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Ultimo aggiornamento: 31 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • L'art. 52-quater coordina conformità urbanistica, vincolo e pubblica utilità per le reti energetiche.
  • L'autorizzazione dell'infrastruttura comporta gli effetti di dichiarazione di pubblica utilità.
  • Può comportare variante agli strumenti urbanistici e apposizione del vincolo.
  • Concentra in un unico atto effetti plurimi.
  • Semplifica il procedimento per opere strategiche.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 52-quater T.U. Espropriazione — Disposizioni generali in materia di conformità urbanistica, apposizione del vincolo preordinato all’esproprio e pubblica utilità

D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327 — Testo unico in materia di espropriazione per pubblica utilità

1. Per le infrastrutture lineari energetiche, l’accertamento della conformità urbanistica delle opere, l’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio e la dichiarazione di pubblica utilità, di cui ai capi II e III del titolo II, sono effettuate nell’ambito di un procedimento unico, mediante convocazione di una conferenza dei servizi ai sensi della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni.

2. Fatto salvo quanto disposto dall’articolo 12, comma 1, il procedimento di cui al comma 1 può essere avviato anche sulla base di un progetto preliminare, comunque denominato, integrato da un adeguato elaborato cartografico che individui le aree potenzialmente interessate dal vincolo preordinato all’esproprio, le eventuali fasce di rispetto e le necessarie misure di salvaguardia, nonché da una relazione che indichi le motivazioni per le quali si rende necessario avviare il procedimento di cui al comma 1 sulla base di tale progetto.

3. Il provvedimento, emanato a conclusione del procedimento di cui al comma 1 e al quale partecipano anche i soggetti preposti ad esprimersi in relazione ad eventuali interferenze con altre infrastrutture esistenti, comprende la valutazione di impatto ambientale, ove prevista dalla normativa vigente, ovvero la valutazione di incidenza naturalistico ambientale di cui al d.P.R. 8 settembre 1997, n. 357, e sostituisce, anche ai fini urbanistici ed edilizi, fatti salvi gli adempimenti previsti dalle norme di sicurezza vigenti, ogni altra autorizzazione, concessione, approvazione, parere e nulla osta comunque denominati necessari alla realizzazione e all’esercizio delle infrastrutture energetiche e costituisce variazione degli strumenti urbanistici vigenti. Il provvedimento finale comprende anche l’approvazione del progetto definitivo, con le indicazioni di cui all’articolo 16, comma 2, e determina l’inizio del procedimento di esproprio di cui al Capo IV del titolo II.

4. Qualora la dichiarazione di pubblica utilità consegua ad un procedimento specificatamente instaurato per tale fine con atto propulsivo del beneficiario o promotore dell’espropriazione, il termine entro il quale deve concludersi il relativo procedimento è di sei mesi dal ricevimento dell’istanza.

5. Sono escluse dalla procedura di apposizione del vincolo preordinato all’esproprio le aree interessate dalla realizzazione di linee elettriche per le quali il promotore dell’espropriazione non richieda la dichiarazione di inamovibilità.

6. Le varianti derivanti dalle prescrizioni della conferenza dei servizi di cui al comma 1, nonché le successive varianti in corso d’opera, qualora queste ultime non comportino variazioni di tracciato al di fuori delle zone di rispetto previste per ciascun tipo di infrastruttura lineare energetica dalle norme vigenti, sono approvate dall’autorità espropriante e non richiedono nuova apposizione del vincolo preordinato all’esproprio.

7. Della conclusione del procedimento di cui al comma 1 è data notizia agli interessati secondo le disposizioni di cui all’articolo 17, comma 2.

Commento

Oggetto e ratio

L'art. 52-quater detta disposizioni generali che coordinano, per le infrastrutture lineari energetiche, la conformità urbanistica, l'apposizione del vincolo preordinato all'esproprio e la dichiarazione di pubblica utilità. La norma concentra in un unico provvedimento autorizzativo effetti plurimi, semplificando il procedimento per opere di interesse strategico.

Le infrastrutture lineari energetiche

Per infrastrutture lineari energetiche si intendono le reti di trasporto e distribuzione dell'energia, come elettrodotti, metanodotti e altre condotte, che si sviluppano nel territorio attraversando una pluralità di fondi. La loro realizzazione richiede spesso non l'acquisizione della proprietà, ma la costituzione di servitù, e si inserisce in un quadro normativo che coordina la disciplina espropriativa con quella di settore in materia di energia.

L'autorizzazione come atto a effetti plurimi

Per queste infrastrutture, l'autorizzazione alla costruzione e all'esercizio dell'opera, rilasciata secondo la normativa di settore, comporta anche gli effetti propri della dichiarazione di pubblica utilità. Un unico atto assomma così la valutazione dell'opera sotto il profilo energetico e quella rilevante ai fini espropriativi.

La conformità urbanistica e la variante

Quando l'infrastruttura non è conforme alle previsioni urbanistiche, l'autorizzazione può comportare variante agli strumenti urbanistici, analogamente a quanto previsto in via generale dall'art. 19. Si supera così l'eventuale contrasto con la pianificazione, consentendo la localizzazione dell'opera.

L'apposizione del vincolo

L'autorizzazione comporta altresì l'apposizione del vincolo preordinato all'esproprio o all'asservimento sui fondi interessati. Anche per le infrastrutture energetiche operano quindi i meccanismi del vincolo, sia pure innestati su un procedimento autorizzativo unitario.

La semplificazione e le garanzie

La concentrazione degli effetti in un unico atto risponde a un'esigenza di semplificazione e celerità, giustificata dalla natura strategica delle reti energetiche. La semplificazione non elimina però le garanzie partecipative e indennitarie: i proprietari devono essere coinvolti e indennizzati secondo le regole adattate dagli articoli del gruppo.

Profili pratici e tutela

Per il proprietario è essenziale comprendere che, per queste opere, l'atto autorizzativo produce simultaneamente più effetti: variante urbanistica, vincolo e dichiarazione di pubblica utilità. Ciascun profilo può essere oggetto di censure davanti al giudice amministrativo. La concentrazione degli effetti impone quindi una particolare attenzione all'atto autorizzativo, che costituisce il fulcro della tutela.

Casi pratici

Caso 1: Autorizzazione e pubblica utilità

L'autorizzazione di un elettrodotto comporta la dichiarazione di pubblica utilità e il vincolo sui fondi attraversati, tra cui quello di Tizio.

Caso 2: Variante urbanistica

L'infrastruttura non è conforme al piano: l'autorizzazione comporta variante urbanistica, consentendo la localizzazione sul terreno di Caio.

Caso 3: Impugnazione dell'atto

Sempronio impugna l'autorizzazione davanti al TAR, contestando i profili di variante, vincolo e dichiarazione di pubblica utilità concentrati nell'atto.

Domande frequenti

Cosa comporta l'autorizzazione di un'infrastruttura energetica?

Comporta anche gli effetti della dichiarazione di pubblica utilità, l'eventuale variante urbanistica e l'apposizione del vincolo, concentrati in un unico atto.

Cosa accade se l'opera non è conforme al piano?

L'autorizzazione può comportare variante agli strumenti urbanistici, superando il contrasto con la pianificazione.

La semplificazione riduce le garanzie?

No: restano le garanzie partecipative e indennitarie, adattate dalle norme speciali sulle infrastrutture energetiche.

Come si tutela il proprietario?

Impugnando l'atto autorizzativo davanti al giudice amministrativo per i profili di variante, vincolo e pubblica utilità.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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