Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Massime giurisprudenziali
  4. Pronunce Corte Costituzionale
  5. Prassi e linee guida
  6. Casi pratici
  7. Domande frequenti
  8. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 457 c.p. – Spendita di monete falsificate ricevute in buona fede

Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

Chiunque spende, o mette altrimenti in circolazione monete contraffatte o alterate, da lui ricevute in buona fede, è punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa fino a lire diecimila.

In sintesi

  • Punisce la spendita di monete false ricevute innocentemente da terzi
  • Richiede elemento soggettivo della buona fede (non conoscenza della falsità)
  • Pena ridotta rispetto alla contraffazione dolosa (max 6 mesi reclusione)
  • Applicabile sia a monete metalliche che cartacee falsificate
  • Non esige colpa grave, solo il fatto obiettivo della circolazione
Indice dei contenuti

Chi spende monete contraffatte ricevute in buona fede è punito con reclusione fino a sei mesi o multa fino a 2 milioni di lire, una fattispecie attenuata di circolazione.

Ratio

L'articolo 457 realizza un principio di favor rei quando il soggetto non ha partecipato al crimine di contraffazione e ha ricevuto il bene falso senza colpa. Tuttavia, la circolazione di monete falsificate nuoce comunque all'economia generale e al sistema fiduciario. Per questo la legge prevede una punizione, ma attenuata: il legislatore bilancia il principio di colpevolezza con la necessità di reprimere comunque la circolazione.

Analisi

La norma presuppone due elementi essenziali: (a) la spendita o la messa in circolazione della moneta falsa; (b) la buona fede dell'agente, intesa come assoluta ignoranza della falsità. Non è richiesta investigazione approfondita sull'autenticità: è sufficiente che l'agente non sapesse e non avesse motivo di sospettare la contraffazione nel momento del ricevimento. La pena è reclusione fino a sei mesi o multa fino a due milioni di lire (oggi circa 1.000-1.300 euro). Non è prevista aggravante per quantità massiccia, poiché la ridotta colpevolezza rimane centrale.

Quando si applica

Ricorre frequentemente in pratica: cittadini e commercianti ricevono accidentalmente monete false da terzi e le spendono ignari della falsità. Ad esempio, un negoziante accetta una banconota falsa da un cliente, la rivende a una banca partner senza accorgersene. O un passante riceve resto da un bancomat malfunzionante e usa il denaro falso per fare acquisti. La norma tutela chi agisce senza colpa ma comunque alimenta la circolazione nociva.

Connessioni

Articolo 455 cp (circolazione dolosa, pena base). Articolo 453 cp (falsificazione, pena maggiore). Articolo 463 cp (cause di non punibilità). Articolo 456 cp (aggravante se causa danno al credito). Norme sul bene falso: articolo 517 cp (frode in commercio, per confronto). Art. 474 cp (falsità in atto pubblico, medesima struttura di buona fede). Correlazione con norme di procedura: articolo 555 cpp (giudizio direttissimo per flagranza).

Pronunce della Corte Costituzionale

Prassi dell'Agenzia delle Entrate

Casi pratici

Caso 1: Caso 1

Tizio riceve una banconota da 50 euro dal proprio conto corrente tramite sportello automatico di una banca X. Senza accorgersi, la spende per pagare un biglietto ferroviario. La banconota è risultata falsa mesi dopo in un controllo di routine. Tizio non aveva motivo di sospettare: la banca ha commesso un errore interno. Tizio è punibile secondo l'articolo 457, con pena attenuata, poiché la mancanza di colpa è evidente, ma ha comunque alimentato la circolazione nociva.

Caso 2: Caio compera un libro da Sempronio, persona di sua conoscenza

Sempronio gli da 40 euro di resto in banconote, parte delle quali contraffatte. Caio, senza sospetto, spende tali banconote in negozi diversi lungo una settimana. Scoperto il danno, Caio è punibile per circolazione di valuta falsa ricevuta in buona fede, ma beneficia della riduzione di pena prevista dall'articolo 457.

Domande frequenti

Se ricevo per errore una moneta falsa, sono obbligato a denunciare la scoperta alle autorità?

Sì, una volta scoperta la falsità, è opportuno denunciare immediatamente il fatto alla polizia locale o ai carabinieri. Continuare a spendere consapevolmente la moneta falsa integra il dolo successivo e fa scattare pene più gravi.

Qual è la differenza tra l'articolo 455 e l'articolo 457?

L'articolo 455 punisce chi mette in circolazione monete false consapevolmente (dolo). L'articolo 457 punisce chi lo fa per ignara ricezione (colpa attenuata), con pena ridotta rispetto al dolo.

Come si prova la buona fede del ricevente?

La buona fede si presume sulla base di circostanze obiettive: l'assenza di elemento doloso nel ricevimento, l'impossibilità di accorgersi della falsità, il fatto che la moneta proveniva da fonte apparentemente legittima (banca, negozio, persona di fiducia).

Se una banca mi consegna per errore monete false e le spendo, chi è responsabile?

Tu rimani punibile secondo l'articolo 457 per il fatto di averle spese, ma la responsabilità principale ricade sulla banca che ha commesso l'errore grave. Potrai agire in sede civile contro la banca per recupero dei danni.

La multa prevista dall'articolo 457 è ancora di 2 milioni di lire?

Formalmente sì nel testo del codice (risalente al 1931), ma l'importo è adeguato secondo le tabelle di conversione moderna (circa 1.000-1.300 euro). I giudici applicano l'adeguamento automatico per inflazione.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-09
Fonti consultate: 2 fontei verificate
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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