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La Corte dichiara non fondate le questioni di legittimità costituzionale delle principali norme sul condono fiscale della legge finanziaria 2003 (l. n. 289/2002), sollevate da Toscana, Emilia-Romagna e Veneto. In particolare viene ritenuta legittima la sospensione degli aumenti delle addizionali IRPEF e IRAP regionali prevista durante il periodo di condono.

Di cosa si tratta

Tre regioni (Toscana, Emilia-Romagna, Veneto) avevano impugnato vari articoli della legge finanziaria 2003 (l. n. 289/2002) riguardanti il condono fiscale e la sospensione degli aumenti delle addizionali IRPEF e IRAP regionali. Le ricorrenti lamentavano che tali norme invadessero la propria autonomia finanziaria, ledendo le competenze su tributi propri e addizionali garantite dagli artt. 117, 118 e 119 Cost. dopo la riforma del Titolo V.

La questione di legittimità costituzionale

Le Regioni Toscana, Emilia-Romagna e Veneto hanno impugnato gli artt. 2, 3 comma 1 lett. a), 5, 6, 7, 8, 9, 13 comma 3, 15 e 16 della l. n. 289/2002 e l’art. 2 comma 21 della l. n. 350/2003 (finanziaria 2004), in riferimento agli artt. 114, 117, 118 e 119 Cost., sostenendo che il condono, estinguendo sanzioni accessorie di tributi regionali, e la sospensione degli aumenti delle addizionali, comprimessero l’autonomia tributaria regionale.

La decisione della Corte

La Corte dichiara non fondate tutte le questioni. Ricorda che la legge finanziaria 2003 è intervenuta in un contesto di transizione: il nuovo sistema di autonomia finanziaria regionale ex art. 119 Cost. non era ancora attuato, e le Regioni continuavano a ricevere trasferimenti statali. In questo quadro la sospensione degli aumenti delle addizionali IRPEF e IRAP regionali rispettava il principio di coordinamento della finanza pubblica, di competenza concorrente statale-regionale ex art. 117, comma 3, Cost.

Il principio

In una fase transitoria di inattuazione dell’art. 119 Cost. sull’autonomia finanziaria regionale, lo Stato può legittimamente sospendere con legge gli aumenti delle addizionali IRPEF e IRAP regionali nel quadro del coordinamento della finanza pubblica, senza violare l’autonomia tributaria delle Regioni.

Domande e risposte

Le Regioni possono aumentare l’addizionale IRPEF in autonomia?

Sì, ma entro i limiti fissati dallo Stato. L’addizionale regionale IRPEF è un tributo proprio derivato: la base imponibile e i criteri di determinazione sono stabiliti dallo Stato, mentre le Regioni possono variare l’aliquota nei margini consentiti. In periodi di coordinamento della finanza pubblica, la legge statale può sospendere temporaneamente tale facoltà.

Il condono fiscale statale può estinguere anche le sanzioni sui tributi regionali?

Secondo la Corte sì, nella misura in cui la norma statale di condono si limita a disciplinare la componente erariale e le addizionali regionali in modo coerente col sistema. Tuttavia la questione rimane controversa in dottrina, poiché i tributi propri regionali non dovrebbero essere soggetti a condono statale unilaterale.

Che cos’è l’IRAP?

L’Imposta regionale sulle attività produttive è un tributo istituito con d.lgs. n. 446/1997 che colpisce il valore aggiunto prodotto nelle attività esercitate nel territorio regionale. Le Regioni possono aumentare o ridurre l’aliquota base entro i limiti stabiliti dalla legge statale.

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
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