Testo dell'articoloIn aggiornamento
La Corte costituzionale ha dichiarato manifestamente infondata la questione sull’art. 26 del d.lgs. n. 274/2000, che disciplina il ricorso immediato della persona offesa davanti al giudice di pace. Il rimettente muoveva da un erroneo presupposto interpretativo: la presentazione del ricorso equivale a querela ai sensi dell’art. 21, comma 5, dello stesso decreto.
Di cosa si tratta
Il Giudice di pace di Napoli aveva sollevato questione di legittimità costituzionale dell’art. 26 del decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274 (competenza penale del giudice di pace), in riferimento agli artt. 3, 24 e 111 della Costituzione. La norma consente alla persona offesa di citare direttamente a giudizio l’autore del reato davanti al giudice di pace, attraverso il cosiddetto ricorso immediato.
La questione di legittimità costituzionale
Il rimettente riteneva che il meccanismo del ricorso immediato potesse pregiudicare la posizione processuale dell’imputato, non avendo la persona offesa proposto formale querela prima di procedere con il ricorso. Di conseguenza, dubitava della compatibilità della norma con i principi di ragionevolezza, di difesa e di giusto processo.
La decisione della Corte
La Corte costituzionale, con ordinanza n. 321 del 2008, ha dichiarato la questione manifestamente infondata. Il rimettente muoveva da un erroneo presupposto interpretativo: l’art. 21, comma 5, del d.lgs. n. 274/2000 stabilisce espressamente che la presentazione del ricorso immediato equivale a querela. Pertanto, il dubbio sollevato circa l’assenza di querela era infondato in radice, non sussistendo il vizio denunciato.
Il principio
Nel processo penale davanti al giudice di pace, la presentazione del ricorso immediato da parte della persona offesa equivale, ai sensi dell’art. 21, comma 5, d.lgs. n. 274/2000, alla proposizione della querela. Il rimettente che solleva una questione di legittimità costituzionale deve interpretare correttamente le norme applicabili prima di formulare il dubbio di incostituzionalità.
Domande e risposte
- Cosa è il ricorso immediato della persona offesa davanti al giudice di pace?
- Il ricorso immediato, disciplinato dall’art. 26 d.lgs. n. 274/2000, consente alla persona offesa di reati di competenza del giudice di pace di citare direttamente a giudizio il presunto autore del reato, senza necessità di denuncia-querela separata, in quanto la stessa presentazione del ricorso vale come querela.
- Cosa accade se il giudice a quo parte da un presupposto interpretativo errato?
- La Corte costituzionale dichiara la questione manifestamente infondata (o inammissibile), poiché il dubbio di costituzionalità si fonda su una premessa errata. Il giudice rimettente ha l’obbligo di interpretare correttamente le norme prima di sollevare la questione.
Norme collegate
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