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Con ordinanza n. 77 del 2006, la Corte costituzionale ha dichiarato manifestamente inammissibile la questione sull’art. 391-bis c.p.c., sollevata dalla Cassazione stessa. La norma non prevede la revocazione delle sentenze di legittimità per contrasto con un giudicato precedente (art. 395, n. 5, c.p.c.). La Corte ha ritenuto insufficiente la motivazione del rimettente sotto il profilo della rilevanza.

Di cosa si tratta

Il Comune di Agrigento era stato condannato due volte dalla Cassazione per la stessa indennità di espropriazione, a distanza di pochi mesi, senza che i due collegi si rendessero conto della sovrapposizione. Il Comune chiedeva la revocazione di una delle due sentenze, ma l’art. 391-bis c.p.c. ammette la revocazione delle pronunce di Cassazione solo per errore di fatto, non per contrasto con altro giudicato. La Cassazione aveva dubitato che tale limitazione violasse l’art. 24 Cost.

La questione di legittimità costituzionale

La Corte di cassazione ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell’art. 391-bis del codice di procedura civile, nella parte in cui non prevede la revocazione di proprie sentenze nel caso contemplato dall’art. 395, primo comma, n. 5, c.p.c. (contrasto con sentenza passata in giudicato). Parametro: art. 24, secondo comma, della Costituzione (diritto di difesa e divieto del ne bis in idem).

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato la manifesta inammissibilità della questione per insufficiente motivazione sulla rilevanza. Secondo la costante giurisprudenza costituzionale, il rimettente deve rendere esplicite le ragioni che lo inducono a sollevare la questione con motivazione autosufficiente, condizione non soddisfatta nel caso in esame.

Il principio

Anche quando il giudice rimettente è la stessa Corte di cassazione, le condizioni di ammissibilità della questione di legittimità costituzionale restano invariate: la motivazione sulla rilevanza deve essere autosufficiente. La questione sul contrasto tra due giudicati formatisi entrambi in Cassazione resta pertanto aperta nel merito.

Domande e risposte

Quando è possibile chiedere la revocazione di una sentenza della Cassazione?

Ai sensi dell’art. 391-bis c.p.c., la revocazione è ammessa solo per errore di fatto (art. 395, n. 4, c.p.c.), non per contrasto con altro giudicato. Questo crea una lacuna quando due sentenze definitive della stessa Corte si contraddicono sulla medesima lite.

Cos’è il ne bis in idem in materia civile?

Il principio vieta che la stessa controversia sia decisa due volte con esiti contraddittori. In campo civile è tutelato dall’istituto del giudicato esterno: la seconda sentenza deve tenere conto di quella precedente divenuta definitiva sulla stessa questione.

La questione è stata poi risolta?

Con questa ordinanza la Corte ha dichiarato l’inammissibilità per ragioni formali, senza pronunciarsi sul merito costituzionale del problema. La lacuna segnalata dalla Cassazione riguarda un’ipotesi rara ma non impossibile di doppio giudicato formatosi nello stesso Supremo Collegio.

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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