Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti

Testo dell'articoloVigente

Art. 59 L. 354/1975 – Istituti per adulti

Legge 26 luglio 1975, n. 354 – Norme sull’ordinamento penitenziario e sull’esecuzione delle misure privative e limitative della libertà

Gli istituti per adulti dipendenti dall’amministrazione penitenziaria si distinguono in:
1) istituti di custodia preventiva;
2) istituti per l’esecuzione delle pene;
3) istituti per l’esecuzione delle misure di sicurezza;
4) centri di osservazione.

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In sintesi

  • L'art. 59 classifica gli istituti penitenziari per adulti.
  • Distingue istituti di custodia preventiva, per l'esecuzione delle pene e per le misure di sicurezza.
  • Riflette le diverse posizioni giuridiche dei ristretti.
  • È la base dell'organizzazione del sistema penitenziario.
  • Si collega alla differenziazione degli istituti (art. 64).
Indice dei contenuti

La classificazione degli istituti

L'art. 59 apre il capo dedicato all'organizzazione penitenziaria classificando gli istituti per adulti dipendenti dall'amministrazione penitenziaria. La distinzione per tipologia riflette le diverse posizioni giuridiche delle persone ristrette e le diverse finalità della restrizione, ed è il fondamento dell'organizzazione del sistema.

Le tre categorie

Gli istituti per adulti si distinguono in: istituti di custodia preventiva (per gli imputati in attesa di giudizio); istituti per l'esecuzione delle pene (per i condannati definitivi); istituti per l'esecuzione delle misure di sicurezza (per gli internati). La tripartizione corrisponde alle tre situazioni fondamentali: chi è ancora sotto processo, chi sconta una pena e chi è sottoposto a una misura di sicurezza.

La ratio della distinzione

La distinzione non è meramente formale: a ciascuna categoria corrispondono esigenze diverse. Agli imputati si applica la presunzione di non colpevolezza (art. 1) e non un trattamento rieducativo coatto; ai condannati si applica il trattamento rieducativo; agli internati, sottoposti a misure di sicurezza fondate sulla pericolosità, si applica un regime orientato al superamento di tale pericolosità.

Il collegamento con la separazione

La classificazione si collega al principio di separazione (art. 14): imputati e condannati devono essere ospitati in istituti o sezioni distinti. La diversa posizione giuridica impone trattamenti e regimi differenziati, che la classificazione degli istituti consente di realizzare sul piano organizzativo.

Il rapporto con la differenziazione

L'art. 59 si integra con l'art. 64, che impone di organizzare i singoli istituti con caratteristiche differenziate in relazione alla posizione giuridica dei ristretti e alle necessità di trattamento. La classificazione e la differenziazione sono i due strumenti attraverso cui il sistema adatta le strutture alle diverse esigenze.

L'evoluzione del sistema

La classificazione dell'art. 59 va letta alla luce dell'evoluzione del sistema: alcune categorie storiche (come le case mandamentali) hanno perso rilievo, mentre l'organizzazione si è adeguata alle riforme processuali e penitenziarie. La cornice normativa resta però il riferimento per comprendere la tipologia degli istituti.

Profili pratici

Per la persona ristretta, la classificazione degli istituti determina il contesto in cui si trova: imputato in custodia preventiva, condannato in esecuzione di pena o internato in misura di sicurezza. La corretta collocazione, coerente con la posizione giuridica, è una garanzia connessa al principio di separazione e alla differenziazione del trattamento.

Casi pratici

Caso 1: Imputato in custodia preventiva

Tizio, in attesa di giudizio, è ospitato in un istituto di custodia preventiva: gli si applica la presunzione di non colpevolezza, non il trattamento rieducativo coatto.

Caso 2: Condannato in esecuzione

Caio, condannato definitivo, è collocato in un istituto per l'esecuzione delle pene, dove si attua il trattamento rieducativo.

Caso 3: Internato

Sempronio, sottoposto a misura di sicurezza, è ospitato in un istituto per l'esecuzione delle misure di sicurezza, con regime orientato al superamento della pericolosità.

Domande frequenti

Come si classificano gli istituti per adulti?

In istituti di custodia preventiva (imputati), istituti per l'esecuzione delle pene (condannati) e istituti per l'esecuzione delle misure di sicurezza (internati).

Perché si distinguono?

Perché a ciascuna categoria corrispondono posizioni giuridiche ed esigenze diverse: presunzione di non colpevolezza per gli imputati, trattamento rieducativo per i condannati, superamento della pericolosità per gli internati.

La classificazione è collegata alla separazione?

Sì: si collega al principio di separazione (art. 14), che impone di ospitare imputati e condannati in istituti o sezioni distinti.

Che rapporto c'è con l'art. 64?

L'art. 59 classifica gli istituti, l'art. 64 impone di organizzarli con caratteristiche differenziate in relazione alla posizione giuridica dei ristretti e alle necessità di trattamento.

A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. È un progetto individuale: la selezione delle fonti, la stesura dei commenti e la revisione sono curate direttamente dall’autore. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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