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La Corte Costituzionale dichiara non fondata la questione sulla norma che istituiva un Commissario straordinario per il monitoraggio delle quote latte con potere sostitutivo verso le amministrazioni regionali inadempienti. La nomina commissariale e il potere sostitutivo rispettano i principi di sussidiarietà e leale collaborazione previsti dall’art. 120 Cost.

Di cosa si tratta

Il decreto-legge n. 49/2003, convertito in legge n. 119/2003, aveva istituito un Commissario straordinario del Governo con il compito di monitorare e vigilare sull’applicazione della normativa sulle quote latte nei primi due periodi di attuazione, con possibilità di esercitare poteri sostitutivi verso le amministrazioni pubbliche inadempienti. La Regione Emilia-Romagna aveva contestato questa nomina come lesiva delle proprie competenze.

La questione di legittimità costituzionale

La Regione Emilia-Romagna ha impugnato l’art. 10, commi 42-45, del d.l. n. 49/2003, in riferimento agli artt. 97, primo comma, 117, quinto comma, e 120, secondo comma, della Costituzione. La Regione sosteneva che la nomina del Commissario e il potere sostitutivo violassero le sue competenze in materia di agricoltura e il principio di leale collaborazione.

La decisione della Corte

La Corte dichiara non fondata la questione. La normativa impugnata rispetta i principi desumibili dall’art. 120, secondo comma, Cost.: il potere sostitutivo è preceduto da una diffida all’amministrazione inadempiente con termine di trenta giorni, richiede una deliberazione del Consiglio dei ministri e si inserisce in un quadro normativo che rispetta la leale collaborazione con le Regioni attraverso il parere della Conferenza Stato-Regioni nella nomina del Commissario.

Il principio

Il potere sostitutivo statale verso le Regioni inadempienti nell’applicazione della normativa sulle quote latte è legittimo se rispetta le condizioni di cui all’art. 120, secondo comma, Cost.: previo coinvolgimento della Conferenza Stato-Regioni, previa diffida e concessione di un termine all’amministrazione inadempiente, e deliberazione del Consiglio dei ministri prima dell’intervento sostitutivo.

Domande e risposte

Lo Stato può nominare un commissario per monitorare l’applicazione regionale delle quote latte?

Sì, se la nomina rispetta le procedure di leale collaborazione: la legge impugnata prevedeva il parere della Conferenza Stato-Regioni, il che è sufficiente a soddisfare il principio collaborativo.

Quali garanzie deve avere il potere sostitutivo verso le Regioni?

Secondo l’art. 120, secondo comma, Cost.: procedura di diffida con termine, rispetto della sussidiarietà, leale collaborazione e deliberazione del Consiglio dei ministri. La norma impugnata rispettava queste condizioni.

Le quote latte rientrano nella competenza delle Regioni?

La materia agricola è di competenza regionale residuale o concorrente. Tuttavia, l’applicazione della normativa UE sulle quote latte implica obblighi internazionali che giustificano un controllo statale sull’adempimento delle amministrazioni regionali.

Norme collegate

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Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
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