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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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La Corte costituzionale ha dichiarato non fondata la questione sull’art. 612 c.p.c., sollevata in riferimento agli artt. 3, 10, 24, 111 e 113 Cost. Secondo la Corte, una lettura conforme a Costituzione dell’art. 612 c.p.c. già consente l’esecuzione forzata degli obblighi di fare fondati su un verbale di conciliazione giudiziale: non era necessaria la declaratoria di incostituzionalità.

Di cosa si tratta

La signora Maria Luigia Zambon aveva avviato un’esecuzione forzata per obblighi di fare sulla base di un verbale di conciliazione giudiziale, che la signora Anna Zambon aveva impugnato in opposizione, sostenendo che il verbale di conciliazione non potesse costituire titolo esecutivo idoneo per obblighi di fare. Il Tribunale di Treviso aveva sollevato questione di legittimità costituzionale dell’art. 612 c.p.c., ritenendo che il «diritto vivente» della Cassazione escludesse questa possibilità.

La questione di legittimità costituzionale

Il Tribunale di Treviso ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell’art. 612 del codice di procedura civile, in riferimento agli artt. 3, 10, 24, 111 e 113 della Costituzione, nella parte in cui – secondo il «diritto vivente» – non prevede l’esecuzione degli obblighi di fare e non fare sulla base di un verbale di conciliazione giudiziale.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato non fondata la questione nei sensi di cui in motivazione. Tra diverse interpretazioni di una norma deve preferirsi quella conforme a Costituzione. L’art. 612 c.p.c. può essere letto in modo da ammettere l’esecuzione di obblighi di fare fondati su verbale di conciliazione giudiziale, evitando così il sacrificio del diritto di difesa e l’irragionevole protrazione dei tempi del processo.

Il principio

La declaratoria di illegittimità costituzionale interviene solo quando della norma non sia possibile fornire un’interpretazione conforme ai precetti costituzionali. Se esiste una lettura adeguatrice compatibile con la Costituzione, essa deve essere preferita, e la questione va dichiarata non fondata.

Domande e risposte

Il verbale di conciliazione giudiziale è un titolo esecutivo?

Sì. Il verbale di conciliazione sottoscritto davanti al giudice è un titolo esecutivo ai sensi dell’art. 474 c.p.c. La questione affrontata dalla Corte riguardava se esso consentisse specificamente l’esecuzione per obblighi di fare, non solo il pagamento di somme di denaro.

Cosa si intende per «obblighi di fare» nell’esecuzione forzata?

Sono obblighi di fare le prestazioni che richiedono un’attività specifica del debitore, diversa dal pagamento di denaro o dalla consegna di beni. Ad esempio, demolire una costruzione, eseguire lavori, rilasciare un immobile. L’art. 612 c.p.c. disciplina il procedimento esecutivo per questi obblighi.

Cosa significa che la Corte ha deciso «nei sensi di cui in motivazione»?

Significa che la questione è non fondata non in senso assoluto, ma a condizione che la norma venga interpretata nel modo indicato dalla Corte in motivazione, ossia ammettendo che il verbale di conciliazione possa essere titolo per l’esecuzione di obblighi di fare.

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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