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La Corte dichiara incostituzionale la legge regionale calabrese n. 16/2010 che disciplinava il finanziamento della Stazione Unica Appaltante (SUA), perché viola i vincoli del piano di rientro del disavanzo sanitario sottoscritto dalla Regione con lo Stato e contravviene ai principi statali di coordinamento della finanza pubblica.

Di cosa si tratta

La Regione Calabria, che aveva sottoscritto con lo Stato un piano di rientro dal disavanzo sanitario, era tenuta a riformare il sistema di finanziamento della propria Stazione Unica Appaltante (l’ente che centralizza le gare d’appalto regionali) introducendo un budget prefissato. La legge regionale impugnata, invece, non aveva fissato alcun tetto di spesa, lasciando alla Giunta un margine di discrezionalità incompatibile con il piano di rientro.

La questione di legittimità costituzionale

Il Presidente del Consiglio dei ministri impugnò l’art. 1 della l.r. Calabria n. 16/2010 in riferimento all’art. 117, terzo comma, Cost., per violazione dei principi di coordinamento della finanza pubblica e, in particolare, degli accordi di piano di rientro dal disavanzo sanitario.

La decisione della Corte

La Corte accoglie il ricorso e dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 1 della legge regionale. La Regione aveva liberamente sottoscritto il piano di rientro, obbligandosi a introdurre un budget prefissato per la SUA; la norma censurata, omettendo qualsiasi limite di spesa, contravveniva a tale impegno e violava i principi statali di coordinamento finanziario.

Il principio

L’accordo di piano di rientro dal disavanzo sanitario, liberamente sottoscritto dalla Regione con lo Stato, costituisce un vincolo che la Regione è tenuta a rispettare nella propria legislazione; la violazione di tale accordo determina l’illegittimità costituzionale delle norme regionali difformi, per contrasto con i principi statali di coordinamento della finanza pubblica.

Domande e risposte

Cos’è un piano di rientro dal disavanzo sanitario?

È un accordo tra lo Stato e una Regione in situazione di squilibrio economico nel settore sanitario, con cui la Regione si impegna ad adottare misure specifiche di contenimento della spesa in cambio di risorse statali aggiuntive. Il piano è vincolante per la Regione che lo sottoscrive.

Le Regioni sono libere di ignorare gli impegni del piano di rientro?

No. La Corte ha più volte affermato che i piani di rientro, una volta liberamente accettati dalla Regione, costituiscono vincoli sia amministrativi sia legislativi. Le leggi regionali in contrasto con tali piani violano i principi statali di coordinamento della finanza pubblica.

Cosa è la Stazione Unica Appaltante?

È una centrale di committenza regionale che gestisce in modo accentrato le procedure di gara d’appalto per conto delle amministrazioni del territorio. La centralizzazione degli acquisti pubblici è uno degli strumenti di contenimento della spesa previsti dai piani di rientro.

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
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