Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 29 D.Lgs. 196/2003 – Responsabile del trattamento

    Art. 29 Codice Privacy

    Articolo abrogato dal D.Lgs. 10 agosto 2018, n. 101. Fonte: Normattiva.

  • Art. 28 D.Lgs. 196/2003 – Titolare del trattamento

    Art. 28 Codice Privacy

    Articolo abrogato dal D.Lgs. 10 agosto 2018, n. 101. Fonte: Normattiva.

  • Richiesta di convocazione assemblea condominiale: fac-simile

    Modelli e fac-simile · Condominio

    In sintesi

    Almeno due condomini che rappresentino un sesto del valore dell’edificio possono chiedere all’amministratore di convocare l’assemblea (art. 66 disp. att. c.c.). Se l’amministratore non provvede entro 10 giorni, possono convocarla direttamente i richiedenti.

    Scheda rapida

    Quando si usa
    Per chiedere la convocazione dell’assemblea
    Forma
    Scritta (raccomandata A/R o PEC)
    Invio consigliato
    Raccomandata A/R o PEC all’amministratore
    Riferimenti
    Art. 66 disp. att. c.c.

    Cos’è e quando si usa

    Oltre alle assemblee ordinarie annuali, i condomini possono ottenere la convocazione di un’assemblea straordinaria per discutere questioni urgenti o non rinviabili. L’art. 66 delle disposizioni di attuazione del codice civile prevede che la richiesta possa essere fatta da almeno due condomini che rappresentino un sesto del valore dell’edificio (in millesimi).

    La richiesta, indicando gli argomenti da trattare, va indirizzata all’amministratore. Se questi non provvede a convocare l’assemblea entro dieci giorni, i condomini richiedenti possono provvedere direttamente alla convocazione. La lettera qui sotto è il modello della richiesta all’amministratore.

    Cosa deve contenere

    • Dati dei condomini richiedenti e relativi millesimi
    • Indicazione dell’amministratore destinatario
    • Argomenti specifici da inserire all’ordine del giorno
    • Richiesta di convocazione dell’assemblea
    • Avvertimento sulla convocazione diretta dopo 10 giorni
    • Luogo, data e firme

    Fac-simile: richiesta di convocazione

    Fac-simile da compilare
    [LUOGO], [DATA]
    
    Raccomandata A/R / PEC
    
    Spett.le [NOME AMMINISTRATORE]
    Amministratore del Condominio [NOME / INDIRIZZO]
    [INDIRIZZO / PEC]
    
    Oggetto: richiesta di convocazione dell'assemblea ex art. 66 disp. att. c.c.
    
    I sottoscritti condomini dell'edificio sito in [INDIRIZZO]:
    - [NOME E COGNOME] - interno [N.] - millesimi [___]
    - [NOME E COGNOME] - interno [N.] - millesimi [___]
    
    rappresentanti complessivamente [___] millesimi (almeno un sesto del valore dell'edificio),
    
    CHIEDONO
    
    la convocazione dell'assemblea condominiale per discutere e deliberare sui seguenti argomenti:
    1. [ARGOMENTO]
    2. [ARGOMENTO]
    
    La preghiamo di provvedere alla convocazione nei termini di legge. Decorsi inutilmente dieci giorni dal ricevimento della presente, provvederemo direttamente alla convocazione ai sensi dell'art. 66 disp. att. c.c.
    
    Distinti saluti.
    
    [FIRME DEI RICHIEDENTI]

    I campi tra parentesi quadre [COSÌ] vanno sostituiti con i tuoi dati. Verifica sempre date, importi e riferimenti prima dell’invio.

    Come inviarlo e conservarlo

    Invia la richiesta all’amministratore con raccomandata A/R o PEC, firmata da almeno due condomini che insieme rappresentino un sesto dei millesimi. Indica con chiarezza gli argomenti da porre all’ordine del giorno: l’assemblea può deliberare solo su quanto è stato regolarmente inserito.

    Se l’amministratore non convoca entro dieci giorni, i richiedenti possono convocare direttamente l’assemblea, rispettando le formalità (avviso a tutti i condomini almeno cinque giorni prima della prima convocazione, con ordine del giorno). In caso di dubbi sui millesimi o sulle maggioranze, conviene farsi assistere.

    Errori da evitare

    • Inviare la richiesta firmata da un solo condomino o senza il sesto dei millesimi
    • Non specificare gli argomenti dell’ordine del giorno
    • Convocare direttamente prima che siano decorsi i 10 giorni
    • Omettere l’avviso a tutti i condomini nei termini, in caso di convocazione diretta

    Domande frequenti

    Quanti condomini servono per chiedere l'assemblea?
    Almeno due condomini che insieme rappresentino un sesto del valore dell’edificio (in millesimi), ai sensi dell’art. 66 disp. att. c.c.
    Cosa succede se l'amministratore non convoca?
    Se non provvede entro dieci giorni dalla richiesta, i condomini richiedenti possono convocare direttamente l’assemblea, rispettando le formalità di avviso a tutti i condomini.
    L'assemblea può decidere su qualsiasi tema?
    No, solo sugli argomenti inseriti all’ordine del giorno e regolarmente comunicati. Per questo è importante indicarli con precisione nella richiesta di convocazione.

    Questo modello ha finalità divulgativa e va adattato alla tua situazione concreta. Non sostituisce la consulenza di un avvocato o di un professionista qualificato: per controversie di valore o in caso di dubbio, fatti assistere prima di inviare comunicazioni con effetti giuridici.

  • Art. 25 D.Lgs. 196/2003 – Divieti di comunicazione e diffusione

    Art. 25 Codice Privacy

    Articolo abrogato dal D.Lgs. 10 agosto 2018, n. 101. Fonte: Normattiva.

  • Art. 78 DPR 445/2000 – Norme che rimangono in vigore

    Art. 78 DPR 445/2000 – Norme che rimangono in vigore

    Decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 – Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa

    1. 1. Dalla data di entrata in vigore del presente testo unico restano comunque in vigore: a) le vigenti disposizioni legislative e regolamentari in materia di trasmissione delle dichiarazioni fiscali di cui al D.P.R. 22 luglio 1998, n. 322 , al D.P.R. 14 ottobre 1999, n. 542 , al D.P.R. 10 marzo 2000, n. 100, al decreto direttoriale 31 luglio 1998, al decreto direttoriale 29 marzo 2000, al D.M. 31 maggio 1999, n. 164 , e le disposizioni di cui al decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 109 concernenti la dichiarazione sostitutiva unica per la determinazione dell'indicatore della situazione economica equivalente dei soggetti che richiedono prestazioni sociali agevolate; b) il D.P.R. 26 ottobre 1972 n. 642 in materia di imposta di bollo; c) gli articoli 18 e 30 della legge 7 agosto 1990 n. 241 ; d) l'articolo 2, comma 15, secondo periodo della legge 24 dicembre 1993 n. 537 ; e) le disposizioni in materia di dati personali di cui alla legge 31 dicembre 1996, n. 675 e ai decreti legislativi adottati in attuazione delle leggi 31 dicembre 1996, n. 676 e 6 ottobre 1998, n. 344 ; f) fino alla loro sostituzione, i regolamenti ministeriali, le direttive e i decreti ministeriali a contenuto generale, nonché le regole tecniche già emanate alla data di entrata in vigore del presente testo unico; g) tutte le disposizioni legislative in materia di conservazione di beni archivistici di cui al capo il del d.Lgs. 29 ottobre 1999, n. 490.

    2. Per le forze di polizia, restano in vigore, con riferimento agli articoli 43, comma 4, 59 e 60, le particolari disposizioni di legge e di regolamento concernenti i trattamenti di dati personali da parte delle forze dell'ordine, ai sensi dell' articolo 4 legge 31 dicembre 1996, n. 675 . TAVOLA DI CORRISPONDENZA DEI RIFERIMENTI PREVIGENTI AL TESTO UNICO DELLE DISPOSIZIONI LEGISLATIVE E REGOLAMENTARI IN MATERIA DI DOCUMENTAZIONE AMMINISTRATIVA

  • Art. 100 L. 633/1941

    Art. 100 L. 633/1941

    Testo vigente verificato su Normattiva. Scheda in arricchimento editoriale.

    Il titolo dell'opera, quando individui l'opera stessa, non può essere riprodotto sopra altra opera senza il consenso dell'autore.

    Il divieto non si estende ad opere che siano di specie o carattere così diverso da risultare esclusa ogni possibilità di confusione.

    È vietata egualmente, nelle stesse condizioni, la riproduzione delle rubriche che siano adoperate nella pubblicazione periodica in modo così costante da individuare l'abituale e caratteristico contenuto della rubrica.

    Il titolo del giornale, delle riviste o di altre pubblicazioni periodiche non può essere riprodotto in altre opere della stessa specie o carattere, se non siano decorsi due anni da quando è cessata la pubblicazione del giornale.

    Fonte: Normattiva.it.

  • Art. 23 D.Lgs. 196/2003 – Consenso

    Art. 23 Codice Privacy

    Articolo abrogato dal D.Lgs. 10 agosto 2018, n. 101. Fonte: Normattiva.

  • Art. 101 L. 633/1941

    Art. 101 L. 633/1941

    Testo vigente verificato su Normattiva. Scheda in arricchimento editoriale.

    La riproduzione di informazioni e notizie è lecita purché non sia effettuata con l'impiego di atti contrari agli usi onesti in materia giornalistica e purché se ne citi la fonte.

    Sono considerati atti illeciti: a) la riproduzione o la radiodiffusione, senza autorizzazione, dei bollettini di informazioni distribuiti dalle agenzie giornalistiche o di informazioni, prima che siano trascorse sedici ore dalla diramazione del bollettino stesso e, comunque, prima della loro pubblicazione in un giornale o altro periodico che ne abbia ricevuto la facoltà da parte dell'agenzia.

    A tale fine, affinchè le agenzie suddette abbiano azione contro coloro che li abbiano illecitamente utilizzati, occorre che i bollettini siano muniti dell'esatta indicazione del giorno e dell'ora di diramazione; b) la riproduzione sistematica di informazioni o notizie, pubblicate o radiodiffuse, a fine di lucro, sia da parte di giornali o altri periodici, sia da parte di imprese di radiodiffusione.

    Fonte: Normattiva.it.

  • Contratto a tempo determinato nel CCNL Vetro e Lampade (Assovetro): causali e durata

    CCNL Vetro e Lampade (Assovetro)

    Contratto a tempo determinato nel CCNL Vetro e Lampade (Assovetro): causali e durata

    Il contratto a tempo determinato consente di assumere per un periodo predefinito, ma entro limiti stringenti di durata, causali e numero. Dopo il Decreto Dignità molti di questi limiti rinviano espressamente alla contrattazione collettiva: conoscerli evita la conversione del rapporto a tempo indeterminato.

    In sintesi

    Il contratto a termine dura al massimo 24 mesi; oltre i 12 richiede una causale (esigenze tecnico-organizzative, sostituzione o causali individuate dal CCNL). Sono ammesse al massimo 4 proroghe e vanno rispettati gli intervalli di stop&go. Il superamento dei limiti comporta la conversione a tempo indeterminato. Matura il diritto di precedenza.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Assovetro (Confindustria) · Filctem-Cgil · Femca-Cisl · Uiltec-Uil
    Istituti trattati
    Contratto a termine · Causali e durata · Proroghe, rinnovi e precedenza
    Riferimenti
    D.Lgs. 81/2015, artt. 19-29 (contratto a termine, Decreto Dignità) · CCNL per causali e contingentamento
    Fonte
    Testo del CCNL depositato presso il CNEL

    I limiti in sintesi

    La disciplina del contratto a tempo determinato (D.Lgs. 81/2015, come modificato dal Decreto Dignità) fissa alcuni limiti inderogabili e rinvia per il resto al contratto collettivo. La tabella riepiloga i principali.

    Contratto a termine — limiti di legge e rinvio al CCNL
    Aspetto Regola di legge Ruolo del CCNL
    Durata massima 24 mesi (rinnovi e proroghe inclusi, pari livello) Può prevedere durate diverse in casi specifici
    Causale Necessaria oltre 12 mesi e per i rinnovi Individua causali ulteriori (art. 19)
    Tetto di contingentamento 20% degli stabili al 1° gennaio Può fissare una percentuale diversa
    Proroghe Massimo 4 nei 24 mesi —
    Intervalli (stop&go) 10 gg (≤ 6 mesi) / 20 gg (> 6 mesi) Esenzione per attività stagionali
    Diritto di precedenza Dopo 6 mesi nella stessa azienda Disciplina termini e modalità
    Le percentuali e le causali specifiche del settore sono fissate dal CCNL: per i valori esatti si rinvia al testo contrattuale vigente.

    Durata, causali e limiti

    La disciplina del contratto a termine, ridisegnata dal Decreto Dignità, poggia su alcuni paletti che il CCNL integra.

    Durata e causali

    La durata massima è di 24 mesi (sommando rinnovi e proroghe per mansioni di pari livello). Fino a 12 mesi il contratto può essere privo di causale; oltre i 12 mesi occorre una causale: sostituzione, esigenze tecnico-organizzative o le causali individuate dal contratto collettivo.

    Proroghe e rinnovi

    Sono ammesse al massimo 4 proroghe nei 24 mesi; il rinnovo richiede sempre la causale. Tra due contratti a termine vanno rispettati gli intervalli di 10 giorni (contratti fino a 6 mesi) o 20 giorni (oltre i 6 mesi).

    Conversione e precedenza

    Il superamento dei limiti di durata, del numero di proroghe o degli intervalli comporta la conversione del rapporto a tempo indeterminato. Dopo 6 mesi nella stessa azienda matura inoltre il diritto di precedenza nelle assunzioni stabili per mansioni equivalenti.

    Diritto di precedenza e conversione

    Due conseguenze meritano attenzione. La prima è il diritto di precedenza: il lavoratore che ha prestato attività a termine per più di sei mesi presso la stessa azienda ha titolo di preferenza nelle assunzioni a tempo indeterminato per mansioni equivalenti effettuate nei mesi successivi, a condizione di manifestare la propria volontà nei termini. La seconda è la conversione: il superamento dei limiti di durata, del numero di proroghe o degli intervalli, e l’assenza della causale dove richiesta, determinano la trasformazione del rapporto a tempo indeterminato fin dal momento della violazione.

    Casi pratici

    Tizio — quinta proroga
    Tizio ha già avuto quattro proroghe del contratto a termine. Una quinta proroga, pur restando entro i 24 mesi, supera il numero massimo consentito: dal momento della quinta proroga il rapporto si considera a tempo indeterminato.
    Caia — nuovo contratto senza rispettare l’intervallo
    Caia conclude un contratto a termine di 8 mesi e viene riassunta dopo soli 10 giorni. Per i contratti superiori a 6 mesi l’intervallo minimo è di 20 giorni: il mancato rispetto dello stop&go comporta la trasformazione del secondo contratto a tempo indeterminato.

    Domande frequenti

    Il contratto a termine deve indicare una causale?
    Non sempre: fino a 12 mesi può essere acausale. Oltre i 12 mesi, e per i rinnovi, serve una causale — esigenze di sostituzione, ragioni tecnico-organizzative o le causali individuate dal CCNL.
    Quante proroghe sono ammesse?
    Al massimo quattro nell’arco dei 24 mesi, a prescindere dal numero di contratti. La quinta proroga determina la trasformazione del rapporto a tempo indeterminato.
    Che cosa sono gli intervalli di stop&go?
    Sono i giorni che devono intercorrere tra due contratti a termine con lo stesso lavoratore: 10 giorni se il primo contratto era fino a 6 mesi, 20 giorni se superiore. Le attività stagionali ne sono esenti.
    Quando il contratto a termine si trasforma a tempo indeterminato?
    Quando si superano i 24 mesi complessivi, le 4 proroghe, gli intervalli di stop&go, o manca la causale dove richiesta. In questi casi il rapporto si considera a tempo indeterminato fin dalla violazione.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi 2026, preavviso, modulo telematico, giusta causa, preavviso e licenziamento 2026, ferie, permessi e ROL 2026, maternità, paternità e congedi 2026 e tredicesima, quattordicesima e premi 2026.

    Contenuto divulgativo aggiornato alle regole generali di legge (D.Lgs. 81/2015). Per causali, percentuali di contingentamento e casi di stagionalità si rinvia sempre al testo del CCNL vigente.

  • Art. 21 D.Lgs. 196/2003 – Principi applicabili al trattamento di dati giudiziari

    Art. 21 Codice Privacy

    Articolo abrogato dal D.Lgs. 10 agosto 2018, n. 101. Fonte: Normattiva.

  • Art. 322 D.Lgs. 209/2005 – Doveri del revisore legale e della società di revisione legale

    Art. 322 D.Lgs. 209/2005 – Doveri del revisore legale e della società di revisione legale

    D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private

    1. il revisore legale e i legali rappresentanti della società di revisione legale di un'impresa di assicurazione o di riassicurazione che omettono le comunicazioni previste dall'articolo 190, commi 1, 2 e 4, sono segnalati dall'IVASS alla CONSOB ai fini dell'adozione dei provvedimenti di competenza.

    2. La medesima segnalazione è disposta nei confronti del revisore legale e dei legali rappresentanti della società di revisione legale che sono incaricate dalle società che controllano un'impresa di assicurazione o di riassicurazione o che sono da queste controllate i quali omettono le comunicazioni previste dall'articolo 190, commi 1, 2, 4 e

    5. 3. La CONSOB informa l'IVASS dei provvedimenti adottati.

  • Art. 17 D.Lgs. 196/2003 – Trattamento che presenta rischi specifici

    Art. 17 Codice Privacy

    Articolo abrogato dal D.Lgs. 10 agosto 2018, n. 101. Fonte: Normattiva.

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.