Testo dell'articoloIn aggiornamento

Leggi la decisione integrale
Testo integrale ufficiale della pronuncia (Consulta OnLine) e PDF dal sito della Corte.

📄 Leggi il testo integrale →PDF dal sito della Corte costituzionale

La Corte dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni sollevate dal Tribunale di Grosseto: il rimettente formulava tre censure alternative in modo cumulativo e non specificava quale, tra le diverse soluzioni, fosse costituzionalmente necessaria; inoltre l’ordinanza di rimessione era carente nella motivazione sulla rilevanza.

Di cosa si tratta

Il Tribunale di Grosseto aveva sollevato, in due ordinanze, questione di legittimità dell’art. 1, comma 2, del d.l. n. 2/2000 (conv. l. n. 35/2000, in materia di giusto processo) e dell’art. 513 c.p.p., contestando le limitazioni all’utilizzo in dibattimento delle dichiarazioni rese nella fase delle indagini preliminari da imputati che avessero poi scelto di non rispondere.

La questione di legittimità costituzionale

Le norme impugnate sono l’art. 1, comma 2, del d.l. n. 2/2000 (conv. l. n. 35/2000) e l’art. 513 c.p.p. I parametri sono gli artt. 3, 24 e 111 Cost. Il giudice rimettente è il Tribunale di Grosseto.

La decisione della Corte

Manifesta inammissibilità per due ragioni: primo, le censure erano formulate in modo alternativo e cumulativo, senza che il rimettente specificasse quale norma fosse la ratio decidendi del giudizio a quo; secondo, la motivazione sulla rilevanza era insufficiente — il rimettente non indicava con chiarezza in quale modo la risposta della Corte avrebbe influito sul giudizio principale.

Il principio

L’ordinanza di rimessione deve contenere una motivazione specifica sulla rilevanza della questione: il giudice deve spiegare perché la norma impugnata è applicabile nel giudizio a quo e come l’esito del giudizio di costituzionalità potrebbe incidere sulla sua decisione. La formulazione alternativa o cumulativa di più censure distinte è causa di inammissibilità.

Domande e risposte

Perché non è ammissibile formulare censure «in alternativa»?

Il rimettente deve avere già individuato qual è la norma effettivamente applicabile nel giudizio a quo e sollevare la questione sulla base di quella norma. Se avanza dubbi su norme diverse in via alternativa, significa che non ha ancora chiarito quale sia la ratio decidendi del caso: la questione è prematura.

Cosa si intende per «rilevanza» della questione di legittimità?

La rilevanza significa che la norma impugnata deve essere effettivamente applicabile nel giudizio principale e che l’esito del giudizio costituzionale deve poter influire sulla decisione del giudice a quo. Senza rilevanza, la questione è inammissibile.

Cosa è successo a queste norme dopo il 2002?

La legge n. 63/2001 aveva già ampiamente riformato sia l’art. 513 c.p.p. sia il regime transitorio del d.l. n. 2/2000, adeguandoli alla nuova versione dell’art. 111 Cost. Molte questioni di legittimità sollevate prima di quella riforma sono divenute prive di oggetto.

Norme collegate

Contenuto redatto con l’assistenza di strumenti di intelligenza artificiale (L. 132/2025). La selezione delle fonti, la verifica sui testi ufficiali e la revisione finale sono a cura del responsabile editoriale. Metodo editoriale →
Scheda in aggiornamento. Il commento professionale, i casi pratici e le FAQ per questo articolo sono in corso di redazione.
Per il testo normativo integrale e aggiornato consulta Normattiva.it.
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. È un progetto individuale: la selezione delle fonti, la stesura dei commenti e la revisione sono curate direttamente dall’autore. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
Informazione giuridica di carattere generale. Il testo della norma riproduce la fonte ufficiale vigente; il commento che segue è redazionale e ha finalità divulgativa. Questo contenuto non sostituisce in alcun modo il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato o a un consulente iscritto all'albo.