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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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La Corte ordina la restituzione degli atti al Tribunale superiore delle acque pubbliche per un riesame della rilevanza e della non manifesta infondatezza della questione relativa ai canoni per le derivazioni idroelettriche fissati dalla Provincia autonoma di Bolzano, alla luce di sopravvenienze normative intervenute dopo la rimessione.

Di cosa si tratta

La Provincia autonoma di Bolzano aveva modificato con la legge provinciale n. 1/2004 il canone dovuto per le concessioni di derivazione di acqua pubblica ad uso idroelettrico (oltre 3.000 kilowatt), portandolo a 24 euro per kilowatt con decorrenza dal 1° luglio 2004. Il Tribunale superiore delle acque pubbliche aveva sollevato questione di legittimità costituzionale di questa norma, ritenendola in contrasto con numerosi parametri costituzionali. Medio tempore, il quadro normativo era cambiato.

La questione di legittimità costituzionale

Il Tribunale superiore delle acque pubbliche ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell’art. 29 della legge della Provincia di Bolzano 8 aprile 2004, n. 1, e dell’art. 3, commi 1 e 2, della legge della Provincia di Bolzano 29 agosto 2000, n. 13, in riferimento agli artt. 3, 23, 24, 41, 97, 113, 117 e 120 della Costituzione, nonché a norme dello Statuto di autonomia, per la determinazione unilaterale dei canoni idroelettrici.

La decisione della Corte

La Corte ordina la restituzione degli atti al giudice a quo. Dopo la rimessione erano intervenute significative sopravvenienze normative che potevano incidere sia sulla rilevanza della questione (il regime dei canoni poteva essere mutato anche per il caso concreto pendente) sia sul parametro da utilizzare per il giudizio. Il rimettente deve rivalutare se le questioni siano ancora rilevanti e non manifestamente infondate alla luce della nuova disciplina.

Il principio

Quando, nel corso del giudizio costituzionale, intervengono modifiche normative significative che possono incidere sui presupposti della questione (rilevanza o parametri di riferimento), la Corte può ordinare la restituzione degli atti al giudice rimettente affinché rivaluti la questione alla luce del ius superveniens.

Domande e risposte

Che cosa sono i canoni di derivazione dell’acqua pubblica?

Sono i corrispettivi dovuti allo Stato o alle Regioni/Province autonome dai concessionari che sfruttano le acque pubbliche (fiumi, torrenti, laghi) per produrre energia elettrica o per altri usi. L’entità del canone è fissata dalla legge e varia in base alla potenza installata.

Perché la norma provinciale era contestata?

Il ricorrente riteneva che la determinazione unilaterale del canone da parte della Provincia, senza adeguate garanzie procedimentali e senza rispettare i limiti costituzionali in materia di tutela della concorrenza e dell’iniziativa economica, violasse numerosi parametri costituzionali.

Cosa succede dopo la restituzione degli atti?

Il giudice rimettente rivaluta la questione alla luce delle sopravvenienze normative. Può decidere di non rimettere nuovamente la questione (se ritiene che le sopravvenienze abbiano risolto il problema), oppure può rimettere di nuovo la questione con una motivazione aggiornata.

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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