Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Massime giurisprudenziali
  4. Pronunce Corte Costituzionale
  5. Prassi e linee guida
  6. Casi pratici
  7. Domande frequenti
  8. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 454 c.p. – Alterazione di monete

Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

Chiunque altera monete della qualità indicata nell’articolo precedente, scemandone in qualsiasi modo il valore, ovvero, rispetto alle monete in tal modo alterate, commette alcuno dei fatti indicati nei numeri 3° e 4° del detto articolo, è punito con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa da euro 103 a euro 516.

In sintesi

  • Punisce l'alterazione di monete che riduce il loro valore (non come art. 453 che lo aumenta)
  • Richiede l'atto fisico di alterazione e le condotte di circolazione delle monete alterate
  • Reclusione da uno a cinque anni e multa fino a un milione di lire
  • Pena inferiore ad art. 453 per minore slealtà (scemamento vs. apparenza di aumento)
  • Applicabile anche se non in concerto come art. 453
Indice dei contenuti

Alterazione di monete con scemamento di valore: chi altera monete mediante riduzione del valore intrinseco è punito con reclusione da uno a cinque anni e multa fino a un milione di lire.

Ratio

L'art. 454 tutela il sistema monetario attraverso una norma più specifica dell'art. 453: colpisce non chi aumenta l'apparenza di valore (più grave), ma chi lo diminuisce. Sebbene il danno sia minore (il consumatore riceve meno valore), rimane un crimine contro la fiducia pubblica nel mezzo di pagamento. La pena è inferiore (1-5 anni vs. 3-12 anni dell'art. 453) riflettendo una minore slealtà.

Analisi

La fattispecie richiede: (1) alterazione di monete della qualità indicata nell'articolo 453 (monete nazionali o straniere con corso legale); (2) l'alterazione deve scemarne il valore, cioè ridurre il contenuto metallico o la validità (es: limatura del bordo per asportare oro, dissoluzione parziale, incisioni che degradano la superficie). La norma poi copre le condotte di circolarizzazione: rispetto alle monete così alterate, commette alcuno dei fatti indicati nei numeri 3 e 4 dell'art. 453 (introduzione, detenzione, circolazione, acquisizione allo scopo di mettere in circolazione).

Elemento distintivo: qui non è sempre richiesto il 'concerto', dipende dalla condotta specifica (se rientra nei numeri 3-4 dell'art. 453, allora sì).

Quando si applica

Esempi: limare i bordi di monete d'oro per asportare metallo prezioso; immergere monete in acido per dissolvere parte della lega metallica; incidere banconote metalliche (se esistessero) per ridurne la consistenza e il valore. Chi poi circolarizza le monete così alterate commette il reato.

Connessioni

Direttamente collegato all'art. 453 cp (di cui è una versione attenuata). Rimandi all'art. 455 cp (spendita senza concerto, pena ancora inferiore). Interconnesso con l'art. 240 cp per la confisca obbligatoria. Rilievo anche per il D.Lgs. 193/2007 sulla tracciabilità dei flussi di valore e per norme BCE sulla qualità dell'Euro.

Pronunce della Corte Costituzionale

Prassi dell'Agenzia delle Entrate

Casi pratici

Caso 1: Caso 1

Tizio è un falsario che, invece di creare monete false ex novo, ritaglia le banconote metalliche (ipotesi storica) o lima i bordi di monete auree di valore, asportando il metallo nobile per rivenderlo. Riduce così il valore intrinseco. Poi, di concerto con negozianti, fa circolarizzare le monete alterate a clienti ignari. È accusato ex art. 454 per alterazione e circolazione. È punito con reclusione da uno a cinque anni, pena inferiore a quella che avrebbe ricevuto per aver aumentato falsamente il valore (art. 453).

Caso 2: Caso 2

Caio, lavorante in una zecca privata storica (era possibile), altera accidentalmente una partita di monete tramite errore nel processo di laminazione, causando una riduzione del peso e del valore oltre il tolleranza. Consapevolmente, invece di distruggerle, le immette nel commercio legale in una piazza pubblica. È accusato ex art. 454 per alterazione con scemamento di valore e circolazione senza concerto (agisce da solo). È punito con reclusione da uno a cinque anni secondo la gravità della negligenza colposa e della consapevolezza della riduzione di valore.

Domande frequenti

Qual è la differenza tra art. 453 (aumento valore) e art. 454 (scemamento valore)?

Art. 453: alterare monete per far sembrare più preziose (aumento apparenza di valore). Art. 454: alterare monete riducendone il valore intrinseco (asportazione metallo nobile). Art. 454 ha pena inferiore (1-5 anni vs. 3-12 anni) perché la slealtà è minore.

Se limarò i bordi di una moneta d'oro per venderlo, commetto art. 454?

Sì, hai alterato la moneta scemandone il valore. Se poi la circolarizzi (magari affidandola a un commerciante), aggiungi la condotta di circolazione. Sei punito ex art. 454.

Il concerto è sempre necessario per art. 454 come per art. 453?

Non sempre. Se rientri nei numeri 3-4 dell'art. 453 (introduzione/circolazione di concerto), allora sì. Se agisci da solo, il concerto non è richiesto.

Se altera monete ma non le circolarizzi, è comunque reato?

L'alterazione stessa è inizialmente un reato. Se alterni una moneta con animus nocendi (intenzione di danno) e la tieni in tuo possesso, il reato è completo.

Posso recuperare il valore del metallo tolto dalle monete alterate che ho creato?

Penalmente no: il metallo estratto tramite alterazione è considerato frutto del reato e soggetto a confisca. Civilmente, dipende dalle circostanze (rari i ricorsi civili in tema di falsificazione monetaria).

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-09
Fonti consultate: 2 fontei verificate
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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