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La Corte dichiara manifestamente inammissibile la questione sollevata dal Giudice di pace di Chiavenna sull’art. 186 del Codice della strada e sull’art. 23 della legge n. 689/1981, che non permettono di modulare la sospensione cautelare della patente tenendo conto delle esigenze lavorative del destinatario. La questione è inammissibile per difetti formali.

Di cosa si tratta

Un automobilista aveva subito la sospensione cautelare della patente da parte del Prefetto di Sondrio per guida in stato di ebbrezza. Nel giudizio di opposizione davanti al Giudice di pace di Chiavenna, aveva chiesto di limitare la sospensione agli orari notturni e ai fine settimana, per non perdere il lavoro. Il giudice, ritenendo di non avere tale potere, aveva sollevato questione di costituzionalità.

La questione di legittimità costituzionale

Il Giudice di pace di Chiavenna ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell’art. 186, comma 2, d.lgs. n. 285/1992 (Codice della strada) e dell’art. 23 della legge n. 689/1981, per violazione degli artt. 1, 3, 4 e 97 della Costituzione, nella parte in cui non attribuiscono al giudice dell’opposizione il potere di modulare le modalità di esecuzione della sospensione cautelare della patente in funzione delle esigenze lavorative.

La decisione della Corte

La Corte dichiara la manifesta inammissibilità della questione, rilevando difetti di motivazione nella descrizione della fattispecie e nella dimostrazione della rilevanza.

Il principio

L’inammissibilità per difetto di motivazione è distinta dal merito della questione: la Corte non valuta se sarebbe opportuno attribuire al giudice il potere di modulare la sospensione, ma constata che la questione non era stata adeguatamente argomentata dal giudice rimettente.

Domande e risposte

Chi subisce la sospensione cautelare della patente può chiederne la modulazione?

Nel quadro normativo del 2010, il giudice dell’opposizione all’ordinanza prefettizia non aveva tale potere, a differenza del giudice dell’esecuzione penale in altri contesti (pene sostitutive, misure in materia di stupefacenti).

Perché la questione è inammissibile e non infondata?

L’inammissibilità dipende da vizi formali della motivazione dell’ordinanza di rimessione, non da una valutazione nel merito della legittimità costituzionale della norma.

La disparità di trattamento rispetto ai condannati penali era reale?

Il rimettente evidenziava che chi aveva commesso reati più gravi (con pena sostitutiva della libertà controllata) poteva ottenere la modulazione della misura, mentre chi aveva solo subito una sanzione amministrativa no. La Corte non ha esaminato il merito di questo rilievo.

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
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