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Ultimo aggiornamento: 31 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • Obbligo aggravato di salvataggio: quando la nave o l'aeromobile in pericolo è del tutto incapace di manovrare o riprendere il volo, il comandante del mezzo soccorritore deve tentare il salvataggio delle persone a bordo.
  • Fallback all'assistenza: se il salvataggio non è materialmente possibile, l'obbligo si converte nel tentativo di prestare assistenza, nei limiti sanciti dall'art. 981.
  • Estensione alle acque interne: l'obbligo riguarda anche le persone in pericolo di perdersi in mare o in acque interne, ampliando la portata geografica della norma.
  • Coordinamento con l'articolo precedente: le circostanze e i limiti entro cui opera l'obbligo sono quelli già definiti dall'art. 981, evitando duplicazioni normative.
  • Natura imperativa: l'obbligo è inderogabile per il comandante; la sua violazione integra responsabilità penale e civile.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 982 Codice della Navigazione — Obbligo di salvataggio e di assistenza a persone in pericolo

R.D. 30 marzo 1942, n. 327 — Codice della navigazione

Quando la nave o l'aeromobile in pericolo sono del tutto incapaci, rispettivamente, di manovrare o di riprendere il volo, il comandante dell'aeromobile soccorritore è tenuto, nelle circostanze e nei limiti indicati dall'articolo precedente, a tentare il salvataggio, o, quando ciò non sia possibile, l'assistenza delle persone. È del pari obbligatorio, negli stessi limiti, il tentativo di salvare o di prestare assistenza, a persone che siano in mare o in acque interne in pericolo di perdersi.

Commento

Ratio e collocazione sistematica

L'art. 982 del Codice della navigazione si inserisce nella disciplina delle operazioni di soccorso aeronautico e marittimo, ponendo a carico del comandante del mezzo soccorritore un obbligo specifico e aggravato di intervento quando la situazione di pericolo della nave o dell'aeromobile assistito raggiunge il livello massimo di criticità: la totale incapacità di manovra o di riprendere il volo. La norma rappresenta uno degli snodi fondamentali del sistema di solidarietà che il legislatore del 1942 ha voluto edificare attorno alla navigazione, affiancando al dovere generale di soccorso (art. 981) un obbligo più intenso che scatta al verificarsi di presupposti specifici.

Presupposti dell'obbligo aggravato

Il meccanismo normativo si articola in due condizioni cumulative. La prima è la condizione del mezzo in pericolo: la nave o l'aeromobile deve essere «del tutto incapace» di manovrare o di riprendere il volo; non è sufficiente una difficoltà transitoria o parziale, occorre una situazione di completa inabilità operativa. La seconda è la situazione del soccorritore: l'obbligo opera «nelle circostanze e nei limiti indicati dall'articolo precedente», ossia entro i margini di sicurezza che non espongono a loro volta il mezzo e il suo equipaggio a rischi sproporzionati. Il richiamo all'art. 981 costituisce così una clausola di razionalità che impedisce che l'obbligo di soccorso si trasformi in un obbligo suicida.

La graduazione dell'intervento: salvataggio e assistenza

La norma distingue due livelli di intervento. Il primo è il salvataggio, inteso come il recupero fisico delle persone a bordo del mezzo in pericolo; il secondo è l'assistenza, che comprende tutte le operazioni di supporto (trasmissione di segnali, fornitura di carburante, guida verso un porto sicuro) che pur non comportando il trasferimento delle persone ne aumentano le probabilità di sopravvivenza. Il comandante è tenuto a tentare il salvataggio in prima battuta; solo quando ciò non sia possibile si riduce all'assistenza, in una logica di progressiva mitigazione del rischio per i naufraghi.

Estensione alle persone in mare o in acque interne

Il secondo periodo dell'art. 982 estende l'obbligo al caso di persone che si trovino in mare o in acque interne «in pericolo di perdersi», indipendentemente dal fatto che provengano da una nave o da un aeromobile. La formula «in pericolo di perdersi» è più ampia di quella di naufragio in senso stretto e comprende ogni situazione in cui la vita della persona è seriamente a rischio a causa dell'elemento acquatico: nuotatori in difficoltà, persone cadute da imbarcazioni, vittime di disastri alluvionali nelle acque interne. Anche in questo caso l'obbligo è temperato dai limiti dell'art. 981 e, per le acque interne, dall'esistenza di mezzi di soccorso organizzati a terra.

Profili di responsabilità e coordinamento internazionale

La violazione dell'obbligo previsto dall'art. 982 espone il comandante a responsabilità penale ai sensi degli artt. 1113 e 1139 del Codice della navigazione, nonché alle norme del codice penale sull'omissione di soccorso (art. 593 c.p.). Sul piano internazionale, l'obbligo di soccorso in mare è codificato dalla Convenzione SOLAS 1974 (regola V/33) e dalla Convenzione SAR di Amburgo 1979, che impongono agli Stati parte di coordinare le operazioni di ricerca e soccorso nelle rispettive zone SAR (Search and Rescue). Per il soccorso aeronautico, la Convenzione di Chicago 1944 (Annesso 12) istituisce un sistema analogo di regioni SAR e procedure standardizzate ICAO. Il Codice della navigazione si coordina con questi strumenti internazionali attraverso il principio di prevalenza delle convenzioni ratificate dall'Italia.

Casi pratici

Caso 1: Aeromobile commerciale e nave da pesca immobilizzata

Un aeromobile commerciale pilotato da Tizio sorvola il Mediterraneo e individua una nave da pesca totalmente priva di propulsione e alla deriva in acque agitate. Poiché la nave è incapace di manovrare, Tizio è obbligato, nei limiti di sicurezza del proprio mezzo, a tentare il salvataggio o almeno l'assistenza dell'equipaggio, segnalando la posizione al centro di coordinamento SAR e restando in zona finché non arriva un mezzo di soccorso.

Caso 2: Idrovolante e persone disperse in acque interne

Caio, comandante di un idrovolante in missione di ricognizione, avvista due persone aggrappate ai resti di un'imbarcazione capovolta su un lago, in pericolo di annegare. Pur non essendovi un aeromobile o una nave in pericolo, l'art. 982 obbliga Caio a tentare l'assistenza delle persone, ammarando se la sicurezza lo consente o lanciando attrezzatura di sopravvivenza e segnalando la posizione ai soccorsi.

Caso 3: Conflitto tra sicurezza del soccorritore e obbligo di intervento

Sempronio comanda un piccolo aeromobile monomotore e individua i passeggeri di un aeromobile precipitato in mare in condizioni meteo estreme. Il centro SAR lo informa che un'azione di salvataggio diretto esporrebbe il suo mezzo a rischio di incidente; in questo caso, nei limiti dell'art. 981 richiamato dall'art. 982, Sempronio assolve il proprio obbligo coordinando i soccorsi via radio e mantenendo il contatto visivo finché le condizioni meteo migliorano.

Domande frequenti

L'obbligo di salvataggio dell'art. 982 vale solo per aeromobili o anche per navi?

L'articolo è formulato in modo da applicarsi sia all'aeromobile soccorritore sia, per quanto compatibile, alle navi; la rubrica parla genericamente di obbligo del comandante del mezzo soccorritore.

Cosa succede se il comandante non rispetta l'obbligo di soccorso?

La violazione dell'obbligo comporta responsabilità penale ai sensi degli artt. 1113 e 1139 del Codice della navigazione, nonché per omissione di soccorso ex art. 593 c.p., oltre alla responsabilità civile per i danni causati.

L'obbligo si applica anche se il soccorso mette a rischio il mezzo soccorritore?

No: la norma opera nei limiti fissati dall'art. 981, che esclude l'obbligo quando il soccorso esporrebbe il mezzo soccorritore o il suo equipaggio a un pericolo sproporzionato.

L'art. 982 si applica alle acque interne come fiumi e laghi?

Sì, il secondo periodo dell'articolo estende espressamente l'obbligo alle persone in pericolo di perdersi in acque interne, non solo in mare.

Qual è la differenza tra salvataggio e assistenza ai sensi dell'art. 982?

Il salvataggio implica il recupero fisico delle persone a bordo del mezzo in pericolo, mentre l'assistenza comprende operazioni di supporto (segnalazioni, fornitura di mezzi di sopravvivenza, guida) che non comportano necessariamente il trasferimento delle persone.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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