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La Corte ha dichiarato non fondata la questione relativa al computo della rendita INAIL del coniuge ai fini del limite reddituale per l’assegno sociale: il legislatore ha ampia discrezionalità nel definire i requisiti reddituali delle prestazioni assistenziali, e la scelta di considerare tutte le entrate familiari non è irragionevole.

Di cosa si tratta

L’art. 3, comma 6, della legge 335/1995 (riforma pensionistica Dini) stabilisce che, per determinare il reddito rilevante ai fini dell’assegno sociale, si tiene conto anche della rendita INAIL percepita dal coniuge del beneficiario. Una donna ultrasessantacinquenne si era vista sospendere l’assegno sociale perché il marito, invalido al lavoro, percepiva una rendita INAIL: sommando tale rendita al reddito del nucleo familiare, il limite previsto dalla legge risultava superato.

La questione di legittimità costituzionale

La Corte d’appello di Torino, sezione lavoro, aveva sollevato questione di legittimità costituzionale dell’art. 3, comma 6, l. 335/1995, in riferimento agli artt. 3 e 38 della Costituzione, nella parte in cui includeva la rendita INAIL del coniuge tra i redditi rilevanti per la concessione dell’assegno sociale.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato non fondata la questione. Ha richiamato la propria costante giurisprudenza per cui il legislatore ha ampia discrezionalità nel determinare i requisiti reddituali delle prestazioni assistenziali, sia nella scelta delle voci da includere nel computo sia nella fissazione delle soglie. La scelta di includere la rendita INAIL del coniuge non è manifestamente irragionevole, essendo la medesima normativa già prevista per la pensione sociale (dalla quale l’assegno sociale deriva).

Il principio

Il legislatore gode di ampia discrezionalità nell’individuare i requisiti reddituali che condizionano l’erogazione delle prestazioni economiche assistenziali. Le scelte adottate sono censurabili solo se manifestamente irragionevoli o arbitrarie: il computo della rendita INAIL del coniuge, in linea con la disciplina della pensione sociale, è coerente con la finalità di contrastare situazioni di indigenza del nucleo familiare.

Domande e risposte

Cos’è l’assegno sociale?

L’assegno sociale è una prestazione assistenziale erogata dall’INPS ai cittadini ultrasessantacinquenni (o ultasessantasettennni dopo la riforma) che si trovino in condizioni economiche disagiate, privi di reddito o con reddito inferiore a una soglia stabilita annualmente. Ha sostituito la vecchia pensione sociale dal 1996.

Perché la rendita INAIL del coniuge incide sull’assegno sociale?

Perché il calcolo del reddito rilevante tiene conto del reddito familiare complessivo, incluse le prestazioni previdenziali e assistenziali ricevute da tutti i componenti del nucleo. La rendita INAIL, come le pensioni e le rendite in genere, è considerata reddito ai fini del limite di accesso alla provvidenza.

La sentenza esclude qualsiasi tutela per le famiglie in cui il coniuge è invalido?

No. La Corte ha auspicato un miglioramento e una razionalizzazione del sistema per rendere più efficace la tutela di cui all’art. 38 Cost. Tuttavia ha ritenuto che l’attuale disciplina non raggiunga il livello di irragionevolezza tale da giustificare l’intervento della Corte costituzionale in sostituzione del legislatore.

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Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
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