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La Corte dichiara l’illegittimità costituzionale degli artt. 2 e 4 della legge regionale Basilicata n. 23/1992, nella parte in cui, sopprimendo un consorzio e trasferendone le funzioni alla Provincia di Matera, non hanno previsto le modalità di finanziamento per coprire le passività maturate prima del trasferimento. Un ente delegato non può essere gravato da debiti altrui senza risorse per farvi fronte.
Di cosa si tratta
La Regione Basilicata aveva soppresso il Consorzio dei comuni non montani del Materano e trasferito le sue funzioni alla Provincia di Matera. Il Consorzio aveva accumulato debiti previdenziali verso l’INPS, relativi a contributi per operai agricoli assunti in modo irregolare. La Provincia, succeduta nelle funzioni, si trovò a dover pagare quei debiti senza che la legge regionale avesse previsto alcun meccanismo di copertura finanziaria. La Corte d’Appello di Potenza ha quindi sollevato questione di costituzionalità.
La questione di legittimità costituzionale
La Corte d’Appello di Potenza censurava gli artt. 2 e 4 della legge regionale n. 23/1992 in riferimento agli artt. 3 (ragionevolezza), 97 (buon andamento), 119 e 128 Cost. (autonomia finanziaria degli enti locali), per non aver disciplinato le modalità di estinzione delle passività pregresse del Consorzio a carico del soggetto delegato.
La decisione della Corte
La Corte accoglie la questione per violazione degli artt. 3 e 97 Cost. È principio fondamentale della finanza pubblica che chi dispone il trasferimento di funzioni da un ente all’altro debba disciplinare anche gli aspetti finanziari dei rapporti attivi e passivi, incluse le passività pregresse. L’omissione totale di tale disciplina rende la norma manifestamente irragionevole e contraria al buon andamento.
Il principio
La Regione che sopprime un ente e delega le sue funzioni a un altro soggetto pubblico è tenuta a dettare norme specifiche per il finanziamento delle passività maturate prima del trasferimento. Non è consentito accollare silenziosamente all’ente subentrante i debiti pregressi senza attribuire le risorse necessarie: ciò viola il principio di parità tra responsabilità di disciplina e responsabilità finanziaria.
Domande e risposte
Un comune o una provincia può rifiutare le funzioni trasferite per non rispondere dei debiti altrui?
No: gli enti pubblici non possono declinare le competenze attribuite per legge né accettarle «con beneficio d’inventario». Proprio per questo il legislatore che trasferisce funzioni deve regolamentare contestualmente la sorte delle passività pregresse, garantendo che l’ente subentrante non ne risponda senza le risorse adeguate.
Qual è la differenza tra successione in senso civilistico e trasferimento amministrativo di funzioni?
Nel diritto privato l’erede risponde dei debiti del de cuius, ma può rinunciare. Negli enti pubblici il trasferimento di funzioni non implica automaticamente la successione nei debiti dell’ente soppresso: occorre una norma espressa che disciplini il riparto delle responsabilità finanziarie.
Cosa deve fare ora la Regione Basilicata?
A seguito della dichiarazione di incostituzionalità, la Regione deve emanare una normativa che individui le modalità con cui la Provincia di Matera potrà essere tenuta indenne dagli oneri derivanti dalla gestione del Consorzio soppresso, stabilendo le risorse finanziarie necessarie a tal fine.
Norme collegate
- Art. 3 della Costituzione — Principio di ragionevolezza: è irragionevole accollare passività altrui senza risorse.
- Art. 97 della Costituzione — Buon andamento della P.A.: compromesso dall’incertezza finanziaria sull’ente delegato.
- Art. 119 della Costituzione — Autonomia finanziaria degli enti locali, parametro invocato dal rimettente.
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