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Ultimo aggiornamento: 31 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • Possono appellare le parti fra cui è stata pronunciata la sentenza di primo grado.
  • L'interventore può appellare solo se titolare di una posizione giuridica autonoma.
  • La legittimazione presuppone la soccombenza, almeno parziale, rispetto alla decisione.
  • La regola seleziona i soggetti abilitati a riaprire la controversia in secondo grado.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 102 Codice del Processo Amministrativo — Legittimazione a proporre l’appello

D.Lgs. 2 luglio 2010, n. 104 — Codice del processo amministrativo

1. Possono proporre appello le parti fra le quali è stata pronunciata la sentenza di primo grado.

2. L’interventore può proporre appello soltanto se titolare di una posizione giuridica autonoma.

Commento

Chi può appellare

L'art. 102 individua i soggetti legittimati a proporre appello: sono le parti fra le quali è stata pronunciata la sentenza di primo grado. La legittimazione all'impugnazione spetta dunque a chi ha assunto la qualità di parte nel giudizio definito dalla sentenza e ne ha subito, in tutto o in parte, gli effetti sfavorevoli. Presupposto sostanziale è la soccombenza: chi è risultato integralmente vittorioso non ha interesse, e quindi legittimazione, ad appellare.

La posizione dell'interventore

Il comma 2 detta una regola specifica per l'interventore: questi può proporre appello soltanto se titolare di una posizione giuridica autonoma. La distinzione riflette le diverse figure di intervento. L'interventore adesivo dipendente, che si limita a sostenere le ragioni di una parte senza far valere un diritto proprio, non ha autonoma legittimazione a impugnare; l'interventore che vanti una posizione sostanziale propria, incisa dalla decisione, può invece appellare in via autonoma.

Soccombenza e interesse all'impugnazione

La legittimazione si salda con l'interesse ad impugnare: occorre che dalla sentenza derivi un effetto pregiudizievole che l'appello mira a rimuovere. L'interesse deve essere concreto e attuale, non potendo l'appello essere proposto per finalità meramente teoriche o per contestare statuizioni non lesive.

Coordinamento con la disciplina del contraddittorio

La norma si coordina con l'art. 95 sulle parti del giudizio di impugnazione: individuati i legittimati ad appellare, occorre poi notificare l'impugnazione alle parti necessarie. Il sistema garantisce che il secondo grado coinvolga i soggetti la cui sfera giuridica è interessata dalla controversia.

Profili pratici

Prima di appellare, l'interventore deve verificare la natura della propria posizione: se meramente adesiva, l'appello rischia l'inammissibilità per difetto di legittimazione. Le parti principali devono invece accertare la sussistenza di una soccombenza, anche solo parziale, che fondi l'interesse a impugnare.

Soccombenza formale e sostanziale

L'interesse a impugnare presuppone la soccombenza, che può essere formale, quando la domanda è respinta nel dispositivo, o sostanziale, quando la parte pur vittoriosa abbia visto disattese ragioni a sé favorevoli con effetti pregiudizievoli. La parte interamente vittoriosa, sia nel dispositivo sia nella motivazione rilevante, non ha interesse ad appellare e le sue eventuali ragioni assorbite vanno semmai riproposte ai sensi dell'art. 101, comma 2. La corretta qualificazione della soccombenza è dunque presupposto della legittimazione.

Casi pratici

Caso 1: La parte soccombente

Tizio, ricorrente respinto in primo grado, è legittimato ad appellare perché soccombente rispetto alla sentenza.

Caso 2: L'interventore adesivo

Caia era intervenuta solo a sostegno dell'amministrazione, senza far valere un diritto proprio: priva di posizione autonoma, non può proporre appello.

Caso 3: L'interventore con posizione autonoma

Sempronio, intervenuto facendo valere un proprio interesse inciso dalla decisione, propone validamente appello in via autonoma.

Domande frequenti

Chi può proporre appello?

Le parti fra cui è stata pronunciata la sentenza di primo grado, in quanto soccombenti.

L'interventore può appellare?

Solo se titolare di una posizione giuridica autonoma; non se è intervenuto in via meramente adesiva.

Serve la soccombenza per appellare?

Sì: occorre un interesse concreto a rimuovere un effetto sfavorevole della sentenza.

Chi è vittorioso può appellare?

No, in difetto di soccombenza e di interesse manca la legittimazione all'impugnazione.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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