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Ultimo aggiornamento: 31 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • Il Consiglio di Stato rimette la causa al TAR solo in casi tassativi.
  • Tra essi: mancanza del contraddittorio, lesione del diritto di difesa, nullità della sentenza, erronea declinatoria di giurisdizione o competenza, dichiarazione di estinzione o perenzione.
  • Negli appelli su giurisdizione o competenza si procede in camera di consiglio.
  • Le parti devono riassumere il processo entro novanta giorni dalla notifica o comunicazione della sentenza.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 105 Codice del Processo Amministrativo — Rimessione al primo giudice

D.Lgs. 2 luglio 2010, n. 104 — Codice del processo amministrativo

1. Il Consiglio di Stato rimette la causa al giudice di primo grado soltanto se è mancato il contraddittorio, oppure è stato leso il diritto di difesa di una delle parti, ovvero dichiara la nullità della sentenza, o riforma la sentenza o l’ordinanza che ha declinato la giurisdizione o ha pronunciato sulla competenza o ha dichiarato l’estinzione o la perenzione del giudizio.

2. Nei giudizi di appello contro i provvedimenti dei tribunali amministrativi regionali che hanno declinato la giurisdizione o la competenza si segue il procedimento in camera di consiglio, di cui all’articolo 87, comma 3.

3. Le parti devono riassumere il processo con ricorso notificato nel termine perentorio di novanta giorni dalla notificazione o, se anteriore, dalla comunicazione della sentenza o dell’ordinanza.

Titolo III – Revocazione

Commento

Il principio di tassatività della rimessione

L'art. 105 disciplina i casi, eccezionali e tassativi, in cui il Consiglio di Stato non decide direttamente la controversia ma rimette la causa al giudice di primo grado. La regola generale è che il giudice d'appello, in attuazione dell'effetto devolutivo, trattiene la causa e la decide nel merito; la rimessione è la deroga, ammessa solo nelle ipotesi previste, perché altrimenti la parte sarebbe privata di un grado di giudizio.

Le ipotesi di rimessione

Il Consiglio di Stato rimette la causa al TAR soltanto se è mancato il contraddittorio, se è stato leso il diritto di difesa di una delle parti, se dichiara la nullità della sentenza, oppure se riforma la sentenza o l'ordinanza che ha declinato la giurisdizione, ha pronunciato sulla competenza o ha dichiarato l'estinzione o la perenzione del giudizio. Si tratta di vizi che hanno impedito una decisione effettiva nel merito in primo grado: la restituzione degli atti consente che quel grado si svolga regolarmente.

Il procedimento per giurisdizione e competenza

Nei giudizi di appello contro i provvedimenti dei TAR che hanno declinato la giurisdizione o la competenza si segue il procedimento in camera di consiglio di cui all'art. 87, comma 3. La scelta del rito camerale risponde alla natura prevalentemente processuale di tali questioni e all'esigenza di una loro rapida definizione.

La riassunzione del processo

Disposta la rimessione, le parti devono riassumere il processo con ricorso notificato nel termine perentorio di novanta giorni dalla notificazione o, se anteriore, dalla comunicazione della sentenza o dell'ordinanza. La riassunzione assicura la continuità del giudizio davanti al primo giudice; il mancato rispetto del termine perentorio comporta conseguenze sull'ulteriore corso del processo.

Profili pratici

Poiché la rimessione è tassativa, in appello conviene valutare con attenzione se il vizio dedotto rientri tra quelli che la giustificano: al di fuori di tali ipotesi il Consiglio di Stato decide direttamente. In caso di rimessione, è essenziale riassumere tempestivamente il processo entro i novanta giorni, trattandosi di termine perentorio.

Carattere eccezionale e tutela del doppio grado

La tassatività delle ipotesi di rimessione è funzionale a un duplice obiettivo: da un lato evitare che il Consiglio di Stato si spogli con troppa facilità della cognizione, dall'altro garantire il doppio grado quando un vizio abbia impedito un esame effettivo in primo grado. Fuori dai casi elencati vige il principio dell'assorbimento da parte del giudice d'appello, che trattiene e definisce la causa. La rimessione resta dunque rimedio eccezionale, da interpretare in senso stretto e non suscettibile di applicazione analogica.

Casi pratici

Caso 1: La nullità della sentenza

Il Consiglio di Stato rileva che la sentenza del TAR è nulla per un vizio insanabile: dichiara la nullità e rimette la causa al primo giudice.

Caso 2: L'erronea declinatoria di giurisdizione

Il TAR aveva erroneamente declinato la giurisdizione; il Consiglio di Stato riforma la pronuncia e rimette la causa perché sia decisa nel merito in primo grado.

Caso 3: La riassunzione nei termini

Disposta la rimessione, Tizio riassume il processo davanti al TAR con ricorso notificato entro novanta giorni dalla comunicazione della sentenza, rispettando il termine perentorio.

Domande frequenti

Quando il Consiglio di Stato rimette la causa al TAR?

Solo nei casi tassativi: difetto di contraddittorio, lesione del diritto di difesa, nullità della sentenza, erronea declinatoria di giurisdizione o competenza, estinzione o perenzione.

Di regola chi decide la causa in appello?

Il Consiglio di Stato la decide direttamente nel merito; la rimessione è l'eccezione.

Che rito si segue per giurisdizione e competenza?

Il procedimento in camera di consiglio dell'art. 87, comma 3.

Entro quando va riassunto il processo?

Entro il termine perentorio di novanta giorni dalla notificazione o comunicazione della sentenza o ordinanza.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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