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Ultimo aggiornamento: 21 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • Le associazioni di radioamatori possono ottenere l'autorizzazione generale per stazioni ripetitrici analogiche e digitali e per impianti ad accesso multiplo.
  • I singoli radioamatori con autorizzazione generale possono ottenere l'autorizzazione per stazioni ripetitrici automatiche non presidiate; le stazioni presso la propria residenza sono soggette a semplice comunicazione.
  • L'installazione di stazioni di radiofari ad uso amatoriale è soggetta a comunicazione e richiede l'identificazione con il nominativo dell'installatore seguito dalla sigla /B.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 143 D.Lgs. 259/2003 — Stazioni ripetitrici

Codice delle comunicazioni elettroniche (D.Lgs. 1 agosto 2003, n. 259)

1. Le associazioni dei radioamatori legalmente costituite possono conseguire, nel rispetto delle disposizioni recate dagli articoli 107, commi 5, 9 e 10, e 140, l’autorizzazione generale per l’installazione e l’esercizio: a) di stazioni ripetitrici analogiche o numeriche a divisione di frequenza o di tempo; b) di impianti destinati ad accesso multiplo.

2. Per le singole persone fisiche, l’autorizzazione generale per l’impianto e l’esercizio di stazione di radioamatore costituisce requisito per il conseguimento, nel rispetto delle disposizioni richiamate al comma 1, dell’autorizzazione generale per stazioni ripetitrici automatiche non presidiate.

3. L’installazione e l’esercizio di stazioni ripetitrici automatiche presso la residenza o il domicilio del titolare dell’autorizzazione generale per l’impianto e l’esercizio di stazione di radioamatore sono soggetti a comunicazione; il titolare della stazione di radioamatore è tenuto al controllo delle apparecchiature della stazione ripetitrice al fine di assicurarne il corretto funzionamento in osservanza delle norme tecniche contenute nell’allegato n. 26 per tali tipologie di impianti.

4. L’installazione e l’esercizio di stazioni di radiofari ad uso amatoriale sono soggetti a comunicazione; la stazione deve essere identificata dal nominativo di cui all’articolo 139 relativo al radioamatore installatore seguito dalla lettera B preceduta da una sbarra. articolo precedente articolo successivo

Commento

Le stazioni ripetitrici nel servizio radioamatoriale

L'articolo 143 disciplina una categoria speciale di impianti radioamatoriali: le stazioni ripetitrici e i radiofari. A differenza della stazione radioamatoriale ordinaria — un singolo operatore che trasmette dalla propria postazione — le stazioni ripetitrici sono impianti automatici o semi-automatici che ricevono segnali su una frequenza e li ritrasmettono su un'altra frequenza, aumentando la copertura della rete radioamatoriale. I radiofari sono stazioni che trasmettono continuamente un segnale di identificazione, utili per la misurazione della propagazione radio e per la localizzazione geografica. Entrambe le tipologie richiedono un regime autorizzativo specifico, più articolato rispetto alla semplice stazione individuale.

Le stazioni ripetitrici delle associazioni di radioamatori

Il comma 1 attribuisce alle associazioni di radioamatori legalmente costituite la facoltà di ottenere l'autorizzazione generale per: stazioni ripetitrici analogiche o numeriche a divisione di frequenza (FDM) o di tempo (TDM); impianti destinati ad accesso multiplo. L'accesso multiplo consente a più radioamatori di usare contemporaneamente il ripetitore su frequenze diverse, ottimizzando l'uso dello spettro. Le associazioni sono l'unica categoria che può ottenere questi titoli collettivi, poiché le stazioni ripetitrici servono la comunità radioamatoriale nel suo complesso e non un singolo operatore.

Le stazioni ripetitrici dei singoli radioamatori

Il comma 2 consente anche ai singoli radioamatori titolari di autorizzazione generale di ottenere l'autorizzazione per stazioni ripetitrici automatiche non presidiate, sempre nel rispetto delle disposizioni degli articoli 107 e 140. Il comma 3 introduce una semplificazione per le stazioni ripetitrici installate presso la residenza o il domicilio del titolare: sono soggette a semplice comunicazione (non ad autorizzazione) e il titolare è tenuto al controllo periodico delle apparecchiature per assicurarne il corretto funzionamento. Questa distinzione riflette la diversa localizzazione del rischio: una stazione ripetitrice presso la residenza del radioamatore è sotto il suo diretto controllo, mentre una stazione in postazione remota richiederebbe un processo autorizzativo più articolato.

Le stazioni di radiofari amatoriali

Il comma 4 disciplina le stazioni di radiofari ad uso amatoriale: anche queste sono soggette a comunicazione (non ad autorizzazione). La norma impone una specifica di identificazione: la stazione deve essere identificata dal nominativo del radioamatore installatore seguito dalla lettera B preceduta da una sbarra (/B). Questa convenzione — ad esempio, IT1XXX/B — è standardizzata a livello internazionale e consente agli altri radioamatori di riconoscere immediatamente che la stazione è un faro amatoriale, distinguendola da una normale stazione radioamatoriale.

Casi pratici

Caso 1: Installazione di un ripetitore associativo VHF

L'Associazione Radioamatori Italiani sezione di una città di medie dimensioni decide di installare un ripetitore analogico VHF su un'altura per aumentare la copertura della rete radioamatoriale locale. Il presidente dell'associazione Tizio predispone la domanda di autorizzazione generale ai sensi dell'articolo 143, comma 1, indicando le caratteristiche tecniche del ripetitore (frequenze di ingresso e uscita, CTCSS, potenza), la posizione del sito e le modalità di gestione. L'associazione ottiene l'autorizzazione e installa il ripetitore, che viene inserito nei database internazionali dei ripetitori amatoriali.

Caso 2: Stazione ripetitrice automatica presso la residenza del radioamatore

Caio, radioamatore di classe A, installa nella soffitta della propria abitazione un ripetitore digitale DMR per estendere la copertura della rete amatoriale nel proprio quartiere. Ai sensi dell'articolo 143, comma 3, l'installazione di stazioni ripetitrici presso la residenza del titolare è soggetta a comunicazione: Caio presenta la comunicazione all'Ispettorato territoriale del Ministero con le caratteristiche tecniche dell'impianto. È tenuto al controllo periodico delle apparecchiature per assicurarne il corretto funzionamento nel rispetto delle norme tecniche dell'allegato n. 26.

Caso 3: Stazione radiofaro amatoriale per lo studio della propagazione

Sempronio, appassionato di propagazione radio nelle bande HF, installa un radiofaro automatico sul tetto della propria abitazione che trasmette ciclicamente il proprio nominativo e le coordinate geografiche su una frequenza del segmento beacon internazionale. Ai sensi dell'articolo 143, comma 4, la stazione è soggetta a comunicazione e deve essere identificata con il nominativo IT1XXX/B. Sempronio presenta la comunicazione al Ministero con le specifiche del faro. La stazione viene inserita nel database IARU dei beacon amatoriali.

Domande frequenti

Un singolo radioamatore può installare un ripetitore automatico?

Sì, ma con modalità diverse a seconda della localizzazione. Le stazioni ripetitrici automatiche non presidiate richiedono l'autorizzazione generale ai sensi degli articoli 107 e 140. Se installate presso la residenza del titolare, sono soggette a semplice comunicazione invece che ad autorizzazione.

Le associazioni di radioamatori hanno più poteri dei singoli per le stazioni ripetitrici?

Sì. Solo le associazioni possono ottenere l'autorizzazione per stazioni ripetitrici analogiche e digitali a divisione di frequenza o di tempo e per impianti ad accesso multiplo. I singoli radioamatori possono installare ripetitrici automatiche non presidiate, ma non impianti ad accesso multiplo.

Come si identifica una stazione radiofaro amatoriale?

Con il nominativo del radioamatore installatore seguito dalla lettera B preceduta da una sbarra (esempio: IT1XXX/B). Questa convenzione è standardizzata a livello internazionale e identifica immediatamente la stazione come beacon amatoriale.

Devo richiedere l'autorizzazione o fare solo una comunicazione per il ripetitore a casa mia?

Per le stazioni ripetitrici automatiche installate presso la propria residenza o domicilio è sufficiente la comunicazione all'Ispettorato territoriale del Ministero. È però obbligatorio il controllo periodico delle apparecchiature per assicurarne il corretto funzionamento.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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