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Ultimo aggiornamento: 31 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • Il bene è sottoposto al vincolo preordinato all'esproprio quando diventa efficace il piano urbanistico che prevede l'opera.
  • Il vincolo dura cinque anni.
  • Entro tale termine deve intervenire la dichiarazione di pubblica utilità.
  • Scaduto il vincolo senza dichiarazione, esso decade.
  • Il vincolo può essere reiterato con motivazione ed eventuale indennizzo.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 9 T.U. Espropriazione — Vincoli derivanti da piani urbanistici

D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327 — Testo unico in materia di espropriazione per pubblica utilità

1. Un bene è sottoposto al vincolo preordinato all’esproprio quando diventa efficace l’atto di approvazione del piano urbanistico generale, ovvero una sua variante, che prevede la realizzazione di un’opera pubblica o di pubblica utilità. 2. Il vincolo preordinato all’esproprio ha la durata di cinque anni. Entro tale termine, può essere emanato il provvedimento che comporta la dichiarazione di pubblica utilità dell’opera.

3. Se non è tempestivamente dichiarata la pubblica utilità dell’opera, il vincolo preordinato all’esproprio decade e trova applicazione la disciplina dettata dall’articolo 9 del testo unico in materia edilizia approvato con d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380.

4. Il vincolo preordinato all’esproprio, dopo la sua decadenza, può essere motivatamente reiterato, con la rinnovazione dei procedimenti previsti al comma 1, e tenendo conto delle esigenze di soddisfacimento degli standard.

5. Nel corso dei cinque anni di durata del vincolo preordinato all’esproprio, il consiglio comunale può motivatamente disporre o autorizzare che siano realizzate sul bene vincolato opere pubbliche o di pubblica utilità diverse da quelle originariamente previste nel piano urbanistico generale. In tal caso, se la Regione o l’ente da questa delegato all’approvazione del piano urbanistico generale non manifesta il proprio dissenso entro il termine di novanta giorni, decorrente dalla ricezione della delibera del Consiglio comunale e della relativa completa documentazione, si intende approvata la determinazione del Consiglio comunale, che in una successiva sedutane dispone l’efficacia.

6. Salvo quanto previsto dal comma 5, nulla è innovato in ordine alla normativa statale o regionale sulla adozione e sulla approvazione degli strumenti urbanistici.

Commento

Oggetto e ratio

L'art. 9 disciplina la prima fase del procedimento: l'apposizione del vincolo preordinato all'esproprio derivante dagli strumenti urbanistici. Il vincolo individua i beni destinati alla realizzazione dell'opera e segna l'inizio del percorso che può condurre all'espropriazione.

La nascita del vincolo

Il bene è sottoposto al vincolo preordinato all'esproprio quando diventa efficace l'atto di approvazione del piano urbanistico generale, o di una sua variante, che prevede la realizzazione di un'opera pubblica o di pubblica utilità su quel bene. È quindi lo strumento urbanistico a generare il vincolo.

La durata quinquennale

Il vincolo ha una durata determinata: cinque anni. Entro questo termine deve intervenire la dichiarazione di pubblica utilità dell'opera; in mancanza, il vincolo perde efficacia. La temporaneità tutela il proprietario contro limitazioni a tempo indeterminato della sua proprietà.

La decadenza

Decorso inutilmente il quinquennio senza che sia intervenuta la dichiarazione di pubblica utilità, il vincolo decade. Tornano allora applicabili le previsioni urbanistiche per le zone limitrofe o quelle stabilite in via transitoria, in attesa di una nuova disciplina dell'area.

La reiterazione del vincolo

Il vincolo decaduto può essere reiterato dall'amministrazione, ma non automaticamente: occorre un'adeguata motivazione, che dia conto dell'attualità dell'interesse pubblico, e può essere dovuto un indennizzo per la reiterazione, in quanto la nuova compressione della proprietà non può gravare sul privato senza compenso.

Profili pratici e tutela

Per il proprietario è importante conoscere la data di efficacia del vincolo e vigilare sul rispetto del termine quinquennale. La reiterazione priva di adeguata motivazione o senza indennizzo è illegittima e impugnabile davanti al giudice amministrativo. Il regime del vincolo incide inoltre sulla valutazione del bene, poiché i vincoli preordinati all'esproprio non rilevano in senso riduttivo nella stima dell'indennità.

Vincolo, proprietà e indennizzabilità

Il vincolo preordinato all'esproprio comprime in modo significativo le facoltà del proprietario, che vede il proprio bene destinato alla futura acquisizione pubblica. Proprio per questo la legge ne limita la durata e ne disciplina con rigore la reiterazione: la reiterazione di vincoli che superano la normale tollerabilità, incidendo a lungo sul godimento del bene, può fondare il diritto a un indennizzo. La giurisprudenza ha distinto i vincoli conformativi, che riguardano in via generale intere categorie di beni e non sono di per sé indennizzabili, dai vincoli preordinati all'esproprio o sostanzialmente espropriativi, che incidono su beni determinati e possono dar luogo a ristoro.

Casi pratici

Caso 1: Vincolo da variante

Una variante al piano urbanistico destina il terreno di Tizio a una nuova strada: da quel momento il bene è sottoposto al vincolo preordinato all'esproprio per cinque anni.

Caso 2: Vincolo decaduto

Trascorsi cinque anni senza dichiarazione di pubblica utilità, il vincolo sul fondo di Caio decade e l'area torna soggetta alla disciplina urbanistica applicabile.

Caso 3: Reiterazione contestata

Il Comune reitera il vincolo sul terreno di Sempronio senza adeguata motivazione né indennizzo: l'atto è impugnabile per illegittimità.

Domande frequenti

Quando nasce il vincolo preordinato all'esproprio?

Quando diventa efficace l'approvazione del piano urbanistico generale o di una variante che prevede l'opera su quel bene.

Quanto dura il vincolo?

Cinque anni: entro tale termine deve intervenire la dichiarazione di pubblica utilità, altrimenti il vincolo decade.

Il vincolo può essere reiterato?

Sì, ma con adeguata motivazione sull'attualità dell'interesse pubblico e, di regola, con un indennizzo per la reiterazione.

Il vincolo riduce il valore del bene nella stima?

No: i vincoli preordinati all'esproprio non rilevano in senso riduttivo nella determinazione dell'indennità.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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