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Ultimo aggiornamento: 31 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • L'art. 586 estende ai giudizi davanti ai comandanti di porto le regole sul regolamento di competenza previste dagli artt. 42 e 43 c.p.c.
  • L'incompetenza per materia del comandante di porto è rilevabile d'ufficio, senza necessità di eccezione di parte.
  • La rilevabilità d'ufficio opera in ogni stato e grado del giudizio, anche in sede di impugnazione.
  • La norma raccorda il rito speciale marittimo con le garanzie processuali generali del codice di procedura civile.
  • Il richiamo agli artt. 42 e 43 c.p.c. consente il ricorso alla Corte di cassazione per il regolamento di competenza nelle controversie marittime minori.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 586 Codice della Navigazione — Regolamento di competenza; incompetenza per materia

R.D. 30 marzo 1942, n. 327 — Codice della navigazione

Gli articoli 42 e 43 del codice di procedura civile si applicano ai giudizi avanti i comandanti di porto. L'incompetenza per materia del comandante di porto può essere rilevata anche d'ufficio in ogni stato e grado del giudizio.

Commento

Ratio e funzione della norma

L'art. 586 del Codice della navigazione si colloca nel titolo dedicato al procedimento davanti ai comandanti di porto, organi che nell'ordinamento italiano esercitano una giurisdizione speciale in materia di sinistri marittimi minori e di alcune controversie legate alla navigazione. La disposizione assolve una funzione di raccordo sistematico: poiché il rito speciale marittimo disciplina solo le particolarità procedurali strettamente connesse alla materia, è necessario colmare le lacune ricorrendo alle norme generali del codice di procedura civile. In questo quadro, l'art. 586 richiama espressamente gli artt. 42 e 43 c.p.c., relativi rispettivamente al regolamento di competenza d'ufficio e al regolamento di competenza su istanza di parte, rendendoli applicabili ai giudizi avanti i comandanti di porto.

Il regolamento di competenza ex artt. 42 e 43 c.p.c.

L'art. 42 c.p.c. disciplina il regolamento necessario di competenza, consentendo alla Corte di cassazione di pronunciarsi sulla competenza quando il giudice di merito l'abbia dichiarata d'ufficio o su eccezione, in modo definitivo. L'art. 43 c.p.c. regola invece il regolamento facoltativo, attivabile su istanza di parte. Attraverso il richiamo dell'art. 586, questi strumenti processuali diventano accessibili anche nelle cause trattate dai comandanti di porto, assicurando che anche per questa giurisdizione speciale vi sia un meccanismo di controllo sulla corretta allocazione della competenza, con garanzia del doppio grado di verifica.

Incompetenza per materia: rilevabilità d'ufficio

Il secondo periodo dell'art. 586 introduce una previsione di particolare rilievo: l'incompetenza per materia del comandante di porto può essere rilevata anche d'ufficio, in qualsiasi stato e grado del giudizio. Si tratta di una regola coerente con il principio generale per cui la competenza per materia, a differenza di quella territoriale derogabile, attiene a criteri di ordine pubblico processuale che il giudice non può ignorare nemmeno in assenza di eccezione di parte. La possibilità di rilievo d'ufficio in ogni stato e grado rafforza la garanzia che le controversie marittime siano decise dall'organo effettivamente dotato della giurisdizione e della competenza previste dalla legge, evitando che vizi di competenza restino sanati per inerzia delle parti.

Profili pratici e coordinamento sistematico

Sul piano operativo, la norma implica che anche nel corso del procedimento davanti al comandante di porto — che per sua natura tende alla speditezza e alla trattazione possibilmente in unica udienza — il comandante possa in qualsiasi momento, anche d'ufficio, verificare la propria competenza per materia. Se rileva la propria incompetenza, deve dichiararla con sentenza, come previsto dall'art. 595 c.n. La parte soccombente potrà quindi proporre regolamento di competenza dinanzi alla Cassazione, seguendo le forme degli artt. 42 e 43 c.p.c. Il coordinamento con il rito ordinario consente di mantenere coerenza sistematica all'interno di un procedimento che, pur caratterizzato da semplificazione formale, deve rispettare le garanzie fondamentali del giusto processo.

Rilievo nell'ambito della giurisdizione marittima

La disciplina della competenza dei comandanti di porto si inserisce nel più ampio sistema della giurisdizione marittima, che il Codice della navigazione organizza distinguendo tra competenze del giudice ordinario (tribunale) e competenze dell'autorità marittima (comandante di porto) per le controversie di minor valore o complessità. Il presidio dell'incompetenza per materia rilevabile d'ufficio serve a garantire che questa ripartizione non venga erosa da prassi tolleranti, preservando l'identità funzionale di ciascun organo giudicante nell'ambito della materia marittima.

Domande frequenti

Il comandante di porto può rilevare da solo la propria incompetenza per materia?

Sì. L'art. 586 c.n. consente espressamente il rilievo d'ufficio dell'incompetenza per materia, in qualunque stato e grado del giudizio, senza necessità di eccezione di parte.

Quali articoli del codice di procedura civile si applicano ai giudizi davanti al comandante di porto in tema di competenza?

Si applicano gli artt. 42 e 43 c.p.c., che regolano rispettivamente il regolamento necessario e il regolamento facoltativo di competenza davanti alla Corte di cassazione.

È possibile proporre regolamento di competenza alla Cassazione anche nelle cause marittime trattate dal comandante di porto?

Sì, grazie al rinvio dell'art. 586 agli artt. 42 e 43 c.p.c., le parti possono ricorrere alla Corte di cassazione per il regolamento di competenza nelle controversie di fronte al comandante di porto.

Cosa succede se il comandante di porto si dichiara incompetente per materia?

Deve farlo con sentenza, come previsto dall'art. 595 c.n., indicando il giudice competente; le parti possono impugnare tale pronuncia con il regolamento di competenza.

L'incompetenza per materia del comandante di porto può essere sanata dal comportamento delle parti?

No. Trattandosi di incompetenza per materia, essa è rilevabile d'ufficio in ogni stato e grado e non è soggetta a sanatoria per acquiescenza o inerzia delle parti.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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