In sintesi
- Soggetti legittimati: condannato stesso o suoi prossimi congiunti (ex articolo 307 c.p.)
- Procuratore generale presso Corte d'Appello del distretto della sentenza di condanna
- Persone indicate come prossimi congiunti possono unire richiesta a quella del procuratore generale
- Se condannato è morto, possono chiedere revisione erede o prossimo congiunto
Testo dell'articoloVigente
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 632 c.p.p. – Soggetti legittimati alla richiesta
Testo vigente — D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)
Soggetti legittimati alla richiesta
1. Possono chiedere la revisione:
a) il condannato o un suo prossimo congiunto ovvero la persona che ha sul condannato l’autorità tutoria e, se il condannato è morto, l’erede o un prossimo congiunto;
b) il procuratore generale presso la corte di appello nel cui distretto fu pronunciata la sentenza di condanna. Le persone indicate nella lettera a) possono unire la propria richiesta a quella del procuratore generale.
Stesso numero, altri codici
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
In sintesi
Revisione può essere richiesta dal condannato, da un suo prossimo congiunto, dal procuratore generale della Corte d'Appello competente territoriale.
Ratio
L'articolo 632 disciplina la legittimazione attiva a proporre revisione, operando una scelta del legislatore circa i soggetti il cui interesse alla revisione è tutelato. La ratio è fornire una legittimazione ampia (il condannato stesso e i suoi congiunti hanno interesse diretto alla riapertura del processo), ma anche garantire che l'organo pubblico preposto alla ricerca della verità (procuratore generale) possa autonomamente promuovere la revisione quando ravvisi elementi significativi di errore giudiziale, indipendentemente dalla volontà del condannato.
Analisi
La lettera a) elenca i soggetti privati legittimati: il condannato stesso (interesse primario), un 'prossimo congiunto' secondo l'articolo 307 c.p. (genitori, figli, coniuge, fratelli, nonni). Se il condannato è morto, l'eredità universale o un prossimo congiunto possono proporre revisione 'per ottenere la riabilitazione postuma' o per motivi di interesse morale/patrimoniale (es. l'erede desidera pulire il nome della famiglia). La lettera b) prevede il procuratore generale presso la Corte d'Appello nel cui distretto fu pronunciata la sentenza di condanna: non il procuratore della Repubblica locale, ma il procuratore generale dell'organo d'appello territorialmente competente. La norma specifica che i privati 'possono unire' la propria richiesta a quella del procuratore generale, creando un unico procedimento.
Quando si applica
La norma opera quando un soggetto desidera presentare domanda di revisione. Esempio concreto: Tizio è stato condannato dal Tribunale di Roma per omicidio colposo, e la sentenza è confermata dalla Corte d'Appello di Roma. Tizio vuole presentare revisione: è legittimato in quanto condannato. Se Tizio muore, suo figlio può continuare la causa di revisione in quanto prossimo congiunto. In parallelo, il procuratore generale della Corte d'Appello di Roma (non il procuratore della Repubblica di Roma) potrebbe indipendentemente proporre revisione se venuto a conoscenza di prove nuove che provano l'innocenza di Tizio.
Connessioni
L'articolo 632 si collega all'articolo 629 (condizioni generali di revisione) e all'articolo 630 (casi di revisione). Rimanda all'articolo 307 c.p. per la definizione di 'prossimo congiunto'. È correlato alle norme sulla parte civile (articoli 76-101 c.p.p.) e sulla costituzione di parte nel processo. La legittimazione del procuratore generale riflette la sua funzione istituzionale di garante dell'interesse pubblico alla giustizia sostanziale, non meramente processuale.
Casi pratici
Caso 1: Tizio è condannato per furto e sconta la pena
Anni dopo, Tizio muore. Suo figlio Caio, erede universale, scopre prove nuove dell'innocenza del padre. Caio è legittimato a presentare domanda di revisione secondo l'articolo 632 lettera a) in qualità di prossimo congiunto. La revisione procede nel nome di Tizio (condannato defunto), per ottenere l'assoluzione postuma e la riabilitazione del nome della famiglia. Caio firma il ricorso con i suoi avvocati; la Corte di Cassazione accoglie la revisione e pronuncia l'assoluzione posticcia di Tizio.
Caso 2: Sempronio è condannato dalla Corte d'Appello di Milano per truffa
Negli anni, il procuratore generale presso la Corte d'Appello di Milano (non il procuratore della Repubblica di Milano, che è organo d'accusa a primo grado) viene a conoscenza di prove nuove che provano l'innocenza di Sempronio: uno dei testimoni chiave confessa di aver reso falsa testimonianza per favore della parte civile. Il procuratore generale decide autonomamente di proporre revisione per conto dello Stato senza che Sempronio lo richieda. Sempronio, appreso della iniziativa, decide di unire la propria richiesta a quella del procuratore generale secondo il comma 2. La revisione è presentata congiuntamente e procede in unico procedimento.
Domande frequenti
Chi sono esattamente i 'prossimi congiunti' che possono chiedere revisione?
Secondo l'articolo 307 c.p., sono: ascendenti (genitori, nonni), discendenti (figli, nipoti), coniuge, fratelli e sorelle. Non sono inclusi cugini, zii, o affini.
Se il condannato muore, chi può continuare la causa di revisione?
L'erede universale o un prossimo congiunto. L'interesse alla revisione non estingue con la morte del condannato; è trasmissibile ai successori.
È il procuratore della Repubblica locale che propone revisione o il procuratore generale?
È il procuratore generale presso la Corte d'Appello nel cui distretto fu pronunciata la sentenza di condanna (lettera b). Non il procuratore della Repubblica di primo grado.
Io e il procuratore generale possiamo chiedere revisione dello stesso fatto contemporaneamente?
Sì. Tu e il procuratore generale potete presentare due richieste separate, oppure unire la vostra richiesta in unico procedimento secondo il comma 2 della lettera b).
Se presento revisione per conto di mio padre deceduto, chi sottoscrive il ricorso?
Tu sottoscrivi il ricorso in qualità di prossimo congiunto (e se sei erede, anche come erede). Il ricorso è formalmente presentato a nome del condannato (tuo padre), per la cui riabilitazione si persegue.