEAP con cadenza annuale informazioni aggregate relative a tutte le sanzioni amministrative e alle altre misure applicate in conformità del Capo VI del presente Titolo. (45)

  • Art. 28 CTS – Responsabilità

    Art. 28 D.Lgs. 117/2017 Codice Terzo Settore – Responsabilità

    In vigore dal 03/08/2017

    1. Gli amministratori, i direttori generali, i componenti dell'organo di controllo e il soggetto incaricato della revisione legale dei conti rispondono nei confronti dell'ente, dei creditori sociali, del fondatore, degli associati e dei terzi, ai sensi degli articoli 2392, 2393, 2393-bis, 2394, 2394-bis, 2395, 2396 e 2407 del codice civile e dell' articolo 15 del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 39, in quanto compatibili.

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.