L'art. 5 della L. 212/2000 impone all'amministrazione finanziaria un dovere attivo di informazione nei confronti del contribuente. Il comma 1 prescrive «idonee iniziative» che rendano completa e agevole la conoscenza delle disposizioni legislative e amministrative vigenti in materia tributaria; tra queste, la predisposizione di testi coordinati da mettere a disposizione presso ogni ufficio impositore e la diffusione di informazione elettronica gratuita e aggiornata in tempo reale. Si tratta del fondamento normativo della pubblicazione tempestiva e accessibile di norme, modelli, istruzioni e archivi digitali sui portali istituzionali, in particolare quello dell'Agenzia delle Entrate. Il comma 2 estende il dovere di pubblicità a circolari, risoluzioni e a ogni altro atto o decreto che incida sull'organizzazione, sulle funzioni e sui procedimenti dell'amministrazione, con l'obiettivo di rendere conoscibili gli orientamenti interpretativi che guidano gli uffici nei controlli e nei rapporti con i contribuenti. La norma è il presupposto della tutela dell'affidamento (art. 10 dello Statuto) e della certezza del diritto tributario, e va letta in coordinamento con la L. 241/1990 sulla trasparenza amministrativa.
Testo dell'articoloVigente
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 5 L. 212/2000 (Statuto del Contribuente) — Informazione del contribuente
In vigore dal 01/08/2000
1. L'amministrazione finanziaria deve assumere idonee iniziative volte a consentire la completa e agevole conoscenza delle disposizioni legislative e amministrative vigenti in materia tributaria, anche curando la predisposizione di testi coordinati e mettendo gli stessi a disposizione dei contribuenti presso ogni ufficio impositore. L'amministrazione finanziaria deve altresì assumere idonee iniziative di informazione elettronica, tale da consentire aggiornamenti in tempo reale, ponendola a disposizione gratuita dei contribuenti.
2. L'amministrazione finanziaria deve portare a conoscenza dei contribuenti tempestivamente e con i mezzi idonei tutte le circolari e le risoluzioni da essa emanate, nonché ogni altro atto o decreto che dispone sulla organizzazione, sulle funzioni e sui procedimenti.
L'art. 5 trasforma l'informazione tributaria da mera facoltà a obbligo giuridico dell'amministrazione finanziaria. Il «dovere di assumere idonee iniziative» è ampio e tecnologicamente neutro: copre la predisposizione di testi coordinati, la disponibilità presso gli uffici impositori e l'informazione elettronica gratuita aggiornata in tempo reale. Si tratta di un obbligo di risultato, non solo di mezzi, che incide sulla qualità del rapporto tributario e fornisce ai contribuenti gli strumenti minimi per autovalutare correttamente la propria posizione fiscale. La norma trova un proprio ancoraggio costituzionale nel principio di buon andamento dell'amministrazione (art. 97 Cost.) e nel principio di certezza del diritto, oggi presupposto necessario di un sistema fiscale digitale.
Sul piano interpretativo, la pubblicità delle circolari e delle risoluzioni di cui al comma 2 è funzionale alla tutela dell'affidamento prevista dall'art. 10 della stessa legge: il contribuente che si conforma a un orientamento ufficiale pubblicato dall'Agenzia delle Entrate non può essere sanzionato per essersi adeguato a quell'indicazione, anche se successivamente modificata. La conoscenza dei documenti di prassi diventa quindi presupposto per il consolidarsi della buona fede, e l'omessa o tardiva pubblicazione può essere fatta valere a sostegno della richiesta di non applicazione delle sanzioni, ai sensi degli artt. 6 e 8 del D.Lgs. 472/1997 sull'obiettiva incertezza normativa e sull'errore incolpevole.
L'art. 5 va letto in sistema con l'art. 10-sexies dello Statuto (Documenti di prassi), che individua circolari, consulenza giuridica, interpello e consultazione semplificata come strumenti di supporto interpretativo, e con la L. 241/1990 sulla trasparenza dei procedimenti. Inoltre, la dimensione elettronica imposta dal comma 1 va coordinata con l'evoluzione del cassetto fiscale, del portale dell'Agenzia delle Entrate e con i servizi digitali per la consultazione di banche dati: l'assenza o l'inadeguatezza di tali strumenti può essere segnalata al Garante nazionale del contribuente di cui all'art. 13. In presenza di un quadro informativo carente, il contribuente conserva strumenti di reazione, quali l'autotutela ex art. 10-quater, la disapplicazione delle sanzioni e, in sede contenziosa, la deduzione del difetto di motivazione dell'atto impositivo. Il combinato di art. 5 e art. 10 costruisce così un asse di tutela basato su pubblicità e affidamento, complementare alle regole di motivazione dell'art. 7 e ai limiti di accesso alle prove dell'art. 9-ter.
Prassi e linee guida
Circolare · Circolare n. 77/E del 03/08/2001
Fonte ufficiale
La circolare illustra le modifiche introdotte in attuazione dello Statuto, fra cui l«obbligo per l«Amministrazione finanziaria di assumere idonee iniziative per consentire la conoscenza completa e agevole delle disposizioni legislative e amministrative in materia tributaria. Sono trattati gli strumenti operativi (pubblicazione di circolari e risoluzioni, diffusione tramite il sito istituzionale, comunicazioni dirette) attraverso cui l«amministrazione assolve all«obbligo di informazione previsto dall«articolo 5 dello Statuto.
La circolare offre un quadro organico dei diversi istituti di interpello previsti dall«ordinamento tributario, in attuazione del diritto di informazione del contribuente. Chiarisce ambito, requisiti di ammissibilità e procedimento dell«interpello ordinario di cui all«articolo 11 dello Statuto, evidenziando come l«istituto rappresenti uno strumento centrale di tutela del diritto all«informazione preventiva del contribuente di fronte a obiettive condizioni di incertezza normativa, dando concretezza ai principi di trasparenza e collaborazione sanciti dall«articolo 5.
Caso 1: Tizio si affida a una guida online dell'Agenzia poi smentita da una circolare riservata
Tizio, lavoratore autonomo, compila la dichiarazione dei redditi seguendo le indicazioni pubblicate sul portale dell'Agenzia delle Entrate in una guida ufficiale per le detrazioni. Successivamente, l'ufficio gli contesta l'errata applicazione di una norma, richiamando una circolare interna mai pubblicata. Tizio impugna l'avviso invocando l'art. 5, comma 2, della L. 212/2000 e l'art. 10 sulla tutela dell'affidamento, sostenendo che la prassi non resa conoscibile non gli è opponibile. La Corte tributaria annulla le sanzioni e riduce la pretesa, confermando il diritto alla disapplicazione per affidamento incolpevole. Riferimenti: L. 212/2000 artt. 5 e 10; D.Lgs. 472/1997.
Caso 2: Caio segnala al Garante l'indisponibilità del testo coordinato di una norma locale
Caio, contribuente di un Comune che ha introdotto un nuovo regolamento IMU, non trova presso lo sportello del Comune né online un testo coordinato del regolamento aggiornato dopo varie modifiche. Predispone una segnalazione al Garante nazionale del contribuente ai sensi dell'art. 13 della L. 212/2000, lamentando la violazione dell'art. 5 sul dovere di informazione. Il Garante richiama l'ente locale al rispetto degli standard statutari, anche alla luce dell'art. 1, comma 3-bis. Il Comune pubblica il testo coordinato e proroga i termini di pagamento. Riferimenti: L. 212/2000 artt. 1, 5 e 13.
Domande frequenti
Quali strumenti deve adottare l'amministrazione finanziaria per informare i contribuenti?
L'art. 5, comma 1, richiede all'amministrazione finanziaria di adottare «idonee iniziative» per rendere conoscibile la normativa tributaria. In concreto: testi coordinati disponibili presso gli uffici impositori, banche dati elettroniche aggiornate in tempo reale, portali pubblici gratuiti, modelli e istruzioni accessibili online. La scelta degli strumenti è discrezionale, ma il risultato dev'essere effettivo: una informazione frammentaria o non aggiornata può tradursi in violazione del principio di affidamento ex art. 10 e in inopponibilità di interpretazioni non rese conoscibili.
Le circolari dell'Agenzia delle Entrate devono essere pubblicate?
Sì. Il comma 2 impone all'amministrazione di portare a conoscenza dei contribuenti, tempestivamente e con mezzi idonei, tutte le circolari, le risoluzioni e ogni atto o decreto che dispone sull'organizzazione, sulle funzioni e sui procedimenti. La pubblicazione avviene di regola sul portale dell'Agenzia delle Entrate. La conoscibilità degli orientamenti di prassi è essenziale per la tutela dell'affidamento prevista dall'art. 10 dello Statuto e per il corretto esercizio dell'interpello disciplinato dall'art. 11.
Cosa accade se l'amministrazione omette la pubblicazione di un atto di prassi?
Un orientamento non reso conoscibile non può essere opposto al contribuente in malam partem: la mancata pubblicazione tempestiva di circolari o risoluzioni produce un difetto di pubblicità tale da escludere la colpevolezza del soggetto che si è comportato secondo prassi consolidate o testi normativi disponibili. In casi di palese omissione, il contribuente può chiedere la disapplicazione delle sanzioni ai sensi degli artt. 6 e 10 dello Statuto e segnalare la condotta al Garante nazionale del contribuente ex art. 13.
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Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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L'art. 5 trasforma l'informazione tributaria da mera facoltà a obbligo giuridico dell'amministrazione finanziaria. Il «dovere di assumere idonee iniziative» è ampio e tecnologicamente neutro: copre la predisposizione di testi coordinati, la disponibilità presso gli uffici impositori e l'informazione elettronica gratuita aggiornata in tempo reale. Si tratta di un obbligo di risultato, non solo di mezzi, che incide sulla qualità del rapporto tributario e fornisce ai contribuenti gli strumenti minimi per autovalutare correttamente la propria posizione fiscale. La norma trova un proprio ancoraggio costituzionale nel principio di buon andamento dell'amministrazione (art. 97 Cost.) e nel principio di certezza del diritto, oggi presupposto necessario di un sistema fiscale digitale.
Sul piano interpretativo, la pubblicità delle circolari e delle risoluzioni di cui al comma 2 è funzionale alla tutela dell'affidamento prevista dall'art. 10 della stessa legge: il contribuente che si conforma a un orientamento ufficiale pubblicato dall'Agenzia delle Entrate non può essere sanzionato per essersi adeguato a quell'indicazione, anche se successivamente modificata. La conoscenza dei documenti di prassi diventa quindi presupposto per il consolidarsi della buona fede, e l'omessa o tardiva pubblicazione può essere fatta valere a sostegno della richiesta di non applicazione delle sanzioni, ai sensi degli artt. 6 e 8 del D.Lgs. 472/1997 sull'obiettiva incertezza normativa e sull'errore incolpevole.
L'art. 5 va letto in sistema con l'art. 10-sexies dello Statuto (Documenti di prassi), che individua circolari, consulenza giuridica, interpello e consultazione semplificata come strumenti di supporto interpretativo, e con la L. 241/1990 sulla trasparenza dei procedimenti. Inoltre, la dimensione elettronica imposta dal comma 1 va coordinata con l'evoluzione del cassetto fiscale, del portale dell'Agenzia delle Entrate e con i servizi digitali per la consultazione di banche dati: l'assenza o l'inadeguatezza di tali strumenti può essere segnalata al Garante nazionale del contribuente di cui all'art. 13. In presenza di un quadro informativo carente, il contribuente conserva strumenti di reazione, quali l'autotutela ex art. 10-quater, la disapplicazione delle sanzioni e, in sede contenziosa, la deduzione del difetto di motivazione dell'atto impositivo. Il combinato di art. 5 e art. 10 costruisce così un asse di tutela basato su pubblicità e affidamento, complementare alle regole di motivazione dell'art. 7 e ai limiti di accesso alle prove dell'art. 9-ter.
Prassi e linee guida
Circolare · Circolare n. 77/E del 03/08/2001
Fonte ufficiale
La circolare illustra le modifiche introdotte in attuazione dello Statuto, fra cui l«obbligo per l«Amministrazione finanziaria di assumere idonee iniziative per consentire la conoscenza completa e agevole delle disposizioni legislative e amministrative in materia tributaria. Sono trattati gli strumenti operativi (pubblicazione di circolari e risoluzioni, diffusione tramite il sito istituzionale, comunicazioni dirette) attraverso cui l«amministrazione assolve all«obbligo di informazione previsto dall«articolo 5 dello Statuto.
Leggi il documento su www.finanze.gov.itCircolare · Circolare n. 32/E del 14/06/2010
Fonte ufficiale
La circolare offre un quadro organico dei diversi istituti di interpello previsti dall«ordinamento tributario, in attuazione del diritto di informazione del contribuente. Chiarisce ambito, requisiti di ammissibilità e procedimento dell«interpello ordinario di cui all«articolo 11 dello Statuto, evidenziando come l«istituto rappresenti uno strumento centrale di tutela del diritto all«informazione preventiva del contribuente di fronte a obiettive condizioni di incertezza normativa, dando concretezza ai principi di trasparenza e collaborazione sanciti dall«articolo 5.
Leggi il documento su def.finanze.itCasi pratici
Caso 1: Tizio si affida a una guida online dell'Agenzia poi smentita da una circolare riservata
Tizio, lavoratore autonomo, compila la dichiarazione dei redditi seguendo le indicazioni pubblicate sul portale dell'Agenzia delle Entrate in una guida ufficiale per le detrazioni. Successivamente, l'ufficio gli contesta l'errata applicazione di una norma, richiamando una circolare interna mai pubblicata. Tizio impugna l'avviso invocando l'art. 5, comma 2, della L. 212/2000 e l'art. 10 sulla tutela dell'affidamento, sostenendo che la prassi non resa conoscibile non gli è opponibile. La Corte tributaria annulla le sanzioni e riduce la pretesa, confermando il diritto alla disapplicazione per affidamento incolpevole. Riferimenti: L. 212/2000 artt. 5 e 10; D.Lgs. 472/1997.
Caso 2: Caio segnala al Garante l'indisponibilità del testo coordinato di una norma locale
Caio, contribuente di un Comune che ha introdotto un nuovo regolamento IMU, non trova presso lo sportello del Comune né online un testo coordinato del regolamento aggiornato dopo varie modifiche. Predispone una segnalazione al Garante nazionale del contribuente ai sensi dell'art. 13 della L. 212/2000, lamentando la violazione dell'art. 5 sul dovere di informazione. Il Garante richiama l'ente locale al rispetto degli standard statutari, anche alla luce dell'art. 1, comma 3-bis. Il Comune pubblica il testo coordinato e proroga i termini di pagamento. Riferimenti: L. 212/2000 artt. 1, 5 e 13.
Domande frequenti
Quali strumenti deve adottare l'amministrazione finanziaria per informare i contribuenti?
L'art. 5, comma 1, richiede all'amministrazione finanziaria di adottare «idonee iniziative» per rendere conoscibile la normativa tributaria. In concreto: testi coordinati disponibili presso gli uffici impositori, banche dati elettroniche aggiornate in tempo reale, portali pubblici gratuiti, modelli e istruzioni accessibili online. La scelta degli strumenti è discrezionale, ma il risultato dev'essere effettivo: una informazione frammentaria o non aggiornata può tradursi in violazione del principio di affidamento ex art. 10 e in inopponibilità di interpretazioni non rese conoscibili.
Le circolari dell'Agenzia delle Entrate devono essere pubblicate?
Sì. Il comma 2 impone all'amministrazione di portare a conoscenza dei contribuenti, tempestivamente e con mezzi idonei, tutte le circolari, le risoluzioni e ogni atto o decreto che dispone sull'organizzazione, sulle funzioni e sui procedimenti. La pubblicazione avviene di regola sul portale dell'Agenzia delle Entrate. La conoscibilità degli orientamenti di prassi è essenziale per la tutela dell'affidamento prevista dall'art. 10 dello Statuto e per il corretto esercizio dell'interpello disciplinato dall'art. 11.
Cosa accade se l'amministrazione omette la pubblicazione di un atto di prassi?
Un orientamento non reso conoscibile non può essere opposto al contribuente in malam partem: la mancata pubblicazione tempestiva di circolari o risoluzioni produce un difetto di pubblicità tale da escludere la colpevolezza del soggetto che si è comportato secondo prassi consolidate o testi normativi disponibili. In casi di palese omissione, il contribuente può chiedere la disapplicazione delle sanzioni ai sensi degli artt. 6 e 10 dello Statuto e segnalare la condotta al Garante nazionale del contribuente ex art. 13.
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