Art. 2 T.U. Espropriazione – Principio di legalità dell’azione amministrativa
D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327 – Testo unico in materia di espropriazione per pubblica utilità
1. L’espropriazione dei beni immobili o di diritti relativi ad immobili di cui all’articolo 1 può essere disposta nei soli casi previsti dalle leggi e dai regolamenti.
2. I procedimenti di cui al presente testo unico si ispirano ai principi di economicità, di efficacia, di efficienza, di pubblicità e di semplificazione dell’azione amministrativa.
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In sintesi
L'espropriazione e l'imposizione di servitù possono avvenire solo nei casi previsti dalle leggi e dai regolamenti.
È l'applicazione del principio di legalità alla materia espropriativa.
Il potere di espropriare non è generale, ma tipizzato.
Garanzia fondamentale a tutela della proprietà privata.
Collegamento diretto con l'art. 42 della Costituzione.
Indice dei contenuti
Oggetto e ratio
L'art. 2 enuncia, per la materia espropriativa, il principio di legalità dell'azione amministrativa: l'espropriazione per pubblica utilità e la costituzione coattiva di servitù possono essere disposte solo nei casi e nei modi previsti dal testo unico e dalle altre leggi e regolamenti. È una garanzia che presidia la proprietà privata.
Un potere tipizzato
Il potere espropriativo non è un potere generale e indeterminato dell'amministrazione: esso esiste solo dove e nei limiti in cui una norma lo prevede. Fuori dai casi tipizzati, non vi è potere di espropriare e l'eventuale apprensione del bene è illegittima.
La norma dà attuazione alla riserva di legge dell'art. 42 della Costituzione, secondo cui l'espropriazione è ammessa solo nei casi preveduti dalla legge. Il principio di legalità è quindi la traduzione, sul piano dell'azione amministrativa, di una garanzia di rango costituzionale.
Legge e regolamento
Il riferimento anche ai regolamenti non attenua la riserva: i regolamenti operano nei limiti e in attuazione delle previsioni di legge. La fonte primaria resta il fondamento del potere; la disciplina regolamentare ne specifica modalità ed esecuzione.
Le conseguenze della violazione
L'esercizio del potere espropriativo al di fuori dei casi previsti, o in difformità dai modi stabiliti, vizia gli atti del procedimento e li espone all'annullamento. Il principio di legalità è quindi anche parametro di sindacato della legittimità dell'azione amministrativa.
Profili pratici
Per il privato, l'art. 2 è un'arma di tutela: consente di contestare l'espropriazione quando manchi una base normativa del potere o quando non siano rispettati i modi previsti. La verifica della copertura legale dell'azione amministrativa è il primo controllo da compiere di fronte a un procedimento espropriativo.
Tipicità e nominatività dei provvedimenti
Il principio di legalità si traduce, in concreto, nella tipicità e nominatività dei provvedimenti espropriativi: ciascun atto del procedimento, dal vincolo al decreto di esproprio, deve corrispondere a un modello previsto dalla legge e perseguire la funzione tipica per cui è attribuito il potere. L'amministrazione non può creare figure atipiche di acquisizione coattiva, come dimostra la vicenda dell'art. 43, dichiarato incostituzionale proprio perché introduceva un istituto privo di adeguata base nella legge di delega. Il rispetto della tipicità è quindi presidio sostanziale, non meramente formale, della proprietà privata.
Casi pratici
Caso 1: Potere senza base normativa
L'amministrazione tenta di acquisire il terreno di Tizio fuori dai casi previsti dalla legge: l'azione è illegittima per violazione del principio di legalità.
Caso 2: Servitù coattiva tipizzata
La costituzione di una servitù di passaggio per un'opera pubblica sul fondo di Caio è ammessa solo perché prevista da una norma specifica.
Caso 3: Difformità dai modi di legge
Sempronio impugna gli atti perché l'amministrazione ha agito in difformità dalle modalità prescritte, in violazione dell'art. 2.
Domande frequenti
Cosa stabilisce il principio di legalità in materia espropriativa?
Che l'espropriazione e l'imposizione di servitù possono avvenire solo nei casi e nei modi previsti dalle leggi e dai regolamenti.
Il potere di espropriare è generale?
No: è un potere tipizzato, che esiste solo dove una norma lo prevede; fuori dai casi previsti non vi è potere di espropriare.
Qual è il legame con la Costituzione?
L'art. 2 attua la riserva di legge dell'art. 42 Cost., che ammette l'espropriazione solo nei casi preveduti dalla legge.
Cosa accade se il principio è violato?
Gli atti del procedimento sono illegittimi e annullabili dal giudice amministrativo.
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. È un progetto individuale: la selezione delle fonti, la stesura dei commenti e la revisione sono curate direttamente dall’autore. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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In sintesi
Indice dei contenuti
Oggetto e ratio
L'art. 2 enuncia, per la materia espropriativa, il principio di legalità dell'azione amministrativa: l'espropriazione per pubblica utilità e la costituzione coattiva di servitù possono essere disposte solo nei casi e nei modi previsti dal testo unico e dalle altre leggi e regolamenti. È una garanzia che presidia la proprietà privata.
Un potere tipizzato
Il potere espropriativo non è un potere generale e indeterminato dell'amministrazione: esso esiste solo dove e nei limiti in cui una norma lo prevede. Fuori dai casi tipizzati, non vi è potere di espropriare e l'eventuale apprensione del bene è illegittima.
Il collegamento con l'art. 42 Cost.
La norma dà attuazione alla riserva di legge dell'art. 42 della Costituzione, secondo cui l'espropriazione è ammessa solo nei casi preveduti dalla legge. Il principio di legalità è quindi la traduzione, sul piano dell'azione amministrativa, di una garanzia di rango costituzionale.
Legge e regolamento
Il riferimento anche ai regolamenti non attenua la riserva: i regolamenti operano nei limiti e in attuazione delle previsioni di legge. La fonte primaria resta il fondamento del potere; la disciplina regolamentare ne specifica modalità ed esecuzione.
Le conseguenze della violazione
L'esercizio del potere espropriativo al di fuori dei casi previsti, o in difformità dai modi stabiliti, vizia gli atti del procedimento e li espone all'annullamento. Il principio di legalità è quindi anche parametro di sindacato della legittimità dell'azione amministrativa.
Profili pratici
Per il privato, l'art. 2 è un'arma di tutela: consente di contestare l'espropriazione quando manchi una base normativa del potere o quando non siano rispettati i modi previsti. La verifica della copertura legale dell'azione amministrativa è il primo controllo da compiere di fronte a un procedimento espropriativo.
Tipicità e nominatività dei provvedimenti
Il principio di legalità si traduce, in concreto, nella tipicità e nominatività dei provvedimenti espropriativi: ciascun atto del procedimento, dal vincolo al decreto di esproprio, deve corrispondere a un modello previsto dalla legge e perseguire la funzione tipica per cui è attribuito il potere. L'amministrazione non può creare figure atipiche di acquisizione coattiva, come dimostra la vicenda dell'art. 43, dichiarato incostituzionale proprio perché introduceva un istituto privo di adeguata base nella legge di delega. Il rispetto della tipicità è quindi presidio sostanziale, non meramente formale, della proprietà privata.
Casi pratici
Caso 1: Potere senza base normativa
L'amministrazione tenta di acquisire il terreno di Tizio fuori dai casi previsti dalla legge: l'azione è illegittima per violazione del principio di legalità.
Caso 2: Servitù coattiva tipizzata
La costituzione di una servitù di passaggio per un'opera pubblica sul fondo di Caio è ammessa solo perché prevista da una norma specifica.
Caso 3: Difformità dai modi di legge
Sempronio impugna gli atti perché l'amministrazione ha agito in difformità dalle modalità prescritte, in violazione dell'art. 2.
Domande frequenti
Cosa stabilisce il principio di legalità in materia espropriativa?
Che l'espropriazione e l'imposizione di servitù possono avvenire solo nei casi e nei modi previsti dalle leggi e dai regolamenti.
Il potere di espropriare è generale?
No: è un potere tipizzato, che esiste solo dove una norma lo prevede; fuori dai casi previsti non vi è potere di espropriare.
Qual è il legame con la Costituzione?
L'art. 2 attua la riserva di legge dell'art. 42 Cost., che ammette l'espropriazione solo nei casi preveduti dalla legge.
Cosa accade se il principio è violato?
Gli atti del procedimento sono illegittimi e annullabili dal giudice amministrativo.