- L'art. 15 elenca gli strumenti del trattamento rieducativo.
- Sono centrali istruzione, formazione professionale e lavoro.
- Contano anche religione, attività culturali, ricreative e sportive.
- Sono favoriti i contatti con il mondo esterno e i rapporti con la famiglia.
- Il lavoro e l'istruzione sono cardini del percorso, ma non gli unici.
Testo dell'articoloVigente
Art. 15 L. 354/1975 — Elementi del trattamento
Legge 26 luglio 1975, n. 354 — Norme sull’ordinamento penitenziario e sull’esecuzione delle misure privative e limitative della libertà
Il trattamento del condannato e dell’internato è svolto avvalendosi principalmente dell’istruzione, della formazione professionale, del lavoro, della partecipazione a progetti di pubblica utilità, della religione, delle attività culturali, ricreative e sportive e agevolando opportuni contatti con il mondo esterno e i rapporti con la famiglia.
Ai fini del trattamento rieducativo, salvo casi di impossibilità, al condannato e all’internato è assicurato il lavoro.
Gli imputati sono ammessi, a loro richiesta, a partecipare ad attività educative, culturali e ricreative e, salvo giustificati motivi o contrarie disposizioni dell’autorità giudiziaria, a svolgere attività lavorativa di formazione professionale, possibilmente di loro scelta e, comunque, in condizioni adeguate alla loro posizione giuridica.
Stesso numero, altri codici
- Art. 15 Cod. Amb. — Valutazione del rapporto ambientale e degli esiti della consultazione
- Art. 15 D.Lgs. 159/2011 — Rapporti dell'obbligo di soggiorno con la detenzione, le misure di sicurezza e la libertà vigilata
- Art. 15 D.Lgs. 209/2005 — (Estensione ad altri rami)
- Art. 15 D.Lgs. 42/2004 — Notifica della dichiarazione
- Art. 15 CAD — Digitalizzazione e riorganizzazione
Commento
La cassetta degli attrezzi del trattamento
Se l'art. 13 fissa il metodo dell'individualizzazione, l'art. 15 ne indica gli strumenti concreti. Elenca gli elementi attraverso cui il trattamento del condannato e dell'internato è svolto: istruzione, formazione professionale, lavoro, partecipazione a progetti di pubblica utilità, religione, attività culturali, ricreative e sportive, oltre alla cura dei contatti con il mondo esterno e dei rapporti con la famiglia. È la mappa operativa del percorso rieducativo.
Istruzione e formazione professionale
L'istruzione e la formazione professionale occupano un posto di primo piano. Consentono al detenuto di colmare lacune, acquisire titoli e competenze spendibili dopo la scarcerazione, riducendo il rischio di recidiva. La scuola in carcere e i corsi professionali sono perciò non un'attività accessoria, ma un elemento essenziale del trattamento.
Il lavoro come perno
Il lavoro è tradizionalmente il perno del trattamento: la norma lo richiama tra gli elementi principali e gli artt. 20 e seguenti ne dettano la disciplina. Il lavoro penitenziario, remunerato e non afflittivo, restituisce dignità, struttura la giornata e prepara il reinserimento. Le riforme hanno aggiunto la partecipazione a progetti di pubblica utilità, che valorizza la dimensione riparativa.
Religione, cultura, sport
La religione e le pratiche di culto (art. 26) rispondono a un bisogno spirituale e identitario tutelato dalla Costituzione. Le attività culturali, ricreative e sportive (art. 27) concorrono alla realizzazione della personalità e alla socializzazione, contrastando gli effetti desocializzanti della detenzione. Sono parte integrante del trattamento, non un semplice passatempo.
I rapporti con l'esterno
L'art. 15 sottolinea l'importanza di agevolare i contatti con il mondo esterno e i rapporti con la famiglia (disciplinati dall'art. 18). Mantenere i legami affettivi e sociali è condizione del reinserimento: l'isolamento, al contrario, ostacola il recupero. Questo elemento collega il trattamento all'apertura verso la società.
Una visione integrata
Gli elementi del trattamento non operano isolatamente, ma in modo integrato e calibrato sul singolo (art. 13). Il programma individualizzato seleziona e combina gli strumenti più idonei: per qualcuno prevarrà la formazione professionale, per altri il lavoro o il sostegno ai rapporti familiari. È questa flessibilità a rendere il trattamento aderente alla persona.
Profili pratici
Per il detenuto, aderire agli elementi del trattamento significa costruire la base concreta per i benefici: la partecipazione a scuola, lavoro e attività è documentata e valutata dalla sorveglianza. Per l'amministrazione, l'art. 15 è il parametro dell'offerta trattamentale che ogni istituto deve garantire, pur nei limiti delle risorse disponibili.
Casi pratici
Caso 1: Diploma conseguito in carcere
Tizio frequenta la scuola in istituto e consegue il diploma: l'istruzione, elemento centrale del trattamento, rafforza il suo percorso di reinserimento.
Caso 2: Progetto di pubblica utilità
Caio partecipa a un progetto di manutenzione del verde pubblico: è una delle attività valorizzate dall'art. 15 nella sua dimensione riparativa.
Caso 3: Sostegno ai rapporti familiari
Per Sempronio, padre di figli minori, il programma valorizza i contatti con la famiglia, ritenuti essenziali al recupero.
Domande frequenti
Quali sono gli elementi del trattamento?
Istruzione, formazione professionale, lavoro, partecipazione a progetti di pubblica utilità, religione, attività culturali, ricreative e sportive, oltre ai contatti con l'esterno e ai rapporti con la famiglia.
Il lavoro è obbligatorio?
Il lavoro è favorito in ogni modo come elemento centrale del trattamento ed è remunerato; la disciplina di dettaglio è negli artt. 20 e seguenti.
Le attività sportive e culturali fanno parte del trattamento?
Sì: concorrono alla realizzazione della personalità e alla socializzazione del detenuto e sono parte integrante del trattamento, non un mero passatempo.
Perché contano i rapporti con la famiglia?
Perché il mantenimento dei legami affettivi e sociali è condizione del reinserimento; per questo la legge ne agevola la cura, in collegamento con l'art. 18.
Vedi anche